Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"
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martedì 31 agosto 2021

CRIPTOCOMUNISMO

 

Democratici o “dem”, progressisti, fautori della cosiddetta inclusione, neo comunisti, filocinesi, negazionisti delle foibe e dei crimini comunisti, sono tutti sinonimi e facce di una stessa medaglia: il comunismo.

Il metamorfismo che li caratterizza, insieme all’odio e al disprezzo per i diritti umani, si esprime attraverso la manipolazione e la falsificazione della realtà, in un susseguirsi di ossimori creati ad arte dall’apparato delinquenziale del gotha comunista.

Con il loro quotidiano martellamento propagandistico i fautori del “pensiero unico” decidono quale debba essere la verità da proporre di volta in volta al Popolo, plasmandola a proprio uso e consumo a fini elettorali.


E’ così che la Storia, quella vera, è stata prima nascosta, poi falsata ed infine proposta al pubblico secondo i dictat imposti da personaggi che nulla hanno a che vedere con la Democrazia e la verità.

Mi riferisco a coloro che giustificano gli eccidi delle foibe nascondendosi dietro uno squallido alibi secondo il quale era giusto ammazzare migliaia di fascisti durante la seconda guerra mondiale.

Peccato però che i solerti “giustizieri” non dicano che molte delle stragi commesse seguendo tale linea di pensiero siano avvenute dopo la guerra, in tempo di pace, oltre al fatto che gli omicidi vennero rivolti indiscriminatamente contro uomini, donne, bambini e anziani.

La Storia ci racconta una verità diversa da quella inoculata come un vaccino dalle sinistre, e ci dice, prove alla mano, che nei territori dell’Italia orientale il Partito Comunista Italiano era complice dei partigiani jugoslavi nelle esecuzioni di massa e nelle carneficine compiute, appunto, a guerra finita.

La menzogna accompagna da sempre le parole dei comunisti, alimentate da un odio insanabile nato dal fatto che le destre e le democrazie si sono sempre opposte alle loro dittature.

I luridi e squallidi personaggi che orbitano nella sfera di influenza dei nostalgici comunisti, oggi metamorfizzati e criptati, celebrano le foibe come un doveroso passaggio verso il paradiso comunista.

Un percorso attraverso cui sono stati trucidati tutti coloro che, inglobati nella società civile di quei tempi, erano diventati parte dell’Amministrazione pubblica, come i maestri di scuola, gli impiegati, i funzionari pubblici, i preti e ogni altra categoria di lavoratori che avesse a che fare il sistema costituito.


L’accanimento contro il Clero e le stragi di preti e suore, anche a guerra finita, sia nei territori slavi che nell’Italia di Togliatti, vero criminale seriale insieme a Longo e al gotha comunista, la dice lunga sulla falsità con cui i progressisti sbandierano oggi la bandiera dell’inclusione…

Una inclusione che non tollera il fatto che ci si possa discostare dall’ortodossia di riferimento, pena la tortura, le sevizie, e la morte.

Il partigianato comunista che tanto piace a Sinistra Italiana, a Fratoianni e all’ANPI, fu una vera spina nel fianco dell’intero movimento partigiano.

Stragi come quella di Porzus, che colpì i partigiani della Brigata Osoppo, rei di non essere comunisti, oppure quella di Malga Bala in cui furono trucidati 12 Carabinieri, la dicono lunga sulla effettiva dimensione criminale degli "eroici" partigiani comunisti.

Per contro il negazionismo espresso oggi dagli squallidi nostalgici della falce e martello ci evidenzia palesemente l’infima caratura morale di questi soggetti, a cui consiglierei di provare un soggiorno nella Corea del Nord, ospiti del paradiso comunista.

Questi veri e propri escrementi sub umanoidi, che nulla hanno a che fare con la democrazia, la civiltà, la libertà, la convivenza civile, l’entropia sociale, sono degli odiatori di professione e auspicano la riduzione in schiavitù delle masse popolari, facendo credere di esserne i paladini.

In realtà è in atto un disegno eversivo atto a creare un gregge di pecoroni facilmente manipolabile, e per il conseguimento di tale obiettivo si ricorre alla distruzione sistematica dei valori che reggono la nostra civiltà, conquistata a duro prezzo dai nostri progenitori.

La spersonalizzazione dell’individuo è il primo passo imposto dalle sinistre per consolidare l’amalgama indifferenziata del materiale umano, senza alcuna distinzione per le prerogative di genere, divenute anzi un orpello da eliminare.

Ciò che conta nell’universo comunista è la massa, e per aumentarne le dimensioni si ricorre alla strategia delinquenziale che prevede una invasione epocale di clandestini africani, nullafacenti e privi di quell’imprinting socile che ci caratterizza.

Il risultato è che la delinquenza soffoca le nostre città, assediate dagli spacciatori nord africani, per i quali Renzi confezionò ad hoc il regalo di “reato lieve”, secondo la cui Legge prevede l’impunità per reati come lo scippo, il furto, il danneggiamento, la truffa, lo spaccio ed altre schifezze similari.


D’altra parte questo popolo di immigrati disadatttati, privi di qualsiasi capacità, compresa quella lavorativa, ma sempre pronti a delinquere e a compiere violenze e stupri, in un vera e propria riproposizione della Corte dei miracoli, costituisce il futuro elettorato delle sinistre, dei dem, dei progressisti, o di qualsiasi altra sigla ideata per confondere le idee.

Nel frattempo il PD stringe alleanze di Governo che vanno dalla simbiosi con uno dei loro nemici giurati, e cioè quei 5 stalle che urlavano a squarciagola slogan come “mai col PD”, alla coesistenza con altri partiti della coalizione guidata da Draghi, come Forza Italia e la Lega di Matteo Salvini.

Un fricandò di compromessi nel quale l’odio è la componente principale, a pari merito con la menzogna e il disprezzo per il Popolo italiano, perennemente ingannato, usato e sodomizzato.

Le cosiddette Ong che fanno la spola nel Mare Mediterraneo fra Tripoli e le nostre coste, dedicandosi al traffico di esseri umani, sono la punta di diamante delle politiche eversive delle sinistre.

Non a caso fra i personaggi di spicco dei garanti di tali Ong spuntano Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, paladino della famigerata nave Sea-Watch, insieme a Erasmo Palazzotto (deputato di Liberi e Uguali) e Nichi Vendola, noto personaggio comunista legato all’Arcigay.


Oppure troviamo il tristemente famoso Luca Casarini noto da decenni alle Forze dell’ordine per i suoi trascorsi da cosidetto “antagonista”, in passato ostile ai “Centri di permanenza temporanea” (trasformati poi in “Centri di accoglienza” attraverso abili raggiri filologici) e oggi attivo nel riempirli e stiparli fino all’eccesso, veicolandovi orde di africani paganti.

Lo scafismo si configura quindi come una delle tante attività criminose che caratterizzano i comunisti polimetamorfizzati, così come il giustificazionismo delle foibe, la corruzione, gli abusi, come quelli di Bibbiano o degli scandali bancari e tutta una serie di nefandezze che fanno parte del “modus operandi” dei “democratici”.

Mai ossimoro fu più evidente…

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Dissenso

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mercoledì 30 giugno 2021

Il PD e l'ennesimo schiaffo alla Democrazia

La sinistra proprio non ce la fa ad abbandonare i vecchi schemi protezionistici verso i criminali comunisti, e cioè quei comportamenti che dimostrano estrema benevolenza nei riguardi di chi ha ucciso spietatamente persone innocenti.

Già nel recente passato (2018) Massimo D’Alema si era riscoperto in afflato tale con la delinquenza comunista da precipitarsi fino in Brasile per omaggiare e coccolare l’ex Presidente di quel Paese, Luiz Inacio da Silva, detto Lula, arrestato per corruzione e condannato a 12 anni di reclusione.


Spesso (quasi sempre) a sinistra si dice bonariamente: “
E’ un ladro, ma è un compagno”!

Così accade che chi compie crimini, anche efferati, come ad esempio Cesare Battisti, rientri nella benevolenza degli squallidi politicanti seguaci di Togliatti.

Battisti, che è un terrorista che apparteneva ai gruppi denominati “Proletari armati per il comunismo”, fu condannato per ben quattro omicidi, ma scappò in Francia dove beneficiò della cosiddetta “dottrina Mitterand”, rimanendo libero come l’aria, alla faccia della Giustizia e dei parenti delle sue vittime, in totale dispregio dei morti che aveva provocato.

Battisti non ha mai espresso una sola parola di scuse, con cui esternare un sentimento di vergogna per ciò che ha commesso, ma anzi, dopo la Francia si rifugiò in Brasile, protetto dal Presidente comunista Lula, lo stesso che fu poi omaggiato di una visita da D’Alema quando anche lui fu arrestato.

Nei giorni scorsi il terrorista, che ora finalmente è in carcere, ha arrogantemente espresso la sua smisurata arroganza chiedendo con risolutezza di essere trasferito dal carcere di Corigliano Rossano (Calabria) a quello di Ferrara (Emilia-Romagna).

Ricordo a chi legge che durante la sua lunghissima latitanza questo escremento umano si faceva fotografare mentre brindava alle vittime della sua ferocia e alle forze dell’ordine che lo ricercavano.

I cosiddetti “progressisti”, autonominatisi depositari di un riformismo comunista, si sono subito attivati per ripristinare quel famigerato “Soccorso rosso” che nel dopoguerra correva in aiuto, legale, finanziario, morale, e quant’altro, di ogni singolo assassino che si dichiarasse comunista.

Dario Fo e Franca Rame erano due dei finanziatori comunisti che alimentavano questo perverso modus operandi, preferendo palesare solidarietà con terroristi di ogni tipo piuttosto che con le vittime innocenti o le loro famiglie.

Anche il PD ora segue questa modalità, e viene anzi da pensare che non l’abbia mai abbandonata, prima come PCI, poi durante le sue metamorfizzazioni camaleontiche, fino a i nostri giorni.

Come a dire : “Il lupo perde il pelo ma non il vizio!”

Uno dei personaggi che è intervenuto in questa vicenda, allo scopo di tutelare le “preferenze” manifestate da Battisti, è la deputata del PD, Enza Bruno Bossio, la quale anziché stare dalla parte delle vittime del terrorismo ha preferito scapicollarsi a sostenere IL BECERO ASSASSINO.

Anche Enrico Letta si è mosso, dall’alto della sua squallida supponenza, caldeggiando il trasferimenro per il suo “pupillo”, che ha il merito di derivare da un retaggio politico rivoluzionario, tanto caro al vecchio PCI, che tentava di imporre la sua politica con l’uso delle armi, dell’odio, e della violenza.


Sopra : Il ladro comunista Lula e il seguace di Togliatti, Massimo D'Alema
Sotto : Il ladro comunista Lula e il seguace di Togliatti Nicola Zingaretti


C’erano altri detenuti che avrebbero dovuto essere trasferiti, per motivi di salute, ma ciò non è stato sufficiente e prioritario di fronte alla spavalderia di Letta, di Enza Bruno Bossio e dell’Avvocato Adriano D’Amico, legale rappresentante del terrorista assassino.

La deputata ha raccontato che durante il suo incontro con Battisti, il terrorista ha inscenato un patetico siparietto in cui ha affermato di essersi commosso fino alle lacrime per aver incorociato gli occhi di un bambino durante uno dei suoi raid negli anni di piombo.

Capite ?

Non si è commosso per aver tolto la vita a delle persone innocenti, ma perché mentre lo faceva un bambino lo stava guardando.

Chissà se dopo questa rivelazione anche la deputata del PD si è commossa a sua volta!

Va anche detto che ciò che Battisti liquida come raid, in effetti erano sanguinosi omicidi perpetrati a sangue freddo, pianificati con l’intento di uccidere, nel totale disprezzo della vita umana.

Ma questo a Letta e al PD interessa poco, perché ciò che veramente conta nel loro perverso e tortuoso itinerario mentale è palesare la propria squallida fede comunista, anziché pensare a risolvere il problema degli imminenti licenziamenti di migliaia di lavoratori.

Ma si sa, Battisti è un compagno...

Lo schiaffo dato alla Democrazia e alla Giustizia da Letta e dalla politicante di turno che non merita nemmeno di essere menzionata oltre, costituisce un modus operandi oramai consolidato, a cui gli elettori dovrebbero prestare molta attenzione.

Tutti possono vedere i comportamenti del PD, che disinvoltamente propone tasse patrimoniali, mente sulla pandemia, in pieno afflato con il comunismo cinese da cui tutto ha avuto origine, dilapida i soldi pubblici aumentando il tetto dei fondi destinati alle coop rosse per la cosiddetta accoglienza dei clandestini, oppure finanziando i gay pride durante i quali le orde frocio lesbiche si producono in continue blasfemie, offendendo la religione e disprezzando chiunque non la pensi come loro.

L’Italia del PD è quella della collusione con i terroristi come Battisti, quella di Bibbiano e dello scandalo della Banca del Monte dei Paschi di Siena.


L’Italia del PD è quella nella quale i deputati delle sinistre si inginocchiano, non in segno di rispetto per le vittime del terrorismo, ma per coloro che avendo la pelle nera sono sono da tutelare anche quando fanno a pezzi il corpo di una ragazzina italiana.

Ricordiamoci che qualche anno fa le sinistre promossero inziative volte ad invitare nell’aula magna dell’università di Bolgona il terrorista Curcio, autore di efferati delitti, come oratore!

A Bologna, feudo del PD (spero ancora per poco) i seguaci di Togliatti sono rimasti sempre muti e silenti di fronte all’occupazione dell’aula C della Facoltà universitaria di Scienze politiche, fagocitata dai gruppi violenti dei cosidetti Centri sociali, per la durata di 26 anni.

Ventisei anni… durante i quali il PD gongolava e palesava arroganza e disprezzo per la Giustizia, sproloquiando di tutela dei più deboli.

Il PD ha ridotto l’Italia ad una pattumiera, specie a Roma, con la collaborazione criminale della penta-stallata Virginia Raggi.

A Bologna il degrado è quotidiano, e i graffiti assediano ogni singolo centimetro quadrato del centro cittadino, nel quale i portici che sono patrimonio Unesco vengono deliberatamente presi d’assalto da stuoli di writer appartenenti ai centri sociali.

Lo spaccio della droga ha raggiunto tali livelli di intensitò che viene da chiedersi se Merola, Bonaccini, e lo stesso Prefetto, non si vergognino…

Nel frattempo, Battisti ringrazia, certo di ambire a qualche carica futura in seno al partito, così come accadeva nel dopoguerra, in cui il fior fiore degli assassini veniva protetto ed i criminali più efferati venivano eletti nelle file del PCI.


Francesco Moranino ne è un esempio palese… nel ruolo di partigiano comunista criminale e assassino ordinò il massacro 7 persone innocenti, che vennero trucidate ferocemente.

Per questo, dopo che il Presidente Saragat gli concesse la grazia,  fu eletto nelle file del PCI, e divenne sottosegretario al Ministero della guerra nel Governo de Gasperi.

Battisti ha quindi delle ottime possibilità di affiancare, in futuro, la sua Musa odierna, la deputata senza vergogna che lo ha coccolato in carcere, palesandogli così il suo tacito e complice consenso unitamente al suo disprezzo per le vittime del terrorista.

Questa è la realtà !

Questo è il PD

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Dissenso

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sabato 6 ottobre 2018

Gli ANARCHICI ASSOLTI e le TOGHE ROSSE !

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Ci sono voluti cinque anni di indagini per scoprire i responsabili degli attentati compiuti a Bologna dal 2010 al 2011, ma poi tutti gli imputati, ventidue anarco-ambientalisti, accusati di associazione a delinquere, di danneggiamento seguito a incendio, e di fabbricazione e accensione di materiale esplodente, sono stati assolti dal gup Aberto Ziroldi al termine dell’udienza preliminare.
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Non si andrà quindi nemmeno a processo, non ci sono gli estremi per farlo, secondo il parere del gup, e così i terroristi responsabili degli attentati la faranno franca.
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Scritte anarchiche che palesano il loro ODIO verso tutti e tutto
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Il 12 dicembre del 2010 ci fu l’attentato ai locali del Roadhouse Grill, mentre il 26 marzo 2011 furono presi di mira gli uffici dell’IBM, così come la Facoltà di Agraria il 21 luglio 2011.
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Il 29 marzo 2011 furono posti quattro ordigni rudimentali anche vicino agli uffici dell’Eni per i quali fu fermato il 24 enne ferrarese Francesco Magnani.
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Questi roghi fecero molto scalpore e provocarono un grande allarme sociale a Bologna.
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L’inchiesta e le indagini sono state gestite dai pm Enrico Cieri e Antonella Scandellari che, nel corso di cinque anni hanno effettuato perquisizioni durante le quali furono trovati materiali compromettenti come petardi, acceleranti per incendi, maschere antigas, documenti su Eni, Ibm, e McDonalds.
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Da tutto ciò erano emerse responsabilità che avevano indotto i pm a rinviare a giudizio 22 anarchici, tra i quali spiccano i nomi di Roberto Nadalini, Giuseppe Valerio Caprioli, ed Elena Riva, già coinvolti in altri procedimenti.
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I pm avevano anche vagliato la posizione degli indagati al momento degli attentati, mediante l’analisi dei tabulati telefonici, ma tutto ciò secondo il Giudice Ziroldi non è stato sufficiente per istruire un processo.
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Tutti liberi dunque ! In barba alla legge !
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E guarda caso ciò avviene a Bologna, la città in cui, più di ogni altra, i facinorosi dei centri sociali, gli anarchici, e le frange estreme della sinistra godono di una sorta di impunità che li vede quindi, da decenni, perseguire le loro attività criminose impunemente.
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La Giustizia è stata per l’ennesima volta vilipesa e infamata, mentre per contro sono stati premiati i “pupilli” delle sinistre, quei “rivoluzionari della domenica” che fanno tanto comodo al PD per impedire ai suoi oppositori politici, come ad esempio Salvini, possano parlare in un pubblico comizio ai cittadini bolognesi.
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Bologna ostaggio della violenza anarchica
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Da notare che è lunga la scia criminosa che caratterizza il modus operandi di questi rivoluzionari da strapazzo, attivi solo nei periodi feriali poichè in estate si squagliano al sole in qualche località di villeggiatura come fanno gli appartenenti alla tanto odiata borghesia.
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Ecco un breve estratto della loro attività criminosa in quel di Bologna, svolta negli anni scorsi dai demenziali circoli cosiddetti "alternativi" dell’anarchia felsinea.
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Nella notte fra il 30 giugno e il 1° luglio 2014 due anarchici hanno piazzato un ordigno in via Malvolta nella serranda della sede di Casa Pound, a Bologna.
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Nella notte fra il 7 e l’8 novembre 2015 sono stati incendiati i fasci di fibre ottiche che corrono nelle canaline a lato dei binari della Linea ferroviaria Alta Velocità Bologna Milano, causando notevoli ritardi al traffico dei treni.
L’attentato è stato rivendicato in un sito di area anarchica con uno stile che ricorda quello delle Brigate rosse.
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Il 9 agosto 2016 è stato arrestato un anarchico nigeriano che aveva in casa diversi prodotti chimici che, se opportunamente miscelati, potevano dare vita ad un ordigno esplosivo.
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Sono state trovate anche indicazioni esatte su diverse cabine dell’Enel e su zone di distribuzione del gas, entrambe a Bologna
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Il 27 novembre 2016 tre individui piazzarono una bomba che fece saltare il portone blindato di una Caserma dei Carabinieri nel quartiere Corticella, a Bologna.
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L’attentato è stato poi rivendicato dagli anarchici sul sito “informa-azione.info”
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Frame dell'attentato alla Caserma dei Carabinieri, ripreso dalle telecamere di sorveglianza
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A fine febbraio 2018, nel cuore della notte, sono state lanciate due bottiglie molotov  contro la sede di Azione universitaria in zona Saragozza,
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Nella notte del 21 marzo 2018 è stato compiuto un atto di sabotaggio presso la ditta Dab sistemi integrati, in via Niccolò dell’Arca, alla Bolognina, in cui sono stati effettuati vandalismi e scritte anarchiche.
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Alle 4 del mattino del giorno 11 aprile 2018 è stato fatto deflagrare un ordigno rudimentale di matrice anarchica davanti alla vetrata di una filiale della Banca Unicredit in via della Barca, a Bologna.
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Alcune bombole di gas da campeggio sono state assemblate per l’esplosione, mentre nel muro a lato della vetrata è apparsa la scritta “Erdogan boia”.
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Il nome del circolo “Fuoriluogo” ricorre ciclicamente in occasione degli attentati anarchici, a dimostrazione del fatto che al suo interno si trovano i responsabili dei fatti criminali.
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L’associazione eversiva degli anarco-insurrezionalisti costituisce la finalità perseguita attraverso il modus operandi dei frequentatori del circolo “Fuoriluogo”, contraddistinto da violenza e intolleranza.
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Vandalismi degli anarchici contro i negozi cittadini
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Evidentemente ad alcune delle “toghe rosse” che inquinano l’ambiente della Magistratura tutto ciò non appare come un pericolo per l’intera società, ma come l’espressione di un marxismo che anche loro condividono a livello ideale, stupidamente e cinicamente, poiché consapevoli della violenza insita nella sua essenza.
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Le “toghe rosse” fingono di non sapere che il marxismo è impregnato di violenza, e che negli scritti di Marx ricorre ciclicamente un aperto auspicio all’uso della forza e della coercizione per imporre “ad ogni costo” il comunismo.
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Questa è la malafede inaccettabile che contraddistingue le “toghe rosse”, che tradiscono in questo modo il giuramento di fedeltà ai valori di Giustizia, di Libertà e Democrazia che caratterizzano la nostra civiltà.
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Gli anarchici combattono la Democrazia e lo Stato di diritto
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A Bologna i gruppuscoli anarchici terroristi godono di una impunità che permette loro di continuare a seminare terrore e odio, nonché un tangibile disprezzo per le persone oneste e i Cittadini che lavorano, mascherando la loro violenza con il facile e comodo alibi di un becero antifascismo, trito e ritrito, anacronistico e stupido.
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Ma più stupido ancora è colui o coloro che permettono che tutto ciò avvenga, e in particolare chi è a capo di quelle istituzioni che dovrebbero garantire un incedere democratico della gens bolognese.
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Prima o poi questo comportamento, assolutamente criminale, sia di parte della Magistratura che delle istituzioni cittadine, dovrà pagare un conto salato alla collettività verso cui si è espresso.
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Coloro che fino ad oggi hanno interpretato un ruolo dissacrante nei confronti  dei valori democratici, come i rappresentanti del PD, pagheranno cara la loro infinita arroganza, ne sono più che certo, e allora sarò in prima fila a deriderli e a sputare su di loro il MIO disprezzo.
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Dissenso
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mercoledì 24 gennaio 2018

IL MALAFFARE TARGATO PD

EX CAPOGRUPPO PD IN REGIONE EMILIA ROMAGNA CONDANNATO.
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Tratto da un articolo di Gilberto Dondi pubblicato sul quotidiano "il Resto del Carlino" il 23 gennaio 2018.
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Marco Monari (ex capogruppo PD in Regione) è stato condannato a 4 anni e 4 mesi per peculato, oltre che all'interdizione PERPETUA dai pubblici uffici e alla confisca di 23.413,59 euro.
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I giudici non usano mezzi termini :
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"L'ex capogruppo PD in Regione Marco Monari ha utilizzato i soldi pubblici per trascorrere piacevoli weekend in compagnia femminile".
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Più chiaro di così si muore.
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E non ci sarebbe forse bisogno di aggiungere altro per definire la condotta di Monari, "spregiudicata e sistematica, connotata dall'assoluto disprezzo del pubblico denaro".
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Lo scrive il collegio dei giudici presieduto da Stefano Scati nelle motivazioni della sentenza con cui, un mese fa, ha condannato Monari per le cosiddette "spese pazze" a 4 anni e 4 mesi di carcere, all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e alla confisca di 23mila euro.
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L'ex capogruppo rispondeva di un maxi-peculato da 940mila euro, ma alla fine è stato condannato "solo" per 117 mila euro perché le altre voci sono state ritenute legittime o non provate come illecite.
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(...) Quelle che destarono scandalo fin dall'esplodere del caso e che ora i giudici sottolineano ripetutamente sono le spese per hotel e ristoranti durante viaggi fatti da Monari in compagnia di amiche o collaboratrici.
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L'ex capogruppo in questo era particolarmente attivo.
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NOTA DEL BLOG : (Ciò manifesta un palese e totale dispregio verso la popolazione, strangolata da una crisi economica senza precedenti !! Un modus operandi tipico dei seguaci degli eredi di Togliatti !)
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Il più clamoroso è senza dubbio l'ormai famigerato weekend a Venezia nel giugno 2011 per lo "Sposalizio del mare", trascorso con una collaboratrice in un albergo di lusso vicino al Canal Grande, il "Boscolo Hotel dei Dogi", e costato in tutto 1.600 euro, di cui 1.100 per l'albergo e il resto in cene e altre voci (perfino le spese di viaggio furono rimborsate).
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Un soggiorno che "appare palesemente illecito", scrive il collegio, in quanto fatto assieme a una donna con cui Monari "aveva in precedenza soggiornato in alberghi che, sia per la loro ubicazione in Bologna (tipo il Novotel) sia per il loro uso diurno, non potevano in alcun modo essere ricollegabili a finalità istituzionali o politiche".
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Un dato su cui i giudici si soffermano è infatti quello degli hotel presi per poche ore da Monari a Bologna (e in un caso a Reggio Emilia) in compagnia di donne, senza altra ragione che quella facilmente immaginabile.
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Poi ci furono le dolci "vacanze romane".
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Tre weekend fatti tra settembre 2010 e gennaio 2011 con la solita collaboratrice, e altri cinque con altre tre diverse donne (di cui gli ultimi tre in sequenza fra fine ottobre e inizio novembre 2011).
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Sempre in concomitanza di eventi politici, ma sempre trascorsi in hotel di lusso, compresi il Plaza o il Gladiatori (4-500 euro a notte), mangiando in ristoranti stellati come "La rosetta" o le "Ostriche" (3-400 euro a botta).
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NOTA DEL BLOG : (Del resto i seguaci di Togliatti ci hanno abituati a ben altre nefandezze, come quella di intitolare vie o piazze a criminali del calibro di Lenin, o di Stalin, o dello stesso Togliatti, definito ancora oggi come "il Migliore" proprio da personaggi come Monari !)
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Una "spregiudicata condotta" per cui si può ritenere che "Monari abbia approfittato dell'evento politico per trascorrere piacevoli weekend romani".
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Tra l'altro anche la Corte dei Conti l'ha condannato a risarcire 500 mila euro.
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NOTE DEL BLOG :
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Ancora una volta, emerge il marciume sociale e politico di chi, approfittando della fiducia dei cittadini, pensa solo ai propri benefici e ad esprimere con arroganza la smania di onnipotenza tipica dei quadri post comunisti.
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Centinaia di scandali, in tutta Italia, hanno presentato il PD per quello che effettivamente è :
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una grande ASSOCIAZIONE A DELINQUERE  caratterizzata da inciuci, malaffare, furti, connivenze mafiose, arroganza, dispregio delle masse popolari a favore delle Banche, corruzione, concussione, clientelismo, oltre a sapienti e disinvolti raggiri che prendono il nome di DISINFORMAZIONE !
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Il modus operandi dei seguaci di Togliatti dovrebbe oramai essere chiaro a tutti gli italiani e anche a quegli italioti che finora li hanno sostenuti, magari offrendo loro anche 5 euro a testa in occasione delle primarie di partito.
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Naturalmente il PD tace, e GENTILONI è preoccupato solo di fare la sua campagna elettorale, nonostante rivesta un incarico istituzionale che glielo vieterebbe, mentre la Boldrini continua a esprimere le sue deliranti e ossessive fobie pro islam e pro clandestini.
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Manca ancora poco tempo ...
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Abbiamo la possibilità di mandare a casa tutti questi personaggi e ricacciarli in quella lurida fogna cui provengono : la retrospettiva pseudo culturale post comunista.
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Non voglio diventare un numero nella massa o un elemento del gregge spersonalizzato cui tendono e ambiscono le sinistre europee, con il loro progetto teso a fagocitare le nostre intime essenze culturali e intellettuali, e ricordo a tutti un vecchio detto, sempre attuale di un grande statista di caratura mondiale :

E' MEGLIO VIVERE UN GIORNO DA LEONE CHE CENT'ANNI DA PECORA !
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Dissenso
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sabato 30 settembre 2017

PD e INDOTTRINAMENTO

Già da tempo assistiamo alla imponente opera di mistificazione e di disinformazione attuata dalle frange pseudo intellettuali degli appartenenti alle schiere degli adoratori di Togliatti.
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Costoro hanno adottato una metodica di manipolazione della realtà che è stata portata avanti per decenni in maniera capillare e sistematica, allo scopo di fagocitare consensi, e poco importa loro se questi sono stati carpiti con l'inganno e la falsità.
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La martellante e incessante propaganda post comunista si è avvalsa di espedienti per raggiungere lo scopo di apparire come brillante rappresentante di valori di libertà e giustizia, come unico baluardo di contrapposizione alla violenza politica, oppure come punto di riferimento per il mantenimento della pace sociale.
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Nulla di più falso !
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La storia da cui deriva il PD è intrisa del sangue di molte vittime innocenti, a partire dai misfatti della cosiddetta "volante rossa" nell'immediato dopoguerra, per continuare con il terrorismo delle "brigate rosse",  e finendo con le odierne collusioni con il malaffare, con i crimini cinesi e russi, anch'essi comunisti.
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Consci però del fatto che l'opinione pubblica può dotarsi oggi di strumenti di studio e di ricerca, come internet, alternativi alla loro propaganda di regime, i governanti (non eletti) del PD sono ricorsi all'uso della manipolazione subdola delle giovani menti dei bambini.
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In che modo ?
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Introducendo nei testi scolastici parte dei loro "cavalli di battaglia" e dei loro stereotipi di partito, presentando il tutto come facente parte di una realtà avvia e consolidata, da accettare in quanto scritta in un testo di studio.
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DITTATURA, è il primo termine che mi viene spontaneo accostando il modus operandi del PD a questa nuova forma di propaganda e di  indottrinamento.
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A questo proposito, riporto un articolo scritto da Giuseppe di Lorenzo per "il Giornale".
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Eccolo :
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LO SPOT ALLO IUS SOLI NEL LIBRO DI SCUOLA :
"Immigrati sono indispensabili".
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Il libro edito da Loescher Editore adottato da alcuni istituti medi italiani.
Uno spot allo ius soli e all'immigrazione "indispensabile".
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Giuseppe De Lorenzo  -  Giovedì 28/09/2017
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Il poeta irlandese William Buttler Yeats diceva che "la scuola non è riempire un secchio, ma accendere un incendio".
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Bello da sentirsi, più difficile essere sicuri che il sistema scolastico funzioni sempre così.
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Perché è davvero sottile la linea che divide l’educazione (l'incendio) dall’indottrinamento (il secchio riempito).
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Basta poco per plasmare la malleabile mente di un bambino, propenso com'è a credere a quasi tutto quello che gli viene proposto dagli insegnanti.
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Ecco perché ogni volta che un genitore porta un figlio tra i banchi dovrebbe controllare i libri di testo.
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Non per verificare la data di nascita di Napoleone, ovvio.
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Ma per essere certo non gli vengano inculcate nozioni stravaganti o idee buoniste considerate da ampi strati della "cultura" come la verità rivelata.
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In questi anni infatti pare vada di moda sponsorizzare l’immigrazione sin dalla pubertà.
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Volete un esempio ?
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Eccovi serviti.
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Prendete la collana “Zoom. Geografia da vicino” edito dalla Loescher Editore di Torino.
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I tomi scritti a tre mani da Luca Brandi, Guido Corradi e Monica Morazzoni vengono proposti per le scuole secondarie di primo grado (tradotto dal burocratichese : le medie).
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In prima si studia “Dall’Italia all’Europa”, in seconda “L’Europa : Stati e istituzioni” e in terza “I continenti extraeuropei”.
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Nulla da dire sulla qualità del prodotto.
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Sembra tutto nella norma, eppure sfogliandolo pagina dopo pagina si arriva a scoprire che presenta gli stranieri come una “indispensabile” risorsa per il Belpaese e che sponsorizza, velatamente, l'approvazione dello ius soli.
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Vi chiederete :
perché un testo scolastico dovrebbe spiegare ad un bambino di 11 anni che l’immigrazione è cosa buona e giusta ?
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Risposta logica :
non c’è motivo.
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Eppure succede.
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Acquistando “Zoom. Geografia da vicino” per la prima media, infatti, i genitori ricevono a casa anche un piccolo tomo intitolato “In prima!”, una sorta di introduzione allo studio della materia.
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Alle pagine 31 e 32 gli autori hanno inserito alcuni esercizi in cui l’ignaro studente può provare a mettere in pratica i consigli su “come leggere i testi non continui” (tradotto : le tabelle).
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Il brano proposto è stato estratto dalla pagina 182 del “tuo libro di geografia” e non elenca le province dell’Umbria o i confini della Lombardia, ma parla di migranti (perché ? Mistero).
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Oggi l’Italia è il quinto Paese europeo per numero di residenti stranieri”, si legge.
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E ancora :
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Secondo i dati dell’ultimo censimento 2011 (…) gli stranieri residenti in Italia sono circa 4,5 milioni, il triplo di dieci anni prima”.
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Ma il meglio arriva alla pagina successiva.
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La tabella viene divisa in due :
da una parte la foto di un barcone carico di disperati “al largo delle coste italiane” (incredibilmente chiamati col loro vero nome : Immigrati clandestini”);
dall’altra il paragrafo intitolato Una presenza indispensabile.
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Il contenuto è un inno al pensiero unico :
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“Ormai quindi l’Italia è terra di immigrazione e gli immigrati sono una presenza indispensabile, soprattutto in alcuni settori lavorativi come l’edilizia, il lavoro domestico, l’assistenza a bambini e anziani”.
Manca solo il classico ritornello del “ci pagano le pensioni” per chiudere il cerchio. .
Ma per ora meglio puntare sullo ius soli :
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La convivenza tra italiani e stranieri - si legge infatti - non è sempre facile e non sempre la legge italiana favorisce l’integrazione”.
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Che brutta cosa, penseranno gli studenti.
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E come mai la coabitazione è così complessa ?
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Per via dei reati commessi dagli stranieri ?
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Macchè.
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Tutta colpa dell'assenza dello ius soli.
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"Ad esempio - spiegano gli autori agli ignari pargoletti - i figli di stranieri nati in Italia continuano a non avere diritto alla cittadinanza italiana, anche se vivono nel nostro Paese da sempre".
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Molto commovente e di certo convincente per alunni che ancora non hanno sviluppato senso critico.
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Una foto del libro di testo ha iniziato a circolare tra alcuni genitori del Veronese e del Vicentino.
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Almeno due istituti di Verona lo hanno adottato, come la Scuola "A. Manzoni" dell'Istituto comprensivo "Golosine" e la "Salgari" del "Cadidavid-Palazzina".
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A Vicenza invece Alex Cioni del Comitato "Prima noi" ha denunciato "l'indirizzo culturale e poi politico che si vuole dare ai giovani studenti in una fase della loro crescita educativa particolarmente delicata".
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Impossibile dargli torto.
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Dissenso
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