Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"
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venerdì 27 giugno 2014

CIAO PICCOLO ADAM.

TRAGEDIA A MINERBIO
 

Porti un figlio nel grembo per nove mesi,
poi l’accogli tra le tue braccia. 
Scopri l’amore,
quello vero, eterno. 
Ti prendi cura di lui, 
giorno dopo giorno. 
Lo vedi crescere, 
il primo accenno di sorriso ti colmerà il cuore. 
Ogni piccolo progresso, 
una conquista. 
Tua e sua. 
E’ questa la felicità, pensi. 
Poi, di colpo, un pomeriggio qualunque, tutto finisce. 
Piombi in un incubo.

E’ quello che è accaduto ieri ad una giovane mamma, a Tintoria di Minerbo. 
Il suo bimbo, di soli due anni, è rimasto vittima di un incidente stradale, avvenuto intorno alle 18. 
Il piccolo è stato investito da un'auto, mentre attraversava la strada, sotto gli occhi della sua mamma. 
Da quanto si apprende erano davanti ad una fermata del bus, mano nella mano, quando il piccolo sarebbe sfuggito alla stretta della madre, piombando in strada. 
Così una vettura in transito se lo sarebbe ritrovato davanti, all'improvviso, e lo ha centrato in pieno.
Soccorso in elicottero, le sue condizioni sono parse da subito critiche. 
A nulla sono valsi i tentativi di soccorso dei sanitari del 118, il cuore del piccino ha smesso di battere durante la corsa verso l'ospedale Maggiore di Bologna. 
Una volta giunto al pronto soccorso, il piccolo era già morto. (LINK)

Non ci sono parole per descrivere quanto accaduto. Solo lacrime e rabbia per la scomparsa di una tenera ed innocente creatura di soli due anni. Ci uniamo al cordoglio della famiglia del piccolo Adam porgendo loro le nostre più sentite condoglianze.

Rivolgiamo inoltre un appello alla nostra amministrazione comunale, chiedendo di unirsi al dolore di questa famiglia dichiarando una giornata di lutto cittadino per commemorare il piccolo Adam e tutte le altre innocenti vittime della strada che in questi ultimi giorni hanno purtroppo riempito le pagine dei giornali. 
Crediamo infatti che sia il caso di annullare  il "carnevale notturno" previsto per sabato 28 giugno. (LINK) 
Davanti ad episodi così tragici pensiamo che non ci sia nulla da festeggiare. 


domenica 3 marzo 2013

SICUREZZA STRADALE, IN ARRIVO OLTRE 7 MILIONI DI EURO.

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Assegnati tramite il Piano nazionale sicurezza stradale a Comuni e Province della regione per migliorare la sicurezza.
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Oltre 7 milioni di euro per interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale in Emilia-Romagna, in modo da ridurre numero ed effetti degli incidenti.
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E’ la cifra stanziata dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti attraverso il quarto e quinto programma di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale (Pnss). 
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La Regione, con apposita delibera, ha approvato il Disciplinare per l’accesso al finanziamento statale (complessivamente 7.438.132,70 euro) da parte di Comuni e Province che, in forma singola o associata, avranno novanta giorni di tempo dalla pubblicazione del bando sul Bur per presentare le proposte di partecipazione. 
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Il quarto e quinto programma indicano come interventi prioritari la realizzazione di piani pilota per la valorizzazione delle aree urbane, con l’innalzamento dei livelli di sostenibilità e di sicurezza della mobilità. 
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I piani dovranno dunque articolarsi facendo riferimento a misure di regolamentazione del traffico, utilizzo dei dispositivi di "traffic calming", creazione di isole ambientali, messa in sicurezza di percorsi casa-scuola, realizzazione di aree di sosta per l’intermodalità.
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Gli interventi della Regione per la sicurezza stradale sono sul portale "Moblità".
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Ci auguriamo ora che il Comune di Minerbio non si faccia scappare questa occasione.
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In passato infatti abbiamo presentato numerose proposte per cercare di collaborare con l'attuale amministrazione, chiedendo che venissero installati segnalatori luminosi sulle strisce pedonali ed indicatori di velocità (tutor) in prossimità delle scuole del Paese, che venisse inoltre ampliata la cartellonistica orizzontale e verticale per mettere in sicurezza i tragitti casa-scuola, semafori a chiamata nei tratti di maggior affluenza (scuole e mercato).
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Abbiamo ottenuto dopo lunghe battaglie, che venisse finalmente costruita l'isola spartitraffico davanti alla scuola elementare di Minerbio. 
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Ma non basta, crediamo che si possa fare meglio e di più.
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Tutto il resto infatti è stato disatteso. 
Ed ora che la Regione ha stanziato una cifra così importante per mettere in sicurezza i nostri comuni dal punto di vista della mobilità, pensiamo sia l'occasione giusta per cercare di attuare finalmente tutti quei progetti che da anni noi del Blog stiamo proponendo all'attuale amministrazione.
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Christian B.
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domenica 29 aprile 2012

RICICLO CONDIVISO, LA “NON NUOVA” CONCEZIONE DEL RIUSO, IL BARATTO.

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La crisi economica sta avanzando inesorabile, le aziende chiudono come mosche stecchite al sole e gli operai, impiegati, magazzinieri, e ormai sempre più spesso anche, i così detti colletti bianchi, vengono licenziati e perdono il lavoro.
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La politica, vera responsabile di questo sfacelo, ha FALLITO.
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La politica NON è riuscita a dare quelle soluzioni di cui il paese aveva ed ha bisogno.
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La corruzione della classe dirigente, dei nostri politici, ha creato un sistema globale insensibile alle vere esigenze del Paese, del Cittadino.
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I veri responsabili di questa crisi sono proprio coloro che invece avrebbero dovuto garantirci serenità, perché eletti da noi proprio per questo scopo.
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Non ci fidiamo più della politica, tantomeno dei politici, collusi con i poteri forti del paese, le banche, le lobbies, la mafia.
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Non abbiamo altre soluzioni, ormai, che aiutarci da soli.
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La Rivoluzione culturale che molti paesi europei hanno intrapreso, grazie al coraggio di gruppi di Cittadini che l'hanno cominciata per primi, come in Argentina, in Islanda, nel Portogallo, presto anche in Spagna e in Grecia, hanno fatto si che il Popolo, i Cittadini si AUTO ORGANIZZASSERO in autonome forme di sopravvivenza attraverso la CONDIVISIONE.
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Argentina, Islanda, Portogallo, Grecia, Spagna ed ora anche l’ Italia sono in ginocchio.
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In questi paesi, compresi negli Stati Uniti, si è avviato un processo spontaneo che scavalca quello del denaro, un processo che tende ad aiutare coloro che non hanno più disponibilità di denaro perché ridotti sul lastrico dalla crisi economica: IL BARATTO, sotto forma di RICICLO CONDIVISO, attraverso una “non nuova” concezione del RIUSO DEGLI OGGETTI.
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Una CONDIVISIONE DI SERVIZI, scambiando ABILITA’ in cambio di altre, o in cambio di oggetti.
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Una forma di CONDIVISIONE che ha portato i Cittadini a stringersi in un abbraccio di solidarietà globale.
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Questa crisi ci sta insegnando che se oggi a star male sono io, domani potrebbe capitare a TE.
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Nessuno di noi ne è immune.
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Solamente la solidarietà reciproca, potrà salvarci.
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Solo allontanandoci dall’ uso FORZOSO e FORZATO DEL DENARO, potremo salvarci.
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Solo una NUOVA CONCEZIONE del RIUSO CONDIVISO potrà salvarci.
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Nei paesi sopra citati (Argentina, Islanda, Portogallo, Grecia, Spagna) e da qualche tempo anche negli Stati Uniti, questo sistema, quello del BARATTO, è in opera e FUNZIONA, ormai da parecchio tempo, da quando è iniziata la crisi economica, da quando cioè, Cittadini come noi si sono AUTO ORGANIZZATI, basandosi sulla nuova concezione che ciò che non serve più a te può benissimo essere utile ad altri (il Baratto), e ciò che so fare io può essere utile ad altri in cambio di quello che sanno fare altre persone, il così detto SCAMBIO DI ABILITA’.
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Il consumismo ci ha portato ad avere più di quello che ci serviva, accumulando cose su cose, accatastandole chissà dove nelle cantine o nei garage, e sempre più spesso non ci ricordiamo cosa abbiamo comprato in passato e quando ritroviamo oggetti sepolti dalla polvere li buttiamo via perché considerati vecchi, scomodi e non più utili.
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Sempre più spesso vengono buttati via oggetti ancora funzionanti per sostituirli con oggetti più nuovi simili ai precedenti.
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Molti di noi mettono questi oggetti in vendita su famosi siti web, per ricavarne uno straccio di misero guadagno.
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Scelta condivisibile, (meglio poco che niente!!) ma in questo modo rimaniamo legati alla concezione del DENARO, vero colpevole del nostro attuale malessere, che ci porta alla spersonalizzazione e ci allontana dalla vera concezione della solidarietà globale e dalla concezione del RICICLO CONDIVISO.
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Il nostro scopo con questo nuovo sito è proprio quella di far RIAVVICINARE LA GENTE, tenendola lontana dall’ uso forzato del denaro, vero responsabile dello sfacelo a cui stiamo assistendo quotidianamente.
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NON BUTTATE PIU' VIA LE VOSTRE COSE.
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CONDIVIDETELE CON NOI. 
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COLLEGATEVI AL SITO E COMINCIAMO A LAVORARE TUTTI ASSIEME PER INIZIARE A CREARE UN NUOVO SISTEMA, ALTERNATIVO A QUELLO ESISTENTE, BASATO SULLA SOLIDARIETA' RECIPROCA.
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CIO’ CHE NON SERVE PIU’ A VOI SARA’ SICURAMENTE UTILE AD ALTRI.
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BARATTATE I VOSTRI OGGETTI che ormai non vi servono più, CON ALTRI DI CUI INVECE AVETE BISOGNO.
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BARATTATE LE VOSTRE ABILITA’ IN CAMBIO DI ALTRE.
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RIAVVICINIAMOCI IN UN ABBRACCIO GLOBALE DI SOLIDARIETA’.
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Christian B.
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domenica 7 novembre 2010

LAMPADE A FLUORESCENZA

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Rivolgiamo al Sindaco del Comune di Minerbio una semplicissima domanda a cui non dovrebbe essere difficile rispondere :
l’impianto di illuminazione “nuovo” installato in occasione del rifacimento del salotto buono di Minerbio, in Via Garibaldi, di che tipo è ?

La domanda ci sorge spontanea, dopo che in passato, ci siamo sentiti rispondere dal Sindaco che la tecnologia a LED era, per il momento, a suo dire, inaffidabile.

Tralascio di dire che a livello planetario è oramai universalmente riconosciuto anche dai più recalcitranti alle innnovazioni, e dagli ottusi abitudinari amanti delle vecchie lampadine e delle vecchie forme di energia, inquinanti, costose e obsolete, che la forma più conveniente di illuminazione sia quella delle lampade a led.

Ma non voglio insistere su ciò, perché non vorrei provocare traumi esistenziali ad un Sindaco che appare ancorato a convinzioni radicate profondamente nella Sua essenza di militante di un Partito obsoleto, a cui non piacciono quindi le novità e le innovazioni, ma solo il caldo conforto delle vecche tradizionali abitudini come appunto la vecchia politica, legata a vecchie prerogative ambientali, all’inquinamento, alla ottusa prosecuzione di schemi preordinati, quanto perniciosi.

Vorrei solo sapere che tipo di illuminazione ci ha regalato nella sua munifica opera il nostro Primo Amministratore, dall’alto della sua decisione unilaterale e del suo rifiuto di confrontarsi con chi, forse, gli avrebbe potuto fornire un supporto ulteriore di conoscenza.

Lo vorrei sapere poiché spero che Lorenzo non abbia fatto installare delle lampade a fluorescenza.

Lo spero perché tutti sanno, anche Lui, che a dispetto di un indubbio vantaggio dal punto di vista del risparmio energetico, si presentano, per contro, diversi inconvenienti da non sottovalutare.

In primis, caro (si fa per dire) Primo Cittadino, le lampade a fluorescenza possono essere pericolose, nel caso di rottura accidentale, in quanto il mercurio contenuto al loro interno, potrebbe disperdersi nell’ambiente.

Basta considerare che il mercurio contenuto in una sola lampadina, a basso contenuto di tale sostanza, è sufficiente a contaminare 4.000 litri di acqua (la ricerca è stata condotta dalla Stanford University).

L’alternativa più avanzata alle lampade a fluorescenza è quella rappresentata dai corpi luminosi tarmite tecnologia LED.

Questa permette un risparmio energetico fino al 60 %, una maggiore durata nel tempo, oltre che una maggior sicurezza, sia nello smaltimento che per i problemi legati all’alta tensione.

Non c’è una norma che obblighi le amministrazioni a dotarsi di questa tecnologia, ancora, ma sarebbe di esempio per tutti i cittadini se si adottasse il ricorso pubblico alle lampade a LED, in nome del risparmio energetico e della sicurezza.

L’impiego sostitutivo alle lampade a fluorescenza mediante installazione di LED di ultima generazione, a bassa tensione, potrebbe essere diffuso sia negli uffici che nei luoghi pubblici esterni (strade, monumenti, cimiteri, parchi, ecc) al posto dell’illuminazione tradizionale.

Sapendo che non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire, mi auguro che il Lorenzo locale ascolti bene questo suggerimento, e che ci risponda al più presto (non è Lui che sbandiera spesso su “Prometeo” il fatto di essere a favore del dialogo, e della comunicazione con i cittadini ?)

Questa sarebbe l’ennesima occasione per dimostrare se ciò sia vero, o se sia frutto, invece, della solita trita e vecchia strategia politica a cui sembra essere così simbioticamente legato.

Se finalmente recepisse il messaggio (sarebbe la prima volta) mi verrebbe spontaneo dire :

Finalmente gli si è accesa la lampadina !

In attesa di un insperato riscontro, in assenza del quale indagheremo per conto nostro, un saluto ai nostri illuminati lettori.
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E.B.

giovedì 28 ottobre 2010

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: RIFIUTI ZERO-RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA

UN ESEMPIO DA SEGUIRE: Capannori, comune a RIFIUTI ZERO.
Capannori è finita sotto i riflettori in quanto è stato il primo paese italiano ad attuare la strategia Rifiuti Zero, elaborata da Paul Connet, che ha permesso al comune di raggiungere in poco tempo una raccolta differenziata dell’83%. Ma come si è arrivati a tanto? Lo abbiamo chiesto a Rossano Ercolini, coordinatore dell’osservatorio Rifiuti Zero.

Tutto nacque con un inceneritore. O meglio con la mancata realizzazione di un inceneritore. Correva il 1994 e le autorità competenti avevano deciso di costruire un inceneritore nel territorio di Capannori. La popolazione a quel punto si mobilitò e, per utilizzare le parole di Rossano Ercolini - coordinatore dell’Osservatorio Rifiuti Zero istituito con la delibera con la quale il comune di Capannori ha formalizzato l’adesione alla strategia Rifiuti Zero – “si passò da una comunità minacciata ad una comunità salvata”.
Quella mobilitazione, infatti, non fu estemporanea. Forse grazie alla vittoria ottenuta nel 1997 (l’inceneritore alla fine non fu costruito), forse grazie alla contingenza delle vicissitudini, fatto è che da quel momento qualcosa è cambiato e una serie di persone si sono messe in movimento e, a distanza di 14 anni, hanno fatto di Capannori uno degli esempi più noti e virtuosi di comune che adotta le cosiddette “buone pratiche”.
Rossano Ercolini - intervenuto al convegno RIfiuto: RIduco, Riciclo, organizzato dalla Macro Edizioni – racconta con orgoglio evidente le battaglie combattute e vinte: l’incontro con Paul Connet del 1996, il passaggio dalla strategia del “no all’inceneritore” a quella del “sì ai Rifiuti Zero”, il raggiungimento di percentuali altissime nella raccolta differenziata porta a porta e così via.
Durante il suo intervento appassionato, travolgente, ha affermato con foga: “nel ’97 celebrammo la grande vittoria contro l’inceneritore, una grande realtà che io porto dentro e che ci dette immediatamente la forza per ripartire. Risolto un problema, ci volgemmo verso il prossimo ostacolo. Ormai eravamo partiti.
In questo percorso naturalmente era aumentata la competenza” e in un altro punto del suo intervento: “glielo abbiamo dimostrato! Non eravamo solo quelli del no, ma eravamo quelli che dicevano sì a obiettivi di innovazione e di miglioramento complessivo dal punto di vista sociale, della partecipazione, ma anche dal punto di vista della scelta delle migliori pratiche, delle migliori tecniche e delle migliori possibilità alternative”.
Appena terminato il suo intervento lo abbiamo intervistato per Terranauta.
Rossano Ercolini, che cosa è successo a Capannori?
“Capannori, 45.000 abitanti, è stato il primo comune italiano ad aver dichiarato nel 2007 la strategia dei Rifiuti Zero. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo dovuto affrontare una serie di passaggi fondamentali. Tra questi la partenza graduale del porta a porta. All’inizio, quando lo proponevamo negli anni ’90, eravamo sbeffeggiati come visionari, come stupidi visionari. Ma avevamo ragione noi. I nostri sogni visionari furono presto messi in pratica e addirittura le nostre ipotesi si rivelarono inferiori ai risultati! Quando ci consideravano dei folli prevedevamo un 65% di resa della raccolta differenziata. Dopo pochi anni, raggiungemmo l’83%...”
Ercolini
Rossano Ercolini e Marco Boschini durante il convegno RIfiuto: RIduco, RIciclo
Che ruolo hanno avuto gli abitanti di Capannori?
“Loro sono stati il cuore di tutte le nostre iniziative! Le persone che brontolano, che discutono, che non sono mai contente, quando sono messe nella condizione di poter fare, quando trovano una pubblica amministrazione mediamente in gamba pronta a riconoscere anche i piccoli sacrifici che devi compiere, si rivelano essere molto migliori di quanto appaiano! Quando la gente si accorge di essere parte del problema, immediatamente diventa parte della soluzione di quel problema. Il problema sono gli amministratori. Nel caso di Capannori abbiamo trovato degli amministratori attenti. Questo anche grazie alle amicizie personali costruite negli anni, e al fatto che alcuni degli amministratori in carica adesso erano parte di quel movimento, erano semplici cittadini come il sottoscritto”.
Possiamo quindi affermare che le iniziative sono partite dal basso e solo in un secondo momento sono state guidate dalle vostre amministrazioni?
“Assolutamente sì. Senza nulla togliere agli attuali amministratori, che sono bravissimi, spesso ai media e agli osservatori sfugge l’importanza del ruolo svolto dal vastissimo movimento che si è mosso dal basso. Non sarebbe stato possibile raggiungere l’83% di raccolta differenziata senza l’esistenza di una sensibilità diffusa, di un dibattito che durava a un decennio a Capannori.
Io sono capannorese e sono molto orgoglioso vedere il comune di Capannori insieme alle municipalità internazionali nella lista delle città che aderiscono alla Zero Waste. Capannori International! Capannori City! È un’emozione difficile da descrivere. O forse io sono un po’ bambino ed esagero in questa emozione”.
Ma in pratica, quando si dice rifiuti zero cosa si intende?
“Intanto si intende un patto condotto tra tre soggetti: i produttori, la distribuzione e i cittadini utenti, le persone che consumano e quindi producono rifiuti. Ecco, questo è lo scheletro attraverso il quale si imposta una strategia rifiuti zero.
Naturalmente raggiungere dei punti di equilibrio sempre più avanzati non è un gioco, però nel momento in cui tu chiami in causa la responsabilità estesa del produttore e la responsabilità a valle di ognuno di noi e nel momento in cui hai convinto l’amministrazione ad attuare il porta a porta sei ad un ottimo punto per mirare ad obiettivi ancora più ambiziosi come quelli dei rifiuti zero”.
Ma in concreto rifiuti zero significa che non esisteranno più rifiuti per niente? Ed entro quanto?
“L’obiettivo Capannori Rifiuti zero è per il 2020. Abbiamo quindi una strategia idealistica in un tempo realistico. Questa è la sintesi, è la road map che indica un percorso che ci porterà se non essere proprio a rifiuti zero ad essere - come viene detto nel movimento internazionale -dannatamente vicini a zero.
Ogni giorno dovremmo combattere i rifiuti; ogni percentuale, ogni punto percentuale, sottratto prima allo smaltimento e poi al rifiuto non prodotto segna o non segna il progresso verso l’arrivo dei rifiuti zero”.
Tra le città che si sono poste come obiettivo i rifiuti zero, oltre a Capannoni ci sono città come Los Angeles e San Francisco...
“Sì. Fino a poco tempo fa nemmeno le persone più sensibili a questi temi avevano sentito parlare del nostro comune. All’inizio, quindi, nonostante io abbia un grande attaccamento e rispetto per Capannori, mi veniva un po’ da ridere a vedere mio piccolo paese toscano affiancato a città come San Francisco, Canberra, Buenos Aires, Alifax. Mi sono detto Capannoni come la Silicon Valley… e in effetti è una provocazione che però segna un elemento di realismo che dimostra come noi ci stiamo avvicinando al futuro”.> 

Ma quindi anche realtà molto più grandi come San Francisco riescono ad applicare questo modello! Anche in Italia allora la strategia “zero rifiuti” potrebbe essere adottata da grandi metropoli come Roma o Napoli?
“Sì. La prima cosa da fare è sottrarre la parte biodegradabile dal resto riciclabile attraverso la diffusione dei sistemi di compostaggio. I materiali secchi come la carta, i metalli, il vetro e le plastiche possono poi essere selezionati addirittura per via manuale! Ovvio che l’ideale è usare impianti tecnologici che sono, ovviamente, infinitamente meno inquinanti degli inceneritori”

E adesso cosa succederà a Capannori?
“Per quanto riguarda il mio comune vedo che ci sono delle iniziative molto virtuose. Però se poi mi metto a fare le pulci vedo che sull’urbanistica non si riesce a perdere il vizietto dell’eccesso di cementificazione; nella mobilità non si fa così altrettanto come si è fatto nella gestione dei rifiuti. Bisogna invece cambiare paradigma e mostrare come si possa ridurre la mobilità. Anche lì c’è da combattere! Bisogna elaborare dal basso progetti di nuova viabilità che poi possano e debbano essere ripresi dalle amministrazioni. È quindi un progetto molto impegnativo.
Ma l’esempio smuove più di mille conferenze, anche di scienziati autorevolissimi. Poter affermare che in un tal luogo si attua una determinata politica significa affermare che la stessa politica si può attuare anche nel proprio comune.
Queste cose stanno già avvenendo. Il futuro è già presente e allora io lo posso portare anche a casa mia”.
Chiudiamo con un’ultima affermazione tratta dall’intervento di Rossano: “Andare oltre il porta a porta, dichiarando come obiettivo rifiuti zero, significa depotenziare la possibilità di nuovi inceneritori scoraggiando i loro sostenitori e mostrando una reale alternativa al problema”.
Elementare no?

Fonte : LINK

mercoledì 20 ottobre 2010

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: MAMMA DI GIORNO - Tagesmütter

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PROPOSTA NUMERO DIECI
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Scritta da  MELAMPA
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(Una lettrice del Blog)
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Chi ha avuto bambini piccoli si sarà certamente trovato nella mia stessa situazione.
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E' lunedì mattina.
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La sveglia suona.
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 Mi accingo a chiamare il mio bambino e mi accorgo che ha la febbre.
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Panico !!! 
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Un'altra giornata di assenza dal lavoro, nooooo. 
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E così di seguito per altre numerose volte, nel corso dei mesi.
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Per non parlare poi degli orari scolastici che, non hanno nulla a che spartire con gli orari dei genitori che lavorano.
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Quante volte avrei voluto avere la possibilità di chiamare una tata che si occupasse di figlio ammalato.
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Non è stato così. 
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Ed ho provato sulla mia pelle le peggiori cattiverie che, mi venivano riservate al lavoro, dopo un'assenza per malattia per accudire il mio bambino. 
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Oltre al danno, subivo anche la beffa.
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Infatti in Italia fare un bambino è una sfida, che si ripercuote sulla vita professionale della madre, a vita.
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E che dire di tutti quei piccolini che non riescono ad accedere all'asilo nido o alla materna?
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Fortunatamente nella nostra arretrata nazione, iniziano ad esserci segnali di evoluzione le "Tagesmütter".
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Il profilo professionale delle Tagesmütter nasce nei Paesi nordici negli anni sessanta, e trova le sue origini in un'antica tradizione tedesca: le contadine che andavano a lavorare affidavano i propri figli ad una di loro, che li accudiva a casa propria in cambio di generi alimentari. 
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Tagesmütter infatti significa "mamma di giorno".
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Oggi in Europa i paesi che offrono questo servizio sono sedici: in Italia negli anni ottanta se ne sono formate alcune in Trentino-Alto Adige con Tagesmutter-ilsorriso
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Mentre altre regioni stanno introducendo soluzioni simili quali i nidi famiglia, in alternativa al nido tradizionale.
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Ma chi è la Tagesmütter? Secondo il testo della Legge Provinciale numero 4 del 12 marzo 2002, la Tagesmütter è: "…una persona adeguatamente formata che, professionalmente in collegamento con organismi della Cooperazione Sociale o di utilità sociale non lucrativi, fornisce educazione e cura a uno o più bambini di altri presso il proprio domicilio o altro ambiente adeguato ad offrire cure familiari."
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Dunque le Tagesmütter sono "Assistenti domiciliari" cui viene riconosciuta una qualifica professionale, avendo maturato le loro competenze attraverso corsi formativi, che vanno dalle discipline educative al pronto soccorso.
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Il servizio viene gestito da cooperative sociali che fanno da mediatori tra le famiglie e le Tagesmütter.
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Ma ho letto anche di esperienze di Tagesmütter che si mettono in proprio.
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La Tagesmütter può accogliere a casa propria sino ad un massimo di 6 bambini, compresi i propri figli, da 0 a 3 anni, molto spesso sono mamme che hanno rinunciato al lavoro fuori casa per accudire i bambini, conciliando così la funzione di genitore con il lavoro.
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Il servizio offerto tende a soddisfare così le esigenze di tutti quei genitori che hanno bisogno di affidare i propri figli a personale qualificato, garantendo la personalizzazione del servizio attraverso la flessibilità di orario.
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Il costo di questo servizio è inferiore a quello di un asilo nido privato o di una baby sitter e varia in base al numero di ore mensili richieste, inoltre sono previsti dei contributi per gli enti gestori e per i genitori utenti.
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La linea pedagogica rispetta i tempi dei bambini, che non sono costretti ad entrare al nido ad orari stabiliti se la mamma lavora su turni flessibili, ne favorisce l'autonomia offrendo la possibilità di socializzazione all'interno di un piccolo gruppo, tenendo conto delle esigenze di ogni singolo bambino, sottolineando così la sua unicità. 
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I bambini hanno una sola figura di riferimento, all'interno di un ambiente molto simile a quello familiare che permette loro di non subire la difficoltà dell'allontanamento familiare.
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Per ora, per me, per tanti, per troppi, rimane un sogno....
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M. R.
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domenica 17 ottobre 2010

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: LA VERA RACCOLTA DIFFERENZIATA


LA VERA RACCOLTA DIFFERENZIATA, UN ESEMPIO DA SEGUIRE:


NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE...
GUARDA IL VIDEO : CLICCA QUI

Nulla si crea e nulla si distrugge. I rifiuti sono una risorsa, se da un diamante non nasce nulla dalla raccolta differenziata può nascere qualunque cosa, dalle sedie, ai materiali edili, alla pavimentazione per interni e prefabbricati. Il Centro Riciclo di Vedelago è la dimostrazione che lo smaltimento rifiuti può diventare gratuito con la raccolta differenziata. Se gli inceneritori producono malattie, il riciclo dei rifiuti produce occupazione. Vedelago crea un indotto di 9.200 persone. E' necessario un Centro Riciclo come Vedelago in ogni provincia. Il blog darà visibilità alle nuove iniziativa. La bolletta della spazzatura va incenerita, non i rifiuti.
Intervista a Carla Poli del Centro Riciclo di Vedelago.
Come funziona il Centro Riciclo Vedelago
Blog: "Dott. Carla Poli siamo venuti qui nel centro di riciclo di Vedelago, cosa fate in questo impianto? "
Carla Poli: "Noi riceviamo le raccolte differenziate dei comuni e delle aziende, escludendo solo la parte umida e provvediamo a fare dapprima una selezione per ricavare i materiali che hanno già un mercato, i materiali che non hanno un mercato immediato, vengono riciclati, ne facciamo una materia prima e seconda, che ha un suo mercato di riferimento.
Blog: "Tutto questo partendo da cosa? "
Carla Poli: "Partendo dai materiali di scarto che non hanno un utilizzo immediato, mentre le bottiglie e i flaconi trovano collocazione in un mercato di vendita nelle fabbriche per fare altri flaconi o pile, queste sarebbero tutte le plastiche miste anche con un po’ di carta, con tutti i materiali di scarto che si portavano una volta a discarica o inceneritore. Qua hai un esempio di una pavimentazione fatta con il nostro granulo più gli scarti del legno da riciclo, quindi pavimentazione per prefabbricati, per interni e per pavimentazione per esterno antiscivolo, quindi le tecniche ci sono, gli studi sono stati fatti, noi abbiamo investito i nostri soldi derivanti dalle attività perché aiuti non ne abbiamo avuti finora nella ricerca, nella sperimentazione, insieme a università… "
Blog: "Quindi questo materiale viene fuori da qui? "
Carla Poli: "Non lo facciamo noi, lo fa un’altra azienda, noi mettiamo in moto un’altra filiera che è quella di fare i manufatti! Oltre a pavimentazione, le sedute, gli schienali delle sedie, questa poltroncina invece di avere legno o plastica vergine, poi diventa quella. Queste sedie hanno bisogno solo di essere foderate o questi sono i camminamenti per le spiagge, si usano moltissimo, sono fatti 100% con il nostro materiale. "
Blog: "Anche dissuasori? "
Carla Poli: "Sì, qua ce ne è una percentuale, lo studio e la sperimentazione serve a dire: come faccio questo manufatto? Quanto posso usare del mio granulo? Insieme a cosa, prendo qua c’è la gomma che deriva dal riciclo del rame dai cavi di rame, quindi il campo è vasto, bisogna studiare, applicarsi, sperimentare. Pallet, quelle sono per le costruzioni, vanno annegate nel cemento per dare areazione e antisismicità alle costruzioni, quell’azienda aveva chiuso qua in Italia, è un’azienda di Ancona, grazie a questo nuovo studio – applicazione, ha riaperto, perché altrimenti non era più competitiva sul mercato visti i costi e dentro a questa igloo c’è l’80% del nostro grano, fino all’80%, quindi anche un parziale utilizzo di un manufatto, consente un abbattimento dei costi, l’importante nel nostro sistema perché non è che noi abbiamo un impianto che si può replicare, si può portare, funziona là, facciamo anche noi… no, abbiamo un sistema che parte dall’organizzazione del territorio, quindi ci vuole l’aggancio con l’ente pubblico perché al pubblico è demandata per legge la raccolta e la gestione del rifiuto urbano, poi l’industriale è tutta un’altra cosa, le aziende fanno una bellissima raccolta differenziata perché risparmiano, non c’è bisogno di tante storie, capito? Imparano tra gruppo San Pellegrino, Gruppo Vera, Gatorade, tutto il gruppo Benetton hanno la mensa e la fanno tutti la raccolta differenziata per il semplice motivo che risparmiano nella gestione. Un metodo del genere si riesce a esportare in Campania, dove c’è una situazione ai limiti della sopportazione. In Campania bisogna mettere in moto gli impianti, gli impianti ci sono, solo che sono fermi!"
Blog: "Perché li hanno trasformati non fanno più il Cdr. "
Carla Poli: "Va portato in discarica, va portato all’inceneritore? Bene, o va là o va al riciclo, il materiale o va in un posto o va in un altro! "
Blog: "Una montagna di ecoballe che non si sa cosa c’è dentro… "
Carla Poli: "L’ecoballe è tutto un altro problema, bisogna sapere cosa… non tratto materiale che viene tutto alla rinfusa, se si vuole fare questo percorso, guarda che è la terza volta che te lo dico, bisogna fare a monte una raccolta che sia adeguata, perché nel casino non ci mette le mani nessuno, invece se ci arriva la raccolta della frazione secca non deve esserci umido, se non il 4, 5% come noi verifichiamo, allora l’errore noi correggiamo, la percentuale di errore, non la mescolanza… se non si vuole fare questo, allora si porta a discarica, ci sono delle regole ben precise è una cosa talmente ovvia… se un’azienda mescola i suoi scarti di produzione che sono sfridi plastici, con il materiale che gli proviene dalla mensa, capisci che nessuno ci può mettere le mani, noi ci mettiamo le mani sul materiale, ma deve arrivare materiale, non rifiuto! Chi fa la raccolta differenziata deve capire questa differenza che è sostanziale. Partiamo da questo che è il riciclo, trasformo in una materia prima e seconda, puoi vedere, qua si vede bene, questo è… vedi la frazione secca? Qua non senti odore, senti odore qua? Molto meno che nell’imballaggio perché se non c’è l’umido è logico, però questa sarebbe stata destinata tutta a discarica, almeno per l’80% si vede, vedi la racchetta… è plastica, quindi con queste considerazioni noi siamo partiti… "
Blog: "Voi mettete le mani in questa… "
Carla Poli: "No, questa va direttamente in lavorazione, ma la controlliamo e vediamo se è divisa correttamente. Questi invece sono imballaggi plastici che non hanno mercato, il consorzio nazionale del Conai usualmente mi destina a discarica l’inceneritore, noi abbiamo la possibilità e li ricicliamo, tutto questo materiale viene ricontrollato, va sull’impianto, c’è una calamità, se c’è il ferro… qui c’è ulteriormente recupero di ferro e di alluminio… recupera perché nella frazione secca, per esempio qualcuno dimentica la lattina e noi facciamo il recupero, ma proprio anche le parti più piccole, queste noi la vendiamo, è alluminio, quindi le macchine ci sono per fare questi lavori, trova impiego proprio… "


Un'industria virtuosa

Blog: "Secondo lei da materiale compromesso come la questione delle ecoballe a Napoli, si riesce a fare questo lavoro? "
Nelle ecoballe non so cosa c’è, se c’è la parte umida… se sta andando in fermentazione, vuole dire che c’è dell’umido dentro, allora la fase di base è che deve essere tolto l’umido, altrimenti qua non è che vuoi trasformare in… "
Blog: "Altrimenti qui non potremmo respirare, invece… "
Bravo, invece vedi che non ti provoca problemi, adesso dobbiamo saltare avanti dopo questo entra macchina che stanno cambiando le lame, per sfregamento si scioglie, si riscalda, dopo che va in raffreddamento raggiunge una temperatura di circa 160/180° per cui non c’è combustione, ma c’è solo lo scioglimento del materiale plastico che ingloba un po’ anche tutti gli altri materiali, un po’ di legno… a norma di legge, perché le leggi ci sono, i regolamenti ci sono, le norme Uni ci sono, una volta che è avvenuta la densificazione va al raffreddamento perché uscendo a quella temperatura, va in quel macinatore che è un granulatore, si chiama, poi va nel vaglio per dividere la parte fine dalla parte grossa e va all’insaccamento. "
Blog: "Quindi dentro questi sacchi c’è il materiale miracoloso! "
Carla Poli: "Questo è un tipo di materiale, questo è densificato, come esce, esce molle e guardi, poi si solidifica e poi va in granulazione, o questo oppure… perché noi non è che facciamo un prodotto e quello è, noi facciamo il prodotto per il cliente."
Blog: "C’è chi lo vuole un po’ più grezzo… "
Carla Poli: "Non ho materiale che è qua, tutto il materiale è ordinato, prenotato, noi produciamo sempre il cliente, c’è un cliente che lo vuole più addensato, meno addensato, più cotto, più crudo, più fine o meno fine e noi glielo produciamo, non è che siamo il supermercato che poi magari facciamo una svendita 3 x 2, qua dobbiamo produrre per vendere, perché se 100 tonnellate mi entrano al giorno, 100 tonnellate mi devono uscire! "
Blog: "Quante persone lavorano in un impianto come questo? "
Carla Poli: "Noi abbiamo 64 dipendenti, però per alcuni materiali diamo da lavorare a altre aziende, ci sono molte aziende in Provincia di Treviso che si occupano di riciclo, per esempio queste cassette vanno consegnate a un’azienda che le lava, le tritura, fa le scagliette e poi questa azienda le vende a un’altra azienda che rifà magari cassette o fa le bacinelle. "
Blog: "C’è un indotto anche. "
Carla Poli: "C’è un indotto, è stato calcolato da un istituto di ricerca in circa 9.200 persone addette all’indotto dalla nostra azienda, quindi sono tutti quei calcoli che fanno, potremmo farlo anche noi, però dovremo dotarci di una macchina apposta, ma così noi facciamo il nostro lavoro che è il lavoro base! Sopra c’è la piattaforma dove fanno la selezione, tutte queste camere si riempiranno una di bottiglie bianche, una di azzurra, una di colorate, quando è piena la camera, si spinge il materiale e va su in pressa, attraverso questi nastri viene caricata la pressa che è quel macchinario verde e viene fatta la balla di materiale e portata nel deposito produzione. Invece questo è un polmone di accumulo perché se si rompe la prima parte di impianto, la seconda parte può lavorare. Questo vaglio fa un grande lavoro, suddivide le plastiche leggere che non hanno un mercato, i pezzettini piccoli, quindi si chiama sottovaglio, le bottiglie e i flaconi li manda sulla piattaforma, quindi è una prima sgrossatura del materiale plastico di modo che c’è una produttività ottima, se dovessimo farlo a mano ci vorrebbe un’altra piattaforma. Senti il rumore perché è materiale con il vetro, organizziamo tutti i vari settori, sappiamo già dalla settimana prima quali saranno i conferimenti, quindi vengono organizzate le produzioni per i tipi di materiali che arrivano. Quindi le squadre di operatori… sapendo già cosa ci portano e che cosa dobbiamo fare, allora noi siamo informati di tutte le tipologie di imballaggi, di materiali… che entrano sul mercato perché prima o dopo ci arrivano, quindi dobbiamo già sapere cosa, come si possono recuperare, quindi mettiamo in moto dalla produzione al recupero dei materiali, quindi torniamo alla produzione, questo è un ciclo chiuso come la natura, non è un ciclo aperto. Tu vedi, queste raccolte provengono dalle scuole e noi dalle scuole partiamo, perché li abituiamo a fare una raccolta, questi sono sacchi di frazione secca, vedi che non c’è il sacco nero? Noi non vogliamo perché la responsabilità di quello che conferiscono, quindi non devono avere l’idea che bisogna nascondere, la si vede che è frazione secca, quindi stanno attenti perché altrimenti si vede, perché l’operatore del camion ha subito la visione e quindi dice: no, questo non va bene, me lo riselezioni e stai più attento, se invece è sacco nero non si vede niente. Il costo che facciamo pagare per la raccolta di questo… è zero, capito? Quello invece… gli imballaggi, le lattine, plastiche… le scuole lo fanno, vedi com’è divisa la roba? Qua basta che lo metto in linea e è a posto, passa sotto una macchina, se è ferro, se è alluminio perché anche adesso le lattine le fanno in acciaio, quindi se è acciaio va diviso dal… però il grosso del lavoro me l’ha fatto la scuola e non gli è costato niente perché invece di mettere lì, mettono là, quindi un gesto di consapevolezza perché loro vedono perché vengono in visita e vedono cosa facciamo del materiale. "
Blog: "Quanto costa mettere so un impianto così? "
Carla Poli: "Dipende da quanta roba devi lavorare, se vuoi fare il primo impianto solo o anche il secondo, noi abbiamo investito circa 5,5/6 milioni di euro, perché di macchine ne compriamo sempre, non è che… adesso hanno appena caricato un camion di un determinato materiale, quindi… ma vedi la selezione com’è? Vedi i flaconi, le bottiglie colorate, quelle bianche, quelle azzurre, questo è il mercato italiano, quelle nere sono le cassette, gli altri lasciano i nylon, mentre la roba ci arriva sciolta, la puoi vedere, quindi i conferimenti sono quelli, noi da là partiamo, mentre quelle bianche, quei sacchi sono tutti sacchi di polistirolo di un’azienda che li ha suddivisi, quel polistirolo però ci sono anche cartoni, toglieremo i cartoni da avviare alla cartiera, mentre il polistirolo va nel secondo impianto. Quindi dopo questa attività c’è tutto il lavoro, quindi l’indotto fatto nascere e crescere proprio dalle tipologie di materiali. Per esempio in Sardegna dove inaugureremo a breve il nuovo impianto, inaugureremo ufficialmente nel senso che sta già operando, lì è nata una cooperativa per utilizzare il granulo nel settore edilizio, perché loro la sabbia la comprano in continente, quindi gli costa un sacco di soldi, ne vanno a riutilizzarla, però stanno nascendo varie attività per utilizzare questi materiali e per far nascere un’attività devono studiare, quindi il collegamento anche lì con le università, con l’istituto di ricerca, Cagliari, Sassari, ci sono ottimi ricercatori, non dobbiamo noi andare a ricercare ricercatori all’estero, perché ne abbiamo, anzi i nostri vanno all’estero! Quindi l’abbinamento con i diversi laboratori universitari, perché un’università è specializzata in una cosa e una nell’altra, quindi bisogna andarsele a ricercare, quindi è un lavoro di pazienza, costanza, è un lavoro! "
Blog: "Però possibile."
Carla Poli: "Ma certo che è possibile, non è che siamo qua dall’anno scorso, sono decenni, all’inizio era più difficile trovare delle soluzioni, adesso si trovano perché si è aperto anche… quando c’è la normativa, le regole che stabiliscono, tu basta che corri sulla strada!
FONTE:LINK

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: GUARDIE ECOLOGICHE

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PROPOSTA NUMERO OTTO
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Scritta da Carlo
(Assistant organizer meetup "Amici di Grillo Minerbio"
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UN ESEMPIO DA SEGUIRE:
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CORSO DI FORMAZIONE PER GUARDIE GIURATE ECOLOGICHE VOLONTARIE CON PRECORSI A CAMPAGNOLA, CASTELLARANO, MONTECCHIO.
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Il CORSO INIZIERA' il 15 febbraio 2011 a Reggio Emilia presso la Protezione Civile in via della Croce Rossa n. 3.
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Il corso è autorizzato dall’Assessorato Ambiente della Provincia di Reggio Emilia

Dal 1999 il Raggruppamento Guardie Giurate Ecologiche Volontarie della Legambiente (G.E.L.) di Reggio Emilia svolge attività di vigilanza, educazione e prevenzione ambientale su tutto il territorio provinciale, nonché volontariato nella protezione civile.
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Le Guardie Ecologiche sono state istituite dalla L.R. 23/89 ed operano come previsto dalla stessa legge e successive direttive. Giuridicamente sono pubblici ufficiali, con atto di nomina rilasciato dalla Provincia e la qualifica di guardia giurata particolare.
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I singoli cittadini possono diventare agenti ed operatori ambientali, con il compito di: informare e sensibilizzare sulle problematiche ambientali, intervenire nelle opere di soccorso in caso di calamità ed emergenze ecologiche, svolgere funzioni di vigilanza (le più importanti) in ordine al rispetto delle normative poste a tutela dell'ambiente estesa a tutti i comparti ambientali (inquinamento nelle sue varie manifestazioni, smaltimento dei rifiuti, escavazioni di materiali litoidi, parchi e riserve naturali ecc..).
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Collaborano con gli Enti ed organismi pubblici competenti in materia ambientale, segnalando le infrazioni e con possibilità di emettere sanzioni amministrative.
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Avendo un campo d’ azione molto ampio, è indispensabile che le Guardie Ecologiche siano provviste di una notevole preparazione in ordine alle diverse normative ambientali.
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Christian B.
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LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: SPORTELLO INFO-ENERGIA

UN ESEMPIO DA SEGUIRE:
Da Sabato 29 maggio è attivo nell’area del Distretto ceramico lo Sportello InformaEnergia, in due sedi collegate e insieme operanti, collocate nei comuni di Scandiano e Casalgrande. La decisione di aprire in due sedi un unico Sportello nasce dalla consapevolezza delle grandi analogie territoriali tra i due Comuni in ambito energetico, dalla volontà di operare risparmi ed efficienze e garantire al contempo un’apertura costante e aggiornata per assicurare informazioni ai cittadini.

Le due sedi dello sportello sono state aperte con la collaborazione dell’Associazione PAEA (Progetti Alternativi Energia e Ambiente), nata con la finalità di effettuare divulgazione, formazione, didattica e progettazione nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, ha maturato estesa esperienza sui temi in oggetto, in particolare gestendo Sportelli InformaEnergia per diverse Amministrazioni Locali, e ponendosi come punto di riferimento per la salvaguardia dell’ambiente, l’uso di energie rinnovabili, il risparmio energetico e idrico, l’efficienza energetica e la crescita personale e culturale.
Lo sportello InformaEnergia garantirà l’erogazione delle informazioni (leggi, finanziamenti, bandi, contatti, tecnologie), divulgando anche le iniziative e le buone pratiche energetiche dell’Amministrazione, aggiornando al contempo la cittadinanza sulle tecnologie e consigliando la soluzione migliore alle differenti esigenze, fungendo da cassa di risonanza per idee, progetti e prodotti che rispettino l’ambiente.
Lo Sportello InformaEnergia rimarrà aperto a Scandiano il primo e l’ultimo sabato del mese e a Casalgrande il secondo giovedì e il terzo sabato del mese. Gli orari di apertura sono in entrambe le sedi dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Le pratiche e le informazioni sono gestite in condivisione e pertanto sarà possibile per i cittadini dei due Comuni recarsi indistintamente nelle due sedi territoriali dello Sportello. (per info, Scandiano: informaenergia@comune.scandiano.re.it tel. 0522 / 764 289. Casalgrande, informaenergia@comune.casalgrande.re.it, tel. 0522 / 998.525)
Fonte : LINK

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: PIANO URBANO

L’Amministrazione comunale di Scandiano ha avviato il percorso per la redazione del “Piano Urbano della Mobilità (P.U.M.) e del Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U.)”. I due strumenti di pianificazione della mobilità individuano, uno a livello strategico e l’altro più applicativo, gli investimenti, i progetti e le innovazioni tecnico - organizzative necessarie alla razionalizzazione, miglioramento e ammodernamento del sistema di infrastrutture per la mobilità presente sul territorio comunale. Entrambi gli strumenti favoriscono azioni per decongestionare la rete viaria, per incrementare gli scambi tra i differenti sistemi di trasporto a scala locale, per ridurre i rischi di incidentalità stradale e per diminuire l'inquinamento (atmosferico e acustico) grazie ad un maggiore ricorso alla "mobilità sostenibile", ovvero a sistemi a minor impatto quali il trasporto pubblico, la bicicletta e veicoli meno inquinanti.
La società incaricata dall’Amministrazione Comunale per la redazione di P.U.M. e P.G.T.U. è Caire Urbanistica, di Reggio Emilia (www.caire.it). I tecnici di Caire hanno terminato la fase di analisi su traffico e mobilità e attualmente sono già impegnati in quella progettuale, assieme ai tecnici dell’Amministrazione. Al contempo sono iniziati tavoli di confronto con tutti gli stakeholders locali (associazioni datoriali, Sindacati, CRI, Vigili del Fuoco, forze dell’ordine, aziende della mobilità, associazioni, comitati, forze politiche e altri) per conferire ai piani una condivisione approfondita nell’ambito dei contenuti e degli strumenti. Prenderanno invece il via da giovedì 23 settembre gli 8 incontri pubblici con la cittadinanza, chiamata a segnalare criticità e proposte che verranno messe a confronto con i piani.
Queste le date organizzate:
Zona di Scandiano/Chiozza: Giovedì 23 settembre ore 20:30 presso la sala del Consiglio comunale,
Zona di Scandiano/Fellegara:  Lunedì 4 ottobre ore 20:30 presso la sala Bruno Casini c/o Centro Giovani di Via Diaz
Zona di Arceto/Cacciola: Martedì  5 ottobre ore 20:30 presso il Centro Sociale “Primavera”
Zona di Bosco: Giovedì 7 ottobre ore 20:30 presso il Centro Sociale “Bosco”
Zona di Iano/Cà de Caroli/Rondinara: Giovedì 14 ottobre 2010 ore 20:30 presso il Circolo “Le Ciminiere” di Cà de Caroli
Zona di Pratissolo: Lunedì  18 ottobre ore 20:30 presso il Centro Sociale “Il Campetto”

Zona di Ventoso/S.Ruffino:Giovedì 21 ottobre ore 20:30 presso la “Sala condominiale” di Ventoso

A conclusione del percorso di ascolto è prevista a un’assemblea pubblica di presentazione e discussione degli esiti auditivi e di interazione che consentirà a tutti i cittadini di esprimere pareri, proposte integrative e operative rispetto alla bozza di “Scandiano si muove – Carta della circolazione dei cittadini”, un documento per la mobilità condiviso con la comunità scandianese, con chi ci vive e ci opera. Per agevolare la possibilità di lasciare indicazioni su problemi e interventi che possano migliorare la qualità della vita di chi si muove a Scandiano e nelle sue frazioni è possibile compilare un questionario che sarà distribuito agli incontri pubblici, scaricabile dal sito internet, e reperibile presso gli uffici comunali. “L’Amministrazione intende costruire, insieme a tutti coloro che vivono il territorio, un documento condiviso: il “Scandiano si muove – Carta della circolazione dei cittadini”  che raccoglie pareri, proposte integrative e operative sulla mobilità veicolare (auto, bus, treno) e ciclo pedonale – ha ribadito l’Assessore alla Mobilità del Comune di Scandiano Christian Zanni -. Questo documento sarà la ”voce dei cittadini” alla realizzazione del Piano, contribuendo alla preparazione degli elaborati tecnici previsti nel processo di pianificazione. Gli esiti della fase di ascolto e partecipazione aiuteranno a costruire gli scenari di simulazione per migliorare la qualità del traffico veicolare e ciclo – pedonale”.


PUM: tutti i dati

Tra  maggio e giugno 2010 sono state effettuate le seguenti indagini:
·  Rilievo automatico dei volumi di traffico, nelle 24 ore, sulle 10 strade principali del territorio (113.000 veicoli rilevati)
·  Rilievo manuale delle manovre di svolta in 14 incroci stradali, tra le 7,30 e le 8,30 del mattino (17.600 veicoli rilevati)
·  Rilievo del numero di posti offerti e del grado di occupazione delle adibite alla sosta dei veicoli, comprese quelle a bordo strada (176 aree rilevate), per un totale di 5.100 posti auto rilevati
·  1.500 Interviste rivolte a conducenti di veicoli in transito, tra le 7,30 e le 8,30 (ora di punta) del mattino, su 14 strade del territorio
Sono inoltre stati analizzati e localizzati gli incidenti stradali “con danni fisici alle persone” nel periodo dal gennaio 2005 al luglio 2010 (369 sinistri registrati dal Corpo della Polizia Municipale Locale). I dati rilevati sono completati da altri conteggi di traffico (Sistema di Monitoraggio Regionale e Corpo della Polizia Municipale Locale), da i movimenti pendolari degli studenti e dei lavoratori (censimento ISTAT 2001), dalle analisi relative al Trasporto Pubblico (su ferro e gomma) e alla mobilità ciclo pedonale.
Le analisi consentono di costruire un modello di simulazione del traffico veicolare in grado di prevedere scenari migliorativi della mobilità locale, che valutino l’opportunità di nuovi assi stradali, di modifiche al sistema di circolazione locale e di regolamentazione delle aree di sosta.
Fonte: LINK

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: ILLUMINAZIONE A LED


In provincia di Reggio Emilia è stato attivato un impianto di illuminazione ad alta potenza in grado di assicurare una drastica riduzione dei consumi. il primo comune in europa che sfrutta la tecnologia a led a 180W A Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, è partita la sperimentazione del nuovo impianto di illuminazione comunale che utilizza la tecnologia led a 180W. Si tratta in realtà di un piccolo tratto stradale che attraversa la città emiliana, ma che non ha precedenti, di pari potenza, a livello europeo.
I diodi ad emissione luminosa (Light-Emitting Diode) sono alla base della tecnologia utilizzata per questo test e per quanto riguarda gli impatti ambientali sono in grado di assicurare una drastica riduzione dell'inquinamento oltre che il risparmio energetico. I consumi infatti sono inferiori sia rispetto ai tradizionali lampioni con lampade ai vapori di mercurio sia alle più recenti soluzioni ai vapori di sodio ad alta pressione (si parla del 50% a parità di illuminazione prodotta). Inoltre, la durata superiore alle 50.000 ore unitamente ai ridotti costi di manutenzione, consentono di rendere gli impianti con tecnologia a led decisamente più vantaggiosi rispetto a quelli utilizzati finora.
Altri vantaggi evidenti agli occhi di tutti della tecnologia a Led riguardano i tempi d'accensione, di fatto istantanea, e la totale assenza di sfarfallii del fascio luminoso, che spesso caratterizzano i tradizionali impianti d'illuminazione stradale.
Il progetto di illuminazione eco-compatibile è stato promosso e portato a termine da Careca Italia in collaborazione con la taiwanese Foxsemicon Integrated Technology, colosso mondiale nell'ambito dei semiconduttori.
Da tempo siamo convinti della possibilità di un uso sostenibile della tecnologia, in grado di garantire un miglioramento della qualità della vita di tutti e contemporaneamente aprire a nuove opportunità di business - ha commentato Francesco Morsiani, Presidente del Gruppo Careca -visto l'effettivo risparmio energetico ed il conseguente contenimento dei costi che i prodotti ecocompatibili offrono, pensiamo che queste soluzioni riscuoteranno progressivamente un numero sempre maggiore di consensi.
Fonte: LINK

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: Wi-Fi GRATUITO

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PROPOSTA NUMERO TRE
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Scritta da Carlo
(assistant organizer meetup "Amici di Grillo Minerbio".
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UN ESEMPIO DA SEGUIRE:
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A Scandiano l’Amministrazione comunale ha attivato il servizio wireless, la rete che permette la connessione gratuita a internet senza fili in vari punti della città, grazie alla realizzazione via radio e senza l'impiego di cavi.
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Il Servizio Wi Fi, chiamato “C’è aria nuova a Scandiano” assicura da lunedì 22 febbraio la connessione a Internet con banda larga (internet veloce) tramite computer portatili, palmari e telefoni cellulari di nuova generazione, in 6 punti del territorio comunale.
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Promosso dal Comune Scandiano, il WiFi rientra in un globale progetto di partecipazione dei cittadini che l’Amministrazione intende diffondere per sviluppare l’uso delle connessioni veloci e fornire nuove opportunità di lavoro, studio e accesso ai servizi.
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In questo modo sarà possibile sfruttare al meglio i propri tempi, da un punto di vista personale e sociale.
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Ci si può iscrivere lasciando le proprie generalità, muniti di documento di identità, presso l’Urp e la biblioteca comunale.
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Gli uffici rilasceranno una tessera che dal momento dell’attivazione ha validità annuale, poi rinnovabile, e contiene le chiavi di accesso che l’utente potrà utilizzare poi nei punti coperti dagli hot spot del sistema wireless gratuito per navigare in internet col proprio dispositivo portatile.
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Inoltre, chi è a Scandiano per un breve periodo (per lavoro, per turismo…), recandosi in una delle aree coperte da segnale WiFi potrà inserire il proprio numero di cellulare nell’apposito modulo sul Portale di Accesso assieme al codice di attivazione che è indicato sulla pagina.
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Riceverà sul cellulare un SMS con le chiavi di accesso per navigare gratuitamente per 3 ore con il proprio dispositivo (portatile, palmare, telefonino ecc..).
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Da lunedì 22 sarà possibile navigare gratuitamente sul territorio comunale in centro a Scandiano presso il Parco della Resistenza, Piazza Libertà, nella biblioteca comunale, presso il Centro Giovani di via Diaz. Sono attivi inoltre gli hot spot al Centro Giovani di Aceto e presso la Scuola Media Inferiore di Aceto.
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Entro il 2010 l’Amministrazione comunale si impegna inoltre ad attivare il WiFi in piazza I Maggio, piazza Spallanzani, piazza Fiume, piazza Boiardo (area Rocca dei Boiardo).
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“L’attivazione del servizio wireless nella città di Scandiano è uno degli obiettivi programmatici di mandato che questa Amministrazione si è data in tempi brevi – ha dichiarato il Sindaco Alessio Mammi - riteniamo prioritario il superamento del digital divide su tutto il territorio comunale, così come è fondamentale la possibilità gratuita di accesso alla rete internet per studenti, lavoratori, cittadini e imprese. 
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Un segno di civiltà che gli scandianesi meritano e si aspettano”.
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Carlo.
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venerdì 15 ottobre 2010

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: AMBIENTE (Eternit Free - Ivrea)


Presentata ieri in Comune a Ivrea la campagna di Legambiente Piemonte “Provincia eternit free” volta a eliminare i tetti costituiti da materiale derivati dall’amianto sostituendoli con coperture costituite da pannelli fotovoltaici.

Il progetto nasce da due considerazioni. Da una parte sono ancora troppe le strutture con tetti di eternit in Italia e in Piemonte in particolare, e in molti casi si tratta di grandi strutture. Secondo le cifre fornite ieri da Giampiero Goglio di Legambiente, sarebbero ben 4milioni i metri quadri di eternit presenti sul territorio regionale, 300 mila nella sola Provincia di Torino (il record negativo è del cuneese con 800mila metri quadri).

D’altra parte esiste un incentivo nazionale che fa sì che i kilowattora di energia elettrica prodotti da impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di tetti in amianto vengano pagati un 5 per cento in più. Il decreto ministeriale del 2007 è stato poi recentemente rifinanziato, portando in prima battuta a ben 10 per cento il sovra-prezzo riconosciuto, anche se a scalare negli anni.

Attraverso la AzzeroCo2 (società partecipata per un terzo da Legambiente) verrà quindi proposto ai proprietari di capannoni con coperture in amianto (e con superficie superiore ai mille metri quadri), la ristrutturazione dei tetti anche a costo zero.

Il meccanismo è semplice: il proprietario firma un contratto con AzzeroCo2 che prevede che questa si occupi del rifacimento del tetto. In contropartita viene ceduto il diritto di superficie e l’energia prodotta (e il corrispondente guadagno) sarà della AzzeroCo2 stessa, fino al rientro dell’investimento, che avverrà in tempi diversi a seconda della superficie e dell’esposizione al sole, ma che dovrebbe essere al massimo di 20 anni.

Al termine di questo periodo il diritto di superficie tornerà in testa al proprietario del capannone che potrà decidere se sfruttare in proprio l’energia prodotta, o affidarsi ancora ad AzzeroCo2.

Vi è anche un’altra possibilità. Chi desidera potrà usufruire solo della consulenza di AzzeroCo2 per sostituire l’eternit con i pannelli fotovoltaici e investire poi risorse proprie, sfruttando di conseguenza l’energia prodotta.

Ma anche chi ha tetti con superfici inferiori ai mille metri quadri, potrà partecipare alla campagna. In questo caso Legambiente fornirà consulenza tecnica e la possibilità di partecipare a gruppi di acquisto per poter ottenere sconti sui pannelli. Inoltre Legambiente indirizzerà gli interessati verso istituti di credito che forniscono finanziamenti agevolati per l’eliminazione dell’eternit.

Per tutti e due i casi è possibile manifestare il proprio interesse compilando un formulario scaricabile dal sito internet www.legambinetepiemonte.it. Coloro che invieranno la scheda avranno diritto a un sopralluogo gratuito da parte di AzzeroCo2 per l’identificazione delle possibilità di intervento.

La campagna Eternit free è stata avviata in Piemonte lo scorso luglio e le adesioni hanno già portato a 43 mila i metri quadri da bonificare. E due schede di dichiarazione di interesse sono già giunte anche dal Canavese, nonostante quella di ieri fosse la prima riunione informativa svolta sul territorio.

Nei propri programmi, infine, Legambiente ha stabilito di usare per le bonifiche e le ristrutturazioni. per quanto possibile, aziende e professionisti locali (precisazione che ha riscosso il plauso dell’assessore al lavoro eporediese Enrico Capirone, ieri presente a “far gli onori di casa”), «Ma questo solo se saranno qualificate – ha specificato Goglio -. Il nostro scopo è bonificare secondo legge l’amianto. Non possiamo ovviamente accettare che vi possa essere nel nostro circuito di fornitori chi cerca “scorciatoie”, magari abbandonando in discariche clandestine le macerie. Quindi cercheremo di utilizzare imprese locali, ma solo se adeguate. Comunque prevediamo anche di “addestrare” i professionisti, per allargare il nostro campo fornitori»

Fonte: LINK

Speech by ReadSpeaker