Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

domenica 3 aprile 2011

Imprese per il futuro

Nel 2010 sono fallite 11.000 imprese in Italia. Un aumento del 20% rispetto al 2009. Nel 2011 l'andamento non è migliorato. Nei primi tre mesi,ogni giorno, hanno chiuso 30 imprese.
Un'ecatombe silenziosa che riguarda tutti i settori. 
Il più colpito è quello industriale, seguito dalle costruzioni, dal commercio e dalle telecomunicazioni. Il maggior numero di fallimenti è avvenuto in Lombardia, quindi le Marche, il Friuli e il Veneto.

Il Lombardo Veneto, il motore dell'economia italiana, è l'area più colpita dalla crisi. 
Il dato è confermato dalle città dove sono più numerose le aziende che chiudono per sempre i battenti, la prima è Milano, seconda Treviso, terza Bergamo, quarta Vicenza, quinta Venezia, sesta Brescia. 
Tra poco saranno i padani a dover salire sui barconi. 
A fallire, sempre di più, sono le piccole e medie imprese. Di grandi ne rimangono ormai veramente poche, quasi tutte concessionarie dello Stato, come Benetton, Mediaset e Telecom Italia, o monopoliste di fatto come Eni e Enel. 
Ci stanno lasciando nomi che ci hanno accompagnato dalla nostra infanzia, come Omsa "Che gambe!", la Bialetti dell'Omino coi baffi e l'Indesit delle nostre prime lavatrici. 
Fare impresa in Italia è un atto di eroismo, molti hanno gettato la spugna, altri sono emigrati, altri ancora non sono mai partiti. 
Le banche ti concedono un finanziamento o un fido solo se non ne hai bisogno. 
Non c'è comunque soluzione allo sviluppo dell'impresa italiana, senza rimane solo il fallimento definitivo dello Stato e l'emigrazione di massa (ma dove?). 
Le aziende premiate in questo Paese fruiscono di finanziamenti pubblici o bancari, hanno raccomandazioni politiche, si occupano di attività contrarie all'etica, come avviene per le mangiatoie del nucleare e degli inceneritori. 
Ecco, queste imprese non falliscono, il blog vuole occuparsi delle altre. 
Da oggi offre la possibilità a aziende già esistenti di accedere a fondi rivolti a società etiche. Le richieste di investimento vanno inviate al blog attraverso il form dell'area "Imprese per il futuro". 
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.


Inviato da iPhone

venerdì 25 marzo 2011

Depositate due risoluzioni per invitare i Comuni ad emettere ordinanze ad hoc

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Una risoluzione che impegni la Giunta regionale ad invitare ciascun Comune dell'Emilia-Romagna ad emettere un'ordinanza per un censimento approfondito sulla presenza di amianto.
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È quanto abbiamo presentato, in Regione, nei giorni scorsi: l'esempio è quello di San Lazzaro di Savena (Bo) dove, stando alle cifre della mappatura regionale, solo 2 erano i luoghi a rischio.
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In seguito all'ordinanza comunale del febbraio 2010, e al conseguente censimento, i siti erano diventati 121.
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Un caso emblematico che ci fa capire quanti luoghi siano potenzialmente a rischio nella regione, del tutto sconosciuti o ignorati. 
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Se tale enorme discrepanza potesse matematicamente applicarsi a tutto il nostro territorio, avremmo potenzialmente 45.000 (!) siti a rischio in Emilia-Romagna. 
                                                                                     
Non dobbiamo fare allarmismo, ma neanche nasconderci dietro ad un dito.
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In seguito ad una nostra interrogazione l'Assessore Carlo Lusenti ci ha risposto che "appare percorribile la proposta di ordinanza sindacale" come fatto dal Comune di San Lazzaro. 
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Ne siamo contenti, e speriamo quindi che la nostra risoluzione venga approvata in aula e produca velocemente i suoi effetti.
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L'ordinanza "di riferimento" prevede che tutti i proprietari di immobili auto-dichiarino le condizioni del proprio stabile e che si affidino, per l'eventuale rimozione, incapsulamento o sovracopertura a ditte specializzate, pena severe sanzioni economiche. 
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L'esecuzione dei lavori sarà poi sottoposta ad un controllo ulteriore.
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E' un sistema che mette la responsabilità civica del cittadino al centro del sistema di prevenzione della salute di tutti. 
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Crediamo che sia la maniera migliore per minimizzare i rischi connessi alla presenza di amianto sul nostro territorio.
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La seconda risoluzione chiede di fare un percorso analogo anche per gli edifici pubblici, studiando il sistema migliore per avere una risposta pari al 100%.





giovedì 17 marzo 2011

Addio SERGOV

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Sergio Govoni, in arte Sergov, è un «artista-artigiano» del legno, classe 1924.

Un nostro concittadino di cui essere fieri, un rappresentante eccellente del mondo artistico locale, che ha assunto a pieno titolo una caratura di livello internazionale.

La sua incommensurabile bravura lo colloca tra gli artisti di rilevanza universale, e la sua produzione di quadri intarsiati lo dimostra.

Purtroppo il destino, sotto forma di incidente della strada, ce lo ha portato via.

Il giorno 9 del mese di Febbraio l’artista è stato infatti investito da un autobus, in via Andrea Costa, Bologna, a due passi dal suo laboratorio, e le sue condizioni sono apparse subito gravi.

I medici gli hanno amputato le gambe, nel tentativo di salvargli la vita, ma dopo un effimero miglioramento, una crisi gli è stata fatale.
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Sergio Govoni è nato a Bologna il 29 aprile 1924 al n° 48 di via del Pratello, figlio di Augusta Vignoli e di Alfonso, valente artigiano ebanista.

Sergov è cresciuto nella bottega del padre ebanista, e in tale contesto aveva giocato fin da piccolo con quei riccioli di legno colorato che poi divennero la sua passione.

I tempi erano grami e la famiglia numerosa, pertanto era già previsto l’inserimento lavorativo nella bottega paterna, ma l’ultimo nato sentiva fortemente il richiamo della pittura.
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Il “buon senso”! paterno però faceva dire al signor Alfonso :

”Al pan sé, mò i culur no, e po’ arcordet che i pitur, ien di deboscia e di mort ed fam ! Et capé ?”.

Così il piccolo Sergio raccoglieva trucioli di diversi colori e ne faceva quadretti ; solo alle elementari “Avogli” riuscì a sfogare la sua passione per la pittura, incoraggiato dalla prof. Cervellati, che coniò per Lui lo pseudonimo di Sergov.

Per lavoro realizzava mobili, e per passione quadri (intarsiati), rappresentandovi le strade tipiche di Bologna, gli antichi mestieri, le nature morte.
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Un piccolo tesoro che Govoni negli anni passati aveva offerto al Comune di Bologna, ossia a sei sindaci che hanno governato la città.
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Incredibilmente non si trovò mai uno spazio per accoglierlo, e solo durante il mandato di Sergio Cofferati si era riusciti almeno a creare un museo virtuale, grazie anche al supporto di Cna e Ibc.

"La vita per me è una comica.

- aveva commentato quella volta -

Mi piacerebbe trasmettere questo sapere ai giovani e lasciare le mie opere alla città per far capire ai bambini di oggi cosa erano gli artigiani di un tempo.

Ho avuto studenti di ogni tipo, dai ragazzi che volevano imparare un mestiere al professore in pensione che arrivava a Bologna da Reggio Emilia.

Tutti affascinati dall'arte dell'intarsio
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Alla sua particolare figura era stato dedicato anche un documentario, "Sergov", prodotto dalla Carmont Picture, e accolto con curiosità dall'artista che aveva così riassunto la sua vita :
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"Fin da bambino mi chiedevo il perché di tutte le cose, oggi che sono vecchio non smetto di farlo e non mi bastano spiegazioni semplici ".
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Le sue opere sono il frutto di una grandissima passione per l’arte, per il legno, per l’intarsio, e le seguenti foto di alcuni dei suoi quadri, ci danno la dimensione della immensa caratura di questo nostro grande concittadino.
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Personalmente, lo conobbi circa trent'anni or sono, poichè ero appassionato di intarsi, e lo contattai per avere qualche chiarimento sulle tecniche da usare.
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Poi, fino ad oggi, pur continuando a seguire la sua produzione artistica, che tante emozioni mi ha regalato, non ci siamo più rivisti.
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Ho avuto però la fortuna di incontrarlo nuovamente, circa una decina di giorni prima che il destino ce lo portasse via, in centro, all'interno di un Istituto di Credito, e nell'attesa del proprio turno ci siamo intrattenuti in una piacevole conversazione.
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Il Maestro, già avanti con gli anni, era contento che lo avessi riconosciuto, e si era perfino emozionato.
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La sua affabilità e il suo modo di parlare mi hanno dato subito l'impressione di essere di fronte ad una persona estremamente gentile e disponibile, buona e sensibile, come del resto traspare da ogni sua opera, dal tocco delicato delle sue mani sugli intarsi, e dalle sue trasposizioni di attimi di vita sui quadri che ne riproducevano l'essenza.

E' stato veramente un dolore apprendere che aveva avuto un incidente, in seguito al quale poi, ha perso la vita.

Il Suo ricordo rimarrà sempre nel mio cuore, come persona, e come eccelso interprete dell'olimpo dei grandi artisti, a cui apparterrà in eterno.

Addio Sergov, grazie di tutto...
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mercoledì 16 marzo 2011

Speech by ReadSpeaker