Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

giovedì 20 novembre 2014

Sindaco Merola condannato dalla Corte dei conti.

Il sindaco di Bologna Merola è stato condannato per danno erariale dalla Corte dei conti, insieme a giunta e due dirigenti Iannnucci e Angeli per 30.000 euro di danni. 
Qui il fuori onda della dirigente Iannucci che dice «al massimo pagheremo 100 euro»

Non sempre vincono i burocrati di partito. A volte vince il giornalismo.


Tre anni fa raccontai del suo capo di Gabinetto Marco Lombardelli assunto solo con la terza media ma con uno stipendio da alto dirigenti con laurea. 
Qui l’articolo che originò il caso e le dimissioni di Lombardelli. 

Fonte: LINK


domenica 16 novembre 2014

Funghi del territorio : PHALLUS IMPUDICUS

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CLASSIFICAZIONE TASSONOMICA :
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REGNO : Fungi
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DIVISIONE : Basidiomycota
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CLASSE : Basidiomycetes
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ORDINE : Phallales
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FAMIGLIA : Phallaceae
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GENERE : Phallus
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SPECIE : Phallus Impudicus (Linneo, 1753)
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La varietà di presenze micologiche nelle nostre zone comprende anche quella del Phallus impudicus, un fungo che trae le sue origine etimologiche dal latino Fallus (fallo, inteso come organo sessuale maschile) ed impudicus (impudico, senza pudore, o spudorato).
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Questo fungo è caratterizzato non solo dalla forma, inconfondibile, simile a quella di un pene eretto, ma anche dal forte odore cadaverico e insopportabile, che emana allo stadio adulto, e che è percepibile da alcuni metri di distanza.
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Il forte effluvio emanato dal cappello attira miriadi di mosche e di molti altri insetti che, gradatamente, ne asportano completamente la sommità vischiosa (gleba), rendendo il carpoforo bucherellato e vagamente simile a quello delle spugnole.
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Il forte odore e la gleba vischiosa del cappello, che contiene le spore, contribuiscono ad una strategia riproduttiva, poiché gli insetti attirati rimangono imbrattati e contribuiscono così alla diffusione delle spore.
Il Phallus impudicus raggiunge spesso dimensioni considerevoli per un fungo, partendo dalla forma iniziale simile ad un ovulo, da cui si sviluppa, arrivando fino a 30 cm di altezza.
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Dal punto di vista della commestibilità si può dire che questo fungo sia certamente poco invitante, anche se allo stato di ovolo ha un odore vanigliato e gradevole, essendo privo appunto di quell’odore nauseante che poi lo caratterizzerà, da adulto.
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Viene quindi raccolto, in alcuni paesi del nord Europa e consumato, previa asportazione del peridio, l’involucro protettivo che lo riveste.
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Il Phallus impudicus è un fungo comune e frequente, e cresce sia nei boschi di aghifoglie o di latifoglie, che nei parchi e nei giardini, sui terreni umidi, dalla primavera all’autunno.
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E.B.
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Funghi del territorio : ARMILLARIELLA MELLEA

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CLASSIFICAZIONE TASSONOMICA :
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REGNO : Fungi
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DIVISIONE : Basidiomycota
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CLASSE : Basidiomycetes
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ORDINE : Agaricales
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FAMIGLIA : Marasmiaceae
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GENERE : Armillaria
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SPECIE : Armillariella mellea (Vahl) P. Kumm
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L’Armillariella Mellea, abbastanza comune anche nei nostri territori, è conosciuto, come spesso succede in micologia, con parecchi nomi “volgari” a seconda della zone di nascita.
E’ chiamato infatti “chiodino”, oppure “famigliola buona”, o ancora “rigagno”, e in altri svariati modi, dai raccoglitori locali delle varie località in cui appare.
Questo fungo, pur essendo tossico da crudo, viene consumato previa bollitura, divenendo infatti un ottimo commestibile solamente dopo cottura.
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L’Armillariella mellea contiene tossine termolabili (emolisine) che vengono cioè rese innocue dalla temperatura a 65/70 gradi centigradi.
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L’acqua di cottura deve sempre essere buttata e va consumato solo il cappello.
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Sembra che il congelamento del fungo da fresco fissi le emolisine in maniera tale da impedire che poi, anche dopo prolungata cottura, si riesca a smaltirne i principi attivi, per cui si potrebbe incorrere in questo caso in disturbi gastrointestinali di breve latenza.

Il fenomeno appare quindi anche nel caso in cui i carpofori di Armillariella siano stati raccolti dopo qualche gelata notturna.
Il sapore di questi funghi cambia a seconda dell’habitat in cui crescono, rivelando caratteristiche migliori per quelli nati sotto latifoglie, e meno interessanti per i funghi nati sotto conifere.
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Le varietà più amare di questo fungo risultano essere meno digeribili e non da tutti tollerabili.
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Se ne consuma solamente l’estremità superiore del gambo, insieme al cappello, poiché il resto del gambo è coriaceo ed indigesto.
Una importante caratteristica dell’Armillariella mellea è quella di essere un fungo parassita, che cresce cioè a discapito della pianta, di cui provoca infatti marciume radicale fibroso, distaccamento della corteccia dal legno sottostante, appassimento delle chiome, e successiva morte della pianta ospite.
Attraverso le “ife”, cioè i cordoni non visibili di micelio presenti sotto il terreno, costituenti la vera “pianta fungina”, l’Armillariella si propaga nel sottosuolo, passando dalle piante malate a quelle sane.
Hipholoma fasciculare
Dopo la morte della piante il “chiodino” è in grado di continuare il suo ciclo vitale sullo stesso legno anche come organismo saprofita, cioè che si nutre di materia organica morta, o in decomposizione.
In letteratura si hanno notizie di fruttificazioni di Armillariella mellea, come quelle situate in una foresta dell’Oregon, che si estendono per 9  chilometri, e che sembrano abbiano 1500 anni di età.
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Generalmente il cappello del “chiodino” assume aspetti diversi dal punto di vista cromatico, in relazione all’essenza vegetale su cui si sviluppa.
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Possiamo infatti trovarlo di colore giallo miele sui Pioppi, sulle Robinie, e sui Gelsi.
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Può assumere un colorito brunastro se cresce sulle Querce, oppure tonalità grigio nerastre sul Sambuco, e infine con sfumature bruno rossicce sulle conifere.
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Ad esempio, su legno di Peccio si ritrova con gambo rigonfio e bulboso ed un colore molto scuro, bruno seppia, mentre su faggio raggiunge taglie enormi, con cappello molto carnoso e colore scuro rossiccio.
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Può essere confuso con altri funghi commestibili, quali la Clitocybe Tabescens o la Pholiota Mutabilis, ma anche con l’Hipholoma fasciculare, detto anche “falso chiodino”, velenoso.
Quest’ultimo però si differenzia dal “chiodino” per la mancanza di anello.
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L’armillariella mellea è un fungo che può arrivare alle dimensioni, in altezza, di 15 cm, con un diametro del cappello fino a 8 cm, ed è dotato di un anello nel gambo, persistente, bianco e striato nella parte superiore, chiamato armilla.

La “famigliola buona” è un fungo comune quindi, ma con una particolarità molto interessante : quella di essere bioluminescente, cioè di emettere una tenue luce propria di notte.
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Secondo alcune teorie la luminescenza sarebbe da porre in relazione all’utilità che la specie ne deriverebbe in campo riproduttivo, usandola allo scopo di attirare moscerini e insetti di vario tipo, utili alla dispersione delle spore.

Secondo altri scienziati, invece, non ci sarebbe alcuna attinenza a tutto ciò, ma si tratterebbe semplicemente di un fenomeno di natura strettamente chimica, dovuto a particolari reazioni di tipo ossidativo che avvengono nelle cellule durante la
respirazione.
Il micelio luminescente, penetrando nella corteccia degli alberi, rende il legno a sua volta fosforescente, amplificando l’effetto visivo della luminescenza.
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E.B.
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lunedì 10 novembre 2014

INDAGATI 41 CONSIGLIERI REGIONALI DELL'EMILIA-ROMAGNA

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I nodi stanno “venendo al pettine”, per quanto riguarda le indagini sui presunti rimborsi falsi dei consiglieri regionali.
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La Magistratura ha notificato infatti gli avvisi di fine indagine a 42 consiglieri, nell’inchiesta sui rimborsi pubblici in cui compaiono ipotesi di reato quali il peculato e la truffa.
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I Gruppi consiliari sono tutti coinvolti, nessuno escluso, per un totale contestato di oltre due milioni di euro.
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La classifica, in relazione alle cifre contestate agli indagati, è la seguente :
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1° POSTO
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Partito Democratico
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18 indagati,  per un totale di 940.000 euro.
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Barbieri Marco
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Carini Marco
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Casadei Thomas
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Ferrari Gabriele
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Fiammenghi Vladimiro
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Garbi Roberto
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Marani Paola
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Mazzotti Mario
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Monari Marco (capogruppo)
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Montanari Roberto
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Moriconi Rita
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Mumolo Antonio
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Pagani Giuseppe
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Pariani Anna
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Piva Roberto
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Richetti Matteo
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Vecchi Luciano
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Zoffoli Damiano
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2° POSTO 
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ITALIA DEI VALORI  
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2 indagati, per un totale di 423.000 euro
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Barbati Liana (capogruppo)
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Mandini Sandro
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3° POSTO
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IL POPOLO DELLA LIBERTA'
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11 indagati, per un totale di 205.000 euro
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Aimi Enrico
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Bartolini Luca
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Bazzoni Gian Guido
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Bignami Galeazzo
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Filippi Fabio
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Leoni Andrea
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Lombardi Marco
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Malaguti Mauro
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Pollastri Andrea
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Vecchi Alberto
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Villani Luigi Giuseppe (capogruppo)
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4° POSTO
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FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
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1 indagato, per un totale di 151.000 euro
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Sconciaforni Roberto (capogruppo)
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5° POSTO
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LEGA NORD
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3 indagati, per un totale di 135.000 euro
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Bernardini Manes
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Cavalli Stefano
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Corradi Stefano
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Manfredini Mauro (capogruppo), nel frattempo è deceduto
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6° POSTO
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MOVIMENTO 5 STELLE
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2 indagati, per un totale di 98.000 euro
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ex consiglieri (espulsi) Andrea De Franceschi  (ex capogruppo) e Giovanni Favia
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7° POSTO
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SEL - VERDI
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2 indagati, per un totale di 77.000 euro
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Meo Gabriella
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Naldi Gian Guido (capogruppo)
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8° POSTO
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UNIONE DEMOCRATICI CRISTIANI
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1 indagato, per un totale di 31.000 euro
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Noè Silvia (capogruppo) (cognata di Pierferdinando Casini)
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9° POSTO
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GRUPPO MISTO 
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1 indagato, per un totale di 27.000 euro
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Riva Matteo (capogruppo) in concorso con l’impiegata del gruppo Bolino Rossella
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I magistrati della Procura di Bologna, il PM Morena Piazzi e Antonella Scandellari, e il Procuratore aggiunto Valter Giovannini, hanno contestato le accuse di peculato ai Capigruppo, non solo per le spese in proprio, ma anche per il mancato controllo dei rimborsi percepiti dai Consiglieri del loro gruppo, e per non aver loro impedito di fare del denaro pubblico un uso non pertinente.
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Nell’elenco delle cosiddette “spese pazze” figurano soprattutto i rimborsi chilometrici e i pasti, oltre che dei regali, alcuni festeggiamenti per compleanni, svariate cene, e perfino un “sexy toy” del costo di 80 euro acquistato in un sexy shop, il cui importo è stato messo tra le spese di cui ottenere il rimborso  da una delle consigliere indagate.
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Alcune curiosità :
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Silvia Noè (UDC) mise a rimborso le ricevute di due cene di beneficenza.
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Thomas Casadei (PD) mise a rimborso due scontrini da 50 centesimi per i wc pubblici.
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Dissenso
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domenica 9 novembre 2014

9 novembre 1989 - 9 novembre 2014 - Venticinque anni senza "Muro di Berlino"

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La Divisione della Germania in due stati (DDR e RDT) avvenne come conseguenza degli accordi intercorsi tra le Potenze della Terra, dopo l'ultimo conflitto mondiale, per la spartizione ed il controllo dei territori tedeschi.
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Inghilterra, Francia, e Stati Uniti mantennero la loro egemonia sulla cosiddetta Germania Ovest (BRD, Bundesrepublik Deutschland, altrimenti detta RFT, Repubblica Federale Tedesca), mentre l'Unione Sovietica si arroccò nella cosiddetta Germania Est (DDR, Deutsche Demokratische Republik, altrimenti detta RDT, Repubblica Democratica Tedesca).
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Berlino, nella Germania orientale (sovietica), completamente circondata quindi dal territorio della DDR, fu suddivisa anch'essa in due parti, con decisione unilaterale della potenza russa, che creò così di fatto una zona berlinese (quella dell'est) sotto il giogo dittatoriale russo, e l'altra (quella occidentale) sotto il controllo della democrazia americana.
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I russi provvidero infatti ad innalzare una barriera, un vero e proprio muro, per impedire ai residenti di scappare dai dictat del totalitarismo comunista.
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Lungo tutto il confine della DDR (e non solo quindi il muro di Berlino) furono erette barriere e torrette con guardie armate di mitragliatrici, furono insediati distaccamenti di militari armati, campi minati, "cavalli di frisia", e sbarramenti di filo spinato.
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Confini della cortina di ferro, sorvegliata da Mosca, lungo la quale furono erette fortificazioni e campi minati.
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L'unica "enclave" occidentale nella Germania dell'est rimase quella di Berlino ovest, meta ambita da chiunque, all'interno dei territori sovietici, cercasse di scappare dal giogo comunista russo.
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Il 9 novembre 1989, dopo settimane di tumulti popolari, il ministro della Propaganda della DDR diede finalmente l'annuncio che era possibile attraversare i confini senza restrizioni.
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Decine di migliaia di berlinesi dell'est si precipitarono ai posti di blocco dei varchi di uscita dal Paese, e una enorme folla di persone sciamò nella Berlino ovest, accolta dai loro confratelli in maniera festosa.
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Nei giorni successivi fu dato l'assalto pacifico al muro, e migliaia di persone si dedicarono al suo smantellamento, pezzo per pezzo, fino a farlo scomparire.
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Precedentemente, la "cortina di ferro" rappresentata dagli sbarramenti imposti dai sovietici al confine austro ungarico, era già caduta, il 2 maggio 1989, davanti alle telecamere di mezzo mondo, divenendo l'evento prodromico alla caduta del muro di Berlino.
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La "cortina di ferro" dislocata invece su tutto il perimetro di confine della Germania est fu smantellata nei mesi successivi alla "caduta del muro", e il numero delle guardie fu gradatamente calato fino a quando, finalmente, il 1° luglio 1990, fu definitivamente abbandonato dalle truppe comuniste sovietiche.
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Nel 1990 le due Germanie furono riunite ufficialmente, e i cinque territori, precedentemente sotto il giogo russo, furono ricostituiti e trasformati in province della Repubblica Federale :
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Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania Occidentale, Sassonia, Sassonia-Anhalt, e Turingia.
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Vi rimando al post precedentemente preparato, al LINK seguente :
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(Nella foto: Confini della cortina di ferro, sorvegliata da Mosca, lungo la quale furono erette fortificazioni e campi minati).
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