Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

domenica 23 aprile 2017

25 APRILE : IO NON FESTEGGIO


Come accade ogni anno, ripetutamente dal dopoguerra ad oggi, l’enfasi pseudo democratica del Governo al potere ci ripropone di festeggiare la cosiddetta “liberazione”.
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In realtà più che di liberazione possiamo definire tale ricorrenza come un passaggio di potere da quello del fascismo ad un altro, rappresentato dalle banche e dalla corruzione, così come le vicende giudiziarie legate al mondo della politica e dell’economia ci hanno testimoniato nel corso degli ultimi 70 anni.
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La stazione di Bologna bombardata dagli americani

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Personalmente NON festeggio tutto ciò, considerando poi le modalità attraverso cui sono passate le orde dei “liberatori”, mediante l’uso dell’assassinio indiscriminato (bombardamenti a tappeto sulle città), dello stupro diffuso e impunito di fasce di popolazione indifesa (“marocchinate”) e anche di violenze gratuite e di crimini contro l’umanità come nei casi di riconsegna dei prigionieri di guerra a Stalin, pur sapendo che questi sarebbero stati deportati nei gelidi e letali lager siberiani.
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Non festeggio la cosiddetta “liberazione” che ci ha condotto nell’immediato dopoguerra a stragi contro civili, sia uomini che donne, oppure rappresentanti del clero, compiute da bande di criminali partigiani, con l’avallo del partito comunista, e la benevolenza di Presidenti della Repubblica (Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, e Giorgio Napolitano) ( LINK ) che hanno successivamente graziato i responsabili condannati per questi crimini.
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Lo dice la Storia, quella con la “esse” maiuscola, che il tempo definirà entro i corretti binari di una informazione oggettiva e non partigiana come ora è invece presentata dagli intellettuali della sinistra.
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Non festeggio la cosidetta “liberazione” avvenuta con l’intervento di Paesi “alleati” che hanno fondato la loro stessa esistenza sul genocidio di intere popolazioni, come quelle dei nativi americani.
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Mappa delle tribù sterminate dagli americani : 100 milioni di vittime
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La grande nazione popolata dagli indiani d’America, è stata scientemente predata con estrema violenza dai “liberatori” , i quali si sono poi sostituiti ad essi appropriandosi dei territori.
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Non festeggio la cosiddetta “liberazione” ottenuta con l’intervento armato dei sovietici, responsabili della morte di cento milioni di persone, attraverso i famigerati crimini contro l’umanità oramai noti al mondo intero.
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Gulag sovietico
I gulag comunisti (l’universo concentrazionario sovietico) e i gulag americani (le riserve indiane) rappresentano una duplice faccia della stessa medaglia, che identifica esattamente l’aspetto devastante della violenza comune.
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Dovrei quindi festeggiare questi “liberatori” ?
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E che dire dei francesi e degli inglesi ?
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Le due potenze coloniali si sono distinte per i loro crimini compiuti contro le popolazioni civili (le famigerate marocchinate) e contro le organizzazioni umanitarie (i bombardamenti sui presidi della Croce Rossa), così come una gestione criminale dei detenuti di guerra imprigionati nei loro lager.
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Tutti questi rappresentanti della cosiddetta “liberazione” hanno concorso tra loro a scaricare bombe per migliaia di tonnellate di potenza esplosiva e distruttiva sui nostri territori, sulle nostre città rase al suolo e devastate impunemente e indiscriminatemente, colpendo le popolazioni civili e inermi.
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Questa è realmente la liberazione, quella vera, che ci viene occultata dai media e dagli organi di informazione dell’attuale regime.
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Dal dopoguerra ad oggi è calato un velo di silenzio e di disinformazione sui crimini commessi in nome di un antifascismo bieco e irrazionale, che ha travolto con le sue ondate di odio tutto ciò che di buono il fascismo aveva prodotto, evidenziando per contro una apoteosi marxista quasi mistica e delirante.
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Io NON festeggio, in ricordo delle vittime dei bombardamenti che a migliaia sono rimaste uccise dalle bombe americane e britanniche, oppure mutilate dalle macerie crollate sopra di loro, come in un tragico ma non casuale terremoto.
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1945 - Ospedale Sant'Orsola bombardato dai "liberatori"
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Io NON festeggio, in ricordo delle vittime degli stupri dei “gourmiersfrancesi commessi in Sicilia e poi su, fino all’alta Toscana, senza che alcuna potenza “alleata” si opponesse allo scempio.
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Migliaia di donne, uomini e bambini, compreso i preti e le suore, furono stuprati o sodomizzati con violenza, spesso costringendo i familiari ad assistervi.
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Dal dopoguerra ad oggi non è MAI stata versata una lacrima o deposto un fiore in ricordo di queste vittime dell’odio che i “liberatori” hanno sfogato irrazionalmente contro le popolazioni civili italiane.
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Dopo decenni di colpevole silenzio oggi sono venute finalmente alla luce le vicende delle “Foibe” in cui la ferocia comunista si è espressa  e rivelata per quello che rappresenta : un universo di odio e di sopraffazione.
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I partigiani comunisti di Togliatti hanno avallato il piano di sterminio ideato dal dittatore comunista Jugoslavo, il famigerato Tito, teso al genocidio sistematico della popolazione di etnia italiana delle zone carsiche.
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E io dovrei festeggiare tutto cio ?
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Emerge dal mio intimo profondo e dai reconditi meandri del mio stesso essere un sentimento di profondo disprezzo verso tutti i partecipanti a questa enorme e tragica farsa che ha preso il nome di “liberazione”.
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Il tempo e la Storia sanciranno in un futuro oggettivo le precise e ineluttabili responsabilità di tutti costoro, rendendo giustizia alle vittime e dimensionando correttamente la visione fino ad oggi distorta della realtà.
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I posteri potranno considerare sui milioni di morti trucidati dal comunismo sovietico di cui non appare traccia sui testi scolastici, e puntare il dito sulle nefandezze americane nel mondo intero.
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Forse allora non si enfatizzeranno più i cosiddetti “liberatori”…
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Dissenso
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domenica 12 marzo 2017

I CENTRI SOCIALI


Ancora una volta, caso mai ce ne fosse bisogno, la sinistra ha mostrato il suo vero volto, evidenziando a Napoli quale effettivamente sia la vera essenza che la contraddistingue : non quella metamorfizzata e nascosta sotto il nome di “democratico” ma quella che si è vista in occasione della visita di Matteo Salvini nella città partenopea.
 
Una cieca violenza, irrazionale e finalizzata a distruggere, a demolire, ad affermare che solo i Centri sociali possono arrogarsi il diritto di decidere chi può parlare oppure no, costituisce il “modus operandi” con cui gli pseudo rivoluzionari della domenica, che si ritrovano appunto nei cosiddetti “Centri sociali”, impongono la loro volontà.

Succede spesso, in ogni città italiana, ogni volta che Matteo Salvini interviene pubblicamente per esporre il suo pensiero e per incontrare il suo elettorato, che frange violente appartenenti all’estrema sinistra di radice comunista mettano a ferro e fuoco il territorio, per impedirgli di parlare alla popolazione.
 
Tutto ciò avviene perché Salvini fa paura alla sinistra, grazie al crescente consenso popolare che lo accompagna, e all’esposizione delle sue idee, opposte e contrarie a quelle dei cosiddetti “democratici” (che democratici non sono).
 
Ecco che quindi la sinistra attua un singolare “gioco di ruolo” che consiste nel dare “via libera” agli esagitati dei “Centri sociali” da sempre coccolati, finanziati, e autorizzati tacitamente ad operare per loro conto.
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In pratica costoro fanno il cosiddetto “lavoro sporco” a favore della sinistra, che così può impedire al suo più pericoloso antagonista di esprimere liberamente e democraticamente il suo pensiero.
 
Non è un caso che a Bologna, le organizzzazioni comuniste come Hua, Hobo, Fuoriluogo, C.U.A., e altre sigle inglobate e appartenenti all’universo marxista (e idiota) abbiano potuto occupare indisturbate le aule universitarie per ben 26 lunghi anni, senza che alcuna autorità costituita facesse nulla, nelle Bologna comunista appunto, per impedire che ciò avvenisse, o per interromperne il percorso.
 
La Prefettura, i Sindaci, e le Istituzioni, silenti e defilate, si sono rese complici di un atto continuato di barbarie, permettendo che l’illegalità dilagasse nell’Università più antica d’Europa, ramificandosi ed estendendosi, al punto che ora gli attivisti dei Centri sociali, consci dell’impunità che li aspetta, fanno il “bello e cattivo tempo” in città.
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Per tutte le azioni violente e i danni arrecati dai cosiddetti “compagni” non è mai stata pronunciata nemmeno una sentenza di condanna, lasciando scadere i termini entro i quali si potevano promulgare condanne, segno evidente del fatto che anche una branchia della Magistratura, evidentemente, copre e giustifica il loro operato.
 
I Centri sociali e le organizzazioni che assumono le caratteristiche di bande paramilitari si organizzano per dimostrare che non indietreggiano neppure davanti alla Polizia schierata, che anzi diviene per loro un ottimo bersaglio per esercitarsi nella guerriglia.
 
La benevolenza dimostrata nei confronti di questi delinquenti che si definiscono “antifa” dimostra la collusione della classe politica sinistroide, che grazie a loro realizza il progetto principe che li contraddistingue : impedire alle opposizioni di parlare, chiudere loro la bocca, in un modo o nell’altro, con le buone o con le cattive.
 
La presa di posizione del Sindaco napoletano De Magistris dimostra esattamente che il percorso intrapreso, oramai da lungo tempo, dalla sinistra “istituzionale” va proprio in questa direzione.
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Non ci sono dubbi, i pupilli PREFERITI della sinistra NON sono i bravi ragazzi che hanno voglia di studiare all’università, così come NON sono coloro che scelgono di assistere ad un comizio piuttosto che ad un altro, democraticamente, ma sono i facinorosi delinquenti, armati e pericolosi, attraverso cui possono compiere le loro nefandezze antidemocratiche, in perfetta linea con le retrospettive socio cuilturali cui appartengono e in linea col retaggio politico da cui discendono.
 
La metamorfosi con cui la sinistra si ammanta dell’aggettivo “democratico” è subdolamente fuorviante, e appositamente adattata a stereotipi che le hanno permesso di sopravvivere, ma non può eliminare l’anima marxista e violenta da cui traggono origine i seguaci e gli eredi di Togliatti e del comunismo.
 
I Sindaci come De Magistris (Napoli) o come Merola (Bologna), che permettono  ai Centri sociali di agire indisturbati, con la condiscendenza nemmeno troppo nascosta della Magistratura (è verificabile nelle pagine scritte della Storia recente) sono le testimonianze palesi, loro malgrado, della simbiosi esistente tra sinistra, “toghe rosse”, e Centri sociali.
 
Nelle violente dimostrazioni di ieri a Napoli è stata assaltata anche una camionetta dei Carabinieri che dopo essere stata bloccata è stata fatta oggetto del lancio di bottiglie incendiarie e di una fitta sassaiola.
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Una rappresentazione cui abbiamo già assistito varie volte, collaudata in ogni suo aspetto da questi professionisti della violenza, della prevaricazione e dell’imposizione comunista, e di cui sono rimasti vittima in passato proprio alcuni degli stessi delinquenti autori del disordine pubblico.
 
Alcuni delinquenti comunisti, partecipando a vere e proprie sommosse popolari mediante il ricorso alla guerriglia urbana organizzata, si sono scontrati con la legittima reazione delle Forze dell’ordine, rimanendo vittime del meccanismo da loro stessi innescato.
 
La sinistra, invece di condannarli come estremisti e delinquenti ne ha fatto dei martiri e ha intitolato loro vie o piazze.
 
La responsabilità diretta di coloro che appartengono ai vertici della politica orbitante intorno alla sfera “sinistroide” nazionale (ma non solo, essendo un fenomeno diffuso ad arte a livello planetario) è incontrovertibile e suffragato da decenni di nefandezze.
 
La disinformazione e la mistificazione operata dai media controllati capillarmente dagli intellettuali (o meglio, pseudo intellettuali) della sinistra, hanno fatto il resto.
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Tutto ciò rappresenta un crimine e una violazione delle libertà individuali, una forma nascosta e subdola di dittatura che condiziona la libertà del popolo italiano, soggiogato da personaggi ambigui e menzogneri professionisti dell’inganno.
 
Nel frattempo costoro, grazie quindi anche ai centri sociali, correi e complici, collusi e protagonisti, attuano il loro programma politico preferito : l’appropriazione indebita, il malaffare, il privilegio, il parassitismo, l’inciucio, la corruzione, e quant’altro possa portare a loro qualunque beneficio, sulla pelle del popolo italiano sempre più stremato e disperato.
 
Per quanto riguarda la definizione di “Centri sociali” visto e considerato che di sociale NON hanno proprio nulla, ma che anzi contrastano violentemente le libertà altrui, impedendole o tentanto di sopraffarle, bisognerebbe modificare la dicitura in : “Centri antisociali”.
 
Il Centro antisociale sarebbe quindi ciò che effettivamente è adesso : un punto di ritrovo di facinorosi e delinquenti che usano la violenza per sopraffare chiunque NON la pensi come loro, in nome di un comunismo becero e devastante.
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Gli arroganti e patetici rappresentanti e appartenenti a queste “formazioni” anarco-marxiste professano l’ignoranza come dogma, poiché ignorano anche il piu’ piccolo ABC di ciò che significa “democrazia” popolare, e si crogiolano in etichette stereotipate come quella di “antifa” che va tanto di moda, senza peraltro sapere di cosa parlano.
 
Arroganza, stupidità, violenza, ottusità, e ignoranza sono quindi il fardello intellettuale su cui poggia la loro identità culturale, coadiuvata dagli immancabili passamontagna (sono troppo vigliacchi per mostrarsi a viso aperto) e da una visione molto limitata e approssimativa delle realtà storico sociali in cui sono inseriti.
 
Costoro credono forse di rappresentare una identità comunista popolare, ma in realtà sono disgiunti da qualsiasi riferimento diretto che li unisca al mondo del lavoro, dello studio, e della vita sociale.
 
Il parassitismo sembra essere invece il loro assioma identificativo, che li colloca entro i ristretti limiti di un universo in fase di involuzione, tenuto in vita solo dalla benevolenza dei loro padrini, a cui per ora fanno comodo…
 



Quando tutto ciò volgerà al termine, forse, chissà, subiranno le stesse metamorfosi che portarono “Lotta Continua” e “Potere Operaio” a costituire le “Brigate Rosse”, innescando nuovi scenari di violenza politica, di cui potremo incolpare, come in passato, la sinistra italiana.
 
et qui vivunt, videbis


Dissenso

 

mercoledì 1 febbraio 2017

FALSI STORICI DELLA SINISTRA ITALIANA

sottotitolo : IL NEGAZIONISMO COMUNISTA
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Ecco alcune vignette per commemorare con ironia e con amaro sarcasmo le vittime dell'odio comunista.
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In Italia i comunisti, non paghi delle atrocità commesse, hanno manipolato l'informazione e la Storia, asservendola al loro opportunismo partitico, grazie al silenzio complice della Democrazia Cristiana, dei Socialisti, dei Repubblicani, e dei Liberali, fino all'odierno PD,
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LA SINISTRA FALSA E MISTIFICA ANCHE LE VERITA' STORICHE ...
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PER INTERI DECENNI I SEGUACI METAMORFIZZATI DI TOGLIATTI, UNO DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI DELLE FOIBE, HANNO OCCULTATO CONSAPEVOLMENTE SIA I MISFATTI CHE LE RESPONSABILITA' DEI DIRIGENTI DEL PCI, OFFENDENDO LA MEMORIA DELLE VITTIME INNOCENTI.
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OGGI L'ARROGANZA COMUNISTA E' ARRIVATA A INTITOLARE A TOGLIATTI VIE E PIAZZE, COME A SIGNIFICARE CHE QUANTO ACCADUTO NON RIENTRA IN PRECISE RESPONSABILITA' RICONDUCIBILI AL LEADER DEL PCI, DISSIMULANDO E MISTIFICANDO COSI' IL PRECISO DISEGNO CRIMINALE CONCORDATO FRA TITO, I PARTIGIANI COMUNISTI SIA ITALIANI CHE SLAVI, E TOGLIATTI STESSO, SULLA PELLE DELLE VITTIME DELLE FOIBE.
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LE FOIBE SONO SOLO LA PUNTA DI UN IMMENSO ICEBERG COSTITUITO DI NEFANDEZZE, DI STRAGI, DI DEPORTAZIONI E TORTURE, DI SANGUE E DI DOLORE, DI MORTI PER MANO COMUNISTA.
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COMUNISMO : 100 MILIONI DI VITTIME !
LA STORIA NON MENTE ...
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Dissenso
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martedì 31 gennaio 2017

27 GENNAIO, LA GIORNATA DELLA NON MEMORIA

sottotitolo : LA MALAFEDE DELLA SINISTRA
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Il negazionismo sembra essere la consuetudine consolidata con cui le sinistre europee fronteggiano i milioni di morti causati dal comunismo.
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I misfatti di Stalin così come quelli di Mao, di Pol Pot, di Fidel Castro, di Togliatti, e di personaggi come il terrorista rivoluzionario filippino Josè Marìa Sison, insieme ai Partiti comunisti di mezzo mondo, vengono infatti totalmente ignorati.
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La filastrocca che le sinistre continuano a ripetere, canzonettando allegramente la trita e ritrita “bella ciao”, è sempre la stessa : l’antifascismo e la liberazione !
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Le sinistre però, maestre di malafede, omettono scientemente di raccontare tutte le bestialità e le atrocità commesse sia dai partigiani comunisti a guerra finita, che la successiva impunità goduta da questi criminali assassini grazie alla cosiddetta amnistia Togliatti.
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Sì, perché Palmiro Togliatti, ancora oggi chiamatoil Migliore dalle sinistre, si adoperò per cancellare con un colpo di spugna (l’amnistia) tutti i bagni di sangue in cui si erano crogiolati i suoi protetti.
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La storiografia ci evidenzia la verità inoppugnabile sugli autori dei massacri compiuti appunto dai partigiani comunisti tra il 1944 e il 1948, in un’ottica prettamente marxista secondo cui venivano colpite anche vittime innocenti, in un delirio di violenza vile e immotivato.
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E’ consuetudine delle sinistre stendere un velo di silenzio sulle tragiche vicende della cosiddetta “liberazione” e del dopoguerra, così come sullo sterminio delle Foibe, sulla cosiddetta “Volante rossa” (beniamini di Dario Fo che li sosteneva tramite “Soccorso rosso”), sulle “marocchinate”, e sui bombardamenti “alleati” che fecero migliaia e migliaia di vittime civili.
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La sinistra è pronta da un lato  a scagliarsi contro i “negazionisti” dell’olocausto, mentre dall’altro compie essa stessa un vero e proprio cosciente lavoro di negazionismo estremo, sfuggendo la realtà e mistificando con il silenzio tutto ciò che le fa comodo, ambiguamente e consapevolmente.
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Alcuni territori dell’Emilia-Romagna hanno dovuto identificare con una tragica locuzione il teatro di morte  che vide gli assassini comunisti interpretare il ruolo di boia sulla popolazione indifesa : “il triangolo della morte”.
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Togliatti era la guida di quegli assassini comunisti che militando nel PCI attendevano solamente un ordine per dare il via ad una insurrezione armata e violenta, comandata da Mosca, allo scopo di ripristinare un’altra dittatura sotto la bandiera della falce e martello.
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La brutalità è stato il denominatore comune dei partigiani comunisti che spesso e volentieri arraffavano e depredavano, uccidevano, stupravano, torturavano e mutilavano, legittimando poi le loro nefandezze come lotta al fascismo.
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I soggetti politici delle zone colpite dal morbo comunista, come i Sindaci o i vari Presidenti di Regione che si sono succeduti nel tempo, non hanno mai nemmeno una volta avuto la coerenza di ammettere l’ipotesi di una indagine conoscitiva e obiettiva dei fatti.

La connivenza col crimine comunista, data dal silenzio colpevole e dalla mancanza di presa d coscienza sull’accaduto, pone costoro alla stregua di complici e di passivi conniventi.
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L’oltraggio della Giornata della (NON) memoria è evidente, sia sul piano umano che su quello socio culturale, ed è vilmente dispregiativo nei confronti delle numerose vittime incolpevoli.
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Ma tutto ciò ha un nome : ... sinistra ! …
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La sinistra degli ex comunisti, figli di un retaggio storico e culturale che si fonda sull’uso della violenza, dell’inganno, e della disinformazione.
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La sinistra degli italioti, che con il loro silenzio assenso si rendono complici delle nefandezze compiute dai comunisti.
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La sinistra del silenzio sulle stragi delle Foibe, nascoste e negate per oltre 50 anni, e della mistificazione, come nel caso delle Fosse di Katyn, in cui trovarono la morte più di 20.000 ufficiali polacchi per mano dei comunisti russi.
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Per decenni le sinistre europee accusarono i nazisti di questo immane eccidio, fino alla rivelazione dei due leader russi Michail Gorbacev e Boris Eltsin, che ammisero la responsabilità di  Stalin nella vicenda.
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La sinistra che nasconde ancora oggi le mostruosità commesse dalle “truppe di liberazione”, omettendo deliberatamente di rivelare pezzi di storia dell’Italia di quel periodo, come ad esempio le “marocchinate” in cui le truppe francesi furono autorizzate ad abbandonarsi per diversi giorni al saccheggio, allo stupro, alla mutilazione di civili, al metodico stragismo di donne, anziani, e bambini.
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L’orrore che si dovrebbe provare per simili misfatti deve avere caratteristiche di universalità, ma le sinistre lo hanno circoscritto entro plateali teatri in cui gli atti della rappresentazione  lo escludono, falsando la reale trama delle vicende.
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Gli attori che interpretano questo ruolo sono quei guitti della politica che convivono con la meschinità, pascendosene, e in cui la desolante ristrettezza mentale è pari solo alla loro malafede.

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La Storia e il tempo, maestri della verità, ci rivelano ogni giorno che passa le vere sembianze della sinistra, anche se purtroppo ancora oggi una schiera di perniciosi ed inutili italioti si bea della ininterrotta disinformazione che viene loro propinata.
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La giornata della NON memoria potrà essere chiamata della MEMORIA solo quando si terrà conto di tutte le vittime, senza discriminazioni di parte, e rispettando il ricordo di chi ha pagato un tributo di sangue, con la vita, nonostante la propria innocenza.
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L’arroganza e la violenza tipiche dell’universo comunista, di cui la sinistra oggi è l’erede naturale, sono esse stesse l’elemento distintivo che caratterizza il loro retaggio politico e pseudo culturale, mai sopito seppur metamorfizzato.
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I libri di Storia nel dopoguerra sono stati editi seguendo i dictat della censura comunista, con la compiacenza dei Partiti politici che per decenni hanno “governato” l’Italia, operando così un danno storico e culturale immenso.
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La manipolazione delle coscienze, che ricalca i metodi di staliniana memoria, è stato il fine ultimo da raggiungere cui hanno puntato gli pseudo intellettualoidi delle sinistre europee, in un impeto marxista e maoista che offende qualsiasi coscienza democratica.
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Non celebriamo quindi la Giornata della Memoria, in quanto essa NON esiste come tale, ma solo come sottoprodotto di false divagazioni storiografiche e partitiche quanto partigiane, nel senso più deleterio del termine.
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Onoriamo i caduti per mano comunista e rendiamo omaggio alle migliaia di vittime dell’odio marxista, disprezzando non solo coloro che ne sono stati artefici ma anche chi, con la disinformazione, ha fornito facili alibi agli aguzzini.
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Il popolo italiano ha dovuto assistere più volte anche a misfatti istituzionali, in cui la più alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica, ha concesso la “Grazia” a criminali comunisti assassini condannati all’ergastolo, liberandoli e permettendo che diventando onorevoli e parlamentari della Repubblica, sedessero sugli scranni di Montecitorio.
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Questo è l’odio di cui si nutre la sinistra, la vera essenza da cui è formata.
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La Storia lo prova, nonostante gli  Italioti.
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Dissenso
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giovedì 19 gennaio 2017

L'ITALIOTA


Nel nostro Paese si è sviluppata da qualche anno una nuova genìa di persone che si può raggruppare e definire con un termine identificativo, quello di Italiota.
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L’italiota, che si distingue per essere fancazzista, menefreghista, egoista, masochista, e per nulla attento a qualsiasi tipo di problematica, sia essa sociale, politica, o economica, coltiva una sorta di orticello personale, al di fuori del quale non esiste nulla.
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L’orticello in cui vivono e prosperano gli Italioti è costellato di visioni distorte della realtà effettiva, poiché le loro menti sono manipolate dai grandi burattinai della disinformazione.
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Ne è prova il fatto che ancora molti di loro votano per il PD, nonostante esso sia uno dei Partiti italiani col più alto numero di indagati, di ladri, di truffatori, e di parassiti.
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A nulla valgono le nefandezze compiute dalla sinistra e le innumerevoli porcherie compiute sulla pelle degli italiani, poiché l’italiota è per definizione condiscendente verso la classe politica che maggiormente glielo mette in quel posto.
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Si potrebbe dire volgarmente :
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Glielo metti nel culo, ma non in testa !
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Purtroppo il comportamento dell’italiota ha ripercussione anche su tutti gli altri cittadini italiani, a partire da quelli che subiscono il peso della gestione PD in un Governo che non li ha nemmeno votati.
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Grazie al PD e alle sinistre europee regaliamo una valanga di soldi agli immigrati clandestini, li rifocilliamo, li manteniamo a vivere in albergo, li sovvenzioniamo, mentre i nostri sfrattati che sono rimasti senza casa devono dormire in macchina o sotto i ponti.
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Questo all’italiota va bene …
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I politici percepiscono stipendi da nababbi, vitalizi, diarie, rimborsi, auto blu…strafogandosi di privilegi, mentre molte famiglie italiane fanno la fila alla Caritas perché non arrivano a fine mese …
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Questo all’Italiota va bene …
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I parassiti che sono al Governo ci mandano in pensione a 67 anni, dandoci una miseria che a molti non permette di tirare avanti e con la quale dobbiamo sopravvivere alla meno peggio, mentre loro hanno delle pensioni altissime …
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Questo significa che all’Italiota piacciono i parassiti, anzi li adora …
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Spendiamo milioni di euro per gli arrivi e gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste, e li andiamo addirittura a prendere in Africa, appena si staccano dalle coste libiche, mentre noi a casa nostra non abbiamo risorse per le cose più elementari, come la sanità, il lavoro, la casa, le medicine …
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L’Italiota, permettendo tutto ciò, si rende corresponsabile di questo stato di cose.
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L’Italiota non si rende conto che prima o poi, continuando così, anche il suo orticello diventerà sterile.
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Probabilmente sta già facendo i conti con la crisi che ci attanaglia, ma masochisticamente persevera nell’appoggiare il PD e i suoi parassiti di Governo, come Alfano, Verdini, e le altre zecche che gli fanno da contorno.
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Ho quasi il sospetto che all’Italiota piaccia prenderlo in quel posto, altrimenti perché lo farebbe di continuo, perseverando in questo tragico balletto ?
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La speranza di sopravvivenza in Italia, è legata al fatto che questi Italioti si rendano conto che il loro comportamento sta contribuendo a devastare la società italiana, e che si ravvedano, cambiando rotta per il bene del Paese, dei nostri figli e delle generazioni future.
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Il PD sta operando in modo delinquenziale e criminale, snaturando la società italiana in ogni sua essenza, anche quella che riguarda la religione e le tradizioni.
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In molte cittadine a maggioranza PD non si celebra più in Natale nelle Scuole, poiché secondo la perversa logica sinistroide, buonista a senso unico, ciò offenderebbe l’Islam !
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Stiamo diventando stranieri in casa nostra, ostaggio del terrorismo e di una moltitudine di immigrati che pur affermando di scappare dalla miseria, sono tutti in possesso dell’ultima novità in fatto di smartphone.
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Non è un caso che in tutta Europa lo spaccio di droga sia oramai diventato di pertinenza esclusiva dei nord africani, a cui evidentemente non piace lavorare, ma solo inneggiare ad Allah, alla droga, e all’odio verso di noi.
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Il PD e gli italioti sono in prima linea in questo particolare aspetto della vita quotidiana, per accogliere a braccia aperte tutto ciò che arriva dal mare, fregandosene invece di quegli italiani che attraversano un periodo di difficoltà e non riescono ad andare avanti.
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Lo Stato, anziché cercare di alleviare la pressione fiscale su imprese e cittadini, allunga i suoi artigli bramosi di sangue, sguinzagliando gli sgherri di Equitalia e affondando i suoi fendenti distruttivi e letali.
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Le aziende che chiudono i battenti, i suicidi, le famiglie in coda alla Caritas, e i giovani che emigrano in cerca di un lavoro che qui è loro negato, fanno da contraltare a schiere di politici avidi e corrotti, che impunemente grazie agli Italioti continuano il loro percorso parassitario.
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Ecco perché l’Italiota è un mio nemico, un avversario da abbattere, come corresponsabile del fallimento sociale ed economico della nostra amata Italia.
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La stupidità dell’italiota è incommensurabile ed è pari solo all’esosità dei danni che provoca nella società, senza considerare che i suoi stessi figli e nipoti ne saranno travolti.
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E’ necessario operare con il massimo impegno una corretta informazione socio culturale e politica, rivolgendoci al popolo italiano, per troppi anni tenuto all’oscuro di importanti problematiche dai disinformatori pseudo intellettualoidi della sinistra.
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E’ la sinistra che osanna i criminali comunisti e gli intitola vie e piazze, come Lenin o Togliatti, cantando “bella ciao” e omettendo di raccontare le nefandezze compiute dai partigiani comunisti, le uccisioni criminali del dopoguerra, le coperture ottenute da Presidenti della Repubblica compiacenti per gli assassini della falce e martello, i silenzi omertosi sulle stragi etniche, come nel caso delle Foibe, la mancanza di riferimenti nei libri di testo scolastici sui crimini comunisti, e tanto altro …
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Ed è invece l’Italiota che si è lasciato scivolare addosso tutto ciò, magari cantando anche lui “bella ciao”, enfaticamente, sventolando la bandiera multicolore della pace, ipocritamente, mentendo a sé stesso e sapendo di mentire.
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Ed è così, con la compiacenza dell’Italiota, che siamo stati trascinati nell’Europa delle Banche e dei Poteri forti, l’Europa di Prodi e del Bilderberg.
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Siamo in piena dittatura, ostaggi di un Governo che nessuno ha votato, e che anzi il Popolo rifiuta, come sancito dalle urne nell’ultima consultazione referendaria, ma che rimane attaccato alla poltrona come una cozza allo scoglio.
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Questi parassiti se ne devono andare prima che sia troppo tardi.
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Siamo già sull’orlo di un baratro non solo economico, ma sociale, culturale, religioso, e strutturale, in una situazione pronta a deflagrare con una violenza che potrebbe essere inarrestabile.
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I prodromi sono evidenti,  e la causa è da imputare alla classe politica dirigente, al Governo, e agli Italioti.
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Ma come dice un vecchio proverbio :
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Tutti i nodi vengono al pettine ! “ …
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Dissenso
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