Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

domenica 28 novembre 2010

BARRIERE ARCHITETTONICHE ABBATTUTE - I NOSTRI COMPLIMENTI AL COMUNE DI GRANAROLO

UN ESEMPIO DI CIVILTA' CHE CI ARRIVA DA VICINO:
COMUNE DI GRANAROLO

 CARTELLO CHE INDICA ENTRATA ANCHE PER DISABILI
 PORTA SCORREVOLEAD APERTURA AUTOMATICA
 PORTA SCORREVOLE CHE SI APRE CON SEGNALATORE DI PRESENZA
 
RAMPA ANCHE PER ACCEDERE ALL'UFFICIO DEI VIGILI DI GRANAROLO

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A MINERBIO L'AMMINISTRAZIONE MINGANTI, NELLA FIGURA DEL SINDACO LORENZO, CHE DA DIECI ANNI LAVORA AL SERVIZIO DEI CITTADINI, PRIMA COME CONSIGLIERE COMUNALE ('99), POI COME ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI (2002), POI COME ASSESSORE ALL'URBANISTICA (2004), HA GESTITO IL PROBLEMA BARRIERE ARCHITETTONICHE COSI':

PESANTE PORTONE A SPINTA, (entrata principale)
ACCESSO POSTERIORE DEL COMUNE CON GRADINO ANTI-DISABILE
ATTRAVERSAMENTO PEDONALE DAVANTI AL COMUNE CON GRADINO ANTI-DISABILE
UFFICIO TECNICO E UFFICIO RAGIONERIA DEL COMUNE MINERBIO CON GRADINI ANTI-DISABILE

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SPERO CHE IL PARAGONE COSI' EVIDENTE CON UNA REALTA' A NOI VICINA RIESCA A PROCURARTI QUELLA VERGOGNA CHE MERITI DI AVERE.
SINDACO, E' MAI POSSIBILE CHE IN TUTTI QUESTI ANNI (DIECI) IN CUI TI SEI OCCUPATO DI MINERBIO NON HA MAI TROVATO LA MANIERA O IL TEMPO DI RISOLVERE IL PROBLEMA?
VISTO CHE ALL'ULTIMO CONSIGLIO HAI PUBBLICAMENTE DETTO DI AVER FREQUENTATO DEI CORSI INFORMATIVI SULLA MATERIA, MI VIENE SPONTANEO PENSARE CHE TI ABBIANO BOCCIATO, OPPURE CI SEI ANDATO PER SCALDARE LA POLTRONA, PROPRIO COME STAI FACENDO QUI A MINERBIO...
SINDACO RIFLETTI E PROVA A DARTI UNA MOSSA PERCHE' CI SIAMO ROTTI DI ASPETTARE I TUOI COMODI.
A presto
Christian B.

BARRIERE ARCHITETTONICHE : LETTERA AL SINDACO DI MINERBIO

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Abbiamo spedito al Sindaco Minganti e ai destinatari indicati qui sotto, un dossier fotografico sulle barriere architettoniche a Minerbio.
Il plico conteneva decine di immagini che comprovano l'esistenza di quelle barriere di cui, invece, il Primo cittadino nega l'esistenza.
Abbiamo poi corredato la documentazione con un allegato di presentazione, a cui è seguita la lettera al Sindaco.
A causa del notevole volume di dati ci limitiamo a mettere in rete l'immagine della presentazione in formato jpg , e il link alle fotografie già preparato come post in precedenza, a cui segue il testo della lettera inviata al Sindaco, preceduto dall'elenco dei destinatari dell'intero dossier.
Per completezza di informazione alleghiamo in calce immagini della comunicazione inviata a noi dal Regnante di turno Lorenzo Minganti.
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Presentazione (formato jpg : cliccare per ingrandire. )
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Link alle foto delle barriere architettoniche :

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LETTERA AL SINDACO
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Minerbio, 25 novembre 2010

Spett.le

COMUNE DI MINERBIO
Sindaco LORENZO MINGANTI
Via Garibaldi,44
40061 Minerbio (BO)

p.c.

PROVINCIA BOLOGNA
Presidente BEATRICE DRAGHETTI
Via Zamboni, 13
40126 BOLOGNA

MOVIMENTO 5 STELLE
Consigliere GIOVANNI FAVIA
Consigliere ANDREA DE FRANCESCHI
Assemblea Legislativa
Viale Aldo Moro, 50
40127 BOLOGNA

ANIEP
Associazione nazionale per la promozione e la difesa
dei diritti sociali degli handicappati
Via dè Coltelli, 7/d
40124 BOLOGNA

CAD
Comitato Associazioni Disabili
Via Predosa, 13
40069 Zola Predosa (BO)

IL RESTO DEL CARLINO
Direttore PIERLUIGI VISCI
Via Mattei, 106
40138 BOLOGNA 1

L’INFORMAZIONE
Direttore LUCIO MARCATAJO
Editoriale Bologna SrL
Via Stalingrado, 97/2
40128 BOLOGNA
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OGGETTO :

BARRIERE ARCHITETTONICHE - LETTERA AL SINDACO
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Spett.le Primo Cittadino di Minerbio, prima di dare inizio ad una serie di risposte che Le devo, in relazione alla Sua ultima mail del 22 c.m., sono costretto a ricordarle alcune puntualizzazioni, avendo constatato che ha le idee un po’ confuse a riguardo della nostra identità politica.

Infatti, continua testardamente a chiamarci Partito, mentre Le abbiamo già ribadito che lasciamo a Lei volentieri il piacere di appartenere a questo tipo di struttura politica, in quanto noi non ci identifichiamo in alcun modo negli schieramenti partitici tradizionali.

Noi siamo infatti un Movimento, che è nato e cresciuto grazie a quei cittadini che sono, appunto, stanchi delle massonerie, degli inciuci, delle mafie, delle lobbies, e della prepotenza di cui sono permeati i partiti, compreso quello a cui Lei appartiene.

Le schiere di indagati eccellenti, i condannati in via definitiva, i collusi, i corrotti, fanno parte di un universo tutto vostro, in cui il malaffare è diffuso e stereotipato, caratteristico di ogni singolo Partito.

Lasci dunque da parte, quando si rivolge a noi, l’appellativo di Partito, poiché noi siamo un’altra cosa, e ce ne vantiamo.

Venendo al contesto che riguarda la mail che ci ha indirizzato, devo rilevare che le Sue affermazioni non possono che essere accolte con scetticismo, a causa della inveterata abitudine che ha sviluppato di “cambiare le carte in tavola”, metamorfizzando e adattando a Suo uso e consumo le realtà contingenti.

Infatti, nonostante e contrariamente alla Sua sbandierata propositività di intenti riguardo all’abbattimento delle barriere architettoniche, Lei si è arrogato il diritto di effettuare una serie di lavori seguendo una scala di priorità che offendono il concetto stesso di solidarietà verso i meno fortunati.

Come si può affermare di voler abbattere le barriere architettoniche quando ci si preoccupa di realizzare innanzitutto una ciclabile, oltretutto del costo abnorme di 700.000,00 euro ?

Con quale criterio, inoltre, ci si preoccupa di perforare terreni per la realizzazione di pozzi artesiani allo scopo di irrigare la tenera e verde erbetta dei campi da calcio, anziché occuparsi prioritariamente delle esigenze di chi il calcio non lo può proprio giocare ?

Forse portano più voti gli adepti del Dio pallone ?

L’elenco di fotografie che alleghiamo costituisce una documentazione parziale raffigurante solo una minima testimonianza delle tante barriere architettoniche esistenti a Minerbio, e la proponiamo in tutta la sua dirompente e incontrovertibile evidenza.

Conseguentemente appare dal nulla, ma palesemente, una realtà che non è di certo quella idilliaca che Lei, Sindaco, ostinatamente pubblicizza mediante i suoi scrivani di fiducia del Resto del Carlino e dell’Informazione.

Non solo Minerbio è impregnata alle radici da un barrierismo architettonico esteso e testimoniato, ma subisce l’influsso di una Sua personale disaffezione al problema stesso che stiamo dibattendo.

Lo prova un lunghissimo periodo in cui il nostro Paese ha dovuto assistere alla sua permanenza, come protagonista, ai vertici di quella macchina pubblica che ora guida in qualità di Primo Cittadino.

Fin dal 1999 Lei ha ricoperto la carica di Consigliere di maggioranza, per divenire nel 2002 Assessore ai Lavori Pubblici, e successivamente nel 2006 Assessore all’Urbanistica.

Durante tutto questo lasso di tempo e nonostante le cariche pubbliche che ha ricoperto, Lei non è riuscito, o non ha voluto impegnarsi ad azzerare le barriere che ancora oggi nel 2010 offendono le nostre coscienze, e ostacolano i portatori di disabilità motoria.

Non ci sono giustificazioni al suo operato, a mio parere veramente offensivo e lesivo della dignità dei disabili minerbiesi, oltre che contradditorio e colpevole di ledere l’immagine pubblica, nel ruolo che le è stato concesso di interpretare.

Lei ora, Signor Lorenzo Minganti, di nuovo, e dopo tanto tempo, si nasconde ancora dietro a presunti ostacoli di natura tecnica, economica, e normativa, affermando di voler garantire ai disabili dei cosiddetti “percorsi protetti”.

Questo tipo di approccio al problema in questione è semplicemente disgustoso, e mi meraviglio che la sensibilità dei singoli componenti della Sua stessa Giunta non cozzi contro una tale dimostrazione di supponenza.

Relegare i disabili entro percorsi schematizzati e imposti, oppure “protetti” come preferisce denominarli Lei, significa ghettizzare coloro che necessitano della carrozzella per veicolare attraverso il territorio, oltre che imporre loro una precisa mappa di spostamenti obbligatori, al di fuori della quale i disabili si troverebbero in grande difficoltà.

Lei ha le gambe, Signor Sindaco di Minerbio, e può fruire del loro uso per deambulare, correre, saltare, chinarsi, girarsi, battere i piedi, decidendo a suo piacimento in quale momento ne vuole disporre.

La invito, allora, a compiere un esperimento.

Provi a farsi prestare una carrozzella, e a gironzolarci sopra, attraversando Minerbio, oppure una delle frazioni.

Provi e riprovi, senza approfittare dell’uso delle gambe, facendo finta di non poterne fruire, e rimanendo sempre seduto sulla carrozzella, ovunque Lei vada durante l’esperimento.

Provi a raggiungere il Palazzo Comunale e ad aprire il portone…

Attraversi le strisce pedonali partendo dal “salotto buono” per recarsi in Municipio, e vedrà com’è piacevole trovarsi di fronte a quell’enorme gradino che Lei afferma NON essere una barriera, e a dover optare obbligatoriamente per un percorso alternativo, dirigendosi verso il passo carraio.

Le auguro, per il proseguo dell’esperimento, di non trovarsi in mezzo alla strada, con la carrozzella, mentre sopraggiungono camion o autobus, e di trovare poi il passo carraio libero, senza alcuna auto in sosta o in manovra.

Ma tanto Lei potrà sempre dire : è un esperimento !

Si potrà alzare in piedi e terminare la fastidiosa esperienza, magari con l’amaro in bocca, finalmente consapevole e illuminato, conscio e pieno di vergogna !

Impari cos’è l’umiltà, e si metta al posto di un disabile, cercando di immedesimarsi nel suo modo di pensare, condizionato da un disagio di cui farebbe volentieri a meno.

Vedrà che dopo una giornata in carrozzella sarà sopraffatto dalla consapevolezza di ciò che ha fatto nella lotta contro le barriere architettoniche, ma soprattutto sarà furibondo con sé stesso per tutto quello che invece non ha ancora fatto e che avrebbe potuto essere già realizzato.

Per quanto riguarda invece le Sue illazioni sulla mia personale sensibilità sull’argomento, che ipotizza essere solo frutto di ricerca di visibilità, Le rispondo che solamente una persona dotata della Sua arroganza e maleducazione poteva arrivare a profferire insulti e offese di così bassa lega.

Lei, offendendo me e il mio impegno a favore dei disabili, oltraggia anche loro, in maniera pesante, ma probabilmente non è in grado di capirlo.

Non speri di considerare concluso l’argomento, rifugiandosi nella Sua frase finale scritta nella letterina che mi ha inviato, in cui sembra convinto di avermi rassicurato, perché noi continueremo a batterci per quei diritti che Lei sembra ostinatamente deciso a calpestare.

Il dialogo da Lei sbandierato ogni qualvolta esce un numero del “Prometeo” non trova corrispondenza nella realtà, a meno che Lei non consideri tale un insieme di dictat, di imposizioni, di oltraggi e di falsità.

Potremmo anche passarci sopra, fingendo che tutto ciò rientri nel gioco delle parti, ma non lo possiamo fare, poiché ce lo impediscono una affezione particolare e un afflato intrinseco verso l’universo delle disabilità.

La differenza tra Lei e noi che ci contraddistingue, è anche questa.

E’un discorso di civiltà, di cultura, di etica, di amore, di tenerezza, di solidarietà, e di appartenenza ad una sfera di umanità che trascende da interessi di parte.

Evidentemente per Lei che programma invece “percorsi protetti” tutto ciò non esiste, o per lo meno, non Le appartiene.

Il 3 Dicembre (Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità) sarà una giornata triste per Minerbio, ma Lei sembra volerla celebrare falsando la realtà dei fatti, presentando Minerbio come un’isola felice.

Sicuramente starà già pensando al testo da dettare ai suoi scribacchini mediatici, per enfatizzare sui giornali una realtà che è drammaticamente opposta a ciò che invece si vuole far trasparire.

Noi non ci stiamo.

Rifiutiamo questa sua oltraggiosa costanza nel perseguire obiettivi non prioritari, che collocano Minerbio in una situazione di imbarazzo e di disagio verso coloro che, giocoforza, devono viverci.

Il 3 Dicembre sarà una giornata in cui i disabili a Minerbio penseranno a Lei e alla Sua Amministrazione.

Con quali sentimenti lo faranno, lascio a lei la libertà di indovinare…
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C. B.
Blog “Minerbio e la voce del cittadino”.
Meetup "Amici di Grillo" Minerbio
Referenti MOVIMENTO 5 STELLE Minerbio
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Comunicazione inviataci dal Sindaco
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AMIANTO : LETTERA AL SINDACO MINGANTI

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Questo è il testo della lettera spedita al Sindaco Minganti, in relazione alla problematica dell'amianto a Minerbio, e in risposta alla Sua comunicazione che troverete in calce, in formato jpg.

La lettera è preceduta dall'elenco dei destinatari a cui è stata inviata.

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Minerbio, 24 novembre 2010

Spett.le
SINDACO COMUNE DI MINERBIO
Lorenzo Minganti
Via Garibaldi,44
40061 Minerbio (BO)

p.c.

MOVIMENTO 5 STELLE
Consigliere Giovanni Favia
Assemblea legislativa
Viale Aldo moro, 50
40127 (BOLOGNA)

ASL BOLOGNA NORD
Direttore Luigi Quadri
Via Libertà, 45
40016 SanGiorgio di Piano (BO)

IL RESTO DEL CARLINO
Andrea Fontana
Massimo Gagliardi

L’INFORMAZIONE DI BOLOGNA
Massimo Corsini
corsini_massimo@libero.it

ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO
Dott.Vito Totire
Via Polese, 30
40122 (BOLOGNA)

A.R.P.A. Distretto di Pianura
San Giorgio di Piano
Fax 051/893997

CORPO GEV sez. di BOLOGNA
Fax 051/6347464
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OGGETTO : AMIANTO A MINERBIO
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Spett.le Sindaco,
concordo con Lei nell’affermare che una delle tematiche di cui stiamo dibattendo, e cioè quella relativa al problema amianto a Minerbio, sia estremamente delicata, a causa delle implicazioni che si ripercuotono su varie sfere di interesse sociale, prima fra tutte la salute pubblica.

Mi fa piacere che il Comune di Minerbio svolga una attività di supporto all’Istituto Ramazzini, come da Lei sottolineato, e questo gli fa certamente onore, ma parimenti devo anche dire : “ci mancherebbe altro che non lo facesse!”.

Non intendo affatto polemizzare con l’Amministrazione riguardo al problema amianto, di cui ci stiamo occupando, ma faccio presente che le modalità di segnalazione sono state rivolte al raggiungimento di un unico obiettivo, e cioè quello di focalizzare l’attenzione verso una realtà che ancora oggi persiste, quella della presenza di amianto tra di noi tutti, nonostante che una Legge ben precisa abbia disposto nel lontano 1992 che fosse smantellato ed eliminato.

La supposta mancanza di chiarezza da Lei ipotizzata sugli obiettivi che ci hanno indotto a intraprendere questo percorso è facilmente riscontrabile, invece, in una nostra fattiva ricerca di proposizioni per il bene comune, che esula da illazioni di parte.

Ci siamo attivati allo scopo di individuare la figura che potesse dare una svolta ad una situazione inerziale già da troppo tempo ignorata, anche dalla Sua Amministrazione.

Abbiamo individuato e contattato a tale scopo il Direttore Asl di Bologna Nord, Dr. Luigi Quadri, con il quale ci siamo incontrati per eviscerare il problema, partendo da posizioni convergenti, e cioè propositive e basate su presupposti di fattiva collaborazione nei riguardi di un esito positivo, anche se da definire.

Le segnalazioni che quindi l’Asl ha trasmesso al Comune di Minerbio sono frutto di un nostro intervento, grazie al quale Lei si è poi attivato (attendiamo di conoscere le modalità con cui lo ha fatto).

Quello che non è chiaro è il proseguo dell’iter previsto, poiché mentre lo staff legale Asl asserisce di aver assolto al suo compito mediante le segnalazioni al Sindaco, che è poi l’unico responsabile per l’emissione di imposizioni di controllo dello stato dell’amianto verso i privati cittadini, Lei scrive nella Sua lettera che resta invece in attesa di eventuali riscontri da parte dell’Asl, per emanare i provvedimenti che Le competono.

L’Asl afferma di non avere alcun potere coercitivo o impositivo, se non in ambito alimentare, e che tale prerogativa è insita nelle funzioni del Sindaco.

Inoltre, e lo dico senza note polemiche, mi risulta che Lei sia incappato in alcune inesattezze che, a causa della delicatezza dell’argomento, andrebbero approfondite.

Premetto che, senza nulla togliere alle cose già fatte, con merito, dalla precedente Ammnistrazione, le iniziative intraprese fanno parte dei doveri istituzionali di tutti gli Amministratori Pubblici, che sono appositamente retribuiti anche per questo.

Le vado ora ad elencare, allo scopo di indicare le discrepanze tra le sue dichiarazioni e la realtà dei fatti, alcune situazioni che rivestono caratteristiche di oggettività che forse Lei non ha preso in considerazione.

Su edifici comunali, o in proprietà comunali, esistono ancora coperture in eternit.

Possiamo citare, ad esempio, quella che è in bella evidenza sugli spogliatoi del Campo Sportivo di Cà de Fabbri, così come nella costruzione abusiva (sic!) nel retro della ex Scuola di San Martino di Soverzano.

Lei indica la risoluzione del problema adducendo il programmato intervento di bonifica messo in agenda per il 2011, e questo, comunque, ci fa tirare un respiro di sollievo, ma parimenti ci obbliga a rivolgerLe un appunto sul perché si sia atteso così a lungo, quando la Legge risale invece al lontano 1992.

Inoltre mi viene da chiederLe come mai non si sia pensato di inserire il piano di smantellamento e di smaltimento dell’amianto in questione nella serie di attività già previste in grazia dell’ex articolo 18, secondo il quale il costruttore del prossimo insediamento abitativo vicino all’area cimiteriale di Cà de Fabbri (che è stata opportunamente (?) ridotta) edificherà a sue spese la tribuna, l’illuminazione, e quant’altro.

Inoltre, non sarebbe stato prioritario intervenire su questo problema che aggredisce dal punto di vista della sicurezza e della salute i cittadini, a causa del suo impatto ambientale, anziché occuparsi della realizzazione di una pista ciclabile da 700.000,00 euro ?

Vorrei anche sapere se l’Amministrazione Comunale, dopo aver comunicato a coloro che sono stati oggetto di segnalazione, a causa della presenza di eternit sulle loro proprietà, le necessarie imposizioni di verifica, abbia poi recepito semplici risposte o assicurazioni verbali, o se abbia invece preso atto di documentazione ufficiale, e di perizie stilate da tecnici specializzati e autorizzati ad attribuire una stima sulle condizioni effettive dell’amianto.

Nel caso più ecclatante, e cioè quello della copertura dei capannoni del Consorzio Agrario, non risultano ad un primo esame visivo che siano state effettuate ricoperture di pellicola per la messa in sicurezza del materiale.

Vista la vetustità della struttura, e considerando l’erosione dovuta all’imperversare delle condizioni atmosferiche, per una durata che si protrae oramai da parecchio tempo, appare improbabile che la struttura sia rimasta nelle condizioni ottimali, e che non sia pericolosa per la salute dei cittadini.

E’ imperativo, a nostro parere, richiedere al Consorzio la certificazione aggiornata, oppure un immediato intervento di personale specializzato che provveda ad effettuare un doveroso esame tecnico.

Riguardo al capannone adiacente l’inizio della pista ciclabile Minerbio Tintoria, Lei afferma testualmente :
in caso di sfaldamento di una lastra di cemento amianto, le fibre tendono a disperdersi anche a grande distanza.

Questo è proprio il motivo che ci allarma, e cioè la caratteristica intrinseca della particella di asbesto che risulta essere estremamente leggera e volatile.

La conseguenza di questa particolarità costituisce proprio il maggiore pericolo insito nella presenza di amianto, in quanto può essere quindi facilmente inalato, sia a 30 mt. che a 100 mt. di distanza.

Saprà anche, se ha letto gli articoli del Blog, che ci siamo attivati anche per individuare soluzioni che permettano ai cittadini di affrontare gli oneri derivanti da uno smantellamento delle coperture in eternit.

Abbiamo contattato la Ditta AzzeroCO2, una società di cui ha una partecipazione anche Legambiente, che opera in questa ottica, offrendo al cittadino un servizio a costo zero.

In pratica l’Azienda si occupa dell’amianto, compreso lo smaltimento, e installa sui tetti i pannelli fotovoltaici, a costo zero, dei quali poi rivendica solo l’introito derivato dalla produzione di energia elettrica, fino a copertura delle spese sostenute.

La AzzeroCO2 sta per concludere un accordo con la Provincia, a seguito del quale verrà firmato un protocollo di intesa che permetterà l’inizio del programma Eternit free anche nel Bolognese.

Noi ci siamo posti come osservatori privilegiati, in un’ottica che tiene conto esclusivamente dei cittadini e dell’amore per il territorio in cui abbiamo scelto di vivere, per cui non appena ci sarà un esito positivo dell’iter intrapreso da AzzeroCO2, potremo effettuare i necessari riscontri attuativi.

Come vede, Sig. Sindaco, non abbiamo velleità di chissà quale tipo, ventilate da alcuni lettori del blog, così come non siamo improntati ad ostracismi o a schematismi di parte, ma siamo aperti al dialogo e ad evoluzioni propositive, anche se Lei sembra pensare il contrario.

Come Le dicevo in precedenza, non intendiamo polemizzare, in quanto a noi interessa solamente risolvere problemi come questo, anche se ce ne occupiamo da poco tempo, mentre chi lo avrebbe dovuto fare istituzionalmente ha avuto parecchi anni a disposizione per poterlo fare, ma nel contesto attuale non vediamo una svolta dell’Amministrazione che dia un nuovo input ad una radicata inerzia sostanziale.

Non percepiamo alcuna attenzione verso le problematiche più importanti e verso le esigenze dei cittadini, soprattutto riguardo a quelli più deboli, considerando anche che il risultato è tangibile nella sua ovvietà : potevano già essere stati risolti da tempo.

Una cosa risulta evidente e palese su quanto Le interessa sopra ogni cosa, ed è il protagonismo mediatico che la pervade, ma questo sarebbe un dettaglio imputabile ad un incontenibile edonismo caratteriale, accettabile e anche perdonabile, senonchè questa sua ansia di apparire fa sì che i suoi rapporti con i divulgatori della carta stampata assumano connotati di indecenza.

Mi spiego meglio : anche in questa occasione, oltre che a spedire la sua lettera a noi e a quanti in oggetto, si è premunito di sollecitare un articolo, a firma Massimo Corsini, sull’Informazione del 23 novembre 2010, in cui viene falsata la realtà dei fatti.

L’articolo inizia con i toni sarcastici sull’operato dei “Grillini” locali, poi assume i toni di una vera e propria cassa di risonanza delle tesi del Sindaco Lorenzo Minganti, per finire con il tentativo di minimizzare il problema amianto a Minerbio dicendo che, in fin dei conti, sono state fatte appena 18 segnalazioni.

La malafede è evidente, e di questo è responsabile Lei, Signor Sindaco, poiché una informazione corretta avrebbe tenuto conto delle altre realtà politiche, chiedendo pareri che sarebbero apparsi diversi da quello del Sindaco, eviscerando un problema non piccolo che si sta cercando di minimizzare.

Questa Sua abitudine di ricorrere al mezzo mediatico per autoreferenziarsi non potrà certamente aiutare a costruire un dialogo che appare sempre più distante.

Tra l’altro, per inciso, Le ricordo che noi non facciamo parte di alcun Partito, come Lei indica invece nella Sua mail, bensì di un Movimento che nulla ha a che fare con gli schieramenti partitici tradizionali cui Lei stesso appartiene.

Per il nostro modo di vedere, i Partiti rappresentano, così come sono oggi, il male più grande e significativo del sistema Paese Italia

Spero che sia chiaro a Lei e all’Amministrazione che il problema amianto a Minerbio è comunque tutt’altro che risolto, per ora, e quindi ci aspettiamo di vederLa positivamente impegnata in un percorso che vada velocemente in una direzione spero condivisa : quella dell’eliminazione dell’amianto a Minerbio.
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E. B.
Blog “Minerbio e la voce del cittadino
Meetup "Amici di Beppe Grillo" di Minerbio
MOVIMENTO 5 STELLE Minerbio

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Ecco di seguito la comunicazione inviataci dal Sindaco a proposito dell'amianto.
(Cliccare sulle immagini per ingrandirle.)

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CONSIGLIO COMUNALE O COMIZIO ELETTORALE ?

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PER ASCOLTARE IL POST PREMI PLAY
Durante la serata di martedì 23 corrente mese si è tenuta una assemblea straordinaria “aperta” al pubblico, del Consiglio Comunale di Minerbio.

L’appuntamento, per chi avesse voluto partecipare non è stato dato nei locali istituzionali del Municipio, ma nella platea del Teatro di Palazzo Minerva, in Via Roma n. 2.

La decisione è stata presa dall’Amministrazione in carica allo scopo dichiarato di poter discutere, insieme ai presenti, del futuro di Minerbio in relazione ai tagli effettuati dal Governo e delle conseguenze di ciò per il futuro prossimo del nostro paese in termini di assestamento del bilancio di previsione 2010 e di variazione del bilancio di previsione dello stesso.

Fin dall’inizio della riunione di Consiglio, a inizio serata, sono stato colpito da un particolare che mi ha indotto a riflettere, relativo al fatto che, mentre la maggioranza era disposta sul palcoscenico, in bella vista, proprio come in una rappresentazione farsesca, quelli delle opposizioni (e non), i consiglieri, erano stati relegati in platea, tra il pubblico, anche se con posti riservati nelle prime file.

Una netta distinzione quindi tra l’evidenza plateale del potere costituito e le contrapposte minoranze politiche, che avrebbe dovuto far capire fin dall’inizio della manifestazione che in realtà si stava per delineare non un Consiglio Comunale, come dichiarato e sbandierato, ma un vero e proprio comizio di Partito.

Una netta distinzione quindi tra l’evidenza plateale del potere costituito e le contrapposte minoranze politiche, che avrebbe dovuto far capire fin dall’inizio della manifestazione che in realtà si stava per delineare non un Consiglio Comunale, come dichiarato e sbandierato, ma un vero e proprio comizio di Partito.

Un’altra constatazione che avrebbe potuto identificare questa serata, oltre che la partecipazione di un nutrito insieme di associazioni, riguarda il fatto che fosse presente il Sig. Poluzzi, dirigente locale del PD e autore del blog comunista minerbiese.

Poluz (questo è il diminutivo del discendente politico di Togliatti), non è mai stato presente alle sedute di Consiglio, per lo meno negli scorsi due anni, quindi il fatto che improvvisamente ci abbia omaggiati della sua presenza la dice lunga sulle intenzioni di manovra della leadership pidiessina non solo locale.

E’ sintomatico che in questi giorni siano stati indetti Consigli Comunali con il medesimo Ordine del Giorno anche in vari Comuni limitrofi, come Granarolo, Bentivoglio, Argelato, ecc.

In apertura dei lavori il Sindaco Lorenzo Minganti ha subito precisato il carattere assolutamente asettico e non orientato politicamente di quanto si sarebbe andato a discutere nel corso della serata, e che avrebbe indicato solamente i dati obiettivi relativi ai tagli del Governo e il conseguenziale effetto di ricaduta sull’economia locale.

Successivamente, hanno preso la parola gli esponenti delle opposizioni locali, primo tra tutti Mirko Lazzari della Lista Civica "Cittadini di Minerbio per Minerbio".

Il suo intervento è stato continuamente fatto oggetto di commenti ad alta voce da parte del pubblico, che per bocca di oppositori politici operavano una vera e propria azione di disturbo e di dileggiamento.

Il Sindaco, in qualità di responsabile della seduta consiliare, avrebbe avuto il dovere di intervenire per richiamare coloro che sbeffeggiavano il Consigliere di minoranza, ma ha invece permesso che si continuasse in questo stillicidio di commenti e di manifestazioni plateali di riprovazione.

Lazzari ha comunque continuato, seppur disturbato, ad argomentare le sue tesi, confutando al Sindaco il comportamento poco corretto riguardo al tipo di logistica ideata per allocare i componenti del Consiglio, in prima istanza, e passando poi alla critica sui contenuti del discorso tenuto dal Primo Cittadino.

L’accusa che in primis ha visibilmente indisposto il Sindaco è stata quella di aver organizzato un comizio da campagna elettorale camuffato da Consiglio Comunale, in cui la propaganda di Partito (PD) era lo scopo principale.

L’attacco al Governo e alle sue politiche di tagli, sferrato da Minganti, ha in effetti trovato una soluzione di continuità con tutti gli interventi successivi al Suo, a iniziare da quello di Libero Bacilieri, il capogruppo consiliare, che ha pensato bene di tirare in ballo le “meravigliose” ed “esemplari” politiche di Romano Prodi.

Tra gli interventi del pubblico spicca quello di “Poluz” che dopo essersi qualificato come responsabile locale del PD (come se ciò fosse motivo di vanto !) accenna alla campagna nazionale del Partito e ai vari gazebo che pubblicizzano le varie proposte di fede comunista.

Prosegue attaccando il Governo accusandolo di “mettere alla canna del gas” gli enti locali, domandandosi anche il perché alcuni Comuni come quello di Catania siano stati aiutati, mentre altri siano stati abbandonati al loro destino, riscontrandone le motivazioni in un federalismo che decide a chi dare i soldi e a chi invece no.

Una voce dal pubblico interviene a dargli man forte dicendo :” Clientelismo !”.

Poluz continua il suo attacco al Governo, durante questa per lo meno atipica seduta di Consiglio Comunale, tranciando giudizi sul federalismo e sulle politiche intraprese dalla Maggioranza di Governo al potere in Italia.

Naturalmente la precedente bagarre di disturbo messa in atto durante l’intervento di Lazzari non si è verificata, ma anzi bisogna registrare un silenzio assoluto calato in sala non appena Poluz si è alzato in piedi per prendere la parola.

Gli applausi e i commenti positivi susseguiti al termine del suo discorso hanno poi tolto ogni dubbio su come sia stata organizzata una claque di Partito per autoincensare coloro che hanno già, evidentemente, iniziato la campagna elettorale.
Gli interventi di tutti coloro che nel corso della serata si sono succeduti hanno seguito una falsariga e uno stereotipo che, accomunandoli, si ritrova in un preciso disegno preordinato e deciso a tavolino, e cioè quello di realizzare un comizio elettorale organizzato.

Le uniche eccezioni in questo contesto riguardano in primis l’intervento di Luca Morona della Lista Civica “Per cambiare Minerbio” e secondariamente quello di un cittadino che consiglia all’Amministrazione di operare secondo le modalità ed il modus operandi secondo cui si muove un manager nei confronti della Ditta per cui lavora.

Tutti gli altri cittadini che uno dopo l’altro sono intervenuti, si sono qualificati come iscritti al PD, oppure come elementi più o meno di spicco di Associazioni locali, o comunque come persone che possono essere identificate in un contesto di simbiosi e in un preciso percorso di condiscendenza con l’Amministrazione attuale.

Uno dei cittadini interviene sbeffeggiando Lazzari apertamente ed elogiando in maniera sperticata l’operato della Giunta, ripetendo e ribadendo anche per più volte del necessario le sue lodi smaccatamente di parte.

Molti degli interventi sono stati rivolti a perorare accorate richieste di non operare tagli nei rispettivi settori di appartenenza, seguiti o preceduti da invettive contro il Governo e i famigerati tagli.

L’Assessore Bonora elenca poi tutte le somme che il Comune eroga per compensare i costi di servizi che, a causa dei tagli, altrimenti, non potrebbero più essere garantiti.

Il suo intervento consta, in sintesi, di un elenco di dati che vengono snocciolati a raffica proponendo all’attenzione le cifre che il Comune eroga con interventi economici, e che sono finalizzati ad integrare soprattutto il settore “wellfare”.

Naturalmente l’Amministrazione si guarda bene dal dire che alcune delle spese sostenute in modo irrazionale, come quella abnorme per la realizzazione della ciclabile Minerbio Tintoria (700.000,00 euro), avrebbero da sole potuto compensare la mancanza di fondi dichiarata.

Il Sindaco si spinge anche oltre, asserendo che i costi valutati per questa opera rientrano in pieno nei parametri normali previsti per le realizzazioni di questo genere, omettendo di dire però, ancora una volta, che proprio il settore che riguarda i più deboli, e cioè quello dei disabili, è privo della necessaria attenzione di questa Amministrazione, come da noi già rimarcato in più di una occasione.

Nessuno dei componenti del Consiglio Comunale ha poi puntato il dito contro gli sprechi e i privilegi che sono da imputare ai rappresentanti nazionali della politica, agli Assessori Regionali e Provinciali, nonché ai Consiglieri , ai Presidenti, ai Sottosegretari, agli Onorevoli, e a tutti coloro che approfittano della macchina pubblica per il proprio benessere personale, aumentando a dismisura un debito pubblico che tocca a noi pagare.

Il Sindaco che si è eretto a modello di eroe senza macchia e senza paura, e di limpido esempio da seguire, è in realtà un fervente seguace proprio di coloro che sono profondamente immersi in tale realtà e che parassitano il nostro sistema, prosciugando le risorse disponibili.

Se poi consideriamo che oltre a ciò si debba aggiungere il malaffare diffuso che caratterizza l’operato di molti dei personaggi a capo della “cosa pubblica”, e le inchieste della magistratura che hanno identificato molti di loro come personaggi corrotti, o collusi con le mafie, dei quali parecchi già condannati in via definitiva, si capisce come il discorso dei vari esponenti consiliari sia stato solamente … FUMO NEGLI OCCHI…


La mancanza del denaro lamentata da Minganti potrebbe trovare rimedio mandando a casa tutti quei parassiti a cui Lui non ha nemmeno accennato !

Se fosse stato coerente avrebbe poi potuto individuare tra i costi della Politica anche quello che riguarda i rimborsi elettorali, che altro non sono che un finanziamento pubblico dei Partiti (una illegalità camuffata tramite questo escamotage), ma si è ben guardato anche di citare questo argomento.

Il Movimento 5 stelle emiliano-romagnolo ha rifiutato di percepire le somme a lui destinategli al termine della campagna elettorale dalla Regione Emilia Romagna, al contrario del PD e di tutti gli altri Partiti.

La cifra che i Grillini hanno lasciato nelle casse della nostra Regione, per dare un esempio che però non è stato seguito, è di 193.350,07 euro il primo anno e di 966.000,00 euro dopo 5 anni !

Si tratta di soldi dei cittadini che il MOVIMENTO 5 STELLE ha lasciato ai cittadini, come è giusto che sia, mentre il Partito che sta dietro alle spalle di Minganti, invece…

… il PD si è intascato una cifra che per il primo anno è di 1.306.201,52 euro e che dopo 5 anni è di 6.500.000,00 euro !
Tutti gli altri Partiti non sono certo da meno in questa corsa ad arraffare quanto più è possibile !!

Il PDL ha ottenuto come rimborso elettorale 789.798,68 euro (il primo anno, e 4.000.000,00 euro dopo 5 anni).

La Lega Nord, 440.150,85 euro (il primo anno, e 2.000.000,00 euro dopo 5 anni.

L’IDV , 207.984,26 euro (il primo anno, e 1.000.000,00 euro dopo 5 anni.

L’UDC, 120.989,04 euro (il primo anno, e 605.000 dopo 5 anni.

I dato si commentano da soli, ma vorrei che fosse proprio il Sindaco a farlo, insieme all’Assessore Bonora, a Poluz, e a coloro che fanno parte della claque di Partito presenti al Consiglio Comunale farsa.
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E.B.

BARRIERE ARCHITETTONICHE - IL TORNELLO CHE NON C'E' PIU'

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OBBIETTIVO RAGGIUNTO
La situazione prima delle nostre continue e numerose segnalazioni, era così:

 
La situazione ora è così:

Questa è una vittoria per tutti quei disabili che per anni si sono visti negare l'accesso a questa strada.
Continueremo la nostra battaglia contro tutte quelle barriere architettoniche 
che rendono Minerbio 
inadatta alla LIBERA circolazione dei disabili.

domenica 21 novembre 2010

SONDAGGIO MEDEC

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E’ stato finalmente presentato, in sede di Consiglio Comunale, il sondaggio Medec, a distanza di parecchi mesi dalla sua realizzazione.

La contestualità dei dati trasmessi è naturalmente però risultata inficiata dal trascorrere del tempo, il quale non si è fermato ad aspettare i comodi del Sindaco Lorenzo Minganti, ma ha proseguito la sua corsa in avanti, permettendo che arrivassero a compimento quelle modifiche e quelle trasformazioni che ora rendono inutile la chiave di lettura dell’indagine socio-politica e statistica.

Va rilevato innanzitutto che le risposte dei cittadini interpellati per il sondaggio fanno riferimento ad una realtà da loro conosciuta nel momento in cui sono stati interpellati, e cioè a quella che si può riconoscere nel periodo di gestione politico amministrativa della precedente fase politica, e non in quella dei nuovi gestori del potere attuale, che erano infatti di fresco insediamento.

Il Sindaco, comunque, non ha ancora messo in rete la documentazione, nonostante siano già trascorsi dieci mesi, e incurante del fatto che il sondaggio sia stato pagato con i fondi pubblici (i nostri soldi).

Tutti noi abbiamo il diritto di prendere visione almeno dei dati nudi e crudi, anche se in sede di Consiglio Comunale il relatore ha espresso dubbi sul rilascio della documentazione nella sua integralità e completezza, adducendo un impedimento a causa del copyright di proprietà del Comune di Minerbio.

La dichiarazione mi ha lasciato alquanto perplesso : un sondaggio pubblico, pagato da noi, del quale vengono nascosti o vietati al pubblico stesso una parte dei dati ?

Traendo alcune considerazioni estratte dagli appunti presi mentre il relatore esponeva ciò che è finora e tuttora una mera dichiarazione unilaterale, non controllabile poiché manca la documentazione, possiamo dire che la realtà minerbiese è certamente, a nostro parere, permeata da un senso di malessere crescente.

Inoltre si fa riferimento anche alla frazione di Cà de Fabbri, etichettandola come quartiere proletarizzato, i cui abitanti hanno in maggioranza un basso titolo di studio, a basso reddito, e sofferenti di una sindrome quasi di abbandono, in quanto non investiti dalle trasformazioni e dal benessere.
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Secondo il sondaggio l’area di Cà de Fabbri, soffrendo di un disagio socio economico, sarebbe meno affezionata, percezionalmente, al Comune di Minerbio.

Secondo me, è vero esattamente il contario, e cioè che c’è scarsa attenzione del Sindaco alle problematiche della frazione, vedi per esempio le tante barriere architettoniche e la diffusa presenza di eternit (anche in strutture pubbliche).

Il sondaggio rileva un aumento delle preoccupazioni, quali la percezione della mancanza di manutenzione del verde pubblico, il problema del traffico e della viabilità, e la carenza per non dire la totale assenza di spazi e di strutture ricettive di incontro, non solo per i giovani.

Il relatore si lancia poi in un tentativo di analizzare la mente di coloro che hanno risposto alle domande loro proposte, interpretando le motivazioni e le implicazioni psicologiche che li hanno indotti ad esprimere un parere anziché un altro.

Queste indicazioni ricalcano quelle del precedente sondaggio, e ciò dimostra come le politiche dei Sindaci precedenti non abbiano dato ai cittadini una sufficiente garanzia di tranquillità riguardo a diversi aspetti della nostra cittadina.

Aggiungo che il Primo Cittadino attuale si è perfettamente allineato e integrato a questo trend, diventando il maggior produttore di insoddisfazione del territorio, aumentando gli standard minimi di nefandezze prodotte.

La presentazione del sondaggio si snoda attraverso una serie di voti chiesti agli intervistati per indicare numericamente da 1 a 10 il proprio gradimento o interessamento inerente a specifiche realtà locali.

Una di queste, per esempio, riguardava il gradimento per il compimento di realizzazioni chieste dai cittadini ed eseguite dall’Amministrazione, ma ciò che mi è sembrato subito poco corretto è stato il fatto che non sia stato chiesto anche di esprimersi a proposito di ciò che non è stato invece fatto, e alle priorità di intervento in un sistema complessivo di riferimento.

E’ stato poi detto che molti Minerbiesi si sono avvicinati a Internet, e che due su tre degli accessi sono da riferire a visite al sito Comunale.
Su questo punto bobbiamo rilevare la totale incompletezza dei dati forniti e la insufficiente elaborazione strategica delle domande al riguardo, poiché le realtà cibernetiche minerbiesi constano di elementi diversi tra loro, ma ugualmente appetiti dai cittadini, quali il blog su cui scriviamo ed altri che non sono stati nemmeno presi in considerazione.

Il totale di accessi del Blog, documentato e provvisto di statistiche, ha raggiunto i 7306 visitatori in un anno, quindi risulta essere una prerogativa locale, culturale, di costume, sociale, politica, e di una certa importanza data dalle persone stesse che vi si approcciano quotidianamente.
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Il fatto che non sia stato nemmeno menzionato indica il pressapochismo dell’indagine condotta da Medec.

La campionatura di 400 persone intervistate telefonicamente mi appare oltretutto poco significativa rispetto alla totalità della popolazione residente in quanto si tratta del 5 % circa su un totale di 8700 abitanti.

Senza nulla togliere alla professionalità dell’indagine e dei loro esecutori, mi permetto di dire che le risultanze vere si vedranno allorquando ci troveremo tutti nella cabina elettorale, nel momento in cui si potrà esprimere il forte dissenso che francamente non si evince dal sondaggio svolto, ma che in realtà si respira quotidianamente a Minerbio.

Tutto sommato ci riteniamo comunque insoddisfatti da questa ennesima dimostrazione di come si possano dilapidare i nostri soldi, e nel vedere commissionare un sondaggio che praticamente non ci dice nulla di nuovo, se non che dobbiamo pagare quasi 4.000 euro per la sua realizzazione e che giunge a noi dopo oltre 9 mesi (praticamente un parto !).

Il blog ha raggiunto 500 voti in un sondaggio analogo, interattivamente e immediatamente disponibile, e soprattutto a costo zero.

Questo è il Sindaco degli sprechi e dell’arroganza, ma anche questo non traspare dal sondaggio Medec.
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E.B.
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NUMERO DELLE RAPINE IN AUMENTO A MINERBIO

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ASCOLTA IL POST, PREMI PLAY
 
Già da parecchio tempo molti cittadini si interrogano sulla questione “sicurezza” a Minerbio, e i gruppi consiliari delle opposizioni hanno fatto sentire la loro voce al riguardo, con interrogazioni e question time, cavalcando un malcontento popolare che sta montando sempre di più.

Poco tempo fa è stata rapinata la tabaccheria del centro, mentre in precedenza i malviventi avevano preso di mira l’edicola sotto al portico.

In tale occasione la rapina non riuscì a causa della reazione della titolare dell’esercizio commerciale, che da sola mise in fuga il delinquente, il quale però, non pago, andò a rapinare l’altra edicola di fronte all’Istituto comprensivo.

E’ da sottolineare che l’edicolante che ha il negozio sotto al portico in via Garibaldi non è purtroppo nuova ad esperienze di questo tipo, avendo infatti subito un’altra rapina in precedenza.

Pochi giorni addietro si è verificato l’ennesimo atto di violenza a Minerbio, che ha visto come obiettivo delle menti criminali la Farmacia del paese, alle 5 del mattino.

Nel computo generale delle rapine e dei furti con scasso sono da sommare anche gli assalti compiuti agli sportelli bancomat di due degli Istituti di Credito cittadini.

In entrambi questi casi sembra sia stata usata la stessa tecnica, che consiste nel riempire il bancomat con gas acetilene, per indurre poi una esplosione che apra il contenitore del denaro.

E’ accertato da diverse testimonianze che spesso questi malviventi, come nel caso delle rapine all’edicola, o alla rivendita di tabacchi, agiscano a volto scoperto.

L’Amministrazione Comunale è stata spesso sollecitata ad installare delle telecamere nei punti criticamente sensibili, al fine di riprendere o disincentivare coloro che delinquono.

Se ciò fosse stato fatto, ora avremmo forse il volto di chi continua a imperversare in maniera criminale.

A questo punto occorre fare una considerazione che ci porta a riflettere sul perché il Sindaco non abbia ottemperato alle richieste di aiuto dei commercianti e dei cittadini, nonostante riceva quotidianamente le loro segnalazioni, oltre che le nostre.

Il paese chiede a gran voce di ottenere alcuni importanti riscontri alla comune impellenza delle emergenze più evidenti, quali :
la sicurezza sociale, la presenza di amianto, la mancanza delle pensiline degli autobus, l’aggressione di speculatori su terreno agricolo, la viabilità, le tante barriere architettoniche e il degrado diffuso.

Il Sindaco invece di provvedere si lancia in avventure dal sapore irreale, producendosi in realizzazioni uniche tra tutti i paesi del circondario (a causa del loro sfarzesco, incredibile importo) senza rendersi conto che Minerbio sta diventando lo zimbello delle Terre di Pianura, come unico esempio di territorio allo sbando in cui si erge una ciclabile da 700.000, 00 euro.

Intanto i commercianti sono allo stremo, stretti tra i Vigili Urbani che li massacrano di multe se, per motivi di servizio alla clientela, tardano ad aggiornare il disco orario, e l’incubo delle rapine.

Sì, perché i Vigili ci sono sempre, quasi fossero in agguato, allo scadere del tempo previsto per il disco orario, anche fino alle sette di sera, quando si sa che il commerciante ha quasi terminato la sua giornata di lavoro.

Le multe fioccano, e i commercianti pagano.

Se il negozio è pieno di clienti, non possono certo dire loro di aspettare perché devono andare a cambiare l’orario in auto, nel disco orario.

Gli uomini e le donne del Corpo Municipale, che dovrebbero essere al servizio dei cittadini, diventano in questo caso dei veri e propri gabellieri di stampo medioevale, anche considerando il fatto che, oramai, dovrebbero ben conoscere le auto degli operatori commerciali che da anni tartassano.

Sarebbe auspicabile che il Comune rivedesse le sue POLITICHE VESSATORIE che, mai come in questo caso, penalizzano i lavoratori e i residenti.

E’ evidente che anche una persona residente nel tratto di Via Garibaldi interessato alle prescrizioni della sosta con disco orario, nel caso di malattia e di conseguente impossibilità a scendere in strada, sarebbe un sicuro bersaglio per i zelanti scrittori in divisa dei conseguenti verbali di pagamento.

Sarebbe semplice ovviare al problema, con un minimo interessamento delle eminenze grigie comunali, se solo lo volessero (è appunto questo il problema).

Si potrebbe lasciare tutto così com’è, con libero parcheggio senza restrizioni a chi sia residente o a chi sia un operatore commerciale, lasciando le prescrizioni a tutti gli altri parcheggiatori di passaggio.

In Via Casaroli il Sindaco ha dotato i residenti di un pass per poter parcheggiare in un tratto di strada riservato a loro, e lo ha fatto contrariamente alla volontà dei residenti, che non volevano alcun pass, ma la possibilità uguale per tutti di parcheggiare liberamente.

In effetti la via Casaroli è chiusa da un lato, quello che dà su via Canaletto, quindi non rappresenta un passaggio obbligato per la viabilità, ma anzi è frequentata solo dai residenti.

Non si capisce allora per quale perversa elucubrazione di un percorso mentale che appare quanto meno bizzarro si sia proceduto, nonostante il parere avverso dei residenti, a costringerli a dotarsi di pass, pena la sanzione amministrativa.

In Via Casaroli non serviva ed è stato imposto, mentre in Via Garibaldi servirebbe, ma non viene nemmeno presa in considerazione l’ipotesi…

Lascio ai posteri l’ardua sentenza sulle capacità di questo Sindaco, che passerà alla Storia come il Sindaco che ha rovinato Minerbio, il Primo Cittadino comunista che è arrivato perfino a negare la proposta di commemorare la caduta del Muro di Berlino.

L’elenco delle sue nefandezze è così sterminatamente lungo che prossimamente potrei scriverci un libro, una testimonianza su come il caro ( si fa per dire ) Lorenzo si sia montato la testa.
Non sono io a dirlo, ma l’evidenza dei fatti, così come è palese che a Minerbio nessuno lo voleva, e che ci è stato imposto dal PD che lo doveva sistemare, in vista di un progetto politico più ampio, che passa attraverso l’arroganza e la supponenza, che interseca le nostre vite in modo estremamente negativo, che lascerà Minerbio in uno stato di abbandono tale da vergognarci…ma con una pista ciclabile da 700.000, 00 euro !

Prossimamente daremo vita ad una iniziativa di raccolta di firme per presentare un progetto che tenga conto delle esigenze dei residenti e dei commercianti di via Garibaldi, e del famigerato disco orario, sperando che nel frattempo gli esercizi commerciali non abbiano chiuso l’attività a causa delle rapine.
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E.B.

LAMPADE A LED E SICUREZZA

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Recentemente abbiamo avuto modo di contestare la scelta del Sindaco riguardo alla illuminazione cittadina, per la quale non si è pensato di ricorrere alla tecnologiaa LED, ma alle classiche lampade ad incandescenza oppure a quelle a fluorescenza.
Gli abbiamo chiesto, senza ottenere risposta (prassi da lui abitualmente usata) se nel “salotto buono” fossero state installate appunto lampade a fluorescenza, pericolose per la salute e per l’ambiente nell’eventualità di una rottura, a causa del loro contenuto di mercurio.
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Discorrendo di LED e del loro utilizzo, abbiamo riscontrato una critica di un lettore del blog, che ci sollecitava a indagare sul fatto che un ente di ricerca francese (l’Anses, agenzia per gli alimenti, l’ambiente e la sicurezza) aveva effettuato uno studio dal quale si evincevano alcune controindicazioni all’uso delle lampade, appunto, a LED.

Lo stesso studio sembra avesse individuato nell’emissione di luce blu nella stessa luce bianca che insieme all’intensità troppo forte un fattore di rischio per la retina, soprattutto per i ragazzi.

Ci siamo puntualmente attivati, spulciando centinaia di siti e di pagine web, telefonando e colloquindo con addetti ai lavori, e alla fine di tutto abbiamo estratto delle indicazioni molto significative, che ci lasciano assolutamente tranquilli e liberi da pregiudiziali di sorta.

La normativa che consente alle aziende di produrre le lampade a tecnonologia a LED è sviluppata proprio per tenere conto della sicurezza fotobiologica delle lampade e dei sistemi di iluminazione.

Per LED e moduli LED valgono anche le prescrizioni relative alla protezione dell’occhio umano da radiazioni in dosi eccesive.

Le seguenti norme sono tutte rivolte ad una attenzione focalizzata ad evitare qualunque tipo di rischio in questa tipologia di produzione, per cui è intrinseco il fatto che ottemperando a queste regole ci si trovi di fronte ad un prodotto sicuro e incontrovertibilmente adatto all’uso da parte di chiunque ne voglia fruire.

I riferimenti per la soglia di radiazioni sono i valori limite stabilti da ICNRP.
Inoltre, i moduli LED non producono interferenze rilevanti nel contesto EMC.
Le principali norme sono:

1. EN 60825-1 : Sicurezza da radiazione.
2. ANSI IESNA RP - 27.1 to 27.3
3. ACGIH (American Conference of Governamental Industrial Hyienists)
4. CIE TC 6-47 Photobiological Safety of LAmps and Lamp System

I LED rientrano nello scopo di tutte queste norme.
In particolare la normativa EN 60825-1 si occupa della classificazione degli apparecchi, delle marcature degli stessi a seconda della classe di appartenenza, dei gruppi di rischio, e dei limiti di emissioni per i gruppi di rischio delle lampade, in relazione ai colori e alla ricezione della retina dell’occhio.

A tutto ciò, a ulteriore garanzia di sicurezza, va evidenziato il fatto che i LED non emettono infrarossi né ultravioletti (se non ordinati appositamente con frequenze verso l’UV.
I LED non emettono calore (LED a basso segnale) e non emettono alcun tipo di rumore.
I LED sono previsti per funzionare anche a temperature di –30°/-40°.
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A volte le leggende metropolitane inducono in errori, come ad esempio nel caso seguente di cui riporto un dialogo, puramente indicativo, tratto da un forum sull’argomento.

Domanda :
Non capisco : ho preso oggi una lampada per lavori in garage a 60 led bianchi e nelle istruzioni c’e scritto LED Classe 1 e dice di non avvicinarla agli occhi perché causa danno alla retina !
Sapevo dei diodi led laser, ma i NORMALISSIMI led bianchi (e allora magari anche i BLU che si avvicinano come spetto agli UV) danno davvero danni alla retina
?

Risposta :
No, è l'intensità luminosa del punto che è molto forte, non è una questione di spettro come nelle lampade abbronzanti.
Anche il led blu non è dannoso, perchè emette una frequenza ben precisa nel campo del luminoso, al contrario di certe lampade a largo spettro che spaziano dall'infrarosso all'UV ( ma in questo caso, come i lampioni stradali di vecchio tipo, hanno un vetro supplementare filtrante).
Infine, il led bianco è ottenuto in realtà da tre led colorati, rosso, verde blu che hanno emissioni con proporzioni esatte ( 0,11+0,56+0,33) .
Usala tranquillamente, ormai le vendono anche per casa.
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Aggiungo le considerazioni desunte da un approfondimento sul tema, a cui ha dato risposte precise il tecnico di uno staff specializzato nel settore lampade.

La norma di riferimento è la EN62471:2008 (CIE S009) “Sicurezza fotobiologica delle lampade e dei sistemi di illuminazione”.

La norma fissa i requisiti in termini di valori limite, metodi di misura e criteri di classificazione.

La classificazione delle lampade/apparecchi è basata su valori di rischio valutati a una distanza che produce 500 lux, ma che non sia inferiore a 200 mm.
Le sorgenti luminose LED per l’illuminazione generale non emettono normalmente IR o UV, in generale non si include il rischio infrarosso e ultravioletto.
Le sorgenti LED non raggiungono mai il rischio 3 che vale solo per sorgenti speciali in circostanze estreme.
Infine, è necessario sottolineare che, in termini di sicurezza fotobiologica, le sorgenti LED non cosituiscono un’eccezione nei riguardi di altre sorgenti convenzionali (ad esempio le lampadine ad alta intensità di scarica o le lampadine fluorescenti ad alte performance utilizzate in molte applicazioni).
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Mi verrebbe anche da considerare da che pulpito viene la predica, come si userebbe dire in un contesto socio-clericale…
Ricordo che la Francia è il Paese del nucleare, e delle centrali il cui modello si sta cercando di emulare, almeno nelle intenzioni di Silvio berlusconi.
Che valenza può avere uno studio che, contrariamente a quanto sancito dalle nostre normative, denigra una tecnologia dai tanti risvolti positivi.
Se poi il dictat è pronunciato da chi, a casa sua, usa tecnologie ben più devastanti come quelle del nucleare, ed ha come riferimento uno Stato che sembra refrattario all’uso delle energie rinnovabili, a favore appunto del nucleare, allora il quadro si delinea più chiaramente.

L’intento dei francesi è quello di venire a casa nostra a costruire i loro mostri, le loro centrali di morte, con la complicità di una classe politica italiana che persegue come finalità il raggiungimento di obiettivi che facciano il gioco delle potenti lobbies e delle multinazionali di cui sono ostaggio.

Ricordo che gli interessi in gioco sono dell’ordine di miliardi di euro.
Ricordo l’intreccio tra gruppi imprenditoriali, massonerie, e politica.

Prenderei quindi con le molle le dichiarazioni, peraltro isolate nel contesto generale, di pseudo studiosi francesi che lanciano il sasso e nascondono la mano.

Io, personalmente, sto dalla parte della tecnologia a LED, e voi ?
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E.B.

sabato 20 novembre 2010

COMUNICATO AI CITTADINI NUMERO TRE.

Buon giorno a tutti,
con questo mio post voglio rivolgermi a tutti i lettori di questo Blog e a tutti i cittadini di Minerbio.
Mi rivolgo anche a coloro che hanno votato l’attuale amministrazione, rappresentata dal Sindaco Lorenzo Minganti.
Mi rivolgo a tutti i cattolici di Minerbio che tutte le domeniche vanno in chiesa a pregare un Dio, (che ci vorrebbe tutti uguali e tutti fratelli) e che non si accorgono delle barriere che li circondano e che impediscono un facile accesso proprio a quel luogo che loro stessi definiscono la casa del Signore (e che dovrebbe essere aperta a tutti).
Mi rivolgo a tutti coloro che vedono, sanno e si lamentano in privato, ma fanno finta di niente per vantaggi ed interessi personali.
Mi rivolgo a tutti coloro che la pensano come noi ma che non hanno il coraggio di dirlo apertamente per paura di chissà cosa mai possa succedergli . . . 
Mi rivolgo a tutti coloro che considerano Minerbio solo un dormitorio, disinteressandosi dei problemi del paese, contribuendo così al suo degrado.
Mi rivolgo a tutti coloro che vedono e si girano dall’altra parte…

E’ ormai un anno che, tramite questo Blog, stiamo portando avanti la battaglia contro le barriere architettoniche, segnalandole con foto, articoli, esposti alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, e lettere inviate, tramite mail e posta certificata, ovviamente anche al Sindaco Minganti e a tutte le sue marionette (assessori e consiglieri).
Nonostante l’evidenza delle nostre segnalazioni abbiamo ricevuto e tutt’ora riceviamo da parte del Sindaco (anche mezzo Facebook) risposte disarmanti, che negano il problema o ne sminuiscono la gravità.

Chiedo quindi a tutti voi che leggete questo sito, di unirvi a noi nel richiamare l’attenzione dell’attuale Sindaco verso questo grave e vergognoso problema.
Unitevi a noi, a prescindere dal vostro “credo” politico e religioso, unitevi a noi perché questo problema, oltre che ad essere vissuto quotidianamente dai disabili di Minerbio (e non), potrebbe un giorno diventare un problema che coinvolge anche tutti noi.
Il vostro silenzio, quindi, un giorno, potrebbe rigirarsi contro voi stessi . . .
Aprite gli occhi e fatevi sentire, unitevi alle nostre segnalazioni.

Non possiamo tollerare, da un amministratore comunale, pagato con i nostri soldi, una disattenzione così grave, non possiamo tollerare che certe nostre segnalazioni, raccolte oltretutto da disabili del posto (intervistati da noi), non vengano prese in considerazione, o siano sottovalutate o addirittura, a volte, derise.
Non possiamo tollerare questo comportamento da colui (il Sindaco) che in realtà ricopre incarichi istituzionali all’interno del nostro comune, già dal 1999 come consigliere, diventando assessore ai lavori pubblici nel 2002 e assessore all’urbanistica nel 2004.
Quindi non possiamo tollerare che Minganti si nasconda dietro ai tagli economici effettuati dal governo centrale (sicuramente gravi e inadatti) nei riguardi delle Regioni, per mascherare la sua inefficienza amministrativa, visto e considerato che l’opportunità di fare qualcosa l’ha avuta già da almeno 11 (undici) anni.

Oltretutto, accorgendosi che il malcontento tra i cittadini sta aumentando, il vostro bene-amato, ha avuto la bella idea di organizzare un consiglio comunale “aperto” per giustificare la sua inefficienza e per coprire i suoi errori legati alla pessima gestione dei soldi pubblici, che sono appunto anche soldi  nostri.


(Chissà se il costo della luce del teatro, del riscaldamento, dell’affitto della sala e soprattutto il gettone di presenza degli assessori e dei consiglieri vari, compreso il Sindaco, sarà gentilmente offerto dal Primo cittadino stesso, o se saremo sempre noi a sostenere il peso delle sue performance…?).

A fronte di quanto detto in precedenza, vogliamo quindi capire e sottoporre i nostri quesiti all’attenzione di chi ci legge: essendo la crisi economica un problema ormai già noto fino dall’estate del 2008, vogliamo capire con che criterio e con quale sistema di priorità il Sindaco abbia cercato di spendere le ormai poche risorse delle casse comunali.
Ha dato il via ad un’opera così costosa da sollevare i dubbi anche dei cittadini di Tintoria, i beneficiari primari della ciclabile faraonica, spendendo 700 mila € per un km e mezzo di asfalto.
Oltretutto in passato, le scorse amministrazioni, avevano progettato una ciclabile da 300 mila € (carta canta).
Quindi non capiamo perché il Sindaco Lorenzo Minganti abbia preferito agire in questa maniera.
Forse perche i soldi non sono i suoi?
Non capiamo il perché non si sia provveduto a fare un piano di spesa e un progetto di lavori in base alle urgenze del paese, mettendo al primo posto, ad esempio, l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche, le pensiline degli autobus, l’eternit, etc…
E pensare che tramite la bacheca di Facebbok, il bene-amato, si dichiara un parsimonioso risparmiatore e gestore della cosa pubblica, infatti afferma che preferisce aspettare fino a nove mesi per installare le pensiline degli autobus per coprire parte della spesa con un finanziamento della Regione.
Ha deciso inoltre di eseguire opere di asfaltatura (tra cui l’abbattimento di ALCUNE, e non tutte, barriere architettoniche da noi segnalate) spalmandole in 5 anni, utilizzando così questo sistema di agire come una sorta di campagna elettorale perenne.
Incredibile!!!

700 mila euro per una ciclabile vengono spesi senza nessun pensiero e ritegno, (dando l’appalto ad una ditta che lo ha vinto per uno scarto al ribasso dello 0,04%) mentre IL RESTO PUO‘ ASPETTARE.
Senza considerare le spese pazze fatte lo scorso anno, da parte dell’attuale amministrazione: 35 mila € per una scaffalatura dell’archivio comunale, quasi 4 mila € per un sondaggio (Medec) inutile fatto in febbraio e reso noto dopo dieci mesi (perdendo quindi di rilevanza statistica), 15 mila € per un pozzo artesiano al campo da calcio di Ca’ de Fabbri (scordandosi dell’eternit presente sul tetto degli spogliatoi) e via dicendo, il Blog è pieno di questi esempi.
Peccato però che Minerbio ormai STIA ASPETTANDO DA PIU’ DI UNDICI ANNI, cioè da quando Minerbio ha conosciuto il vostro bene-amato, prima come consigliere poi come assessore ed ora come (ahimè !!!) Sindaco. 

Cittadini, RIFLETTETE!
RIFLETTETE ED UNITEVI AI NOSTRI APPELLI, PER IL BENE DI MINERBIO E DI TUTTI I SUOI CITTADINI.

Christian B.

Messaggio inviato all’Amministrazione Comunale da parte del rappresentante del Comitato Genitori di Minerbio

Egr. Sigg. Consiglieri e Sigg. in indirizzo
E p.c. Sig. Sindaco
In relazione alla informativa che il Sindaco Vi ha inviato in data 14/10/2010 (vedi sotto), a proposito di una causa di richiesta danni per calunnia intentata nei confronti del Comune di Minerbio, ho sentito il dovere,  di fornirVi alcuni dettagli che integrano, per onor di verità, quanto in essa contenuto.
La causa è stata avviata in quanto nel 2005 l’Amministrazione Comunale, di fronte alla cruda realtà di scuole non sicure, ebbe la brillante idea di denunciare il sottoscritto, in qualità di rappresentante dell’Associazione Comitato Genitori di Minerbio, per “procurato allarme”.
Noterete che il termine “procurato allarme” è ancora uno dei ritornelli dell’attuale primo cittadino, a testimoniare, probabilmente, una continuità di dialogo o di “minaccia” per quei cittadini che, a ragion veduta, sollevano problemi che l’Amministrazione pare non voler risolvere.
Certamente chi legge ricorda come l’Associazione CGM si è battuta per mettere in sicurezza le scuole, sia per gli aspetti riguardanti la prevenzione incendi, sia per quelli strutturali che per quelli legati alle problematiche dell’amianto, come nel caso dell’eliminazione dell’eternit sulla copertura delle medie.
Per fuorviare l’opinione pubblica, in assenza di argomenti per controbattere verità e palesi inefficienze della macchina pubblica, l’Associazione fu prontamente etichettata  movimento politico d’opposizione da parte degli allora Amministratori.
Non paghi, il Sindaco e la giunta capeggiata dall’attuale primo cittadino, nonché avvocato, decisero di mettere in atto  un vero e proprio gesto intimidatorio  nei confronti dell’Associazione da me presieduta.
Anticipato dal solito articolo giornalistico, in difesa dell’onore e della reputazione dell’Amministrazione Comunale, della giunta e dei dipendenti, al fine di tutelare i cittadini minerbiesi allarmati e preoccupati , bla, bla, bla…..il Sindaco (dopo delibera di giunta) forte della propria posizione di potere (e dei soldi dei cittadini) decise di denunciare il sottoscritto nella speranza di metterci finalmente  a tacere.
Ovviamente a seguito della denuncia non veniva esclusa la richiesta di risarcimento danni (Resto del Carlino 20/09/2005).
L’ultimo degli studenti in legge doveva sapere come sarebbe andata a finire: la querela si concluse infatti con una pesante sconfitta per l’amministrazione cittadina, ovviamente, guarda caso, insonorizzata dai giornali.
Poiché ad ogni azione è probabile che ve ne sia una almeno uguale e contraria, i genitori decisero quindi di richiedere un formale risarcimento da destinare, in caso di vittoria, all’Istituto Comprensivo di Minerbio. Risarcimento dovuto a fronte delle difficoltà e delle spese che alcuni cittadini (associati al CGM) hanno dovuto sostenere nei confronti di quel muro di gomma che non riteneva una priorità  la salvaguardia e la sicurezza delle scuole.
 L’esito dell’ istanza di risarcimento, come da allegata sentenza, è chiaro ed inequivocabile:
 “…., trattasi evidentemente di illecito civile, rappresentato dalla lesione della reputazione professionale e prima ancora personale dell’attore ……………..
Quindi l’Amministrazione Comunale ha compiuto un illecito civile.
Che sia chiaro Sig. Sindaco!
In genere l’illecito civile è sanzionato (ma qui si aprirebbe un altro capitolo…)
Emerge poi dalla sentenza che il Giudice ha poi così giustificato la condotta del Comune, come legittima "rappresaglia" e "rilevato che quindi non vi è prova ragionevole di danno alla reputazione, trattandosi della “riconvenzionale” di esposti già attuati dallo stesso Fenzi contro le Autorità Comunali", no comment!
 Quanto riguardo a biechi articoli comparsi sul Resto del Carlino, oltre a falsità di ogni genere, il giornale ha riportato stralci di atti giudiziari non pubblicabili e quindi  sanzionabili.
E’ chiaro che non tralascerò la possibilità di conoscere da quale fonte provengono le notizie pubblicate dal giornalista (mi scusi la categoria dei giornalisti).
L’ultimo articolo contiene tali inesattezze oltre a frasi ingannevoli che come minimo il Sindaco avrebbe l’obbligo di smentire:
1)      Nessun genitore del CGM ha mai denunciato il sindaco
2)      Nessuno ha mai interrotto rapporti intimi con il coniuge (anzi, nel frattempo sono arrivate le cicogne!); piuttosto era naturale che ci fossero tensioni dovute al rischio di dovere risarcire il comune.
Aggiungo: simili frasi e locandine sono sufficienti per capire di che pasta è fatto lo pseudo giornalista e chi di lui si serve.
3)      Nessun genitore del CGM ha generato il contenzioso: il Sindaco, per primo, ha denunciato il sottoscritto.
4)      Il Sindaco dichiara: “ Credo che prima di andare dal giudice…varrebbe la pena di cercare il dialogo”.  Vedi punto 3! Andiamo, un minimo di coerenza!
5)      Il CGM non ha mai presentato alcuna denuncia penale. Sono state esposte specifiche situazioni alle autorità preposte (spesso allo stesso Comune di Minerbio):
-          Copertura in cemento amianto in pessimo stato su tutta la scuola media
-          Abuso edilizio costituito dall’esistenza di un “cubo” , adibito a mensa, nel plesso elementare che prima o poi dovrà essere abbattuto;
-          Assenza di certificati di prevenzione incendi nelle scuole e nel cinema Minerva.
In esito a questi esposti:
-          L’eternit è stato smantellato.
-          L’illecito edilizio del “cubo” dovrà essere sanato.
-          Al Dirigente scolastico è stata comminata una sanzione per assenza dell’impianto antincendio.
-          Le scuole sono state regolarizzate per la sicurezza antincendio.
-          Il cinema Minerva è stato regolarizzato per la sicurezza antincendio.
N.B. Alla fine il Dirigente Scolastico  Prof. Cerè, nonostante i dissidi, in occasione del consiglio di istituto, ci ha ringraziato poiché grazie alla ns. battaglie, il Ministero aveva elogiato lo stato di sicurezza dei vari plessi.
6)      Quale sarebbe l’ottava denuncia!? Noi non la ricordiamo.
7)      Se il Comune ha speso 60.000,00 euro in cause legale vinte, cosa aspettiamo a chiedere il risarcimento dei soldi ingiustamente spesi? O furono cause perse? Come la querela nei miei confronti!!! O  come la sconfitta al TAR quando l’Amministrazione si rifiutava di consegnare copia dei certificati di agibilità delle scuole?
Che figuraccia!!!

Come cittadino rimango basito nel sapere che l’Amministrazione sta dilapidando i ns. averi in cause legali nelle quali non è praticamente mai vincente.
Vi sarete chiesti, cari Consiglieri, se questo sperpero è sempre e solo colpa di quei cittadini o è il risultato di quel particolare dialogo instaurato dal il ns. primo cittadino e chi lo sostiene?
In ultimo, e qui tolgo il disturbo, sono rammaricato e profondamente deluso dal comportamento che il ns. Sindaco ha manifestato nei miei confronti.
La messa in sicurezza delle scuole ha di fatto rallentato l’attività dell’Associazione  CGM  tanto che da almeno 3 anni non interviene in alcun contesto.
Con lo scopo di collaborare per quelle che sono le mie competenze, il sottoscritto si è messo a disposizione dell’ufficio tecnico comunale (come ai tempi delle scuole insicure) e ha fornito silenziosamente consulenze a titolo gratuito unicamente per amor di patria.
Vero che non mi sarei aspettato ringraziamenti, credo però che  il ns. primo cittadino avrebbe perlomeno potuto contattarmi proprio in nome di quel dialogo che professa in ogni dove.
Di certo mai avrei immaginato di vederlo gettarmi fango addosso unicamente per pavoneggiarsi millantando successi inesistenti.
 Auspicando che a questo messaggio  segua una serena riflessione, ringrazio per il tempo dedicatomi.
Distinti saluti.

mercoledì 17 novembre 2010

BARRIERE ARCHITETTONICHE A MINERBIO

OVVERO : L'ISOLA FELICE DEL SINDACO MINGANTI...
Ecco di seguito le foto di una parte delle innumerevoli barriere architettoniche di cui il Sindaco Lorenzo Minganti cerca di negare l'esistenza !
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BARRIERA N° 1 - Via Garibaldi angolo Via Canaletto (accesso ad attraversamento pedonale).
C’è un unico varco molto stretto, che impedisce il passaggio di una carrozzella.
L’unica alternativa per accedere al passaggio che dà su via Don Casaroli, è arrivarci stando sulla strada, in un punto di passaggio molto pericoloso in cui transitano i camion che vanno in direzione Baricella.
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BARRIERA N° 2 - Marciapiedi davanti a Vanni frutta e verdura (pieno di buche e di depressioni).
Lungo questo tragitto pedonale c’è la fermata dell’autobus e il negozio Trillo, oltre che ad essere l'unico percorso per andare verso Via Canaletto (dall’altra parte della strada non esiste neppure il marciapiedi, come già segnalato a più riprese).
Tale itinerario è impraticabile per chi debba fruirne in carrozzella.
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BARRIERA N° 3 - Il marciapiede, da Via Canaletto fino al tratto prospiciente la Scuola Guida su Via Garibaldi, e fino alle strisce pedonali, è impraticabile, pieno di buche, e impossibile da percorrere per un disabile in carrozzella.
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BARRIERA N° 4 - Il tratto precedentemente descritto termina con l’intersezione con vicolo Stradone, da cui inizia l’attraversamento pedonale per recarsi al lato opposto della strada, e una volta arrivati dall’altra parte iniziano anche le striscie perdonali per attraversare la via principale in direzione Tabaccheria Lulù.

Non è però possibile attraversare perché c’è uno scalino che separa la strada dalle strisce, per cui il disabile deve girarsi e tornare sulla strada appena percorsa, rimanere sulla stessa, in curva, e girare a destra per avvicinarsi alle “zebre”, dove può finalmente attraversare.
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BARRIERA N° 5 - All’altro lato della strada non c’è alcuna rampa che consenta di accedere al negozio, a cui ci si può avvicinare solamente tornando sulla strada dove però c’è la fermata dell’autobus e le auto parcheggiate.

Le uniche due rampe esistenti sono un pò prima, in un tratto che è delimitato dalla dicitura “proprietà privata”.
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BARRIERA N° 6 - A lato della Tabaccheria c’è l’accesso alla Chiesa, ma è costituito da un gradino, oltreppassato il quale ci si trova davanti ad un ciottolato impraticabile per una carrozzella, specialmente se elettrica.

Oltretutto davanti al portone della Chiesa è presente uno scivolo, ma per arrivarci ad esempio dalle strisce pedonali poco distanti, sempre di fronte al portone, ci sono due scalini impraticabili e, naturalmente, il famigerato ciottolato.

Lo scivolo davanti al portone sembra quindi un monumento alla stupidità, un paradosso all’italiana!
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BARRIERA N° 7 - All’altro lato della strada, nel caso che il disabile rinunci giocoforza ad accedere alla Chiesa, c’è il portico e il bar, ma anche in questo caso al termine delle strisce pedonali c’è un gradino insormontabile.
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BARRIERA N° 8 - Abbiamo fotografato anche un tornello in Via de Gasperi (che immette in Via Garibaldi )
Il disabile in carrozella che giunga a questo punto del suo percorso, deve per forza tornare indietro.
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BARRIERA N° 9 - L’accesso al Comune rappresenta l’ostacolo più ecclatante e la barriera più significativa di questa Amministrazione.

Un pesante portone di accesso sbarra la strada a chi debba entrare in carrozzella.

Non c’è infatti alcun segnalatore di presenza che possa automatizzare l’apertura del portone, ed è quindi necessario che qualcuno sia lì presente ad aprirla in vece di chi, in carrozzella, non riesca a farlo.
Nel caso non ci sia alcuna presenza in quel momento, il disabile deve aspettare e sperare che arrivi
Qualcuno in suo soccorso.

Una volta all’interno, se il disabile volesse poi uscire dalla parte posteriore per recarsi all’Ufficio Tecnico, non potrebbe farlo perché anche in questo caso c’è una doppia barriera : un pesante portone e degli scalini.
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BARRIERA N° 10 - All’uscita dal Comune, di fronte al portone sotto al portico si individua l’attraversamento pedonale, ma un enorme scalino si erge a vera e propria barriera.

Qui occorre una riflessione, indotta dalle affermazioni gravissime che il Primo Cittadino si è sbilanciato a dire a proposito proprio di tale gradino.
Secondo il Suo personalissimo modo di vedere, questa barriera insormontabile non sarebbe in realtà, appunto, una barriera, in quanto il disabile in carrozzella non deve passare di lì, ma recarsi verso un passo carraio situato più oltre.

Per lui infatti, Lorenzo Minganti ha previsto un altro percorso che lo veda., appunto recarsi più avanti, immettersi nella strada pubblica (mentre veicolano le vetture, i camion, l’autobus) e percorrere contromano il percorso che lo porterebbe alle strisce pedonali.
Vale a dire quindi che il disabile non ha le stesse possibilità che ha lui o che abbiamo noi, ma è confinato in un percorso obbligatorio (e pericoloso) che gli preclude il diritto sancito dalla Costituzione a veicolare liberamente.

Esempio ecclatante di come l’Amministrazione abbia a cuore tale problema.
Comunque, dall’altra parte della strada lo scivolo c’è, quindi l’argomentazione del Sindaco è pretestuosa e ferruginosa.
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BARRIERA N° 11 - Un altro attraversamento pedonale, al termine, è caratterizzato dalla presenza di un alto scalino (alto anche per normodotati) ed è quello che dal portico di Via Garibaldi permette di oltrepassare la via principale per accedere all’altro lato, di fronte al Bar La Rocca.

Mi si dirà forse che a lato c’è però uno scivolo che è quello di accesso ad una proprietà privata, ma questa obiezione renderebbe palese un riscontro di indolenza e di menefreghismo.

Gli operatori della pubblica amministrazione hanno l’obbligo e il dovere di abbattere le barriere, soprattutto in occasione di attraversamenti pedonali, e non di trovare escamotage o alternative di comodo che li identificano come pigri e inattivi esecutori.

Il costo di uno scivolo è irrisorio se consideriamo che lo stesso Comune, che finora non ha provveduto a dotarne il territorio, ha poi speso 700.000,00 euro per una ciclabile non così impellentemente prioritaria.
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BARRIERA N° 12 - Piazza Cesare Battisti.
Sotto la Torre dell’orologio, monumento storico che dovrebbe essere tutelato per Legge, si arriva al paradosso...

In tale posizione il disabile è costretto a rimanere sulla strada a causa del restringimento dell’accesso, e si trova così immerso con la carrozzella in uno strato di guano di piccione esteso e sempre più concretamente insito nella realtà contestuale.
Da mesi abbiamo segnalato questa problematica, ma Lorenzo Minganti ha fatto spallucce, come sempre, fregandosene e lasciando che il degrado continuasse a imperversare.
Inoltre, all’inizio esiste una rampa, ma una volta arrivato in fondo il disabile si troverebbe bloccato : non c’è modo di scendere, e il marciapiede è troppo stretto per girarsi.
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BARRIERA N° 13 - All’angolo tra Via Falegnami e Via Largo Castello c’è un’altra barriera architettonica.
E’ da notare che dall’altra parte del portico lo scivolo c’è !
Se un disabile in carrozzella entra sotto al portico tramite l’apposita rampa, quando arriva al capo opposto deve tornare indietro perché non c’è l’altra rampa di uscita.
Ricordo a chi legge che il precedente Assessore all’Urbanistica era proprio Lorenzo Minganti !
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BARRIERA N° 14 - Via Conventino
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BARRIERA N° 15 - La condizione di abbandono del manto di asfalto che ricopre i marciapiedi rende impraticabile anche quei percorsi a cui si accede tramite rampe per disabili, creando così nuove barriere architettoniche, come nel caso del tratto pedonale vicino al Parco 2 Agosto 1980.
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BARRIERA N° 16 - Tornando indietro, ci siamo recati nella parte posteriore del Comune, dove trovano locazione l’Ufficio Tecnico e quello della Ragioneria.
Anche qui l’Amministrazione si distingue per il suo disinteresse e lo spregio nei confronti dei portatori di disabilità.
Infatti l’accesso è condizionato dal superamento di una coppia di scalini… non c’è traccia di scivoli o di rampe per disabili.
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BARRIERA N° 17 - Se un disabile proveniente dalla parte della Farmacia volesse immettersi nella piazza Cesare Battisti, dove c’è il moumento ai Caduti, non potrebbe farlo, poiché un gradino alto glielo impedirebbe.
Il disabile è costretto a fare il giro della piazza, solamente dal lato della Farmacia poiché l’altro è a senso unico, e ad entrare dalla parte che dà sulla via principale.
La strada che arriva dalla Farmacia è stretta e abbastanza trafficata, e ciò pone il disabile in carrozzella in una situazione di pericolo.
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BARRIERA N° 18 - “Cubo” pre-post Scuola – La struttura che ospita i bambini del periodo pre e post Scuola, è priva della necessaria rampa.
Ne esiste una, ma è ubicata sul retro, ed è infatti usata per l’uscita dell’orario scolastico.
Per il pre post Scuola è previsto questo ingresso-uscita, tutto a scalini...
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BARRIERA N° 19 - A lato dell’Hotel Nanni, sulla stradina posteriormente ad esso, il Sindaco ha pensato bene di far montare delle barriere che, nel Suo intento, dovrebbero dissuadere i motorini dall’attraversrlo a velocità eccessiva.
Peccato però che la struttura sia stata montata in maniera che anche una carrozzella elettrica non riesca a transitare facilmente dal varco predisposto dall’Amministrazione.
Questo particolare rappresenta un classico esempio e una dimostrazione di come il Sindaco abbia un atteggiamento di colpevole superficialità verso le problematiche che interessano le disabilità motorie.
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BARRIERA N° 20 - Abbiamo percorso tutto il perimetro dell’ex comparto Zagnoni, controllando tutta l’area, i marciapiedi, e gli accessi ai portici da cui ci si inoltra verso le abitazioni e le attività commerciali.
Abbiamo constatato che le rampe per disabili sono presenti solamente da un lato, e cioè dalla parte del nuovo Circolo Arci e del Centro per l’Impiego, come se ciò rappresentasse una vetrina per chi subdolamente finge di porsi come attento e vigile esecutore delle minoranze e dei più deboli.
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BARRIERA N° 21 - Sotto casa del Sindaco, all’angolo tra Via Costituzione e Via Nazioni Unite, parimenti, c’è una rampa di accesso, ma è l’unica esistente (stranamente) dal numero civico 2 fino al numero civico 28 che si trova molto lontano, alla confluenza con Via della Repubblica.
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BARRIERA N° 22 - Parco di Cà de Fabbri e ciclopedonale Puglisi.
Le foto si commentano da sole...
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BARRIERA N° 23 - Cà de Fabbri - Via Ferrarese.
Anche qui nessuna rampa !
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PER INCISO RICORDIAMO CHE :

Questa è solamente una parte delle tante barriere presenti sul territorio di cui il Sindaco, con la complicità dei suoi scribacchini di corte dei quotidiani locali, ha cercato di negare l’esistenza.

Noi del blog continueremo a vigilare e a proporre le Vostre segnalazioni, pubblicandole ogni volta, sperando che Lorenzo Minganti, vergognandosi della presenza di tutte queste realtà inizi finalmente ad occuparsene.

Ricordiamo anche che esistono precisi articoli di Legge che obbligano gli Amministratori pubblici a tenere conto di chi è costretto ad interpretare il non facile ruolo di disabile.
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E.B.
Christian B.
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Speech by ReadSpeaker