Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

domenica 21 novembre 2010

NUMERO DELLE RAPINE IN AUMENTO A MINERBIO

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Già da parecchio tempo molti cittadini si interrogano sulla questione “sicurezza” a Minerbio, e i gruppi consiliari delle opposizioni hanno fatto sentire la loro voce al riguardo, con interrogazioni e question time, cavalcando un malcontento popolare che sta montando sempre di più.

Poco tempo fa è stata rapinata la tabaccheria del centro, mentre in precedenza i malviventi avevano preso di mira l’edicola sotto al portico.

In tale occasione la rapina non riuscì a causa della reazione della titolare dell’esercizio commerciale, che da sola mise in fuga il delinquente, il quale però, non pago, andò a rapinare l’altra edicola di fronte all’Istituto comprensivo.

E’ da sottolineare che l’edicolante che ha il negozio sotto al portico in via Garibaldi non è purtroppo nuova ad esperienze di questo tipo, avendo infatti subito un’altra rapina in precedenza.

Pochi giorni addietro si è verificato l’ennesimo atto di violenza a Minerbio, che ha visto come obiettivo delle menti criminali la Farmacia del paese, alle 5 del mattino.

Nel computo generale delle rapine e dei furti con scasso sono da sommare anche gli assalti compiuti agli sportelli bancomat di due degli Istituti di Credito cittadini.

In entrambi questi casi sembra sia stata usata la stessa tecnica, che consiste nel riempire il bancomat con gas acetilene, per indurre poi una esplosione che apra il contenitore del denaro.

E’ accertato da diverse testimonianze che spesso questi malviventi, come nel caso delle rapine all’edicola, o alla rivendita di tabacchi, agiscano a volto scoperto.

L’Amministrazione Comunale è stata spesso sollecitata ad installare delle telecamere nei punti criticamente sensibili, al fine di riprendere o disincentivare coloro che delinquono.

Se ciò fosse stato fatto, ora avremmo forse il volto di chi continua a imperversare in maniera criminale.

A questo punto occorre fare una considerazione che ci porta a riflettere sul perché il Sindaco non abbia ottemperato alle richieste di aiuto dei commercianti e dei cittadini, nonostante riceva quotidianamente le loro segnalazioni, oltre che le nostre.

Il paese chiede a gran voce di ottenere alcuni importanti riscontri alla comune impellenza delle emergenze più evidenti, quali :
la sicurezza sociale, la presenza di amianto, la mancanza delle pensiline degli autobus, l’aggressione di speculatori su terreno agricolo, la viabilità, le tante barriere architettoniche e il degrado diffuso.

Il Sindaco invece di provvedere si lancia in avventure dal sapore irreale, producendosi in realizzazioni uniche tra tutti i paesi del circondario (a causa del loro sfarzesco, incredibile importo) senza rendersi conto che Minerbio sta diventando lo zimbello delle Terre di Pianura, come unico esempio di territorio allo sbando in cui si erge una ciclabile da 700.000, 00 euro.

Intanto i commercianti sono allo stremo, stretti tra i Vigili Urbani che li massacrano di multe se, per motivi di servizio alla clientela, tardano ad aggiornare il disco orario, e l’incubo delle rapine.

Sì, perché i Vigili ci sono sempre, quasi fossero in agguato, allo scadere del tempo previsto per il disco orario, anche fino alle sette di sera, quando si sa che il commerciante ha quasi terminato la sua giornata di lavoro.

Le multe fioccano, e i commercianti pagano.

Se il negozio è pieno di clienti, non possono certo dire loro di aspettare perché devono andare a cambiare l’orario in auto, nel disco orario.

Gli uomini e le donne del Corpo Municipale, che dovrebbero essere al servizio dei cittadini, diventano in questo caso dei veri e propri gabellieri di stampo medioevale, anche considerando il fatto che, oramai, dovrebbero ben conoscere le auto degli operatori commerciali che da anni tartassano.

Sarebbe auspicabile che il Comune rivedesse le sue POLITICHE VESSATORIE che, mai come in questo caso, penalizzano i lavoratori e i residenti.

E’ evidente che anche una persona residente nel tratto di Via Garibaldi interessato alle prescrizioni della sosta con disco orario, nel caso di malattia e di conseguente impossibilità a scendere in strada, sarebbe un sicuro bersaglio per i zelanti scrittori in divisa dei conseguenti verbali di pagamento.

Sarebbe semplice ovviare al problema, con un minimo interessamento delle eminenze grigie comunali, se solo lo volessero (è appunto questo il problema).

Si potrebbe lasciare tutto così com’è, con libero parcheggio senza restrizioni a chi sia residente o a chi sia un operatore commerciale, lasciando le prescrizioni a tutti gli altri parcheggiatori di passaggio.

In Via Casaroli il Sindaco ha dotato i residenti di un pass per poter parcheggiare in un tratto di strada riservato a loro, e lo ha fatto contrariamente alla volontà dei residenti, che non volevano alcun pass, ma la possibilità uguale per tutti di parcheggiare liberamente.

In effetti la via Casaroli è chiusa da un lato, quello che dà su via Canaletto, quindi non rappresenta un passaggio obbligato per la viabilità, ma anzi è frequentata solo dai residenti.

Non si capisce allora per quale perversa elucubrazione di un percorso mentale che appare quanto meno bizzarro si sia proceduto, nonostante il parere avverso dei residenti, a costringerli a dotarsi di pass, pena la sanzione amministrativa.

In Via Casaroli non serviva ed è stato imposto, mentre in Via Garibaldi servirebbe, ma non viene nemmeno presa in considerazione l’ipotesi…

Lascio ai posteri l’ardua sentenza sulle capacità di questo Sindaco, che passerà alla Storia come il Sindaco che ha rovinato Minerbio, il Primo Cittadino comunista che è arrivato perfino a negare la proposta di commemorare la caduta del Muro di Berlino.

L’elenco delle sue nefandezze è così sterminatamente lungo che prossimamente potrei scriverci un libro, una testimonianza su come il caro ( si fa per dire ) Lorenzo si sia montato la testa.
Non sono io a dirlo, ma l’evidenza dei fatti, così come è palese che a Minerbio nessuno lo voleva, e che ci è stato imposto dal PD che lo doveva sistemare, in vista di un progetto politico più ampio, che passa attraverso l’arroganza e la supponenza, che interseca le nostre vite in modo estremamente negativo, che lascerà Minerbio in uno stato di abbandono tale da vergognarci…ma con una pista ciclabile da 700.000, 00 euro !

Prossimamente daremo vita ad una iniziativa di raccolta di firme per presentare un progetto che tenga conto delle esigenze dei residenti e dei commercianti di via Garibaldi, e del famigerato disco orario, sperando che nel frattempo gli esercizi commerciali non abbiano chiuso l’attività a causa delle rapine.
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E.B.

Speech by ReadSpeaker