Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

venerdì 25 aprile 2014

10 ottimi motivi per NON VOTARE Gian Luca Borghi

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Come già rimarcato in precedenza, si avvicina oramai la data del 25 maggio, in occasione della quale si terranno le elezioni amministrative per il rinnovo delle cariche comunali.
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Abbiamo spiegato esaustivamente i motivi per cui non riteniamo che sia una buona scelta quella di votare per Lorenzo Minganti (LINK), candidatosi nuovamente per guidare il Paese, in qualità di Sindaco, e questi motivi sono validi anche per un altro personaggio.
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Oggi prendiamo infatti in esame una figura che appartiene alle liste di opposizione e che si contrappone a Minganti, alternativamente, candidandosi alla carica di Primo Cittadino di Minerbio.
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Si tratta di Gian Luca Borghi, sfuggente ed evanescente elemento di una minoranza che dovrebbe contrastare il predominio del PD.
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Il fatto è che in questi anni, questo personaggio è stato completamente latitante sul territorio, eccezione fatta per le presenze nei Consigli comunali periodici.
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Le battaglie di civiltà che il Blog ha sempre portato avanti, collaborando a volte proprio con le minoranze del Paese, NON hanno mai visto Gian Luca Borghi in prima fila, ad interpretare un ruolo che, invece, chi si candida a Sindaco avrebbe dovuto fare suo.
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La sua latitanza è stata tanto assoluta quanto devastante per un territorio che avrebbe avuto estrema necessità, invece, di un impegno deciso e costante.
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Mentre noi del blog facevamo banchetti informativi con distribuzione di volantini, durante il corso dell’anno, con qualsiasi condizione atmosferica, sia al freddo pungente dell’inverno che al calore di un sole estivo soffocante, Borghi si pasceva di una indifferenza totale, godendosi gli agi che il suo stesso menefreghismo gli concedeva.
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Le nostre domeniche di impegno sociale, spesso rubate alla famiglia, e spese in un tentativo di informazione costante sulle problematiche territoriali,  sono trascorse in una totale indifferenza da parte di colui che oggi si candida a Sindaco.
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Gian Luca Borghi quindi NON è meno colpevole del Sindaco attuale, Lorenzo Minganti, anch’egli ricandidato ma su opposta sponda, per avere in sintesi contribuito a dissimulare una situazione, quella minerbiese, che affronta quotidianamente gravi problemi territoriali.
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Abbiamo già ampiamente esposto le motivazioni che ci inducono a rifiutare Minganti come Primo Cittadino, e inglobiamo in queste anche Borghi, resosi correo della stessa inefficienza e incapacità di prendere in considerazione le esigenze dei Cittadini.
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Stranamente oggi, dopo anni di latitanza, durante i quali il Paese è stato assediato da barriere architettoniche, amianto, problemi di sicurezza, di qualità dell’aria che respiriamo, di promesse disattese da parte dell’Amministrazione, di sprechi, di mancanza di democrazia, di decisioni scellerate e di auto-referenzialismi del Primo Cittadino, espansionismo Stogit, oggi Borghi si è ripresentato, bello come il sole, come se nulla fosse… rispuntando come un fiore primaverile, e candidandosi come Sindaco !
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Lascio a voi che leggete e alla vostra intelligenza, trarre le conclusioni…prima di andare a votare…
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Dissenso
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25 APRILE - NON TUTTI HANNO VOGLIA DI FESTEGGIARE...

Marocchinate 

Interviste alle donne violentate 

nel 1944 in Ciociaria...



ALTRI VIDEO SULL'ARGOMENTO: 

https://www.youtube.com/results?search_query=marocchinate

 

 

GLI STUPRI DELLE TRUPPE DI LIBERAZIONE IN ITALIA


Durante la campagna di “liberazione” dell’Italia, nell’ultima guerra mondiale, erano presenti come corpi di spedizione armati varie rappresentative nazionali, non solo europee, ognuna delle quali si muoveva con peculiarità differenti e con premi di ingaggio particolari.
 
Ogni strategia era permessa sul nostro territorio, e si andava quindi dai bombardamenti a tappeto compiuti dagli aerei americani sui quartieri popolari delle nostre città, ai raid compiuti da squadracce di nord africani inferociti e istigati dalla promessa di usufruire del cosiddetto “diritto di saccheggio”, una delle pratiche più in uso tra le milizie delle truppe mercenarie.
 
Questi gruppi armati marocchini, algerini, tunisini, e senegalesi, furono arruolati nel corpo di spedizione francese per combattere, appunto, sul fronte italiano nel 1944.
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Il dilagare delle violenze che queste truppe esercitarono nei territori conquistati, fu originato dal “via libera” concesso dal Generale francese Alphonse Juin, che alla vigilia dell’attacco alla Linea Gustav, nei pressi di Cassino, emise il seguente comunicato rivolto alle truppe marocchine :

« Soldati !
Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia.
Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c'è un vino tra i migliori del mondo, c'è dell'oro.
Tutto ciò sarà vostro se vincerete.
Dovrete uccidere i tedeschi fino all'ultimo uomo e passare ad ogni costo.
Quello che vi ho detto e promesso mantengo.
Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico.
Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete.. »

Nonostante il fatto che la Francia non abbia mai ufficialmente ammesso questo grave arbitrio, la realtà tragica dei fatti ha confermato le spaventose conseguenze della bestialità del Generale Juin.
Orde di marocchini, infatti, furono libere per oltre 50 ore di attuare qualsiasi nefandezza venisse loro in mente di compiere, sulla popolazione inerme di una vasta area delle Provincie di Frosinone e di Latina.

Bambine di 8 anni di età, insieme a donne anziane di 85, per un totale di decine di migliaia di persone, vennero stuprate e violentate ripetutamente da una banda di delinquenti composta da truppe marocchine prive di controllo.

Tutte le donne delle località di Patrica, Polfi, Isoletta, Supino, e Morolo, in Provincia di Frosinone, furono violentate, mentre a Lesola i “valorosi” marocchini stuprarono anche i bambini e le persone anziane, come risulta dalla testimonianza dello scrittore Norman Lewis nel libro “Napoli ‘44”.

Le truppe marocchine, denominate “goumier” sfogarono la loro violenza anche in altri territori della Provincia di Frosinone, come ad esempio Esperia, Castro dei Volsci, Vallemaio, Sant’Apollinare, Ausonia, Giuliano di Roma, Ceccano, San Giorgio a Liri, Morolo, e Sgurgola.

La foga brutale dei nordafricani si ripetè anche nei territori della provincia di Latina, e precisamente nelle località di Lenola, Campodimele, Sabaudia, Spigno Saturnia, Formia, Terracina, San Felice Circeo, Sabaudia, Roccagorga, Priverno, Maenza, e Sezze, a volte con efferatezze quali lo stupro di ragazzine e bambine in presenza dei loro stessi genitori, costretti ad assistere all’infame scempio.

La ferocia e la vigliaccheria dei “prodi combattenti” nordafricani si rivolse anche verso la popolazione maschile, sottoponendo 800 persone a sodomizzazione.

Anche il prete di Santa Maria di Esperia, don Alberto Terrilli fu barbaramente stuprato, subendo una violenta sodomizzazione che gli causò ferite devastanti, e la successiva morte.

Coloro che intervennero in difesa dei propri concittadini vennero impalati…

Era consuetudine comune tra i marocchini evirare gli uomini per appropriarsi di un trofeo, a dimostrazione dell’uccisione del “nemico”.

Molte delle vittime furono contagiate da sifilide, gonorrea, ed altre malattie veneree, e l’epidemia che ne conseguì fu arginata solo grazie alla penicillina degli Americani.

Le vittime furono definite, in termine alquanto rozzo e privo di sensibilità, come “marocchinate”.

Dopo la guerra il Generale Juin fu promosso Capo di Stato Maggiore della Difesa Nazionale francese, e dal 1951 divenne Comandante per il Centro Europa della NATO.

Leggendo tutto ciò, viene spontaneo chiedersi se si trattò quindi di Liberazione, o se invece ci si trovi davanti ad un vero e proprio incubo intriso di violenza.

Certo che è più facile, per i cosiddetti vincitori, esibirsi in canzonette come “Bella ciao” in occasione del 25 aprile, anziché ricordare le tante vittime delle “Forze di liberazione”, comprendendo anche coloro che sono rimasti sepolti dai crolli causati dai bombardamenti americani, oltre a quelli sopra citati, vittime cioè della cieca violenza marocchina.
I crimini di guerra compiuti nel 1944 furono stigmatizzati anche da Alberto Moravia ne “La Ciociara” da cui venne poi tratto anche il famoso film interpretato magistralmente da Sophia Loren.
 
Una nota del 25 giugno del 1944 del Comando dell’Arma dei Carabinieri dell’Italia liberata, rivolta alla Presidenza del Consiglio, indicava le violenze e i furti commessi dai soldati marocchini :

« …infuriarono contro quelle popolazioni terrorizzandole.
Numerosissime donne, ragazze e bambine vennero violentate, spesso ripetutamente, da soldati in preda a sfrenata esaltazione sessuale e sadica, che molte volte costrinsero con la forza i genitori e i mariti ad assistere a tale scempio.
Sempre ad opera dei soldati marocchini vennero rapinati innumerevoli cittadini di tutti i loro averi e del bestiame.
Numerose abitazioni vennero saccheggiate e spesso devastate e incendiate.»

Questo stato di cose indusse il Vaticano, alla vigilia della “presa di Roma”, a chiedere che solo truppe cristiane potessero entrare nella “Città eterna”.

Oggi, a distanza di tanti anni, dobbiamo ancora constatare come l’Italia sia un Paese in cui ci si dimentica di eroi e di martiri, di vittime di olocausti, come nel caso delle Foibe, o delle “marocchinate”, appunto.
 
In Italia, sotto l’alibi della “liberazione” e con i vessilli al vento di una storiografia insufficiente e colpevolmente complice di una disinformazione endemica, sono avvenuti massacri e pulizie etniche, saccheggi, violenze e stupri di ogni genere.
 
Questo capitolo storico della seconda guerra mondiale viene però ignorato e passato sotto silenzio, dando poca o nulla importanza a tutto ciò, incorrendo sempre in strane omissioni o amnesie.

Come mai eminenti giornalisti, come ad esempio Miriam Mafai, fondatrice del quotidiano “La Repubblica” e storico esponente del PCI, autrice del libro “Le donne italiane”, non ha mai neppure accennato ad una sola delle 60.000 donne, incolpevoli vittime della violenza della “liberazione” ?

Eppure perfino alcune parlamentari esponenti del PCI rivolsero una interpellanza al Ministro ad interim del Tesoro, nell’aprile del 1952, come risulta dalla lettura degli Atti Parlamentari.

Si chiedeva, in particolare, come mai non fossero ancora state liquidate le oltre 60.000 pratiche di indennizzo e pensione per le donne che subirono violenza dalle truppe di “liberazione” marocchine.

A questo proposito l’Onorevole Rossi Maria Maddalena fornì alcuni esempi delle violenze innominabili perpetrate su uomini e donne :

Ad Esperia, un paese del cassinate, perfino il Parroco fu legato ad un albero e costretto ad assistere alle sevizie, prima di essere sodomizzato e ucciso.
 
A Vallecorsa non furono risparmiate nemmeno le Suore dell’Ordine del Preziosissimo Sangue.

A Castro dei Volsci morirono per le sevizie ben 42 tra uomini e donne..



In contrada Monte Lupino, il 27 maggio 1944, una ragazza di 17 anni, Molinari Veglia, fu violentata davanti alla mamma, e poi uccisa con un colpo di fucile.

In contrada Farneta un’altra madre, Rossi Elisabetta di 50 anni, venne sgozzata per aver tentato di difendere le sue due figlie, di 17 e 18 anni che verranno poi stuprate.

Stessa tragica sorte toccò a Margherita Molinari di 55 anni, che cercava di salvare la figlia Maria di 21 anni.

Un bambino di 5 anni di età che assisteva impaurito a quanto succedeva intorno a lui diventò uno scomodo testimone, e per questo venne lanciato in aria e lasciato ricadere a terra, procurandogli così ferite che lo portarono a morire di lì a poco.

Più di diecimila donne, spesso anziane, dell’età di 75/80 anni, vennero violentate  e contagiate da malattie veneree trasmesse loro dai marocchini.

E noi Italiani ogni anno, ancora oggi, dovremmo festeggiare la “Liberazione” il giorno 25 Aprile ?



C’è da vergognarsi al solo pensiero, ma soprattutto dovrebbero chiedere scusa tutti coloro che, mistificando la realtà dei fatti, hanno fino ad oggi nascosto e omesso di portare a conoscenza dei Cittadini questi tragici fatti.

La disinformazione che aleggia sotto le note trionfanti di “Bella ciao” è complice di questi misfatti, poiché nascondendoli impedisce alle vittime un giusto e doveroso riconoscimento, insieme ad un affettuoso ricordo.

Anche per questo io NON FESTEGGERO’ la ricorrenza del 25 aprile, ma anzi mi stringerò idealmente in un abbraccio fraterno alle donne italiane che trovarono la morte e le sevizie per mano delle truppe di “Liberazione”.

Il 25 aprile è un giorno di LUTTO per l’Italia intera, e forse un giorno la verità squarcerà il velo di silenzio che ha fino ad oggi ricoperto queste vicende.

Fonti :
Centro Documentazione Studi Cassinati, Digilander.libero.it, InStoria.it, Mario Cervi-Patriottismo.net, StoriaLibera.it, Wikipedia.
 

Dissenso (Italian Samizdat)

martedì 15 aprile 2014

TERREMOTO: BLOCCATE TUTTE LE AUTORIZZAZIONI, LA REGIONE SOSPENDE NUOVE TRIVELLAZIONI.

Presentato rapporto Ichese su legame tra esplorazioni e scosse.

(ANSA) - BOLOGNA, 15 APR - "La Regione ha deciso di estendere, sino alla acquisizione dei risultati delle azioni, la sospensione in tutta l'E-R di qualsiasi nuova attività di ricerca e coltivazione come abbiamo fatto sin qui nel cratere".
E' una delle decisioni contenute nella relazione con cui l'assessore alla protezione civile Paola Gazzolo, ha illustrato all'assemblea legislativa il 'rapporto Ichese' della Commissione istituita per valutare possibili relazioni tra esplorazione per idrocarburi e sismicità.
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Foto tratta da: LINK
ilrestodelcarlino.it/ferrara
Rabbia e preoccupazione per il possibile nesso tra i sondaggi del sottosuolo e terremoto. A Cento il gruppo dei ‘No Triv’ chiede chiarimenti alla Regione.
Modena, 11 aprile 2014 - «CHIEDIAMO che la Regione Emilia-Romagna faccia immediatamente chiarezza sulle conclusioni della Commissione Ichese e prendendo in considerazione il ‘principio di precauzione’ blocchi ogni tipo di progetto, procedura, attività lavorativa in tutto il sottosuolo del cratere sismico e zone limitrofe nel rispetto della vita dei cittadini». E’ questo l’appello lanciato dal gruppo No Triv di Cento dopo le preoccupanti rivelazioni della rivista statunitense Science, riportate da tutti i media nazionali, che riporta uno stralcio del report realizzato dalla Commissione Ichese, che non esclude una correlazione tra gli eventi sismici del maggio 2012 e le trivellazioni per estrazione di petrolio attive nel Modenese, quelle in località Cavone, gestite dalla società Gas Plus.

UN REPORT che era in possesso della Regione dal febbraio scorso, mai reso noto, e sulla base del quale la Procura di Modena ha avviato un indagine. «Tutto ciò appare sconcertante — afferma Sandra Zagni, coordinatrice del gruppo No Triv centese — la popolazione attende risposte da mesi ed è tenuta all’oscuro? La normativa vigente, che imporrebbe massima trasparenza e partecipazione è stata seguita?». Il problema, secondo Zagni, è quindi di ordine sociale, «ovvero la negazione della conoscenza di informazioni», ma che avrebbe implicazioni pratiche, in quanto negli ultimi mesi sarebbero state avviate procedure regionali di Valutazione di impatto ambientale (Via), «almeno questo si evince dai siti istituzionali», aggiunge la coordinatrice, relativamente a nuove richieste di ricerca/ coltivazione di idrocarburi in territori non lontani o all’interno del cratere sismico. «Oltre a ciò si parla di avviare progetti per grossi impianti geotermici e tutte le attività antropiche già esistenti nel maggio del 2012 non si sono mai arrestate».
La possibilità che il terremoto potesse essere correlato al possibile intervento da parte dell’uomo era stato sostenuto anche dal professor Ortolani, ordinario dell’Università Federico II di Napoli, il quale poneva come tesi che «stuzzicare» il sottosuolo interessato da una faglia potesse avere risultati deleteri.

«NEI MESI scorsi — continua la coordinatrice Sandra Zagni — il nostro gruppo, formato, lo voglio ricordare, da cittadini sensibili e interessati al bene della nostra comunità, ha proposto a novembre ad alcuni sindaci della provincia di Ferrara e Modena la firma di un documento comune di dichiarazione di contrarietà ad una qualsivoglia procedura o a una qualsiasi attività da programmare nel sottosuolo del proprio Comune». Un documento per la verità che fu condiviso dai primi cittadini di Sant’Agostino, Bondeno, Mirabello, Poggio Renatico, mentre dal sindaco di Cento e dal collega di Finale Emilia si stanno attendendo ancora incontri. Inoltre è stata inviata un’istanza da parte dei No Triv agli uffici regionali e ministeriali per chiedere chiarimenti in merito all’avanzamento di alcune procedure Via, ma al momento è rimasta lettera morta. Ora, però, si attende chiarezza. Il 15 aprile, intanto, l’assemblea regionale è stata convocata in via straordinaria per trattare la questione. (Fonte: LINK)

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Foto tratta da: LINK
estense.com
L’assessore regionale Gazzolo rivela che il gruppo di lavoro si è già riunito quattro volte.
Paola Gazzolo “Da oggi la Regione ha deciso di estendere, sino all’acquisizione dei risultati delle azioni, la sospensione in tutta la regione di qualsiasi nuova attività di ricerca e coltivazione”. Con queste parole l’assessore alla Sicurezza territoriale, difesa del suolo e della costa e protezione civile Paola Gazzolo annuncia lo stop per quanto riguarda le 35 attività di scavo già concesse (14 sono in attesa di autorizzazione).

Nonostante il rumoreggiare del pubblico (sugli spalti dell’assemblea regionale erano presenti gli attivisti “No triv” di Ferrara e Modena) che l’ha più volte interrotta, l’assessore ha difeso la propria Giunta in merito alle accuse di scarsa trasparenza per aver tenuto nel cassetto per due mesi i risultati della commissione Ichese che proprio oggi sono stati pubblicati sul sito regionale. Nel ripercorrere i risultati degli esperti nominati dal dipartimento nazionale della Protezione civile la Gazzolo annuncia che “presentiamo e pubblichiamo unitamente al rapporto le attività effettuate fin qui dal gruppo di lavoro (quello nominato in maniera congiunta a metà febbraio da Regione, Mise e Protezione civile dopo la divulgazione della notizia sui risultati della commissione, ndr) che si riunirà in sessione plenaria per la quarta volta proprio questa mattina per produrre indirizzi e linee guida per il monitoraggi della sismicità del territorio”.

Per quanto riguarda il campo Cavone di Mirandola, afferma l’assessore, “abbiamo raggiunto l’intesa col ministero per sviluppare insieme i punti previsti dalla commissione Ichese stabilendo un vero e proprio piano di gestione del rischio”.  Su questo punto la società Gas Plus, che gestisce gli impianti di Cavone, è stata convocata da ministero e regione domani per stabilire le modalità operative del programma di monitoraggio sul campo di Cavone, che sarà avviato subito. “Il programma – specifica la Gazzolo – prevederà che l’attività degli impianti sia finalizzata non alla produzione ma alla ricerca scientifica, all’acquisizione di nuovi dati e misure nei pozzi, ad aggiornare e ampliare il modello geodinamico del sottosuolo, a mettere a punto nuovi sistemi di monitoraggio secondo le raccomandazioni espresse dalla commissione Ichese”. 

“Nessun inerzia quindi o volontà di nascondere la verità, non abbiamo mai pensato di tenere il rapporto nel cassetto”, insiste l’assessore per quanto per sua stressa ammissione il gruppo di lavoro si sia già riunito 4 volte senza che nessuno ne fosse a conoscenza. “Non abbiamo mai pensato di tenere il rapporto nel cassetto – continua la Gazzolo – in primo luogo perché sarebbe stata una sciocchezza oltre che una contraddizione in termini, incoerente rispetto all’azione che la Regione porta avanti da tempo. La nostra intenzione – assicura- è stata sempre quella di pubblicare integralmente lo studio Ichese assieme alle azioni concrwete da realizzare corrispondenti pienamente alle raccomadazioni”. (Fonte: LINK)

domenica 13 aprile 2014

SCIENCE: I TERREMOTI DELL'EMILIA ROMAGNA PROBABILMENTE DOVUTI ALLE ESTRAZIONI DI PETROLIO

Nessuna attività dell'uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua ecc) 
può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti

Il Resto del Carlino
8 Giugno 2012

A pair of deadly earthquakes that struck the north of Italy in 2012 could have
been triggered by the extraction of petroleum at a local oil field, according to an international
panel of geoscientists.

Veritatem laborare nimis saepe exstingui numquam.

La verità troppo spesso soffre, ma non muore mai

E invece non e' cosi, ed e' bastato un articolo su Science, prestigiosa rivista americana, a smentire tutti questi professoroni, ministri ed esperti che volevano in qualche modo mandare al dimenticatoio le possibili responsabilita' umane dei terremoti del 2012 in Emilia Romagna.

Le scosse piu' gravi furono di magnitudine 5.9 e 5.8 Richter, con epicentro a Finale Emilia. Morirono 27 persone e in 5,000 persero le proprie case.

Il rapporto di Science dice quello che qualsiasi persona di buon senso direbbe: e' cioe' che data l'intensa attivita' estrattiva in Emilia Romagna, a cavallo fra Modena e Ferrara, e' quantomeno plausibile che le scosse di due anni fa furono dovute alle trivelle in loco.

Elementare no? Buco, scavo, trivello, stocco e dunque perturbo i complicati sistemi sotterranei e ad un certo punto, voila', la corda si spezza.

L'articolo e' in realta' prudente e dice che "non possono essere escluse" correlazioni fra i terremoti e il vicino campo Cavone, della concessione Mirandola.  Si spiega quello che e' un territorio instabile di per conto suo, potrebbe essere stato vicino al punto di rottura e che anche piccole variazioni dovute all'attivita' umana avrebbero potuto innescare i catastrofici terremoti del 20 e 29 Maggio 2012.

Gli autori notano che l'attivita' estrattiva presso il campo Cavone e' aumentata nell'Aprile del 2011, un anno prima dei terremoti.

Nel campo Cavone hanno 34 pozzi e un Centro Oli. 

Nessuno dei membri della commissione ICHESE - responsabile dei risultati - ha voluto rilasciare commenti a Science, a partire dal presidente Peter Styles, un "expert" della Shale Gas Europe, consorzio nato per promuovere l'immagine del fracking in Europa e sponsorizzato da Chevron, Cuadrilla, Total, Halliburton, Statoil e Shell.

Ha invece commentato un "anonimo" cuor di leone per dire che la connessione terremoti-trivelle in Emilia Romagna non e' provata: non ci sono stati terremoti antecendenti di breve durata prima degli eventi del 20 Maggio, c'e' una distanza troppo grande fra l'epicentro e il campo Cavone, e alla fine di petrolio se ne tira fuori poco, circa 500 barili al giorno.

Commenta e smentisce invece, con nome e cognome, Geoffrey Abers della Columbia University, autore di vari articoli sulla sismicita' indotta da eventi umani, incluse le trivelle, e che puo' manifestarsi anche a distanze elevate.  Si fanno gli esempi di altre localita' in cui e' successo - Oklahoma e Colorado - e si parla della sismicita' indotta dai pozzi che contengono acque di scarto ad alta pressione.


"Pensiamo che in Oklahoma l'acqua iniettata stava aumentando a dismisura la pressione proprio nel posto giusto e che questo ha causato una sequenza di terremoti"

Mmh. Pozzi di reiniezione? Cavone?

Ma certo, il Cavone14. E' un pozzo di reiniezione di fluidi operato dalla Padana Energia, come quasi tutti i pozzi della concessione Mirandola.

E' plausibile che sia successa la stessa cosa con il Cavone14?  E che non siano solo le attivita' estrattive in gioco ma anche quelle di reiniezione di monnezza tossica sottoterra?

Ad ogni modo, trovo che in tutto l'articolo di Science, una delle frasi piu' orrende - e che veramente dovrebbe fare vergognare il governatore Vasco Errani - e' la seguente

Sources with close knowledge of the study say it was presented to the Emilia-Romagna regional government at least a month ago, but that politicians at both the regional and national level are nervous about its effects and are delaying its release. 

Fonti con conoscenza dello studio dicono che e' stato presentato al govero regionale dell' Emilia Romagna almeno un mese fa, ma che i politici a livello regionale e naizonale sono preoccupati dei suoi effetti e stanno ritardando la sua diffusione.

Eh?

Ma si rendono conto di quello che fanno costoro?  Nascondono le carte! Perche'? Per motivi elettorali? Tutto questo e' vergognoso ed e' veramente uno schiaffo morale a quei 27 morti del terremoto.

Io non so esattamente che ruolo esatto abbia in questa vicenda il governatore Vasco Errani del PD, ma e' lui il capo,  e la responsabilita' e' sempre del capo. Vasco Errani ora puo' fare una sola cosa: chiedere scusa e con umilta' a tutti i suoi condittadini, rendere pubblico questo rapporto, spiegarlo alle persone in modo chiaro ed imporre una moratoria immediata alla costruzione di tutti i pozzi di qualsiasi genere, colore e profumo nella regione Emilia Romagna.

E il primo ministro Matteo Renzi dovrebbe fare la stessa cosa per il resto d'Italia, invece di ascoltare i deliri di Passera, della Guidi, di Scaroni e di tutti quelli che pensano che trivellare sia la soluzione ai nostri mali.

Se non impariamo niente da questo rapporto e da quelle lacrime, quei 27 morti saranno morti invano.



Fonte: LINK - Tratto da: LINK

giovedì 3 aprile 2014

Il Ristorante NUOVA PESA


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Vorrei focalizzare l’attenzione di chi legge su una realtà presente e oramai da tempo consolidata, a livello di eccellenza, del panorama minerbiese.
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Mi riferisco ad un luogo di ristoro, ad un ristorante, nel senso ampio e completo del termine, in cui l’arte del mangiar bene si coniuga con una radicata consuetudine di gentilezza e di accoglienza nei confronti della clientela.
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I due giovani proprietari, che da poco hanno coronato il loro profondo sentimento reciproco convogliando a nozze, sono nonostante la giovane età dei veri e propri esperti del settore, e propongono sempre nuove soluzioni culinarie, che abbinano ad un già consolidato repertorio di prelibatezze.
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Il nome di questo tempio del gusto, protagonista del piacere della buona tavola, situato a Minerbio, in via Garibaldi, 80 è  “Ristorante Nuova Pesa”.
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La certezza di assaporare degli ottimi piatti, che definirei delle vere e proprie creazioni artistiche, accompagna la clientela che, affezionata, frequenta periodicamente il locale.
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I proprietari sono degni di nota anche per un altro motivo, che vado a illustrare.
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Nonostante l’eccellenza dimostrata e il valore indiscusso delle preparazioni proposte,  Lucia e Alessandro hanno avuto un occhio di riguardo nei confronti di una problematica che attualmente si allarga sempre di più : la crisi economica.
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A mezzogiorno, infatti, è proposto all’attenzione della clientela il cosiddetto “pranzo di lavoro”, a prezzi veramente bassi e stupefacenti, se rapportati all’alta qualità del prodotto e del servizio offerto.
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La varietà culinaria espressa in termini sia di tradizione locale, che di escursione in territori dal retaggio culturale dal sapore innovativo, emerge qualitativamente in proposizioni con le quali Alessandro riesce sempre a stupire.
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Inoltre la simbiosi che unisce Lucia al suo novello sposo aggiunge alla “Pesa” un valore non indifferente, che traspare dal clima armonioso e idilliaco che accompagna il lavoro competente e costante di entrambi i ragazzi, ponendo il cliente in una sorta di limbo e di oasi che fa riappacificare con la vita.
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Invito quindi coloro che non abbiano ancora provato la gioia di assaporare la cucina della “Pesa” a regalarsi una esperienza nuova, gratificante e appagante, non comune in questo panorama di mediocrità diffusa.
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La serietà e l’affidabilità sono doti rare, specialmente se accompagnate da un attaccamento al lavoro e ad una passione che le amplificano, e consentono di identificare l’eccellenza in ogni campo e settore della nostra società.
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Mi sento di dire che, dopo ripetute visite alla “Pesa”, durante gli ultimi anni, ho avuto la fortuna di imbattermi nei protagonisti e negli interpreti di questa rara prerogativa di eccellenza : Alessandro e Lucia.
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Il loro Ristorante rappresenta sicuramente un valore aggiunto per il nostro territorio che può quindi vantarsene a piena ragione.
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In Internet è presente il sito che la Nuova Pesa offre alla clientela, esaustivo ed elegante, comprendente i piatti tipici dello chef  e tutte le informazioni utili alla clientela.
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Rinnovo l’invito a non lasciarvi scappare l’occasione di poter vivere personalmente una esperienza culinaria gratificante e di sicuro interesse, recandovi quindi nel Ristorante di Alessandro e Lucia : La Nuova Pesa di Minerbio.
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E. B.
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Speech by ReadSpeaker