Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

sabato 31 ottobre 2009

Nicola Armaroli, nostro concittadino...

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Si terrà tra pochi giorni un evento che vedrà la presenza di un insigne concittadino minerbiese.
La persona in oggetto è l’insigne chimico, Dottor
Nicola Armaroli, primo ricercatore presso l’Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna.
L’occasione per poterlo incontrare sarà quella che lo vedrà interpretare il ruolo di relatore, durante la
presentazione del suo ultimo libro intitolato :
Energia per l’astronave Terra, edito da Zanichelli.
L’incontro si terrà presso i locali di Palazzo Minerva, a Minerbio, in Via Roma 2, Giovedì 5 novembre 2009, alle ore 20,45.

Testimonial della bella iniziativa culturale saranno Il Centro Culturale La Pira, unitamente a Coldiretti e al patrocinio dell’Amministrazione Comunale.
L’evento, stante la caratura del personaggio, e l’argomento trattato, non è sicuramente stato abbastanza pubblicizzato, né tramite affissione di manifesti, né con la diffusione di volantini nei locali pubblici del nostro paese.
Speriamo che comunque il passa parola permetta di avere una affluenza di pubblico degna del nome e dell’importanza del Dr.
Armaroli.

Ricordo che il nostro concittadino ha pubblicato nel 2004, insieme a Vincenzo Balzani (Dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna), il libro : “Energia oggi e domani”.

Nelle sue riflessioni sul problema energetico, indica le relative possibilità e prospettive che possano essere appetibili ai cittadini che intendessero sfruttare energia ricavabile da fonti rinnovabili.
Il libro che presenterà Giovedì sera, è stato pubblicato nell’ottobre del 2008 ed ha riscosso un grande successo editoriale.

Ha inoltre conseguito il premio Galileo 2009 per la divulgazione scientifica, il più importante riconoscimento in Italia per la saggistica scientifica.

Il settore di competenza al Consiglio delle Ricerche di Bologna del Dr. Armaroli, in cui guida un attivo gruppo di ricerca sulle Fotoscienze Molecolari, riguarda anche il campo della conversione dell’energia luminosa dei nanomateriali luminescenti.

Attualmente l’attività del suo gruppo riguarda principalmente la fotochimica e la fotofisica di composti di coordinazione, nanotubi di carbonio e architetture supramolecolari, con particolare attenzione alla luminescenza ed ai processi di trasferimento di energia ed elettroni.
Il potenziale applicativo di queste ricerche di base è legato alla conversione dell’energia solare (sistemi fotovoltaici, fotosintesi artificiale) ed alla messa a punto di dispositivi elettroluminescenti ad alta efficienza (OLED).

Durante la sua attività, finora, ha pubblicato 140 articoli scientifici, tenendo conferenze su invito in congressi, università e centri di ricerca in tutto il mondo.
Partecipa e coordina progetti di ricerca internazionali in collaborazione con gruppi accademici ed industriali.

Nel 2001 ha ottenuto il Premio Internazionale Grammaticakis-Neumann.

Nel 2008 è stato uno dei firmatari dell’appello ai candidati politici alla guida del Paese, in occasione delle elezioni politiche 2008, in cui si evidenziano la mancanza di opportunità per un orientamento indirizzato verso il nucleare, sollecitandoli a rivolgersi invece verso uno sviluppo dell'uso delle fonti di energia rinnovabile :
eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare, nelle varie forme in cui può essere convertita :
energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse.

Speriamo che, visto che il Comune è patrocinatore dell’evento, sia sensibile a queste tematiche, e che la sua attenzione futura sia orientata nella direzione chiarita dal nostro concittadino.

Appuntamento dunque a giovedì sera : è un’occasione da non perdere !
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Emanuele B.
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venerdì 30 ottobre 2009

LA SCOMPARSA DELLE RANE

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Ricordo che da ragazzo andavo a pescare, quando potevo, recandomi per l’occasione in qualche macero abbandonato, così come in canali, piuttosto che nei fiumi pedemontani o nei laghi.
In compagnia, o da solo, assimilavo sensazioni che ora, a distanza di parecchi anni, ricordo distintamente, radicati nella memoria come retaggio di una formazione simbiotica con l’ambiente, la natura, gli animali, gli insetti, l’acqua, il cielo, l’aria, in un contesto di francescana ed essenziale bellezza.
In queste cornici sul cui sfondo si esaltava l’ordine naturale delle cose, spiccavano elementi particolari, a prima vista insignificanti, che si rivelano adesso, a posteriori, come l’essenza stessa di quel miracolo patrimoniale che consiste nella diversità e nella complessità degli esseri viventi, animali e vegetali.
Una caratteristica costante, nei mesi primaverili, quando mi capitava di vagabondare alla ricerca di gustose morchelle, o dei ‘dormienti marzuoli’ , così come dei germogli di pungitopo, cercando anche in zone sabbiose, umide, presso corsi d’acqua, vicino ai canneti, era quella di registrare inconsciamente, come dandolo per scontato, un caratteristico suono, un ripetitivo e assillante richiamo che scaturiva dalla gola di un simpatico animaletto : il ranocchio.
La presenza di questo protagonista indiscusso del territorio, ricercato anche dagli estimatori delle sue carni per saziare gli appetiti di voraci buongustai, era praticamente endemica e rilevabile da quel continuo concerto dei solisti che lo interpretavano.
Cra cra cra cra…. Il gracidare continuo si fondeva con il resto dell’ambiente circostante, creando un’amalgama inscindibile che ne permetteva un naturale proseguo.

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I simpatici anfibi, la cui funzione ecologica è sempre stata importantissima, sia per il controllo larvale delle zanzare e di altri insetti, costituiscono, da sempre loro stessi, un elemento nutrizionale per serpenti, uccelli, e altri predatori della catena alimentare.
Si sa che l’equilibrio di un ecosistema è sempre molto delicato, e in continuo confronto tra i componenti stessi che ne fanno parte, e cioè di quegli anelli che rappresentano, insieme, una lunga catena di specie animali e vegetali.
Ora però, devo constatare che, da molto tempo risultano assenti dalla scena naturale che li dovrebbe vedere protagonisti, proprio questi vocianti animaletti saltellanti, multicolori, e dalle varie forme.

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I dintorni di Minerbio sono ricchi di zone umide, e di habitat naturali che dovrebbero costituire un ambiente ideale per gli anfibi.
Gli stessi areali continuano ad essere preferiti da uccelli acquatici, come l’airone bianco, l’egretta, l’airone cinerino, il tarabusino, la garzetta, la sgarza, la nitticora, il martin pescatore, qualche sporadico cormorano proveniente dalla zona di Anita, il tuffetto, così come altri volatili del tipo : ghiandaie, fringuelli, cinciarelle, cinciallegre, scriccioli, storni, gazze, tordi, merli, corvi, taccole, cornacchie, cannareccioni, ecc.
Da questa apoteosi di varietà e di biodiversità spicca l’assenza di un millenario interprete di un ruolo datogli da madre natura, che ha sempre condiviso il territorio con tutti questi protagonisti.
Si tratta, appunto della rana, del ranocchio, del gracidante anfibio, oggetto in passato di una spietata ricerca da parte degli appassionati.

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Intere generazioni di ranocchiai, nel periodo precedente l’ultima guerra mondiale, e anche durante il suo sviluppo, quando le razioni alimentari erano ridotte al minimo, e lo spettro della fame aleggiava ovunque, hanno potuto sfamare la famiglia grazie ai gustosi animaletti.

Ora sono scomparsi…praticamente estinti…ma non solo nei dintorni di Minerbio.
Sembra che la situazione sia più allarmante di ciò che pensavo e che, ci siano grossi rischi, per la continuazione di molte specie di rane.
Ho registrato questo stato di cose anche da una ricerca in internet, attraverso cui ho potuto constatare la progressiva scomparsa di rane, rospi, e anfibi in genere, in molte parti del nostro pianeta, che ne indicano, quindi, un reale pericolo di estinzione.

Le seguenti testimonianze raccontano la gravità della situazione.

In un post pubblicato da Tostoini il 30 Marzo 2009 su Liquida magazine, sul sito : http://www.liquida.it si legge :

Potrebbe essere una delle estinzioni di massa più imponenti dal tempo dei dinosauri: secondo gli scienziati l’intero ordine degli anfibi sta andando verso la scomparsa. Rane, rospi, tritoni, potrebbero diventare presto solo un ricordo del passato.
Quando si parla di estinzione, sembra quasi che gli animali vengano divisi in due categorie :
ci sono gli animali carini, come i delfini, le foche, i panda, ancora meglio se cuccioli.
Loro sono gli “animali-immagine”:
sono belli, fanno tenerezza, ogni bambino ne vorrebbe uno.
E poi ci sono tutti altri :
animali che hanno altrettanta dignità, che sono altrettanto a rischio, ma che evidentemente non sono altrettanto fotogenici.
Un esempio sono gli anfibi.
Rane, rospi, tritoni.
Si stanno estinguendo a livello globale, ma sul loro declino non c’è abbastanza attenzione.
Eppure secondo alcuni scienziati questa potrebbe essere una delle peggiori estinzioni di massa dai tempi dei dinosauri.

Secondo una ricerca pubblicata dal Journal Proceedings of the National Academy of Sciences, stiamo assistendo alla fase acuta di una estinzione dall’inizio incerto (potrebbe essere iniziata 10.000 anni fa,o dopo la rivoluzione industriale), e il fattore enorme di novità è che si tratta di una estinzione che potrebbe avere un colpevole preciso :
noi.

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Circa 200 specie anfibie si sono estinte negli ultimi 3 decenni, a causa di una infezione della pelle chiamata chitridiomicosi :
gli scienziati temono che questa malattia letale sia nata dalle modificazioni ambientali che l’essere umano ha introdotto nel pianeta.
Molte specie anfibie sopravvivono solo in uno spettro molto piccolo di temperature, e le specie montane sono più esposte ai cambiamenti del loro habitat :
l’espansione dei territori urbani potrebbe essere un altro dei fattori-chiave.
A estinguersi quindi non saranno solo le rane o i rospi, ma tutti gli anfibi.
Stiamo parlando di oltre 6.000 specie, di cui quasi 2.000 già minacciate di estinzione.

Molte le cause concomitanti :
la riduzione delle aree umide, l’invasione degli habitat, malattie, pesticidi, i cambiamenti climatici, la caccia indiscriminata.
Tra queste cause c’è anche un’infezione da funghi, la chitridiomicosi, come appunto accennato.
Molti studiosi ritengono che negli anni futuri l’allevamento in cattività sarà la chiave per affrontare questo problema.
Paradossalmente però, proprio un intervento di questo tipo, finalizzato al rilascio in natura di una specie rarissima, ha rischiato di essere vanificato dalla diffusione della chitridiomicosi :
è accaduto a Majorca, nelle Baleari, nel corso di un programma di reintroduzione condotto dal noto zoo di Jersey per riportare nel suo antico areale un rospetto endemico dell’isola.
Di cure al momento non ne esistono, ma la ricerca ha evidenziato la presenza di batteri sulla pelle di alcune salamandre che potrebbero costituire un’efficace barriera a questo patogeno.
Il chitridio non è il solo responsabile.
L’inquinamento delle acque è tornato alla ribalta con uno studio che ha evidenziato il ruolo del malatione,
un insetticida organofosfato che anche a piccole dosi può avere effetti devastanti sulla catena alimentare degli anfibi.


I problemi maggiori sono stati riscontrati nelle specie che vivono in Colombia, Messico, Ecuador, Cina, Perù, Venezuela e India.

Un commento : http://giangiko.wordpress.com/2009/02/19/rane-e-rospi-in-pericolo/ :

La cordigliera delle Ande, dove abitano più di un terzo delle specie, è una delle regioni col maggior indice di minaccia.
Vari tipi di anfibi, del genere arlecchino, hanno perso l’80 per cento della loro popolazione negli ultimi dieci anni ed altri lo perderanno di qui al 2014.
Secondo i biologi, se la situazione non verrà mutata con seri provvedimenti protezionistici, le rane e i rospi si sommeranno ai 70mila animali esposti nei vari musei naturali colombiani.
Secondo il libro rosso degli anfibi della Colombia il tasso di inquinamento, destinato ad aumentare ulteriormente, è il maggior responsabile della moria di questi animali.
La loro sparizione provocherebbe dei danni inimmaginabili alla catena alimentare poiché sono predatori di insetti e, nello stesso tempo, prede di uccelli e serpenti.

Anche in Europa però gli anfibi non se la passano particolarmente bene, e l’infezione ha contagiato specie la cui scelta di habitat appartati sembrava finora aver messo al riparo dal contagio, come ad esempio gli euprotti.

Ce ne parla : http://www.lorologiaiomiope.com/?p=391


Diciamo che gli euprotti, o tritoni sardi, ce la mettono tutta a passare inosservati.
Il dato piu’ notevole su di loro e’ che sono la piu’ rara e la piu’ a rischio specie di urodelo (anfibio con la coda) europea.
Insomma sono incospicui, sono pochi e vivono in posti inaccessibili :
se non sapete cos’e’ un euprotto avete anche le vostre buone ragioni.
Tecnicamente non sono ne’ tritoni ne’ salamandre, visto che si sono separati abbastanza presto dagli altri urodeli e vivono isolati dal resto del mondo, in Sardegna.
Gli euprotti purtroppo ultimamente (a partire dagli anni ’80 del secolo scorso) non se la passano molto bene :
tutto sembra concorrere per farli estinguere.
Tra le cause principali la riduzione e la frammentazione del loro habitat per via della captazione delle acque a scopo irriguo, l’inquinamento delle acque a causa di pesticidi, la siccita’ che ha investito la Sardegna nelle ultime decadi, l’introduzione di pesci alloctoni come le trote che competono per le risorse e la cattura da parte di collezionisti.
Al momento sono classificati dalla IUCN in lista rossa come “Endangered”.
Come se cio’ non bastasse, c’e’ dell’altro.
Un team di ricercatori anglo-italiano tra cui il mio amico Stefano Doglio che mi ha cortesemente reso omaggio dei suoi articoli su questa bestia, e Trent Garner della Zoological Society London, ha recentemente scoperto, grazie a intense spedizioni sul campo comprendenti immersioni nei torrenti gelati (brrrr), che non solo l’areale del tritone sardo
continua a ridursi, ma c’e’ una nuova minaccia :
un fungo parassita, il Batrachochytridium dendrobatidis.
Questo fungo e’ ben noto da tempo per fare stragi di anfibi per via della malattia che porta, la chitridiomicosi, soprattutto rane e soprattutto, in Europa, in Inghilterra ed e’ responsabile di molte estinzioni locali.
La sua origine come disastro ecologico e’ probabilmente legata ai cambiamenti climatici degli ultimi anni per via del riscaldamento globale.
In Europa, oltre nelle isole britanniche, la micosi delle rane era diffusa soprattutto in Spagna.
La tragica scoperta del team di erpetologi e’ stata l’individuazione di alcune popolazioni dei poveri euprotti, che gia’ hanno i loro problemi, con la chitridiomicosi.
I sintomi evidenziati finora sono perdita delle dita e discoloramento della cute.
Non e’ chiaro se la malattia e’ fatale per gli euprotti e in quanto tempo.
Quel che e’ noto e’ che anche un altro anfibio sardo, un discoglosso (Discoglossus sardus), sta venendo spazzato via dal suo ambiente per cause per ora ignote ma che potrebbero ascriversi al fungo.

Oltre alle infezioni da fungo, il riscaldamento globale sta creando ulteriori problemi a livello di habitat, come nel caso del Madagascar, di cui racconta
Ecoblog :

Christopher Raxworthy e i sui colleghi hanno infatti notato che negli ultimi dieci anni, molte specie di anfibi e rettili stanno scomparendo dalle zone di bassa quota e si stanno spostando verso le regioni montane.
Questo fenomeno è già stato osservato in altre parti del mondo ed è in perfetto accordo con quanto osservato e predetto sulla base dei modelli climatologici.
Il problema è che in Madagascar non c’è l’Himalaya e, quegli stessi modelli climatologici che spiegano perfettamente lo spostamento osservato, predicono che entro poche decine di anni, l’altezza delle montagne malgascie non sarà più sufficiente a garantire l’esistenza di condizioni climatiche idonee alla sopravvivenza di un gran numero di specie.

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Per tentare di salvare alcune specie si ricorre persino alla riproduzione in vitro, come nel caso delle rane gopher di cui racconta http://http//www.ecologiae.com/rane-gopher-in-provetta-per-salvare-una-specie-a-rischio/467/ :

Secondo le stime dei biologi, infatti, sarebbero rimasti solo 100 esemplari adulti di rana gopher, che vivono ancora allo stato selvaggio, nel loro habitat naturale, nel Mississippi.
I funzionari dello zoo di Memphis sostengono di aver già fatto nascere 94 girini in provetta.
La rana gopher ha il corpo tozzo e misura da adulta circa 7,5 centimetri di lunghezza.
Possiede grandi zampe posteriori, che le servono a passare attraverso le buche e i cunicoli, fatti dagli altri animali.
Ha il muso appuntito e grandi occhi, che protegge mettendo le zampe anteriori davanti, quando si sente minacciata.
Questa specie una volta viveva anche in Louisiana e in Alabama, ma ora si trova solo in due zone del Mississippi.
E’ stata dichiarata nel 2001 specie in via d’estinzione dal U.S. Fish and Wildlife Service perchè il suo habitat stava scomparendo, a causa dei processi naturali e dello sviluppo residenziale.
Linda LaClaire, biologa addetta alla fauna selvatica, sovrintende al progetto per ristabilire
l’habitat della rana gopher nel Mississippi e afferma che l’intento dell’esperimento è di utilizzare i girini creati in laboratorio per incrementare i pochi esemplari rimasti e ricostituire la specie.

Come se cambiamenti climatici, pesticidi e funghi non bastassero, ci si mette anche l’industria alimentare.
Pare infatti che uno dei motivi di declino delle rane in alcune zone del mondo sia la cattura indiscriminata a scopi alimentari.

Leggiamo su http://www.mondoecoblog.com/2009/01/28/un-milione-di-rane-in-padella-ogni-anno-il-monito-di-conservation-biology-sul-declino-delle-specie/

I ricercatori dicono che il modello globale di raccolta ed il declino delle popolazioni naturali di rane sembra seguire lo stesso percorso già in atto per lo sfruttamento dei mari, che sta causando il conseguente collasso della pesca dovuto alle reazioni a catena provocate in tutto il mondo.
I ricercatori hanno proposto di istituire una certificazione di raccolta delle rane per migliorare il monitoraggio ed aiutare metodi di caccia che possano essere sostenibili.
Infatti, secondo Corey Bradshaw, le zampe di rana non sarebbero solo una prelibatezza francese :
“Le zampe di rana sono inserite nei menu delle mense scolastiche di tutta Europa, nei banchi di vendita dei mercati e supermercati, nelle trattorie asiatiche e nei ristoranti d’ alta classe di tutto il mondo“.
Il commercio annuale di rane è cresciuto spaventosamente negli ultimi 20 anni, da 200 milioni fino a oltre 1 miliardo di rane consumate ogni anno.

La prossima volta che incontrate un rospo, più che baciarlo sperando che si trasformi in principe, augurtegli buona fortuna : ne avrà parecchio bisogno !

Già tre anni addietro, sul seguente blog, si potevano leggere allarmanti previsioni :
(pubblicato: lunedì 09 ottobre 2006 da lumachina in: )

http://www.ecoblog.it/post/2120/spariscono-le-rane

Che le rane dell’America Centrale stessero fronteggiando un rischio enorme lo avevamo già detto.
Alcuni ricercatori erano così disperati per l’avvento di un fungo killer che le stava sterminando, da riempirsi le valige di rane, nel tentativo di salvarle, trasportandole fuori dalle valli dove avrebbero fronteggiato la morte in poche settimane.
Lo stesso fungo sta minacciando anche le rane italiane.
Ora il Newsweek e Repubblica riportano la sconcertante notizia che, secondo i dati dell’Iucn (International Union for the Conservation of Natural Resources), ad essere a rischio ormai è l’intera classe degli anfibi : su un totale di 5.700 specie, ben 1.800 sono in via di estinzione.

Un altro monito, che ci avverte della drammatica situazione :
META' DI RANE E ANFIBI EUROPEI A RISCHIO DI ESTINZIONE

Tratto da :
http://www.animalitaly.it/content/view/1589/48/
fonte agi - Roma

Più della metà delle specie di anfibi viventi in Europa potrebbe essere estinta entro il 2050 a causa delle conseguenze dei cambiamenti climatici, della riduzione dell'habitat, di malattie infettive.
E' la conclusione a cui sono giunti gli studiosi della Società zoologica di Londra, secondo quanto riporta The independent.

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Le ultime valutazioni compiuti su rane, rospi, salamandre e tritoni indicano che molti esemplari saranno gravemente minacciati nei prossimi decenni, in particolare nell'Europa meridionale dove si prevede che il clima diventerà decisamente più caldo e arido.
"Le proiezioni pubblicate mostrano che il cambiamento climatico altera gli habitat degli anfibi e per questo stimiamo che un gran numero di specie dovrà fare i conti con la perdita del loro ambiente naturale e anche con l'estinzione", ha dichiarato Trent Garner, della Società Zoologica di Londra.
"In Gran Bretagna possiamo già constatare che le condizioni di salute dei rospi comuni peggiorano e che le possibilità di sopravvivenza si stanno riducendo.
Se il cambiamento climatico continuerà a ripercuotersi sugli habitat, la situazione peggiorerà per queste specie autoctone".
Una serie di inverni miti ha fato sì che i rospi uscissero anticipatamente dal letargo e che si ammalassero a causa della mancanza di cibo.
Un grido d'allarme e' stato lanciato anche da Sir David Attenborough, noto documentarista:
"Gli anfibi sono la linfa vitale di molti ambienti, giocano un ruolo chiave nelle funzioni dell'ecosistema, e al tempo stesso e' straordinario e terrificante che nel giro di poche decenni il mondo potrebbe perdere metà di queste specie".
Oltre ai cambiamenti climatici e alla perdita dell'habitat, gli anfibi europei sono minacciati dall'arrivo di una malattia dell'epidermide causata da un fungo letale chiamato chitride e proveniente probabilmente dall'Africa insieme con esemplari di specie esotiche utilizzate in laboratorio, che ha già ucciso molti animali in tutto il mondo.
DECLINO GLOBALE DEGLI ANFIBI

La perdita di biodiversità globale è attualmente una delle maggiori preoccupazioni a livello mondiale.
Benché l’esatto numero di specie che sta scomparendo non sia nota, si è stimato che l’attuale tasso di estinzione sia maggiore di quello mai conosciuto negli ultimi 100.000 anni .
Come parte della globale crisi di biodiversità molte popolazioni di anfibi sono in declino in tutto il mondo.

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Dal 1993 si è registrato che più di 500 popolazioni sono in declino o sono elencate come specie che necessitano di particolari azioni di conservazione.
Le cause sono state imputate ad una combinazione di fattori locali come l’alterazione e la frammentazione dell’habitat, la scomparsa di ambienti idonei alla riproduzione, l’inquinamento, l’introduzione di specie alloctone, e a fenomeni su larga scala come il cambiamento climatico globale e l’aumento delle radiazioni UV-B .
In alcuni casi sono state documentate estinzioni di popolazioni in aree apparentemente incontaminate, che possono essere spiegate solo da effetti globali
come i cambiamenti climatici e/o aumento di radiazioni.
Gli Anfibi sono particolarmente sensibili ai cambiamenti ambientali :
la loro doppia vita, acquatica e terrestre, li espone infatti a pressioni ambientali proprie di ambienti diversi molto più di quanto avvenga per le altre Classi di vertebrati.
Spesso gli Anfibi sono quindi i primi animali a soffrire in aree in cui il degrado dell’ambiente è al suo inizio, spesso non evidenziato da altri descrittori.
Questo motivo fa di essi importanti bioindicatori :
il monitoraggio dello stato di salute delle loro popolazioni consente infatti di controllare lo stato dell’ambiente che sta loro intorno e di riconoscere tempestivamente situazioni di degrado.

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Emanuele B.

mercoledì 28 ottobre 2009

Replica dell'Assessore alla Scuola

In risposta alle spiegazioni dell'Assessore alla Scuola del Comune di Minerbio sulla questione della proposta di istituire degli 'orti scolastici' avevamo controbattuto che non ci sembravano sufficienti le argomentazioni addotte.

A seguito di ciò, oggi ho ricevuto la replica dell'Assessore Roberta Bonori, che è la seguente :
'Gentilissimo sig. Bartoli,
sono lieta di apprendere che prima ancora di ricevere una mia risposta in merito al progetto Orti Scolastici, avesse in qualche modo preso contatti con l'Istituto Statale competente.
Mi preme infatti sottolineare che il ruolo dell'Amministrazione Comunale in questo ambito è assolutamente marginale e secondario - da lì la mia risposta - visto e considerato che il Piano dell'Offerta Formativa è esclusivamente predisposto e redatto dall'istituto Comprensivo Statale diMinerbio.
Mi spiace leggere che sapeva già 'come avremmo reagito' alla sua proposta visto il nostro modo di 'non rapportarci con i cittadini elettori'..
Mi spiace soprattutto perchè dal giorno del nostro insediamento (avvenuto solo a giugno 2009) stiamo tentando di dare spazio e voce a tutti i cittadini mediante istituzione di consulte, assemblee, incontri e giornate di confronto.
Quella di domenica, che accompagnava la cerimonia della posa della prima pietra della scuola materna di Cà de Fabbri è stata una di queste.
Questa amministrazione comunale è fatta da persone che vivono ed amano la propria città esattamente come lei.
Anche i nostri figli come i suoi frequentano le scuole del territorio e sarebbe inutile e scontato evidenziare che tutti vogliamo il meglio per i nostri ragazzi.
Ciò che ho cercato di evidenziare nella mia lettera prot. 15647 del 21.10.2009 non era certo disinteresse o noncuranza per questa bella ed istruttiva inziativa, ma solo la necessità per lei di rivolgersi alla struttura competente.
Ciò che rientra nelle nostre competenze e capacità lo facciamo con slancio e passione a beneficio dell'intera cittadinanza perchè l'interesse dell'Amministrazione Comunale vada sempre verso le esigenze della Città di Minerbio e non di questa o quella realtà in particolare.
Sono certa che la sua mail sia solo frutto di un malinteso e dissapore momentaneo e colgo l'occasione per porgere i più cordiali saluti.'
L'Assessore alla Scuola
f.to Roberta Bonori
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Rispondo all'Assessore :
Spett.le Assessore Bonori, innanzitutto La ringrazio per aver risposto alle mie rimostranze a seguito della Sua lettera sul tema ‘orti scolastici’ che, mi creda, non è finalizzata ad una sterile polemica, ma frutto di una disillusione verso le istituzioni e il loro abituale comportamento.
Sa benissimo, gentile assessore, che oggigiorno la figura del ‘politico’ è alquanto compromessa, sia per il diffuso qualunquismo in cui opera a tutti i livelli, sia per gli indubbi benefici di cui si appropria avidamente nonostante ci siano parecchie famiglie in difficoltà a causa della crisi economica.
A riprova di questa mia affermazione, provi per Suo convincimento, a digitare in internet sul motore di ricerca le parole politico, insieme ad indagato.
Vedrà che appariranno migliaia di pagine in cui, per ognuna, si evidenzia la lista di coloro che sono stati iscritti nel registro degli indagati, oppure indagati e condannati, o amnistiati, o collusi o coinvolti a vario titolo in scandali di ogni tipo.
Nomi eccellenti, a incominciare dal Presidente del Consiglio, fino ai primi cittadini di comuni piccoli e sperduti in questo nostro travagliato paese.
Non è il Suo caso, naturalmente, ma capirà che l’insoddisfazione di noi cittadini e l’attenzione verso i nostri problemi è centuplicata, e che guardiamo alle istituzioni con occhio sospetto.
Per esempio, Le devo contestare, a mio avviso, stante ciò che Lei mi ha scritto, a proposito del fatto che il ruolo dell’Amministrazione Comunale riguardo alla Scuola sia marginale, che l’interpretare un ruolo, qualunque esso sia, dipende dalla partecipazione che ci si mette.
In parole povere, se Lei avesse voluto, come Assessore alla Scuola, spendere il Suo tempo, o almeno una parte di esso, per perorare una giusta causa come quella degli orti scolastici, forse adesso il Preside dell’Istituto comprensivo si troverebbe con le richieste dei genitori da una parte, insieme alla condiscendenza delle maestre, e la spinta propositiva, collaborativa, e patrocinante del Comune dall’altra.
Il POF avrebbe quindi potuto essere discusso su presupposti diversi.
Le chiedo di nuovo : come mai Lei si è attivata (per ora sulla carta) a proposito di un’area verde destinata ad orti scolastici per la futura scuola di Cà de Fabbri, procrastinandone lo sviluppo nel tempo, a distanza di due anni, e non si è minimamente interessata del presente…?
Forse che i bambini di Minerbio non devono maturare una coscienza ecologica come quelli di Cà de Fabbri…?
Eppure anche loro pagano regolarmente le salatissime rette scolastiche, subendo il balzello di medioevale memoria.
Se i Suoi figli, come da Lei dichiarato, frequentano le stesse scuole, Le farà quindi piacere il fatto che siano privi totalmente di un indirizzo formativo che sviluppi in loro, con il tempo, un amore e un rispetto ‘di base’ per la natura.
Se così non fosse, Lei per prima avrebbe proposto alla Scuola ciò che invece sembra proprio volutamente ignorare.
Mi contesti queste affermazione, se può…l’evidenza dei fatti lo conferma.
Mi scusi lo sfogo, ma non sta dando una gran prova di coerenza, a mio avviso.
Ringraziandola di nuovo, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Emanuele Bartoli
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martedì 27 ottobre 2009

La Caterpillar di Minerbio licenzia 73 lavoratori

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Oggi, 27 ottobre 2009 è un giorno infausto per i lavoratori di Minerbio :
la crisi ha allungato i suoi tentacoli su 73 lavoratori a cui, stamattina, è stato impedito di entrare in azienda.
Stiamo parlando della Caterpillar, che aveva già annunciato i drastici provvedimenti e che, in data odierna, ha dato seguito alla loro esecuzione, vietando agli sfortunati lavoratori il proseguo del rapporto di collaborazione.
I prodromi che avrebbero portato alla situazione attuale si potevano evincere già dal 16 ottobre, quando un comunicato sindacale stigmatizzava le decisioni dell’azienda.
L’articolo seguente, scritto il 17 scorso, fa chiaramente intendere la volontà di perseguire la strada intrapresa dai vertici aziendali, nei confronti di 73 collaboratori.
Articolo :
Venerdì 16 ottobre 2009.
La Caterpillar prodotti stradali, con sede a Minerbio (Bologna) ha avviato la procedura di mobilità e quindi il ricorso al licenziamento per 30 impiegati.
Lo stabilimento occupa 156 addetti (93 operai, 61 impiegati, due dirigenti).
Sempre la stessa ditta, ma in questo caso Servizi Italia, che conta 87 dipendenti (11 operai, 70 impiegati, sei dirigenti), ha comunicato il licenziamento attraverso la procedura della mobilità di 43 dipendenti di cui 38 impiegati e 5 operai.
L’azienda ha scritto ai sindacati che, trattandosi di una crisi globale e strutturale con un comparto sceso di oltre il 40%, il confronto non potrà portare all’utilizzo della cassa integrazione ordinaria né straordinaria né ai contratti di solidarietà, perché non si prevede una inversione di tendenza e questi sono strumenti incompatibili con le decisioni assunte.
Tratto da un articolo del 17/10/2009 da :
http://radio.rcdc.it/archives/la-caterpillar-licenzia-73-lavoratori/

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La nostra solidarietà è totalmente rivolta ai lavoratori colpiti da questa grave situazione, e alle loro famiglie.
Auspichiamo che le autorità cittadine si attivino per venire in aiuto ai lavoratori in oggetto che, specialmente in questo particolare periodo di crisi economica, difficilmente troveranno una alternativa di collocazione.
E’ sperabile che sia accantonato il progetto di costruzione di una rotonda e di una strada per favorire il traffico pesante relativo all’ampliamento della discarica di Baricella, in favore invece di una prima necessaria assistenza alle famiglie dei licenziati e alla costituzione di un fondo di solidarietà per eventuali altre situazioni di questo tipo.
Il prossimo futuro, stando alle proiezioni di eminenti economisti internazionali, e alle testimonianze giornaliere sull’aumento esponenziale della chiusura di operatori della piccola e media industria, degli artigiani e dei commercianti, impedisce ad un primo esame di avvalersi di strategie politico sociali che rasentano l’irrazionale.
I rappresentanti della pubblica amministrazione hanno il dovere di rimanere saldamente con i piedi per terra, umilmente, mettendosi al servizio di quei cittadini che, dopo averli votati, sono ora in attesa di un riscontro solidale da parte loro.
Ci uniamo alle loro speranze, nella convinzione che, sicuramente, stante anche la collocazione politica, non ci saranno da parte dei gestori del potere cittadino insofferenze per cambi di direzione, obbligati da una situazione contingente che peggiora di ora in ora.
E.B.
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domenica 25 ottobre 2009

ORTI SCOLASTICI - CIVILTA' CONTADINA - OCCASIONE PERSA ?!!

GENTILISSIMO SIG. OLIVUCCI,
DOPO UN MESE ABBIAMO AVUTO IL RISCONTRO, DA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE
COMUNALE,CIRCA LA NOSTRA PROPOSTA PER FARE UN ORTO SCOLASTICO A MINERBIO.

NON COMPRENDO IL PERCHE' DAL COMUNE ARRIVI IL NO , DAL MOMENTO CHE PER
PRESIDE E PER LE MAESTRE SI POTREBBE FARE.

L'UNICA CONSIDERAZIONE E' CHE VOGLIANO RISERVARE QUESTA INIZIATIVA,
PER IL 2011/12, ANNO DELL'INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SCUOLA.

IN OGNI CASO, LA INVITO A LEGGERE LE MOTIVAZIONI DELL'AMMINISTRAZIONE
COMUNALE , COLLEGANDOSI A QUESTO LINK, DOVE E' PUBBLICATO:

http://minerbioeilcittadino.blogspot.com/

GRAZIE PER IL TEMPO E L'ATTENZIONE DEDICATOCI.

RIPROVEREME L'ANNO PROSSIMO E VEDREMO CHE SCUSE ADDURRANNO.

CORDIALMENTE, MICHELA RIMESSI.

sabato 24 ottobre 2009

RACCOLTA DIFFERENZIATA

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Vorrei sottoporre all’attenzione dei minerbiesi un aspetto riguardante una questione di indubbio interesse.
Premetto che a Minerbio non viene effettuata una raccolta differenziata dei rifiuti, o almeno non così seriamente come dovrebbe essere fatta, stante l’importanza che essa riveste, sia per l’impatto ambientale, che per quello economico e sociale.
Infatti, non ci sono raccoglitori a sufficienza a disposizione dei cittadini per diversificare i rifiuti, e quei pochi disponibili sono dislocati in posizioni poco raggiungibili e distanti dalle abitazioni.

Aggiungo che la vera raccolta differenziata sarebbe quella che si produce nel cosiddetto sistema porta a porta, e grazie alla quale si riesce veramente a differenziare plastica, carta, vetro, umido, ecc.
Una raccolta differenziata seria, a livello di molte realtà europee, prevede che ci siano anche, a livello familiare o condominiale, dei kit per il compostaggio dei cosiddetti rifiuti umidi, gli scarti alimentari, per intenderci, che rappresenterebbero una ricchezza, se sfruttati adeguatamente.
In alcuni paesi europei vengono sfruttati anche i residui dei rifiuti umani, come concime per le campagne, tramite il loro accumulo in contenitori che impediscono la fuoriuscita di odori, e la successiva vendita ai contadini.
Tutto si riciclerebbe, se le operazioni di smistamento e di recupero dei rifiuti fossero fatte seriamente.
In Europa, con la raccolta differenziata, secondo recenti statistiche, si è arrivati a dimezzare i rifiuti destinati alla discarica, mentre in Italia si è verificato esattamente l’opposto, e cioè si è arrivati a raddoppiarli.
Il perché è riscontrabile nella solita routine di approccio verso le varie problematiche interpretata dai vari politici di turno.
Il menefreghismo, la scarsa o assente professionalità, la spocchiosità arrogante e la totale mancanza di raffronto con le opposizioni e con i cittadini, pone i politici al comando in una categoria particolarmente deleteria, almeno in Italia.
E’ consuetudine diffusa, infatti, abbinare genericamente l’homus politico ad una figura di riferimento che simbioticamente vive attraverso il clientelismo e la corruzione, si riproduce attraverso la propagazione di idee in antitesi con la morale costituita, e lascia la scena solo quando la sterilità e la impossibilità di ulteriore sfruttamento sono divenute dominanti.
Comunque, tornando a Minerbio e alla problematica inerente ai rifiuti…
E’ risaputo, attraverso la cassa di risonanza di Prometeo, organo di diffusione delle eroiche gesta del Primo cittadino, che sia in atto un progetto di costruzione di una rotonda, e di una strada di collegamento per ovviare all’aumento di traffico legato a ............................................................... Non voglio dirlo......................mi sembra sconveniente.........................................................
Eppure, DEVO DIRLO...........................ebbene sì...........un aumento di traffico dovuto alla maggiore cubatura di rifiuti e all’espansione della discarica di Baricella.
E’ proprio così…
Invece di calare, le discariche italiane aumentano…
Invece di differenziare i rifiuti, e di sfruttare economicamente, e con vantaggio per l’ambiente, il loro riciclo, questi vengono dirottati maggiormente in discarica.
Quindi aumentiamo queste fogne a cielo aperto, avveleniamo l’ambiente, prendiamo a calci l’ecologia e il rispetto per la natura e per le generazioni future, a cui lasceremo in eredità solo veleni e aria irrespirabile.
Per fare ciò, non basta creare inceneritori, come quello di Quarto Inferiore, produttore, come tutti, di diossina, non basta indifferenziare la raccolta, per soddisfare la voracità di una discarica che sembra assumere sembianze di un mostro mai sazio, ma dobbiamo anche costruire una nuova rotonda e una nuova strada.
Costo : 3 milioni di euro.
Ripeto :
costo previsto, se non interverranno intoppi in corso d’opera :
tre milioni di euro.
La spesa, che graverà sulla collettività, va a tutto vantaggio della discarica nel Comune di Baricella, la cui amministrazione, per una strana coincidenza del destino, appartiene allo stesso schieramento politico della neo amministrazione minerbiese.
Si sa che PD non mangia PD e che, anzi, il clientelismo (vedi Coop Rosse, Unipol, intercettazioni di Dalema, ecc) è una scuola di pensiero a cui gli adepti fanno riferimento.
Naturalmente a discapito dell’ambiente.
Ribadisco : si tratta del nostro ambiente, di quello in cui vivono e respirano i nostri figli e nipoti.
Siamo circondati dalla discarica di Baricella da una parte, e dalla fonderia di Bentivoglio, che rilascia nell’aria i gas tossici residui della lavorazione dell’alluminio, dall’altra.
Lo zuccherificio della Co.Pro.B ammorba l’aria per mesi, con i suoi miasmi, derivanti dalla fermentazione delle barbabietole ma, per lo meno, questo fenomeno sembra non causare danni alla salute.
Poco oltre Granarolo abbiamo quel colosso mostruoso che avvelena l’aria e i prodotti della terra, gli animali e l’uomo stesso, e cioè l’inceneritore del ‘Frullo’.
Chiunque puo’ leggere in Internet cosa significa, e quanto ciò incida in termini di salute e di malattie tumorali, a detta di eminenti studiosi e scienziati.
I nostri politici, assuefatti dallo stereotipo a cui fanno riferimento, in totale delirio di onnipotenza, si disinteressano completamente di quanto accade.
Anzi, mi correggo…magari, dimostrassero di non interessarsene, invece, purtroppo ne sono corresponsabili, e tra i maggiori fautori.
Viene spontaneo chiedersi il perché…
Forse motivazioni economiche…?
Forse stupidità latente, improvvisamente evolutasi in colpevole condiscendenza di intenti…?
Forse spirito criminale…?
Forse la fede in quegli ideali politici maggiormente ricercati dagli addetti ai lavori, come la irresistibile attrazione verso la corruzione, la concussione, l’aggiotaggio, il clientelismo, le omissioni, la criminale determinazione alla sopraffazione…?
Forse siamo noi che sbagliamo, impedendo loro (solo a livello idealistico) di perpetrare ai nostri danni le macchinazioni elaborate nei loro summit di partito…?
Forse non dovremmo neanche sospettare che a volte, dietro a tutto, ci siano appartenenze a lobbies di potere che, incuranti della popolazione, percorrono strade a noi sconosciute, secondo i dettami dei grandi manipolatori.
Forse le massonerie hanno disegnato questi scenari…forse no…chi può dirlo…
Fatto sta che…certe strategie, e certi comportamenti dei nostri amministratori sono incomprensibili…
Qualcuno di loro, può dare una spiegazione convincente…?
Ho ricercato in Internet qualche politico esente da dubbi, mai indagato o soggetto a scandali…di ogni partito…PD, PDL, UDC, ecc…chi più ne ha …più ne metta…
NON NE HO TROVATI…SONO TUTTI COLLUSI, in un modo o nell’altro, tutti hanno scheletri nell’armadio…
Quindi…e qui mi rivolgo a Prometeo….BASTA con la prosopopea, e con i proclami di onnipotenza, BASTA con la pubblicazione dei meriti del Primo cittadino…
Il popolo è stanco di farsi prendere per i fondelli…
Io sono stanco…mia moglie e i miei amici sono stanchi, tutti quelli che conosco…i negozianti…TUTTI…nessuno escluso …non ve ne siete resi conto…?
Se fossimo nel 1789….in Francia….lo sapete vero, cari politici, cosa vi riserveremmo…?
Però siete fortunati…siamo nel 2009, in Italia…ma questo non vi autorizza a tirare troppo la corda…si potrebbe rompere…!

Dissenso
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La risposta dell'assessore alla scuola agli ORTI SCOLASTICI


Clicca sulla lettera per ingrandirla.

ORTI SCOLASTICI a Minerbio

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Risponde l'Assessore alla Scuola.

Finalmente dopo un mese di attesa, l’Amministrazione pubblica ci ha onorati di un cortese riscontro per quanto riguarda la nostra proposta a sviluppare una iniziativa, denominata ‘School garden’, nell’istituto comprensivo di Minerbio.

La risposta arriva per mano di Roberta Bonori, l’Assessore alla Scuola del nostro Comune.
In una lapidaria considerazione sullo spessore della proposta, si afferma che il Piano dell’Offerta Formativa relativo all’anno scolastico corrente è già stato redatto, stabilito, e presentato.
Si precisa inoltre che, fermo restando che bisognerà attendere l’anno prossimo, ne daranno comunicazione all’Istituto comprensorio in oggetto.

Quindi, in parole povere, mi si viene a dire che
è troppo tardi, nonostante io abbia segnalato questa possibilità di aderire ad una tale iniziativa nella mia mail del 19 settembre 2009, e cioè di quasi un mese addietro.
Il caso poi vuole che, per coincidenza, oggi io legga sulle pagine de ‘Il Resto del Carlino’, a pagina 34, uno speciale su Minerbio…
L’articolo, di Matteo Radogna, pone in evidenza un appuntamento per domani, a Cà de Fabbri, relativo alla cerimonia di posa della prima pietra per la realizzazione di un’opera di interesse sociale.

Si tratta della
costruzione della nuova scuola materna.

La struttura, che verrà edificata entro la fine del 2011, sarà eretta secondo le intenzioni dichiarate, seguendo criteri di biocompatibilità, cioè con tecniche costruttive e materiali rispettosi dell’ambiente.
Il riscaldamento
sarà autonomo e svincolato da esigenze classiche di rifornimento, come il metano o il gpl, visto che sono previste pompe geotermiche che catturano il calore dal sottosuolo.
L’opera è meritoria di plauso, e degna di considerazione e di indubbio apprezzamento, e di questo dobbiamo dare atto ai nostri amministratori, anche se, a dire il vero, una scuola c'era già a Cà de Fabbri.
Tra l’altro, sono previsti spazi verdi, destinati non solo al gioco, ma anche ad un futuro orto didattico.
Alla lettura di questa notizia, mi sono ‘cadute le braccia’…
Il motivo è semplice…non certo tanto perché sia contrario a questa iniziativa…ma in quanto io stesso abbia proposto la stessa cosa per la scuola di Minerbio.
Ora, mi sorge il dubbio che si tratti di propaganda elettorale…

di bei propositi esibiti come lasciapassare per una manovra di speculazione propagandistica, in vista delle prossime elezioni amministrative regionali, che si terranno a Marzo 2010.
Non si spiega altrimenti il perché si offra un progetto sulla carta (gli orti scolastici) che, se tutto va bene, vedrà la luce tra un paio di anni, a Cà de Fabbri, e non ci si adoperi per la stessa idea progettuale realizzabile subito a Minerbio, peraltro richiesta anche dei cittadini stessi.
Se l’orientamento politico è improntato verso orizzonti di sviluppo che comprendano una maggiore attenzione per le tematiche ambientali, e se tale linea di pensiero deve giustamente essere didatticamente estrinsecata attraverso iniziative come, ad esempio, la realizzazione di orti scolastici, e non solo, perché allora prometterne l’esecuzione procrastinata nel tempo, mentre invece sarebbe immediatamente realizzabile..?

Mi risulta che l’attenzione a questa iniziativa, proposta a Minerbio da una mamma, che si è fatta carico di seguirne l’evoluzione, parlandone con le maestre e con il preside, si sia rivelata degna di considerazione.
Sembra non ci siano ostacoli alla realizzazione del progetto, tranne che per i tempi, come anche dichiarato dall’Assessore alla Scuola Roberta Bonori.

Ma allora mi chiedo, e insisto su questo aspetto della questione, perché si sia aspettato fino a che il POF fosse chiuso, mentre per Cà de Fabbri ci sia già questa volontà di fare, addirittura con due anni di anticipo ?
Manifestare una volontà costruttiva è sintomo di interpretazione della sua effettuazione, e segnale di attivismo non solo ideologico…ecco perché sospetto di mera pubblicità elettorale, proprio per il fatto che qui non si sia manifestato proprio niente.
Manderò copia di questo post all’Assessore, sperando che mi risponda, per chiarire un dubbio che, sono certo, attanaglia anche molti altri miei concittadini.
Comunque, una cosa è certa…ed è che anche per quest’anno la latitanza delle istituzioni continua a riflettersi sui cittadini, ignorando le loro aspettative e le loro necessità di interloquire con coloro che sono stati messi da essi stessi ad amministrare il territorio.Di iniziative ce ne sono tante da proporre, e lo faremo…lanciando le proposte nel vuoto, attraverso il blog, sperando che siano raccolte da coloro che, amando Minerbio, si attivino anche solo per una discussione formale sull’argomento…cosa che finora ci è negata da chi dovrebbe istituzionalmente farlo.
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Per leggere la lettera clicca QUI
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domenica 18 ottobre 2009

NON CAPISCO IL PERCHE’ . . .


Non riesco a capire il perché non si riesca ad organizzare una raccolta differenziata fatta come si deve.
Magari porta a porta come in Germania (LINK1 - LINK2) dove con questo metodo sono riusciti quasi a dimezzare la produzione pro capite di rifiuti. (Mentre in Italia è quasi raddoppiata!)
Non riesco a capire perché si faccia qui da noi una raccolta differenziata fasulla con campane per vetro, plastica e carta sparsi qua e là, spacciandola come una iniziativa seria.
A Roma ad esempio già dal 2008 sono riusciti ad organizzare una raccolta differenziata porta a porta, coinvolgendo più di 25 mila famiglie, spronandole a differenziare i loro rifiuti con uno sconto sulla bolletta del rusco fino a 50 €.
Non riesco a capire perché non si riesca ad organizzare una iniziativa del genere che possa coinvolgere anche la scuola come accade ad esempio a Bologna nell’istituto Rosa Luxemburg.

Il prossimo anno potrebbe esserci il problema di non avere abbastanza soldi per poter fare il tempo pieno per la terza classe elementare.
Beh! Se questo è il problema cerchiamo di risolverlo. Cerchiamo di diventare un po’ imprenditori di noi stessi, o meglio per i nostri figli, sperando, anzi spingendo quasi costringendo le istituzioni a seguirci e ad aiutarci.
Provando ad esempio a fare una raccolta differenziata scolastica , contattando qualche imprenditore interessato al riciclaggio dei rifiuti, cercando inoltre di coinvolgere famiglie e negozianti per provare ad aumentare così il quantitativo di rifiuti e rendere più interessante il progetto anche, appunto, per un imprenditore del settore, che stimolato dalla nostra iniziativa possa così corrisponderci un quantitativo in denaro per il lavoro da noi fatto al posto suo (differenziare appunto).
Soldi che sarebbero destinati alla scuola.
Non capisco perché progetti del genere, già in uso in altre regioni e in altre scuole, non vengano pensati e realizzati da coloro che ricoprono cariche istituzionali, come ad esempio il nostro sindaco Minganti o il nostro preside Cerè.

Un caso lampante di chi fa da se fa per tre, e che volere è potere, è l’esempio del preside di quella scuola di Brindisi che per far fronte alla crisi economica è riuscito ad organizzare una distribuzione di libri usati a tutti gli studenti della sua scuola senza così far spendere un € ai genitori. Facendo inoltre scrivere gli aggiornamenti didattici agli stessi insegnanti e con una semplice fotocopiatrice, è riuscito a fornire a tutti i suoi studenti il libro di questo anno aggiornato e rilegato.

Non capisco perché le nostre istituzioni non si facciano realmente carico dei nostri problemi, aspettando anzi che qualcuno li risolva al posto loro, aspettando la manna dal cielo, e se nessuno provvederà, bhe la colpa sarà del solito governo di turno, o della crisi economica...!

Christian B.

sabato 17 ottobre 2009

Lettera aperta al Sindaco di Minerbio.

Oggi ho potuto constatare come si possa manipolare l’informazione quando si sia in posizione privilegiata per poterlo fare.
Mi riferisco a ciò che viene stampato sul periodico Prometeo, organo di stampa dell’Amministrazione Comunale di Minerbio.
Nell’ultimo numero, infatti, quello del mese di ottobre 2009, in prima pagina c’è un articolo che in apparenza sembra essere una offerta di dialogo, fatta da un sindaco che, come anche proclamato in campagna elettorale, si prodiga per la trasparenza e il dibattito.
Si legge infatti che a tutte le domande, anche a quelle più inutili o polemiche viene data una risposta documentata e completa.
Già da questa frase si evince che
il Sindaco etichetta come inutile o polemico ciò che urta la sua suscettibilità.
Questa affermazione, questa distinzione tra la tipologia di domande, che lui cataloga a seconda del suo indice di gradimento, esplica in maniera inequivocabile la sua arroganza di fronte a cittadini che, comunque, si sono rivolti a lui come interlocutore, per porre dei quesiti che, in quanto tali, hanno la pretesa di rivestire un ruolo di importanza per chi li pone.
Comunque il Sindaco, nonostante questa classificazione, dice di rispondere a tutti, in maniera documentata ed esauriente…
E si lamenta anche che qualcuno, divulghi falsamente che le risposte siano insoddisfacenti, o peggio ancora, non siano fornite.
Il caso vuole che io stesso sia testimone, nella nostra civile Minerbio, che accada proprio ciò che il Sindaco nega con veemenza.
Ho scritto al primo cittadino varie mail.
Alle prime, ho ricevuto risposta, dopo due mesi, e solo dopo aver minacciato sempre a mezzo mail di diffondere tramite il mio blog il suo comportamento a riguardo, non certo confacente a quanto proclamato in campagna elettorale.

Ultimamente, e precisamente il 12 Settembre 2009, gli ho riscritto a proposito di un argomento che, come cittadino, mi colpisce direttamente.
Ho chiesto cioè spiegazioni sul perché il tanto decantato rifacimento del ‘salotto buono’ sia stato fatto in maniera sbagliata, sia per quanto riguarda l’installazione della nuova illuminazione, sia per la pavimentazione.
Sono state infatti montate ‘ex novo’ delle lampade a incandescenza, anziché delle lampadine a ‘led’, che appartengono ad una tecnologia oggi universalmente riconosciuta come la meno costosa, la più affidabile, e la meno inquinante.
Il nuovo lastricato, invece, camminandoci sopra, è attaccaticcio, e le scarpe fanno fatica a scorrere in una normale camminata.
Gli chiedevo allora che tipo di materiale avevano usato, e auspicavo che il fenomeno fosse passeggero, stante la recente posa.
Vedremo in futuro, l’estate prossima cosa succederà.
A proposito, le lampade ad incandescenza sono diventate fuori norma per effetto di una legge europea , dal 1 settembre 2009, e solo l’Italia di Berlusconi ha prorogato di un anno la loro vendita.
Il sindaco quindi si allinea, riguardo alle lampade dell’illuminazione pubblica, non tanto all’Europa, quanto al governo di centro-destra.
Ciò è singolare per un rappresentante della sinistra, ma ci adeguiamo forzatamente allo stato dei fatti.
Comunque, a questa mia richiesta di chiarimenti, legittima e sollecitata dal Sindaco stesso e dalla sua affannosa proclamazione di ricerca di dialogo,
non sono seguite risposte di alcun tipo, né telefonate (avevo lasciato il numero di cellulare)…niente.
Non pago, il 19 settembre 2009 ho riscritto, non per amore di polemica, ma per indicare una iniziativa che si potrebbe attuare nelle scuole di Minerbio, per avvicinare i bambini alla natura, e cercare di infondere loro una maggiore attenzione all’ambiente naturale, prodromo di un futuro rispetto alle problematiche dell’ecologia.
Mi sembrava che fosse una idea costruttiva, tant’è che l’ho pubblicizzata nel blog, ed ho avuto un riscontro positivo, incontrando infatti l’approvazione di una lettrice che, facendo sua l’iniziativa, si è impegnata in tale senso, parlando con le maestre, e interpellando il Preside della scuola frequentata dalla sua bambina.
L’impatto con i bambini e le maestre è stato positivo, ed ora si attende solo l’approvazione del preside.
L’unica figura istituzionale che, interpellata a riguardo, non si è nemmeno degnata di rispondere è proprio quella del Sindaco, nonostante le roboanti affermazioni che si sente in grado di fare, forte della cassa di risonanza di Prometeo.
Ecco perché ho accennato all’inizio del discorso alla manipolazione dell’informazione.
Perché i fatti sono questi, e ci sono le mail a provarlo, le date, le richieste.
Io non insisto.
Registro questa indubbia mancanza di disponibilità del Sindaco, pubblicizzandola, e tratterò dei problemi del territorio, così come delle cose piacevoli, o delle iniziative, delle proposte dei cittadini, della cultura, dell’arte, dello sport, e di quant’altro, solo attraverso il blog.
Non ci sarà quindi alcun dibattito, in quanto palesemente rifiutato proprio da quel Sindaco che, in campagna elettorale, ne faceva un cavallo di battaglia.
Constato che la giovane età del Sindaco non gli ha impedito di divenire in breve tempo un veterano della politica, e dei mezzi che universalmente gli addetti ai lavori usano per crearsi proseliti nella popolazione, per poi disattenderli al momento opportuno.
L’importante è ‘cavalcare la tigre’, come predicava Codreanu, filosofo di una ideologia che non dovrebbe appartenere allo status mentale e politico del sig. Lorenzo Minganti, ma che indubbiamente riveste, in un politico, un facile stereotipo da interpretare.
Lascio a chi legge le varie considerazioni, aggiungendone una io, a proposito di quanto pubblicizzato da Prometeo : non si evince da alcun articolo la volontà di creare una fattiva e costruttiva partecipazione alle attività di interesse sociale, culturale e ludica, alla base della formazione giovanile.
Tutto ciò che viene evidenziato sotto forma di attività per il tempo libero è a pagamento e certamente non a costi simbolici.
Se questa è la politica del Comune possiamo iniziare a fasciarci la testa, soprattutto in questo periodo di crisi.
Vorrei inoltre porre all’attenzione del Sindaco i post scritti senza avergli indirizzato alcuna mail (vista la sua indisponibilità), e cioè quelli riguardanti il Parco pubblico, e le pensiline fantasma alle fermate dell’autobus.
Grazie Signor Sindaco di Minerbio
Lorenzo Minganti,
e … mi raccomando…non si affanni…non aspetto la sua risposta.
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E.B.
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mercoledì 14 ottobre 2009

Metamorfosi dell'informazione...

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Vorrei fare una rapida carrellata su alcuni articoli di giornali, che trattano di cronaca bolognese e di fatti che, a mio parere, andrebbero evidenziati.

La critica finale, è frutto di una analisi e di una revisione dei parametri di comunicazione, che si sono evoluti programmaticamente secondo protocolli ben delineati.
Da sempre, infatti, l'informazione è il mezzo principale attraverso cui si condiziona, si manipola, si gestisce, si consolida, si enfatizza... si gestisce il potere.

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Dal sito : http://bologna.repubblica.it/
Mercoledì 14.10.2009 ore 19.48
di Carlo Gulotta.

Corticella, sequestrati 40 mila kg di pasta
Era tenuta in capannoni senza adeguata attenzione igienica e persino abusivi.

Il pastificio più noto di Bologna inciampa in un´ispezione dei Nas e finisce sotto sequestro un quantitativo di pasta sufficiente per riempire 400mila scodelle.

Dicono, i carabinieri, che hanno inviato anche una relazione all´Ausl dopo il blitz al pastificio Corticella, di aver proceduto la mattina di mercoledì al "sequestro cautelativo sanitario" di circa 40mila chili di pasta alimentare (semola di grano duro, all´uovo e biologica) che era conservata in condizioni «non confacenti» e per giunta all´interno di due capannoni «privi dei requisiti igienico sanitari e con significative carenze strutturali».
Tutta colpa dei capannoni, insomma, e non della pasta, e chi ha partecipato al blitz dice che
nel magazzino al momento dell´ispezione svolazzava un bel numero di piccioni,
con tutto ciò che ne consegue.

Quei capannoni, secondo gli investigatori, sarebbero addirittura "abusivi" perché, ritengono i carabinieri, non è stata trovata presso l´Amministrazione comunale e nemmeno presso l´Ausl la dichiarazione d´inizio lavori.

Tanto è bastato per mettere nero su bianco di avere accertato «significative carenze igienico sanitarie e strutturali che hanno portato alla contestazione di varie violazioni amministrative »
Una brutta grana per la storica azienda agroalimentare bolognese, nata nel dopoguerra nel quartiere di cui porta il nome, grazie all´impegno di alcuni produttori agricoli che acquisirono una parte delle quote.

Subito si allertano i sindacati, preoccupati dopo la crisi dell´ottobre 2007 quando l´azienda era intenzionata a licenziare 43 addetti su 97 (fonte Provincia) operazione poi rientrata con l´avvio della cassa integrazione straordinaria e un piano di risanamento.

"Siamo stati ricevuti dall´azienda - dice Donatella Zilioli della Flai Cgil - e ci hanno rassicurati circa il fatto che la situazione non è di grave entità e che i problemi sono risolvibili."
Tutto a posto ?
Per i carabinieri non è affatto così e all´azienda sono state date delle prescrizioni per mettersi in regola a breve.
C´è da dire che il quantitativo sequestrato è una goccia nel mare rispetto alla capacità produttiva della Corticella, che ogni anno sforna la bellezza di 50 milioni di chili di pasta.
Ma quelle tagliatelle, lì non dovevano stare.
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(Bologna) - Indagato il direttore del Resto del Carlino
di Tiziana Bongiovanni – 12 Ottobre 2009

Pierluigi Visci, direttore responsabile del Resto del Carlino e di QN, l’inserto nazionale che comprende Il Giorno e La Nazione, di proprietà del gruppo Poligrafici S.p.a. della famiglia bolognese Monti Riffeser è formalmente indagato per omesso controllo su 800 annunci di prestazioni sessuali pubblicati all’interno della rubrica “Comunicazioni Personali” del Resto del Carlino, lo storico quotidiano della città di Bologna.
L’operazione, condotta dalla Questura locale in collaborazione con la Polizia Postale e la Guardia di Finanza partita agli inizi del 2008 e denominata “Escort in Rete” , ha smantellato un giro di sfruttamento della prostituzione attuata tramite alcuni siti web pornografici.
Visci, che l’anno scorso, dopo 34 anni al servizio nel gruppo, aveva sostituito al timone della testata Giancarlo Mazzuca, deputato al Parlamento Italiano nelle liste del Pdl, è stato accusato del reato di omesso controllo secondo l’art. 57 del c.p.p., in quanto, sulla rubrica degli annunci hot, attualmente sequestrata ha consentito, o non ha impedito la pubblicazione di espliciti annunci di offerta di prestazioni sessuali.

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Il Resto di Carlino di oggi 14 ottobre 2009 nella cronaca della provincia, mette in risalto un episodio.
Voglio evidenziare questo articolo, in quanto riporta delle affermazioni che non corrispondono al vero, in quanto attribuite a persone che , invece, non le hanno mai fatte.
Cominciamo dall’inizio… dalla notizia che i giostrai fermatisi in paese in occasione della festa settembrina, se ne sono andati.

L’area da loro occupata, è la stessa area che viene data agli ambulanti per il mercato del mercoledì.
Quando costoro sono arrivati, la mattina presto, per iniziare ad erigere le ‘baracchine’ e ad allestire le merci per la vendita, si sono trovati contornati da immondizia, sporcizia, e perfino da latrine piene di escrementi, lasciate dai giostrai alla loro partenza.
Alle loro proteste, è seguita una raccolta di firme per richiedere che non fosse più concessa loro l’area in questione, e l’intervento del Sindaco che ne ha infatti ribadito l’intenzione, stante la maleducazione e il dispregio dimostrati dai giostrai.
Per quanto mi riguarda, mi associo… che se ne vadano con la loro merda e il loro eloquente disprezzo per il vivere civile.
Comunque, tornando all’articolo del ‘Carlino’…il giornalista intervenuto per dovere di cronaca, ha scritto un trafiletto sull’argomento, intervistando alcuni operatori commerciali di Minerbio, come il gestore di un negozio di alimenti per animali, oppure il proprietario di un negozio di scarpe, o la gerente della tabaccheria sotto al portico.
Secondo l’autore dell’articolo, proprio nella tabaccheria ci sarebbero state invettive e furiosi commenti indirizzati ai giostrai e al loro modo di comportarsi.

Non ci sarebbe nulla di strano…se non fosse per il fatto che QUESTO ‘SFOGO’ DELLA SIGNORA CHE GESTISCE LA TABACCHERIA NON E’ MAI AVVENUTO.

Il giornalista, forse a corto di sensazionalismo, ha pensato bene di inventarsi tutto, per condire una storia, che, in fin dei conti non sembra essere molto interessante.
Devo infatti rimarcare il fatto che la notizia in sé riguarda la cacca dei giostrai…
Se la paragoniamo alle notizie che ho segnalato invece precedentemente, e cioè quella della pasta Corticella, e quella della denuncia del Direttore del Resto del Carlino, vediamo senza ombra di dubbio che il povero giornalista, di cui non faccio il nome, forse andrebbe meglio come correttore di bozze, o velina di razione, piuttosto che reporter di notizie di ‘cacca’.
A parte queste considerazioni, c’è però un risvolto da considerare…
Mettiamo il caso che qualche giostraio, per pura ipotesi, si voglia vendicare dello ‘sgarbo’ e della serie di proteste, focalizzandone la causa proprio nelle dichiarazioni fatte dalle persone indicate dallo scribacchino, si potrebbe verificare qualche spiacevole situazione.
Auspicando che ciò non accada…chi ne pagherebbe le conseguenze nel caso che gli eventi prendessero una piega poco piacevole…?
La Tabaccheria potrebbe subire un danno solo perché un rappresentante della carta stampata ha sproloquiato a vanvera, mettendo in bocca alle persone in questione delle parole che, invece, non si sono mai sognate di dire.
Lo posso affermare con sicurezza, visto che ho parlato con loro alcune ore fa, e che le conosco per quello che sono.

Sono due persone affabili, gentili, sempre col sorriso sulle labbra, oneste lavoratrici conosciute da tutti, e che lavorano in negozio alternandosi, o insieme, con evidente simbiosi e soddisfazione, essendo infatti madre e figlia.

Questo episodio di ‘mala informazione’ non è che la punta di un iceberg, in cui la sommità rappresenta la parte visibile dell’universo di incompetenza e di falsità di cui è permeato l’intero sommerso della stampa.

Il giornalista, infatti, oramai non esiste più, ma è nato in sua vece un nuovo prototipo di informazione, e cioè l’evidenziatore di protocolli già delineati, il lettore di informative studiate a tavolino dai gestori del potere, l’interprete dei voleri dei rappresentanti di uno stereotipo nauseabondo che si nutre del comando e del controllo delle masse…

Il risultato è che i giornalisti ormai assuefatti e atrofizzati da questo sistema di controllo, quando provano a cercare notizie, e a scriverne i dettagli…fanno inevitabilmente queste meschine figure.

Tornando al problema giostrai…la mia opinione è questa :

Se il nuovo Sindaco, invece di bearsi per aver dipinto di bianco il ‘salotto buono’, avesse cercato di creare delle strutture di contatto e di aggregazione per i giovani, per lo sviluppo della cultura e anche del divertimento, per la convergenza di propositi che possano stimolare la loro attenzione, fin dalla tenera età….si sarebbe potuto fare a meno dei giostrai e delle loro latrine piene di escrementi.

Chi ha orecchie per capire…

Dissenso.
..

domenica 11 ottobre 2009

SCHOOL GARDEN - Alla c.a. Prof. Enio Cerè Preside Istituto comprensivo di Minerbio

In riferimento al progetto SCHOOL GARDEN (orti scolastici), pubblichiamo una lettera scritta e spedita al preside Cerè, da una mamma attivissima, che ha a cuore il futuro di suo figlio e di tutti i bambini che frequentano la stessa scuola. Il suo intento è quello di sensibilizzare maggiormente attraverso proposte costruttive l'educazione ambientale dei bambini, partendo proprio dalla scuola. Complimenti per la tua iniziativa e speriamo che ben presto si possano unire al nostro progetto tante altre famiglie.

ORA ASPETTIAMO UNA RISPOSTA !!!

Minerbio, 02/10/2009

Alla c.a. Prof. Enio Cerè
Preside Istituto comprensivo
di Minerbio

c.c. consegnate a mano
alla c.a. Sigg.re Mestre
Monica e Mirella
classe elementare 2° B
Scuola di Minerbio


OGGETTO: proposta per progetto sperimentale di un “Orto Didattico”.


Gentilissimo Prof. Enio Cerè,

mi chiamo Michela Rimessi, sono stata Sua alunna tra il 1986 ed il 1987 nella sezione C delle scuole medie di Minerbio, attualmente mio figlio frequenta la primaria nell’istituto da Lei diretto; conservo di Lei un bel ricordo di persona disposta all’ascolto ed oggi ho deciso di scriverLe per illustrarLe un’idea che è scaturita da alcuni genitori della classe 2° B della Scuola elementare.

La recente esperienza didattica, inerente la trasformazione dell’uva in vino vissuta dalla classe, ha entusiasmato i bambini e ne è nata l’ipotesi di istituire, anche in via sperimentale con un progetto pilota per la sola classe 2° B, un cosiddetto “Orto Didattico”.
A nostro modo di vedere, sarebbe un’opportunità che permetterebbe ai bambini di sviluppare abilità manuali e conoscenze esperienziali, stimolando in loro, attraverso la preparazione del terreno, l’impegno del lavoro e l’attesa della maturazione, la consapevolezza che il prodotto finale è frutto di tempo, di pazienza e di competenza, consapevolezza che riteniamo fondamentale per bambini quotidianamente raggiunti da stimoli di tipo virtuale.

Il progetto potrebbe essere realizzato nell’area antistante la Scuola che oggi è polvere e che potrebbe, in questo modo, essere riqualificata.
Le fasi progettuali sarebbero: a)momento formativo per insegnanti e tecnici del comune; b)attivazione del percorso di progettazione partecipata da parte della scuola con gli alunni e i genitori; c)laboratori nelle classi legati allo studio e alla conoscenza dello spazio verde a disposizione; d)fase pratica legata alla realizzazione dell’orto (di qui il coinvolgimento di tecnici comunali, gli insegnanti, i genitori e i bambini); e) manutenzione del giardino svolta, per esempio da un gruppo di genitori coordinati da un’insegnante.
All’interno del progetto si potrebbe attivare in un angolino della Scuola, un kit per il compostaggio, acquistabile con una cifra minima, per la produzione di humus. Si potrebbe anche creare una cooperazione nonni-genitori, che permetta ai volontari di prendersi cura dell’orto in modo continuativo, mantenendolo attivo tutto l’anno. Si potrebbero raccogliere ed archiviare materiale come storie, favole, ricette, proverbi, consigli, ricordi, tutto attorno all’orto.
Si potrebbe attivare una collaborazione con l’associazione di custodi di semi “Civiltà Contadina” (www.civiltacontadina.it) che appoggia e sostiene attivamente la pratica degli orti scolatici, offrendo consulenze professionali, corsi di formazione e di strumentazioni idonee per questo lavoro. In cambio chiedono che siano adottate nell’orto della scuola una o più varietà in via di estinzione e che sia tenuto un diario/archivio dei lavori e di ritrovamenti di varietà antiche.
Abbiamo, inoltre, stabilito un primo contatto informativo con la Rete Italiana delle scuole di Ecologia all’aperto (RISEA) che ha come obiettivo la diffusione nelle scuole del progetto “Orti di pace, sentieri di biodiversità, contadini custodi”.
Dal punto di vista normativo tutto ciò sarebbe possibile, inserendo l’orto tra le attività didattiche previste nel cosiddetto piano dell’offerta formativa (POF), se in ritardo, per il prossimo anno.

Resto in attesa di un Suo parere e quello selle Sigg.re Maestre a riguardo di questa nostra proposta. Ringrazio per il tempo dedicatoci e saluto cordialmente.


Michela Rimessi

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Grazie all'attivismo di Michela ci sarebbe già un partner :

Vi inoltro la risporta del Presidente dell'associazione di Civiltà contadina, custodi di semi, pronti a supportare il progetto orto didattico.
Manca solo il nulla osta del Preside......


Inoltro anche a tutto il consiglio direttivo.
Innanzitutto complimenti per la sua iniziativa che l'associazione è sicuramente disponibile a sostenere. Le faccio presente solo che siamo ancora in pessimi rapporti con Zavalloni, quelli di risea, e quindi se loro fossero nel progetto il nostro sostegno cadrebbe di conseguenza perché non siamo disponibili a collaborare anche con loro.
Per la sostanza del progetto quasi tutto è condivisibile da parte nostra, ma perché il progetto funzioni occorre che nella scuola nel progetto ci si creda e che diventi parte integrante del programma scolastico. Abbiamo già visto molti progetti nati, sviluppati benissimo e morti al solo cambio del direttore didattico.
Cordiali saluti
Alberto Olivucci
Presidente di Civiltà Contadina

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