Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

domenica 11 dicembre 2016

IL DISPREZZO DEL PD PER IL POPOLO ITALIANO


Gli esiti del referendum costituzionale indicano chiaramente la volontà del popolo italiano, a chiare lettere e con ampia unità di intenti, di rifiutare le politiche espresse dal PD e dai suoi alleati di Governo.
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Questa politica ci ha infatti condotti sull’orlo di un baratro economico senza precedenti in cui l’Italia sprofonda quotidianamente e inesorabilmente, in un panorama sociale fatto di suicidi indotti dalla mano armata del Governo (Equitalia), di aziende che chiudono strangolate dalle imposizioni fiscali di stampo medioevale, di famiglie in soglia di povertà che per sopravvivere sono costrette a mettersi i fila alla Caritas per usufruire di un pasto, mentre per contro gli immigrati vengono accolti in albergo, serviti e riveriti.
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L’elenco delle nefandezze di cui si è reso colpevole il Governo Renzi è infinito,  e tra queste spicca prepotentemente quella del cosiddetto salvataggio delle Banche, tra cui la Monte Paschi Siena, quella per interderci in cui figura il papà della Ministra Boschi, che ha truffato i risparmiatori gettandoli sul lastrico.
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Il servilismo verso un’Europa che ci vuole soffocare con un rigore che impedisce qualsiasi tentativo di ripresa è un altro degli atteggiamenti del PD, e di tutti i suoi alleati, fin dai tempi in cui Prodi ci trascinò nel baratro europeo, imponendoci l’Euro al posto della lira.
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Gli italiani hanno detto basta a tutto ciò, esprimendo chiaramente un dissenso palese e deciso, ma il PD, erede di politiche metamorfizzate e mai sopite, vuole continuare a rivestire caparbamente lo stesso ruolo.
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Finalmente, scoprendo le carte, il PD rivela finalmente il suo vero volto, che è quello di parassita del popolo, di affamatore delle masse di lavoratori, e di chi interpreta politiche dittatoriali disprezzando la volontà popolare e calpestando i diritti di chi vuole nuove e immediate elezioni.
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Tutti sappiamo, anche se molti fingono di non sapere, quale sia stato e sia ancora oggi il ruolo svolto dagli eredi di Togliatti o di Stalin nelle politiche Nazionali, e la Storia ci insegna che il modus operandi comune ai rappresentanti di stampo marxista, o agli eredi di quel retaggio culturale da cui hanno origine, è quello di disprezzo totale verso le masse popolari.
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Oggi si ripete un clichè a cui siamo oramai tristemente abituati, che è quello del tentativo della sinistra di appropriarsi di un potere politico istituzionale che non gli è stato affidato dal Popolo sovrano, ma che viene invece fagocitato in modo arbitrario e parassitario.
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Il Presidente Mattarella si è colpevolmente dimostrato incapace di prendere atto della volontà popolare, e ciò sarà scritto a chiare lettere nelle pagine della Storia italiana.
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Renzi e Mattarella
Il suo comportamento, si è dimostrato arrogante e pretestuoso, poiché invece di indire subito nuove elezioni, ha posto le basi per ricostruitre lo stesso modello di Governo che gli Italiani hanno appena bocciato.
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Il Ministro Gentiloni, Ministro del Governo Renzi  e parassita del Popolo italiano, è l’alter ego di Matteo Renzi, il suo clone politico, la sua immagine riflessa dello stesso PD, e continuerà a sedere sugli scranni del Potere come se nulla fosse successo, poiché Mattarella gli ha affidato l’incarico di costituire un nuovo Governo.
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Tutto ciò non è solo scandaloso e vergognoso, ma criminale e parassitario ai massimi livelli, e caratterizzato da ciò che si può ben definire come un “golpe” istituzionale, una presa del potere contro la volontà espressa dagli italiani.
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il Dittatore
Evidentemente costoro, essendo appunto dei parassiti, non riescono a rinunciare agli enormi privilegi che l’appartenenza alla casta riserva loro come ad esempio gli stipendi da favola, mentre gli italiani non arrivano a fine mese.
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La vergogna pare non li sfiori neanche lontanamente, in un delirio di arroganza che è tipico della sinistra.
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Si apre così in Italia un altro periodo di dittatura, impostaci dal Presidente Mattarella e dai suoi complici del PD, che  imporrano al Paese (che non li ha votati e non li vuole) tutto ciò che vogliono.
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E’ ora di dire basta a questi delinquenti istituzionalizzati, che disprezzando la volontà degli italiani, ci obbligano a subire il loro parassitismo criminale.
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E’ ora di ripristinare quella legalità democratica che la sinistra ha calpestato con la complicità di Alfano, Verdini, e di altri parassiti come loro.
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Non è però sufficiente sbatterli a casa, ma è anzi doveroso metterli in galera, coì come è giusto che sia per chi affama il Popolo e per chi costringe i lavoratori alla povertà o al suicidio.
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La democrazia italiana è violata e il golpe è in atto, dissimulato e nascosto da procedure burocratiche e da complicità istituzionali, che irridono i valori su cui poggia la nostra stessa Costituzione.
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Il Parlamento è ostaggio di personaggi che fanno dell’inciucio la loro arma principe, dell’intrallazzo e della corruzione la loro arma segreta, e del privilegio il loro ideale supremo.
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Dobbiamo subire tutto questo ?
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Personalmente mi oppongo con tutto me stesso, al grido forse retorico ma reale di  : viva l’Italia !
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Dissenso
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martedì 6 dicembre 2016

PROCURATO ALLARME ? ... DIREI PROPRIO DI NO ...


La denuncia del Sindaco Minganti contro Mirko Lazzari per “procurato allarme” finisce in una “bolla di sapone”, come era prevedibile data l’inconsistenza delle accuse.
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Ancora una volta i tentativi di tacitare le opposizioni, da parte del Sindaco Minganti (PD),  ricorrendo allo strumento intimidatorio della denuncia o della querela, si sono rivelati fallimentari.
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Dopo sette anni infatti la vicenda giudiziaria non solo è stata archiviata dalla Procura della Repubblica, ma l’indagato contro cui il Sindaco Minganti (PD) aveva puntato il dito … udite, udite … non è mai stato nemmeno rinviato a giudizio …
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Evidentemente la Magistratura ha pensato bene di dare un segnale chiaro su cosa siano o NON siano i reati !!
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Vi propongo la trascrizione dell’articolo tratto da “il Resto del Carlino” del 4 dicembre, che tratta della vicenda, con il titolo :
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Minerbio  -  MIRKO LAZZARI FU ACCUSATO DI ESSERSI INVENTATO IL SALVATAGGIO DI UNA DONNA.
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Denunciato per procurato allarme, consigliere assolto.
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ERA STATO denunciato per procurato allarme nel 2009 dal Sindaco di Minerbio Lorenzo Minganti perché aveva inviato un comunicato alla stampa asserendo di aver salvato una donna (rimasta sconosciuta) da un’aggressione.
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Dopo sette anni, la denuncia nei confronti dell’ex consigliere della lista “Cittadini di Minerbio per Minerbio”, Mirko Lazzari, è stata archiviata dalla Procura della Repubblica.
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INNOCENTE ...
Sono stato indagato” – spiega Lazzari – dopo un esposto del Sindaco.

Non c’erano prove nei miei confronti.
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Al punto che non sono stato nemmeno rinviato a giudizio ;
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a mio modo di vedere le accuse erano palesemente inverosimili.
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E chi capisce di giurisprudenza lo sa bene.
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Spero che adesso la mia immagine venga riabilitata.
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La vicenda giudiziaria ha origine da una ronda di cittadini nel 2009 :
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dopo la passeggiata Lazzari e altri abitanti inviarono un comunicato stampa ai giornali dove spiegavano di aver salvato una donna da un’aggressione.
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La polizia municipale di Minerbio cercò di identificare la signora salvata, ma non venne mai identificata.
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Così il Sindaco presentò un esposto per procurato allarme nei confronti di Lazzari.
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La vicenda sollevò un vespaio di polemiche.
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Dopo 7 anni è stato tutto archiviato.
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Lascio a chi legge le considerazioni sul caso … e sul PD ...
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Dissenso

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sabato 26 novembre 2016

LE CERTEZZE MANCANTI


C’ERA UNA VOLTA … così iniziavano le favole nel loro costrutto, che dopo l’assunto intrinseco della vicenda, sfociava nella morale, concludendo il percorso definito dall’autore delle stesse.
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Le favole differivano però dal mondo reale per il fatto che, pur regalando perle di saggezza applicabili anche nel mondo di tutti i giorni, quello vero, estendevano il loro racconto entro limiti di fantasia e di voli pindarici, ed erano contrapposte a  baluardi di portanza vitale, come le certezze per il futuro.
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Oggi le due cose si fondono, poichè le certezze non esistono più, divorate da decenni di disfacimento societario operato da schiere di politici senza scrupoli.
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Parallelamente la saggia morale, da cui si poteva trarre insegnamento è praticamente scomparsa, diventando mito favoleggiante, soppiantata da spregiudicatezza e cinismo.
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Le certezze, quali ad esempio la casa, la pensione, il posto fisso, la sistemazione dei figli dopo un percorso di studio che arrivava fino al conseguimento della laurea, i risparmi, il gruzzoletto investito in Buoni del Tesoro, oggi non esitono più.
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Non c’è più alcuna certezza, poiché tutto è stato spazzato via dall’arroganza di chi, nelle stanze del Potere, ha svenduto la vita degli Italiani in nome del clientelismo, dell’arraffo, del comportamento delittuoso e criminale, dell’inciucio diffuso e generalizzato, della corruzione.
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Lo comprovano migliaia e migliaia di personaggi politici, indagati dalla Magistratura nel corso degli ultimi decenni.
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Molti di loro non hanno neppure pagato per tutto ciò, poiché la cricca cui appartengono ha ideato come mezzo di salvataggio per gli indagati la nomina a ranghi superiori nell’apparato politico : quella di Onorevole e  parlamentare.
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Chi ha pagato e sta ancora pagando è invece il Popolo italiano, strangolato da una crisi indotta criminalmente e scientemente dagli affamatori di regime, che dopo essersi riempiti la pancia con i soldi della corruzione, lo hanno sottoposto ad una innumerevole serie di dazi e gabelle di tipo medioevale.
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Lo Stato come nemico.
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Questa è l’unica certezza che oggi si può affermare in un panorama sociale devastato da corruzione pubblica e imposizioni fiscali dittatoriali che hanno condotto moltissimi italiani a suicidarsi.
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I politici, quelli che per intenderci sono responsabili di tutto ciò, continuano a strafogarsi di privilegi, interpretando il ruolo di parassiti, senza essere minimamente sfiorati da una vergogna che dovrebbe invece sommergerli.
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Stipendi da favola da un lato e famiglie che mangiano solo grazie alla Caritas dall’altro.
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Corrotti e speculatori impuniti da un lato, e aziende incolpevoli costrette a chiudere i battenti, dall’altro.
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Il ceto medio italiano è scomparso, per lasciare il posto ad una palude di incertezze che declina verso un futuro aleatorio e privo di quelle solidità che costituivano la forza e la ricchezza di noi tutti.
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La pensione è diventata un miraggio e per molti addirittura un incubo, come ad esempio per i cosiddetti “esodati” rapinati dei propri diritti dal delirio criminale di una Ministro incapace e colpevolmente distruttiva. : la Fornero.
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I consumi sono ibernati a causa dell’euro, verso cui ci hanno condotti i vari leader europeisti della sinistra, come Prodi, in un delirio che ci sta letteralmente affamando.
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I nostri giovani scappano da tutto ciò, cercando un futuro migliore in altri Paesi, innescando un circolo vizioso che forse non avrà mai fine.
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La sinistra, non paga dello sfacelo dell’intera società europea, complice un elettorato cieco e ignobilmente assuefatto, sta producendo ulteriori danni favorendo una immigrazione selvaggia e incontrollata dagli aspetti devastanti.
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Si calpestano le identità nazionali, a favore di un “buonismo” idiota e criminale, attraverso cui si tende a massificare le popolazioni, privandole delle tradizioni e delle prerogative culturali.
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La violenza e lo spaccio di droga sono ora appannaggio esclusivo di bande di nord africani pupilli delle sinistre, alla pari dei movimenti no global che li affiancano nel loro percorso nichilista.
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Il pericolo islamico nelle nostre città è oramai una realtà quotidiana con cui fare i conti, mentre le sinistre continuano per fini elettorali a privilegiare il flusso immigratorio che alimenta incessantemente le armate del male.
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Ribadisco però un concetto fondamentale, che è alla base di qualsiasi altro ragionamento, e cioè che tutto ciò accade ed è stato reso possibile dalle moltitudini di “italioti” che lo hanno permesso.
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Tutti hanno assistito con i propri occhi allo scandalo MPS (Banca Montepaschi Siena) e al coinvolgimento del PD nella vicenda, nonché del padre della Ministra Boschi, tuttavia coloro che avevano votato per il PD prima della vicenda hanno continuato a farlo anche dopo, rendendosi complici di tutto ciò.
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Personaggi come Alfano hanno anteposto l’integrità ideologica al proprio tornaconto personale, interpretando il ruolo di Giuda, al pari di Fini, e dei molti altri personaggi come loro.
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Il popolo italiano è stretto nella morsa di questi parassiti.
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Se vogliamo riacquisire quelle certezze che servono a incentivare i nostri figli a combattere per un futuro migliore, dobbiamo mandare a casa questi parassiti, schiacciandoli come insetti nocivi quali essi sono.
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La galera sarebbe un’altra ottima soluzione, prodromica alla restaurazione di uno strumento usato in Francia al tempo della Rivoluzione del 1789 : la ghigliottina.
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Personaggi come Duilio Poggiolini, che permise di commercializzare sangue infetto in cambio di denaro, così come tutti coloro che hanno dissanguato le casse dello Stato per meri interessi personali legati a clientelismo e corruzione, sono da considerare nemici dell’umanità.
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A causa di costoro oggi le persone anziane e coloro che rientrano nelle fasce di reddito meno abbienti, non possono curarsi poiché le spese sanitarie sono divenute insostenibili.
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I posti letto negli ospedali sono stati più che dimezzati, mentre i tickets per i medicinali sono oramai un bene di lusso.
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Loro però, i vari Renzi, Napolitano, Mattarella, Boldrini, Alfano, e compagnia bella, continuano a incassare flussi di denaro ininterrotti, sulla pelle dei cittadini.
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"Italioti" ... fino a quando continuerete a tollerare tutto ciò ?
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Dissenso
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“Italioti”… fino a quando continuerete a tollerare tutto ciò ?

domenica 25 settembre 2016

LE BUFALE DEL GOVERNO RENZI

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Ogni giorno le famiglie e le imprese commerciali e industriali italiane si dibattono per sopravvivere alla crisi che le attanaglia.
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I suicidi di coloro che non vedono una via di uscita per il proprio futuro costituiscono il corollario che fa da cornice alla drammatica situazione del Paese, mentre i politici, parlamentari e non, continuano a strafogarsi di privilegi, percependo stipendi da favola, alla faccia degli italiani.
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Il braccio armato dello Stato, impersonato da "Equitalia", provvede alla sistematica distruzione di coloro che già soffocano in un clima di oppressione fiscale, in cui lo Stato come nemico si impegna a esigere balzelli e tasse di stampo medioevale.
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Parallelamente allo sfacelo della nostra Patria, delle famiglie e dei lavoratori che la compongono, assistiamo quotidianamente alla continua vampirizzazione, ad opera dei politici, di tutto ciò che serve al popolo per la sopravvivenza.
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Mentre da una parte Renzi si produce in farneticanti dichiarazioni, secondo cui l’Italia è in ripresa (ma dove vive ?) dall’altra si riducono i posti letti in Ospedale, si aumentano i ticket sanitari, e udite, udite, si allunga la lista dei servizi che da gratuiti diventeranno a pagamento.
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Come dimostra la tabella in immagine, gli interventi che bisognerà pagare, sono per la maggior parte maggiormente fruiti da una fascia di popolazione avanti con gli anni, per cui tale provvedimento colpirà appunto i più deboli e gli anziani.
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Altro che welfare !
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La ministra Lorenzin mette sfrontatamente le mani in tasca agli anziani ( e non solo), come se i salassi operati sulle pensioni non bastassero per saziare la fame di denaro di un Governo ladro e parassita !
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Il graduale dissanguamento del Popolo italiano è frutto del disegno criminale della classe dirigente abbarbicata alle poltrone del potere, in simbiosi con privilegi, arroganza, e sfruttamento degli Italiani.
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Come contropartita la sinistra ci ha offerto l’euro e l’Europa, che ci hanno dato il colpo di grazia, riducendoci sul lastrico.
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Grazie a Prodi e a vari personaggi della sinistra, le famiglie italiane faticano ad arrivare a fine mese, mentre le file di coloro che richiedono un pasto alla "Caritas" si allungano sempre di piu’.
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Le Imprese sono soffocate dalle tasse e chiudono i battenti, chiudendo il cerchio di un percorso costellato di tragedie senza fine, di disoccupazione dilagante, di disperazione.
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I giovani sono derubati e privati del loro futuro, delle loro speranze e della possibilità di creare famiglie.
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La disgregazione sociale è immensa, mentre i Governi della sinistra preferiscono dedicarsi all’immenso “affare” dell’accoglienza degli immigrati.
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Camuffando le loro reali intenzioni i politici si mettono in evidenza come paladini di immigrati extracomunitari, ricevendo migliaia e migliaia di personaggi di ogni tipo, i quali vedono nell’Italia il Paese di “Bengodi”, in cui è possibile ottenere un vitto, un alloggio, e un sussidio.
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In realtà tutto ciò si traduce in un vero e proprio affare economico, in un business gestito e spartito tra coloro che orbitano nella sfera di influenza di una sinistra complice delle Coop di turno beneficiarie dell’intrallazzo.
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Il "Premier" (che nessuno di noi ha votato) si spertica in proclami roboanti quanto falsi, alimentando così il flusso migratorio, e rendendosi complice degli scafisti che gestiscono il traffico.
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Il sangue di coloro che sono morti a migliaia nelle traversate sui barconi, richiamati dalle parole di Renzi e del Presidente Mattarella è di per sé una valida testimonianza di come vadano le cose.
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Nel frattempo la stampa e i media, asserviti al ruolo di relatori e non più di informatori e giornalisti, continuano l’opera di disinformazione sistematica cui la sinistra ci ha abituati nel corso di decenni.
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Negare l’evidenza sembra essere il dictat prioritario…
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Mi chiedo solo fino a quando gli Italiani continueranno a sopportare tutto ciò e a permettere che il futuro dei propri figli e nipoti sia compromesso dalla loro stessa colpevole cecità.
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Dissenso
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sabato 27 agosto 2016

I ROMENI CHE UCCIDONO I NOSTRI FIUMI


Si chiamano Lipoveni i pescatori professionisti che da anni imperversano sul territorio italiano depredando le nostre acque interne.
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Sono romeni di etnia russa, provenienti dalle zone del delta del Danubio (distretto di Tulcea), da cui sono stati scacciati per aver depredato fino all’80 % il patrimonio ittico di quelle zone.
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Organizzati in bande, scendono lungo i fiumi con barconi, reti, le batterie dei loro furgoni, e i veleni.
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Scaricano la corrente in acqua con raffiche così potenti da far saltare in aria gli stessi pesci, sterminando tutto.
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Oppure stendono le loro reti per chilometri, rilasciando poi diserbanti e bisolfito di sodio, oppure il cianuro di potassio o di sodio, così come l’ipoclorito di calcio, o il solfato di rame.
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Da notare che il cianuro di sodio provoca gravi avvelenamenti anche nell’uomo che ingerisce il pesce avvelenato, mentre il pesce ucciso con il cianuro di potassio poiché presenta la caratteristica di emanare un forte odore di mandorla amara, viene lavato abbondantemente con ammoniaca.
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I romeni sono arrivati in Italia grazie a iniziative dell’Unione Europea e ai gemellaggi tra Romania e Italia, come quello di Tulcea con Fratta Polesine, Rovigo, Aprilia, e alle alleanze tra i delta del Po e del Danubio.
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La Romania entrò nella Comunità europea nel 2007 e poiché il “Siluro” è un pesce dalle carni prelibate, autoctono del Danubio, i romeni ricevettero lo status di patrimonio dell’Unesco per il loro fiume, oltre che i fondi europei.
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Da qui la lotta ai predoni storici del loro territorio, i lipoveni, che in massa si sono riversati sui nostri fiumi.
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Inoltre ci fu nel 2012 uno storico patto commerciale tra il mercato ittico di Milano e il consolato romeno, per assicurare un durevole flusso di prodotti ittici d’acqua dolce destinati al mercato romeno.
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La pesca illegale, che viene esercitata soprattutto nelle ore notturne, non viene adeguatamente contrastata dalle autorità italiane, preoccupate evidentemente di stare bene attaccate alle loro poltrone senza scossoni o problemi.
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In Italia infatti, se i predoni dei fiumi vengono arrestati sono subito rilasciati dietro sanzionamento, che spesso non viene però nemmeno incassato poiché i trasgressori risultano nullatenenti.

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I sistemi di pesca illegale dei Lipoveni che stanno facendo scomparire specie come le carpe, i carassi, i siluri, i luccioperca, costituiscono anche un fattore di enorme disturbo per l’avifauna delle aree protette in cui i romeni agiscono indisturbati.
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Tutto ciò altro non è che l’ennesimo effetto collaterale della politica di buonismo delle “sinistre” , le quali oltre che ad averci imposto il parassitismo dei nomadi rom, ora ci regalano i criminali della stessa etnia.
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A noi non rimane altro che pagare la “Licenza di pesca”  stare zitti.
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Questo fino a quando anche l’ultimo stupido che vota PD non avrà capito che forse deve smettere di farlo …
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Dissenso
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domenica 26 giugno 2016

NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO : rinasce il PCI

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Da ieri esiste in Italia un nuovo partito, nato dalle ceneri del comunismo : il PCI bis.
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Nella nuova formazione confluisce l’ex Partito Comunista d’Italia insieme a parte di Rifondazione comunista.
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Il Segretario sarà Mauro Alboresi, 61 enne ex operaio ed ex sindacalista della Cgil.
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Hanno salutato il nuovo partito le delegazioni di Siria, Cuba, Brasile, e Palestina, oltre che gli ambasciatori di Cina e Vietnam.
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Gli stereotipi cerimoniali sono quelli che da sempre hanno accompagnato gli adoratori della falce e martello : l’inno dell’Internazionale socialista, il simbolismo della bandiera, il saluto a pugno chiuso, e i canti come quello dell’immancabile “Bella ciao”.
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La collaudata liturgia si avvale di simbolismi di riferimento come Che Guevara, Marx, e Lenin, sprezzante della devastazione che tutto ciò ha causato nel corso della Storia.
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I milioni di morti causati dal comunismo, insieme al sangue delle vittime innocenti versato in nome di Marx, e i tentativi di annichilire le popolazioni sottoposte al dominio del delirio comunista, come l’ex Unione Sovietica, la Cina, la Corea del Nord, la Cambogia, Cuba, solo per citarne alcuni, non bastano ai redivivi fanatici bolognesi per prendere le distanze dal comunismo stesso.
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L’ignoranza in questi casi è la componente essenziale dell’intero percorso, quando non tracimi in smaccata malafede.
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E’ quasi impensabile infatti che i nostalgici comunisti bolognesi non siano a conoscenza delle nefandezze perpetrate in nome della “bandiera rossa”.
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Fra le tante ricordiamo le stragi di civili attuate dalle formazioni partigiane del dopoguerra (vedi la “Volante Rossa”) , oppure  le privazioni della libertà e dei diritti civili subìte dalle vittime dell’odio comunista di Lenin, Stalin, Mao Tse Tung, Pol Pot, ecc, ecc, in un lungo e sconfortante elenco senza fine.
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Lenin, Stalin, e Mao Tse Tung : 100 milioni di morti

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I nuovi comunisti dovrebbero sapere che le masse operaie della Russia comunista di Stalin furono sottoposte a cicli di lavoro estenuanti, al cottimo, alla privazione della libertà, all’obbligo di ottemperare alle quote di produzione previste dal regime (pena la deportazione) , al passaporto interno, e a tutte quelle restrizioni per cui oggi il nuovo capo bolognese Mauro Alboresi, ex sindacalista, dovrebbe inorridire.
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La violenza come metodo di lotta, scritto e divulgato con ogni mezzo da Marx stesso, costituisce l’elemento prodromico all’evoluzione stessa della politica comunista, che si identifica quindi come antidemocratica e dittatoriale.
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I visi estasiati dei nuovi adepti, immortalati nelle istantanee relative alla cerimonia della costituente nazionale a San lazzaro, così come il caratteristico saluto a “pugno chiuso” sono un vero e proprio paradosso storico.
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Il nuovo millennio ha infatti sancito senza ombra di dubbio, basandosi sulla Storia effettiva e sulle prove desunte dall’esame di milioni di documenti precedentemente non accessibili degli archivi sovietici, e non solo, che la presenza stessa di un qualsiasi movimento comunista nel mondo ha causato solo morte e distruzione, dolore e violenza.
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Non esiste al mondo un solo luogo in cui gli operai o i contadini abbiano minimamente tratto un purchè minimo beneficio dal sistema comunista.
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Al contrario, il comunismo ha scientemente provocato devastanti carestie nel mondo contadino sia in Unione sovietica che in Cina, ad opera dei massimi leader mondiali del comunismo stesso, provocando direttamente la morte di decine di milioni di vittime per fame.
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Ancora oggi i regimi comunisti come quello coreano, cinese, russo, cubano, ecc, ricorrono alla dittatura per imporsi sulle popolazioni, usando la violenza come metodo di costrizione.
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I personaggi che oggi si esibiscono in lodi sperticate del nuovo PCI, come ad esempio Stefano Fassina (Sinistra Italiana) o Giorgio Cremaschi (Rete anticapitalistica “Ross@”), così come lo stesso Mauro Alboresi, appaiono come i nuovi interpreti di una colpevole e dilaniante falsificazione storica e culturale, che poggia su retrospettive dal sapore amaro, impregnate dal sangue di vittime innocenti.
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Questi mistificatori di professione tentano di far credere che il loro Partito si erga a difesa dei lavoratori, degli operai e dei contadini, come simboleggiato dai simboli della bandiera, la falce e il martello, mentre in realtà ciò non solo non corrisponde a verità, ma anzi è esattamente il contrario.
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La Storia lo dimostra.
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Il comunismo è il male assoluto, insieme ad un nazismo che pur nella sua devastante ferocia ha prodotto un numero di vittime di molto inferiore.
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Allora mi chiedo come mai il nazismo sia stato bandito a livello internazionale mentre il comunismo invece si permetta di avere nelle nostre città alcune vie intitolate ai suoi leader massimi (es : via Lenin).
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Come mai ancora oggi il comunismo cinese, fondato sullo stesso marxismo da cui attinge linfa vitale anche il PCI, continua imperterrito ad esercitare un despotismo efferato e crudele sulle popolazioni ?
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Quali scopi si prefigge il nuovo PCI in Italia ?
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Forse quello di essere l’estensione dei comunismi maggiori come quello russo o cinese ?
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Ciò è già successo e la Storia ce lo conferma , testimoniandoci della accertata dipendenza patologica intercorsa tra i vecchi rappresentanti della falce e martello italiana, come ad esempio Longo e Cossutta, e i massimi esponenti comunisti dell’est europeo.
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Per decenni un vero e proprio flusso di denaro proveniente da Mosca e da Pechino ha ricoperto le casse di ogni formazione politica che si dichiarasse di sinistra, compreso giornali e sindacati.
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Lo scopo ? Quello di creare satelliti comunisti ed espandere un universo di potere di cui i leader massimi non erano mai sazi.
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Questa simbiosi, questo dualismo avvenuto tra Partiti politici di nazionalità diversa ha però un nome, una connotazione che si delinea come tradimento, come asservimento degli interessi nazionali a quelli di un altro Stato, quello comunista. s
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E' questo il programma ?
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Si sa che il lupo perde il pelo ma non il vizio…
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Dissenso
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giovedì 2 giugno 2016

BOLOGNA OSTAGGIO DELLA VIOLENZA COMUNISTA


Ancora una volta la violenza comunista trionfa a Bologna.
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Lo fa usando le oramai consuete armi della violenza, del ricatto e della sopraffazione, negando a chi non si allinea ai suoi dictat l’accesso al più elementare diritto costituzionale, quello della libertà di parola.
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E’ proprio ciò che sta succedendo sotto i nostri occhi in questi giorni.
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I collettivi comunisti bolognesi, capitanati dai gruppi cosiddetti “antagonisti”, hanno ribadito a più riprese che se Matteo Salvini si fosse presentato a parlare in Piazza Verdi, loro avrebbero messo a ferro e fuoco la città.
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La violenza quindi come mezzo di scambio, di contrattazione :
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o fate come vogliamo noi o bruciamo tutto.
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Un sistema molto simile, se non uguale, a quello messo in atto da camorra, mafie, cartelli della droga colombiani, dittatori cambogiani, partigiani comunisti dell’immediato dopoguerra, o da qualunque altro prevaricatore che voglia imporre la sua volontà con ogni mezzo, soprattutto con quello illegittimo della violenza.
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Lo Stato, nella figura del Questore di Bologna Ignazio Coccia, anziché tutelare la lbertà di quei cittadini che avrebbero voluto ascoltare quanto Salvini avrebbe detto, ha pensato bene di chinare la testa e di negare a Salvini stesso il permesso di tenere il suo legittimo e democratico comizio elettorale.
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Ciò equivale dire che le istituzioni che dovrebbero garantire la democrazia nel nostro paese, sono invece in balia totale delle frange più estreme e violente dei comunisti felsinei, e delle bande di criminali che essi stessi rappresentano.
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Nel giorno della Repubblica, mentre a Roma i vari personaggi politici celebrano l’anniversario di ciò che viene dipinto come un Paese libero e migliore, riempendosi la bocca con frasi stereotipate e demagogiche, qui a Bologna invece si assiste a ciò che veramente è l’Italia di oggi :
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una sottomissione totale al risultato di un sottoprodotto “culturale” nato e cresciuto all’ombra e sotto la tutela del Partito Comunista, rappresentato dalle frange violente della sinistra extraparlamentare.
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Ribadisco ancora una volta che tutto ciò fa estremamente comodo al PD poiché permette di impedire alle opposizioni di esprimere pubblicamente un leggittimo dissenso, permettendo cioè che si ricorra alla guerriglia urbana come arma di ricatto.
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L’evidenza dei fatti lo dimostra.
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Gruppi organizzati di violenti dei centri sociali (manovrati da qualcuno che ne ha tutto l’interesse), si arrogano il diritto di decidere chi può parlare e chi invece non può nemmeno esistere.
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Costoro si riempiono la bocca con i soliti slogan che si rifanno ad un antifascismo che nemmeno conoscono, interpretando un ruolo che, nei metodi, appare molto simile a quello delle squadracce comuniste e partigiane del dopoguerra.
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La verità storica però, che trapela sempre di più con l’incalzare del tempo che passa, si ripropone di riscrivere in chiave obiettiva molte delle nefandezze nascoste compiute dalle bande assassine e partigiane in passato, e proprio per bocca di alcuni di coloro che ne fecero parte.
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Questo purtroppo non impedisce ancora però che la Democrazia a Bologna sia solo una utopia, e che l’intera città debba soggiacere alla ferocia di un centinaio di balordi e facinorosi comunisti, liberi di imperversare a loro piacimento, con la tacita tolleranza espressa dai politicanti della sinistra da oltre sessant’anni.
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D’altronde siamo abituati al modus operandi della sinistra :
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Hitler uccise sei milioni di ebrei, mentre Stalin sterminò varie decine di milioni di innocenti, ma le due cose sono viste con occhio differente, come se le atrocità comuniste fossero identificate con benevolenza, così come quelle di Pol Pot, altro leader comunista che in Cambogia sterminò metà della polazione dell’intero paese : due milioni di vittime.
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E che dire di Mao, chiamato “il Grande Timoniere” dalle masse esultanti dei comunisti occidentali, che nelle manifestazioni di Piazza inneggiavano a lui come guida politica e faro del comunismo ?
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Ottanta milioni di morti costituiscono il bilancio del suo regime comunista.

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Potrei andare avanti così per molto, ma ciò che comunque balza all’evidenza odierna dei fatti è quanto viene ancora permesso oggi agli eredi del comunismo.
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Bologna ne è il caposaldo, ed è il territorio in cui tutto è loro permesso, come occupare impunemente un’aula universitaria per più di vent’anni, e come occupare una piazza senza che il Questore si opponga, oltre a decidere chi e dove possa parlare in un comizio politico, tutto nel disprezzo più totale della democrazia.
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La democrazia a Bologna è morta e sepolta, e i fatti lo comprovano.
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L’arroganza del Sindaco e delle istituzioni sono pari solo alla loro incapacità e inettitudine di fronte ad un dissenso sempre più crescente, e si difendono impedendo di parlare a chi, alla fine, li manderà comunque tutti a casa.
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Allora forse si faranno i conti con questi gruppi di delinquenti, che privati del protezionismo di cui godono oggi e di cui hanno goduto per decine di anni, saranno processati e condannati, come è giusto che sia.
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Il Governo Renzi si arrampica su montagne di falsità e di menzogne, come quelle paradossali recitate spesso in televisione, per nascondere il fatto che l’Italia è sul ciglio di un baratro, preda di banchieri e di massoni che speculano sull’intera popolazione, come dimostra il caso della Banca dell’Etruria.
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La disoccupazione è alle stelle, mentre la pensione è divenatata un miraggio iraggiungibile, a causa della politica di ladrocinio continuato perpetrata dalla classe politica da svariati decenni fino ad oggi.
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Piazza Verdi oggi è il simbolo di una Italia che non funziona, in cui le regole non contano, e in cui il degrado e la violenza la fanno da padroni.
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Lo Stato è assente, mentre il Sindaco e il Questore se ne lavano le mani.
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Il risultato è che una forza politica democratica e di popolo come quella della Lega di Salvini oggi non può parlare in Piazza Verdi.
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Come se non bastasse, il diffuso degrado si propone sotto altre forme :
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lo spaccio di ogni genere di droghe, l’impossibilità di vivere una vita da studente normale, a causa delle occupazioni che impediscono ai docenti universitari di tenere le loro lezioni, la Piazza che appare ogni mattina completamente ricoperta di bottiglie vuote e di cocci di vetro, la cosiddetta movida selvaggia incontrollata e incontrollabile, con l’alcol che scorre a fiumi.
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Tutto ciò sembra accadere in un’area del terzo mondo, oppure in qualche remota area del territorio colombiano, in cui le regole non esistono perché appannaggio delle decisioni dei cartelli della droga, mentre invece succede nella “civile” Bologna.

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Democrazia morta e sepolta a Bologna :

l’Amministrazione comunale non manca però di accanirsi contro chi non può sfuggire ai dictat emessi dai vari Assessori di turno, come in occasione della vicenda “dehors”, elaborata con tanto di regole e balzelli di tipo medioevale.
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Democrazia morta e sepolta a Bologna :

L’imposizione di pagare un balzello ogni qualvolta si parheggia l’automobile entro le famigerate “righe blu”, indicando così che il territorio non è del popolo ma di un Comune che se arroga la proprietà, sguinzagliando i suoi gabellieri per esigere il tributo richiesto.
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Democrazia morta e sepolta a Bologna :

la Democrazia, e cioè il sistema di governo in cui la sovranità è esercitata dai cittadini, è scomparsa ed è stata sostituita dall’asservimento ai gruppi violenti e comunisti che regolano l’incedere quotidiano.
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Una Amministrazione comunale senza ritegno, senza nerbo, e senza la minima volontà di tutelare i diritti dei cittadini è ciò che i Bolognesi hanno oggi.
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Chiunque abbia il coraggio e la determinazione di opporsi a tutto ciò rappresenta un valore aggiunto indispensabile per riappropriarsi della democrazia perduta, ed è per questo motivo che il mio grazie va a colui che in prima persona si è esposto proprio per queste motivazioni :

Matteo Salvini


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Dissenso

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