Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

lunedì 29 settembre 2014

La verità sull'Economia italiana: tutti i dati che non potete non sapere.

Rispetto al secondo trimestre 2008, i disoccupati in Emilia-Romagna sono passati da 66mila a 163mila, un incremento del 146,2%, superiore sia rispet­to allla media del Nord Est (+114,7%) che dell'Italia (+84,6%). 
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Si tratta di valori inusuali per un territorio come quello regionale abituato storicamente ad andamenti più virtuosi. 
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Il dato emerge dal report trimestrale sull'occupazione regionale, redatto dall'assessorato regionale Scuola, formazione, università e ricerca, lavoro con la collaborazione di Ervet, pubblicato questa settimana, che riporta analisi e statistiche su occupazione, disoccupazione e ammortizzatori sociali. 
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Report che mette in luce, in un'ottica di medio-lungo periodo, gli elementi di criticità indotti dalla crisi economica...
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In questa pagina Wall Street Italia pubblica in sintesi il quadro oggettivo dell'economia italiana, aggiornato con i piu' recenti dati statistici, macro-economici e di politica monetaria. L'obiettivo: avere qui un "luogo della memoria economica" che faccia da contraltare alla massiccia propaganda mediatica di lobby e "poteri forti". Costoro tendono a nascondere la verita' agli italiani manipolando il consenso tramite i media di regime con strategie che beneficiano l'oligarchia mentre milioni di cittadini e piccole imprese sono ridotti alla mera sopravvivenza...
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Ammortizzatori : 80 miliardi erogati dall'Inps dall'inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione ; a giugno, richiesta Cig in aumento + 1,7 % rispetto a maggio e in calo - 4,9 % su giugno 2012 (fonte : Inps); 
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-  Benzina : da gennaio a luglio 2013 i consumi di benzina sono calati - 6,3 %, per cui il gettito fiscale (accise e imposte) e' sceso - 2,9 %.
Considerando i primi sette mesi del 2013, i consumi petroliferi sono complessivamente scesi del 7,3 % rispetto allo stesso periodo del 2012 (fonte : Unione Petrolifera);
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Cassa integrazione : nel complesso sono state autorizzate 704 milioni di ore nel periodo gennaio-agosto 2013 (fonte Inps) ; ad agosto Cig + 12,4 %.
Salgono straordinari e in deroga;
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-  Chiusura aziende : per la crisi, tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9mila imprese storiche, con più di 50 anni di attività.
Si tratta di 1 impresa storica su 4 (fonte : Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza); 
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Competitività : Italia al 49° posto nel mondo, battuta anche da Lituania e Barbados (fonte : World Economic Forum);
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Consumi : nel periodo 2012-13 contrazione record dei consumi di - 7,8 % (fonte : Federconsumatori).
Cio' equivale ad una caduta complessiva della spesa delle famiglie (vedi sotto "Spesa famiglie") di circa 56 miliardi di euro ; il biennio 2012-2013 e' stato per i consumi "senza dubbio il peggiore, sono tornati indietro ai livelli del dopoguerra" (fonte : Codacons) ; crolla spesa per consumi :  - 7 % dal 2008.
Cali maggiori per abiti, mobili e alimentari; 
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Credito alle imprese : secondo la Bce nel luglio 2013 contrazione di - 3,7 %, superiore a quella registrata a giugno (- 3,2 %) e maggio (- 3,1 %).
Prestiti bancari fino a 12 mesi, quelli piu' adatti a finanziare il capitale circolante delle imprese : - 4,0 %.
In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012;
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Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400 % del Pil, circa 6.000 miliardi;
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-  Debito pubblico : è aumentato a febbraio 2014 di 17,5 miliardi, raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.107,2 miliardi (fonte : Bankitalia).
Secondo le previsioni il debito pubblico salirà al 130,8 % del Pil nel primo trimestre 2014, rispetto al 123,8 % del primo trimestre 2012;
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- Deficit/Pil :  2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%. Per la Bce ci sono rischi crescenti su obiettivi deficit 2013, peggiora disavanzo, con sostegni a banche e rimborso debiti PA; 
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- Depositi : nelle banche italiane in totale sono scesi nel luglio 2013 a 1.110 miliardi di euro contro i 1.116 miliardi di giugno. I depositi delle famiglie sono stabili a 918,5 miliardi, quelli delle società sono scesi da 198,4 a 191,6 miliardi (fonte: Bce);
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- Disoccupazione : Il tasso di disoccupazione a gennaio 2014 è balzato al 12,9 %.
I disoccupati sfiorano i 3,3 milioni (fonte: Istat).
E' il tasso più alto sia dall'inizio delle serie mensili, gennaio 2004.
Disoccupazione giovanile : e' record anche il tasso di disoccupazione dei 15-24enni : a gennaio 2014 è pari al 42,4 %.
Nell'Eurozona per il 2013 le stime confermano una disoccupazione al 12,3 %, e per il 2014 al 12,4 % (fonte Bce); 
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Entrate tributarie : nei primi 10 mesi dell'anno si sono attestate a 307,859 miliardi di euro, in calo di circa 1,4 miliardi rispetto ai 309,301 miliardi di euro dello stesso periodo del 2012.
A ottobre sono state pari a 29,266 miliardi di euro, in lieve ribasso rispetto ai 29,601 miliardi dello stesso mese del 2012.
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- Evasione : Nel 2013 5mila evasori totali e 17,5 miliardi nascosti.
Secondo le stime elaborate dall'Istat l'imponibile sottratto al fisco si aggira ogni anno attorno ai 275 miliardi di euro;
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Export : a ottobre 2013 si registra una diminuzione sia dell'export (- 0,5 %) sia, in misura più rilevante, dell'import (- 2,6 %). (fonte : Istat); a ottobre 2013, il saldo commerciale è pari a + 4,1 miliardi, superiore a quello registrato a ottobre 2012 (+ 2,3 miliardi).
Al netto dell'energia, l'attivo è di 8,9 miliardi.
Nei primi dieci mesi dell'anno, l'avanzo commerciale raggiunge i 23,7 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, è pari a quasi 70 miliardi. 
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Fabbisogno dello Stato : sulla base dei dati preliminari del mese di dicembre, il fabbisogno annuo del settore statale del 2013 si attesta a 79,7 miliardi, rispetto ai 49,5 del 2012. 
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- Fallimenti : nel primo semestre 2013 si sono registrate 6.500 nuove procedure fallimentari, in aumento + 5,9 % rispetto allo scorso anno;
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Felicità : Italia depressa, il 'fu-Belpaese' è 45° nella classifica mondiale, stando al secondo Rapporto sulla Felicità dell'Onu; 
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Fiducia aziende : l'indice composito sale da 79,8 di luglio a 82,2 di agosto.
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Fiducia consumatori : torna ai livelli massimi da due anni.
Il clima di fiducia dei consumatori aumenta, ad agosto, a 98,3 da 97,4 del mese di luglio.
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-  Gettito Iva : nel periodo gennaio/aprile 2013 tra le imposte indirette prosegue l'andamento negativo dell'IVA (- 7,8 %) per effetto della flessione registrata dalla componente relativa agli scambi interni (- 4,7 %) e di quella relativa alle importazioni da Paesi extra UE (- 21,4 %) che risentono fortemente del deterioramento del ciclo economico;
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Immobiliare : nel primo trimestre 2013 l'indice dei prezzi delle abitazioni ha registrato una diminuzione dell'1,2 % rispetto al trimestre precedente e del 5,7 % nei confronti dello stesso periodo del 2012 (fonte: Istat);
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- Imprese :  in 6 anni sparite in Italia 134 mila imprese (Cgia);
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Inflazione : Nel 2013 in Italia il tasso d'inflazione medio annuo è stato pari all'1,2%, in decisa diminuzione rispetto al 3% del 2012.
Si tratta del dato più basso dal 2009. 
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Insolvenze bancarie : quelle in capo alle imprese italiane hanno sfiorato a maggio 2012 gli 84 miliardi di euro (precisamente 83,691 miliardi);
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- Lavoro : da 2005 Italia fanalino di coda classifica occupazione Ue15 (fonte Istat);
Lavoro, 6 milioni in cerca e 7 su 10 temono di perderlo (fonti: Istat e Coldiretti); 
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Manifattura : l'indice Pmi è salito a 51,3 punti ad agosto, dai 50,4 del mese precedente, segnando il livello massimo da 27 mesi a questa parte.
Secondo Markit alla base dell'espansione della produzione c'è stato un incremento dei nuovi ordini, il più marcato in oltre due anni, in particolare dall'estero.
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- Neet :  2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non lavorano, non imparano un mestiere, i totalmente inattivi  sono il 36%;
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Partite Iva : crollate -400.000 (-6,7%) dal 2008 (fonte Cgia Mestre);
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Poveri : per la crisi sono raddoppiati dal 2007 al 2012 a quasi 5 milioni (fonte Istat); 
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Prezzi produzione : l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è aumentato a luglio dello 0,1% rispetto al mese precedente e diminuito dello 0,9% nei confronti di luglio 2012. Lo ha comunicato l'Istat.
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Pil : il Prodotto interno lordo dell'Italia, ovvero la ricchezza complessiva del paese, alla fine del 2012 era di 2.013,263 miliardi di dollari (dati Ocse) o 1.565,916 miliardi di euro (fonte: relazione del governo al Parlamento - 31 marzo 2013).
Nel secondo trimestre il Pil Italia è stato confermato in contrazione - 0,2% dopo il - 0,6% nei primi tre mesi dell'anno.
Comparando il secondo trimestre del 2013 con gli stessi mesi dell'anno precedente il calo è - 2,0% (fonte: Eurostat).
S&P ha abbassato la sua previsione di crescita 2013 per l'Italia, a - 1,9% rispetto al - 1,4% previsto a marzo 2013 e al + 0,5% stimato a dicembre 2011.
L'ultima previsione dell'Istat per il 2013 è - 2,1 %.
Il Fmi ha tagliato le stime del pil Italia 2013 a - 1,8%.
Anche l'Ocse prevede una contrazione di - 1,8 %, unico paese in recessione del G7.
Nel 2012 il Pil ha subito una contrazione di - 2,4%.
E un crollo senza precedenti di - 8,8 % dall'inizio della crisi nel secondo trimestre del 2007 (fonte Eurostat);
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Potere d'acquisto delle famiglie: - 2,4 % su base annua, - 94 miliardi dall'inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;
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Povertà : nel 2012 ha colpito il 6,8 % delle famiglie e l'8 % degli individui.
I poveri in senso assoluto sono raddoppiati dal 2005 e triplicati nelle regioni del Nord (dal 2,5 % al 6,4 %).
E' quanto emerge dal quarto Rapporto sulla Coesione sociale presentato da Inps, Istat e ministero del Lavoro.
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- Precariato : contratti atipici per il 53 % dei giovani (dato Ocse);
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Produzione industriale : crollata - 17,8 % negli ultimi dieci anni.
La produzione industriale e' calata - 1,1 % a luglio 2013 e - 4,3 % rispetto a luglio 2012 (fonte Istat);
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Reddito famiglie : nel 2013 e' tornato ai livelli di 25 anni fa, oggi 1.032 miliardi di euro, rispetto ai 1.033 del 1988 (fonte : Confcommercio);
il reddito annuale della famiglia media italiana è calato di 2.400 euro tra il 2007 e il 2012, quasi il doppio della media della zona euro (fonte: Ocse); 
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Ricchezza : dall'inizio della crisi nel secondo trimestre del 2007 il pil e' crollato - 8,8 % (fonte : Eurostat), pari a una perdita di oltre 150 miliardi di euro.
L'Italia comunque e' il paese piu' ricco in Europa per via del patrimonio immobiliare dei cittadini ma tra quelli a minor reddito e con il piu' alto tasso di poverta': la ricchezza netta pro-capite, pari a 108.700 euro, supera di poco quella dei francesi (104.100 euro) e dei tedeschi (95.500 euro) (Fonte Bce-Bankitalia);
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Servizi : il fatturato delle aziende che operano nel settore servizi (80 % del Pil Italia) nel secondo trimestre 2013 risulta in calo - 2,5 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente ;
l'indice Pmi relativo alle imprese dei servizi in Italia resta sotto i 50 punti (che indica contrazione): 48,8 ad agosto (fonte : Markit); 
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Sofferenze bancarie : a dicembre 2013 ammontavano a 155,8 miliardi, nuovo record, e ben 30,9 in più rispetto ai 124,9 miliardi di fine 2012 (fonte: Bankitalia).
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Spesa famiglie : prosegue il calo della spesa delle famiglie italiane, nel secondo trimestre del 2013 si contrae - 3,2 %, e per i beni durevoli - 7,1 % (fonte : Istat);
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Tasse : 262 scadenze per i cittadini italiani dall'Irpef, all'Iva, all'Irap, etc.
Il livello eccessivo di tassazione provoca un effetto negativo, noto come curva Laffer e non è compatibile con la crescita ;
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Spesa pubblica : in 15 anni e' salita + 69 % a 727 miliardi.
Rispetto a una ricchezza di 1.565 miliardi di euro, lo stato spende il 48 % del pil.
E con gli interessi sul debito pubblico supera il 52 %;
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Vendite al dettaglio : in calo a giugno 2013 - 3 % su base annua, - 0,2 %.
Nel trimestre aprile-giugno 2013 l'indice è calato - 0,3 %.
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Fonte: www.wallstreetitalia.com (Aggiornato: 14/04/2014)
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domenica 28 settembre 2014

ALBERTO VECCHI E LA DESTRA MINERBIESE

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Il consigliere regionale (Emilia-Romagna) di Forza Italia (ex PdL) Alberto VECCHI è stato CONDANNATO dal Tribunale di Bologna a due anni di carcere e a  due di interdizione dai pubblici uffici per truffa aggravata ai danni della Regione.
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La condanna spiega, se mai ce ne fosse bisogno, come mai il territorio di Minerbio sia stato abbandonato a sé stesso, in balìa delle sinistre, proprio da coloro che, orbitando nella sfera politica di Vecchi, ne avrebbero dovuto tutelare le prerogative ideologiche e le peculiarità sia intellettuali che culturali.
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Il popolo della Destra a Minerbio è stato scippato della sua stessa identità, proprio a causa della colpevole assenza dei suoi rappresentanti, come i candidati alle ultime elezioni locali (come Borghi), e i loro anfitrioni eccellenti, come appunto Alberto Vecchi.
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La recente condanna del consigliere regionale spiega come mai ciò sia avvenuto.
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E’ sufficiente leggere le pagine scritte dal Giudice Paola Passerone per la motivazione della sentenza:

“Alberto Vecchi ha messo in luce “il totale spregio delle esigenze di contenimento della spesa pubblica”, perseguendo la “mera ricerca di un lucro aggiuntivo da parte di persona che già godeva di laute entrate, oltre che di svariate proprietà”, e la “totale mancanza di resipiscenza (cioè di pentimento), tale da condurlo a mentire in sede di esame dibattimentale, anche oltre ogni evidenza probatoria”.
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Tutto ciò è riportato anche in un articolo de “il Resto del Carlino” di oggi, Domenica 28 settembre 2014, a firma Gilberto Dondi.
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La sentenza riflette il modus operandi che sempre più spesso è adottato da politici senza scrupoli, i quali perseguono obiettivi di esclusivo vantaggio e tornaconto personale, a discapito delle problematiche del territorio e degli stessi loro elettori.
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Il risultato è sotto gli occhi di tutti, specialmente a Minerbio, dove la sinistra ha raggiunto il 66 % di consensi, come da noi ampiamente preannunciato prima delle consultazioni elettorali.
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E’ evidente che le persone sono stanche del fumo negli occhi prodotto da politicanti incapaci, inetti, e totalmente assenti dal panorama politico quotidiano, come sono stati invece i candidati minerbiesi della destra.
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Per un periodo di cinque anni nessuno ha mai visto il volto di Gianluca Borghi (candidato Sindaco di Minerbio dello schieramento della destra) in alcuna delle manifestazioni popolari, o sportive, o sociali, che avrebbero dovuto invece assistere alla sua partecipazione attiva, salvo poi la sua improvvisa comparsa alcuni mesi prima delle elezioni dicendo di volere essere un Sindaco sempre presente in mezzo ai Cittadini, durante qualsiasi occasione possibile.
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In realtà il disinteresse per le problematiche territoriali gli appartiene come in una simbiosi, e lo dimostrano la sua totale invisibilità e la sua assenza da manifestazioni pubbliche, oppure da contestazioni delle opposizioni e dalle manifestazioni di dissenso dei Cittadini.
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L’ambiente politico di Forza Italia a Minerbio si può quindi vantare di essere in buona compagnia, poiché il suo elemento principe, Alberto Vecchi, si è reso colpevole anche di una eccellenza che lo accomuna  ai suoi compartecipi alleati e sostenitori locali: il menefreghismo politico.
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E.B.
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giovedì 25 settembre 2014

LE VITTIME DEI PARTIGIANI

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Vogliamo evidenziare un articolo apparso su “il Resto del Carlino” in una delle pagine dedicate alla cronaca della Provincia bolognese il giorno 25 settembre.
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Si tratta di una proposta fatta dall’anziano Parroco di Sasso Marconi relativa alle vittime della ferocia partigiana che spesso, a guerra finita, ha prodotto una lunga serie di  barbarie, di odio, e di lutti. 
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Don Dario Zanini
Il Blog "La voce del Cittadino" è molto sensibile all'argomento che da sempre la sinistra tenta di nascondere, e cioè quello che riguarda le precise responsabilità degli eredi di Togliatti, i quali, vestiti da partigiani si resero interpreti di una scia di violenze e di sopraffazioni.
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Molti di loro si arricchirono depredando le loro vittime, e si bearono del sangue di molti innocenti, compiacendosene anche pubblicamente, senza dimostrare la minima traccia di pentimento o di vergogna per i loro misfatti.
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A ulteriore riprova di tutto ciò, arrivano oggi le dichiarazioni di Don Dario Zanini, che pubblichiamo di seguito, come riportato da "il Resto del Carlino".
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ARTICOLO (il Resto del Carlino, 25/09/214) :
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DON DARIO ZANINI : "E' GIUNTO IL TEMPO PER UNA RICONCILIAZIONE GENERALE"
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"VANNO ONORATE ANCHE LE VITTIME DEI PARTIGIANI"
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Ha compiuto da poco 90 anni, di cui 57 trascorsi nella chiesa di Sasso Marconi.
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Don Dario Zanini è il custode della memoria lunga di "Marzabotto e dintorni" e domenica non mancherà al pellegrinaggio diocesano di preghiera e ricordo del martirio delle comunità di Monte Sole che culminerà nella messa delle 17 celebrata dal Cardinale Caffarra nell'area della chiesa di San Martino di Caprara.
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Nell'occasione dei 70 anni dalla strage della quale conosce nomi, cognomi, fatti noti e ancora riservati, don Dario ha voluto avanzare la sua proposta di "perdono totale".
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Don Dario, lei ha scritto un appello sul tema del perdono rivolto al Comitato delle onoranze alle vittime di Marzabotto.
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-  Sono passati 70 anni. Una vita. Non è ora di fare un discorso cristiano per tutti ? Vogliamo incamminarci su un percorso di generale riconciliazione ? Il maggiore Walter Reder, l'unico criminale di guerra tedesco che si è pentito e convertito ha chiesto più volte perdono. Abbiamo visto vari personaggi come il Presidente della Repubblica tedesca giungere a Marzabotto a chiedere perdono  -
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Ma fra i nostri come è andata ?
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-  Come è andata ? Due partigiani di Marzabotto che massacrarono in modo selvaggio il fattore di Termine, Dante Simoncini, hanno trascorso tranquillamente tutti i loro giorni senza chiedere perdono dopo che la vedova e le figlie dell'ucciso li avevano perdonati e rinunciato a denunciarli  -
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Lei ha avanzato una proposta "politicamente scorretta" ...
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-  Un gesto di riconciliazione sarebbe quello di restituire il diritto alla memoria del centinaio di civili uccisi dai partigiani aggiungendone il nome negli elenchi delle vittime di guerra di Marzabotto  -
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Qualcuno le ha risposto ?
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-  Fino ad ora no, ma se non si riesce a restituire il diritto alla memoria anche a queste persone si perde un'occasione importante di riconciliazione generale  -
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Da molto tempo gli intellettualoidi della sinistra rimproverano a Don Dario di non essere allineato con la versione "ufficiale" dei fatti di allora.
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Anche nel 2010 ci fu una polemica relativa al passaggio della guerra sulle colline fra le valli del Reno e del Setta dal 1943 al 1945.
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Nel 2010 gli fu negato l'inserimento fra i componenti del Comitato dei Familiari delle Vittime di Marzabotto.
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Il diniego però non fermò i suoi studi e le sue ricerche sull'eccidio di Monte Sole.
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Don Dario dichiarò infatti :
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-  Non mi sono mai fermato e sto completando il lavoro iniziato tanto tempo fa  -
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Gli fu chiesto (il Resto del Carlino, 05/06/2010) :
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Quali sono le novità ?
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-  Mi sono sempre domandato perchè nell'elenco ufficiale delle vittime di Marzabotto non ci siano i civili uccisi dai partigiani. Non ci sono nemmeno quelli citati nel diario della Brigata Stella Rossa, tranne alcuni, trasferiti un pò furbescamente sul conto dei tedeschi. Gli altri sono ignorati e sono almeno un centinaio. Privati non solo della vita, ma anche della cittadinanza e perfino dell'identità. Non ci sono più, anzi, non ci sono mai stati  -
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Lei è criticato poichè i suoi scritti non si baserebbero su documentazioni ufficiali e verificabili.
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-  Chi c'era allora non ha bisogno di produrre documenti, perchè è un testimone. E io c'ero, purtroppo. Una volta fui catturato in un rastrellamento nazifascista e i tre fratelli Musolesi che erano con me furono fucilati perchè riconosciuti partigiani. Non mi hanno rilasciato alcun documento. L'elenco dei civili uccisi dai partigiani l'ho desunto dalle relazioni settimanali che i partigiani stessi rilasciavano al comando di Bologna. Relazioni che sono rimaste a lungo consultabili all'Istituto Storico della Resistenza e poi ritirate. Ho tutte le copie e ho la prima edizione del libro di Don Tommasini che le riporta in copia  -
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Lei viene accusato anche di denigrare la Resistenza con i suoi racconti e quindi di esaltare di conseguenza il Fascismo.
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-  Riporto nei miei testi quello che hanno relazionato i partigiani stessi. La storia è una sola. Ora va di moda far parlare quelli che non c'erano, così ognuno può dire ciò che vuole, come hanno fatto gli autori del "Massacro", capolavoro del revisionismo  -
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Lei pare piuttosto risoluto nel percorrere la strada della sua ricerca.
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-  Ciò che mi accade è strano. Il regista Giorgio Diritti nel suo film non fa mistero che i partigiani lasciarono Monte Sole e i civili soli nei giorni della criminale mattanza dei nazisti e viene premiato. Se lo dico io vengo "lapidato"  -
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Come si evince anche da questo articolo, la volontà mistificatrice della sinistra è perseverante, pur nella consapevolezza che la Storia prima o poi darà la giusta versione dei fatti.
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L'intento disinformatore degli pseudo intellettuali che tentano di cancellare i crimini comunisti del dopo guerra assume connotati di crimine vero e proprio, in quanto la simbiosi tra i carnefici e i loro protettori è un unico e inscindibile fattore di responsabilità.
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Il silenzio omertoso dimostra la mancanza di "buona fede" di tutti coloro che nascondono gli "scheletri nell'armadio" in un limbo di conscia e colpevole manipolazione della realtà.
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Aggiungiamo solo, per ulteriore conferma, un link ai nostri studi e alle nostre ricerche su un "triangolo" di territorio emiliano in cui nel 1945 i partigiani hanno compiuto parecchi misfatti ed eccidi :
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http://www.lavocedelcittadino.com/2014/08/1945-crimini-comunisti-nella-bassa.html
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E.B.
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lunedì 22 settembre 2014

Multano la festa dell’Unità nazionale ma sotto accusa finiscono loro.



Clima da caccia alle streghe o stile romanzo di Dan Brown nella Guardia Forestale.
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Alcuni giorni fa quella di Bologna ha notificato una denuncia penale ai responsabili della Festa dell'Unità Nazionale per violazioni rilevanti in ambito agroalimentare.
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Nei primissimi giorni di settembre la Forestale aveva eseguito un controllo tra le cucine della festa Pd che quest'anno, come spesso accade, si è tenuta nel capoluogo emiliano.
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In diversi ristoranti, tra cui il Porcino Malefico e il Porcino Divino, sono risultati presenti cibi congelati (soprattutto carne e pesce), aspetto che non veniva indicato nei menù passando per tanto per freschi.
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Su delle cassette di funghi mancava invece il certificato di provenienza e i funghi, si sa, possono essere molto pericolosi, quindi sono stati sequestrati.
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In questi casi rischia la condanna penale per tentata frode nell'esercizio del commercio, il ristoratore che non indica nel menù che gli alimenti serviti sono surgelati, dice la sentenza n. 44643 della Corte di Cassazione.
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Per il responsabile della festa di partito, Fabio Querci, «è stato solo un controllo di routine. Si tratta di questioni amministrative che non riguardano la qualità dei cibi serviti alla nostra festa» ha spiegato a La Repubblica di Bologna «in tanti anni non erano mai venuti qui al Parco Nord, questo mi ha sorpreso».
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Beh, questioni amministrative proprio no, infatti è scattata la denuncia penale inviata alla Procura della Repubblica. 
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Ma esponenti della forestale e sindacalisti del Corpo riferiscono anche di pressioni dall'alto.
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In diversi parlano addirittura di una telefonata del ministro alle politiche agricole, Maurizio Martina, anche lui del Pd, che con il suo dicastero sovrintende lo specifico Corpo di polizia ambientale.
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Il ministro avrebbe chiamato il capo nazionale della Forestale, Cesare Patrone, presentandogli delle rimostranze.
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Patrone a sua volta avrebbe chiamato il generale che comanda l'Emilia-Romagna, Giovanni Giove e questi i suoi sottoposti, in un passaggio della catena di comando che ha riportato l'intervento fino agli ultimi agenti, destando non poco scalpore.
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Per giorni nei menù all'entrata di molti stand della Festa dell'Unità si è notato un cartello che avvisava i clienti della possibile presenza di carni o pesce surgelati.
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Alla richiesta di chiarimenti al ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, già sottosegretario con delega all'Expo nel precedente governo, e fra i protagonisti dell'organizzazione dell'Esposizione di Milano del 2015, ci ha risposto il ministero «Non c'è stato nessun contatto tra il ministro e il Capo del Corpo forestale.
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E le sanzioni del caso sono state regolarmente applicate».
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Nessuna reazione degli altri interessati.
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Ufficiosamente i sindacalisti danno un altra versione ma non vogliono in alcun modo comparire.
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«So del fatto. Se vai a casa del "partito" una qualche reazione c'è ma non posso parlare» ci dice il primo.
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«E' un vizio italico. Il ministro si sarà interessato… per capire ma noi dobbiamo fare il nostro dovere» ci spiega un secondo.
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«So dei fatti ma è meglio non aprire bocca. Il ministro si è interessato ma non ha preso provvedimenti contro i colleghi, almeno fino ad oggi» ci dice un terzo molto preoccupato dell'evolversi della vicenda, raccontandoci anche che «c'è in campo un piano di soppressione o fusione del Corpo e quindi è meglio stare zitti», vista anche la procedura di infrazione dall'Unione Europea, perché in Italia abbiamo troppe forze di polizia.
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Un corpo antico quello della Forestale che ha 191 anni di onorata attività ed è tra i pochi a riuscire a setacciare i reati ambientali di prossimità.
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Considerando che il 90-95% dei costi del Corpo è la voce personale a tempo indeterminato la cancellazione porterebbe un ben magro risparmio.
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Il premier Matteo Renzi ha chiuso la Festa dell'Unità nazionale siglando con i ministri e i maggiori leader europei il patto del tortellino, cenando con la nota pietanza.
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Non si è capito cosa il patto contenesse ma Bologna e la Festa dell'Unità restano un simbolo per la sinistra da travalicare l'Italia.
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Speriamo solo che anche il patto non sia surgelato.
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lunedì 15 settembre 2014

«Buttare» 1 milione di euro è divertente. Ecco come fa Bologna.

Il sindaco Pd, Virginio Merola, renziano acceso, sagace nei confronti dei detrattori del premier (ma prima è stato, in ordine, dalemiano, fassiniano, cofferatiano, veltroniano e bersaniano) vende 7,49 milioni di azioni della Multiutility Hera perdendo in un colpo circa 1 milione di euro.

«Come col giocatore di biliardo che, indeciso tra boccia e boccino, va a finire che ci passa in mezzo e non colpisce niente. In bolognese si dice: al passag di mammalo’cc», commenta il consigliere comunale indipendente Stefano Aldrovandi, ex amministratore delegato proprio di Hera Spa. «Se fanno così le cose facili figuriamoci le difficili».

La decisione di vendere viene assunta, da Merola e giunta il primo luglio scorso, proprio il giorno in cui Libero pubblicava l’inchiesta sulle 1.500 tonnellate di rifiuti tossici sepolti sotto la sede di Hera al centro della città. Un modo per recuperare liquidità «per la manutenzione della città, per l’edilizia pubblica e scolastica – spiega il giorno stesso il vicesindaco Silvia Giannini – sono operazioni meritevoli che lasceremo in eredità alle prossime generazioni». Hera è una società sbarcata in Borsa dal 2003, operazione gestita proprio da Aldrovandi, quando ne era amministratore delegato.

Il Comune cede inizialmente un pacchetto di 1,4 milioni di azioni, qualche giorno prima dell’uscita dei dati della semestrale (l’andamento dei conti) e ricava 2,87 milioni, vendendo a 1,9787 euro per azione. Perché vendere prima della semestrale? Il dubbio resta. Escono poi i dati, che sono migliori delle attese. Il titolo sale, raggiungendo in pochi giorni 2,140 euro per azione e sale ancora.

Risultato? Buttati al vento in poche ore oltre 230.000 euro di soldi pubblici. «Se proprio non ci si capisce nulla, per scegliere il momento giusto in cui le azioni valgono il massimo, basterebbe chiamare l’amministratore delegato di Hera, anche perché il Comune è il principale proprietario-azionista della holding». Commenta sconsolato Aldrovandi.

La seconda puntata, la vendita dei restanti 6,09milionidi azioni, è andata anche meglio. Il Comune si è accorto che i titoli miglioravano e ha ceduto le quote a 2,034 euro ad azione, incassando oltre 15 milioni, vendendo però a circa 0,1 euro per azione in meno del massimo. Aldrovandi incalza: «Anche qui, riflessi lenti: gli zero-virgola contano. Tra la prima e la seconda vendita il Comune ha perso un milione di euro», spiegherà in Consiglio comunale.

«Io sono un tecnico, dei giochi politici non mi interessa niente. Ma quando vedo buttare in questo modo denari pubblici ci resto male», commenta.

Reazioni? «Nessuna. Loro son fatti così. Ti ignorano. Sanno che probabilmente non succederà niente».

La vicenda sembra il refrain di altre inchieste giornalistico-finanziarie affrontate in terra emiliana. Come nel caso della scoperta negli archivi di Banca d’Italia dei «titoli derivati» contratti dal Comune di Bologna, che per giorni negò di averli, poi ammise e infine negò di nuovo, con il tecnico responsabile, Stefano Bigi, che firma l’accordo e vidima il «questionario di accettazione» dichiarandosi incompetente in materia. O l’inchiesta sul salvataggio, sempre con soldi pubblici, della cooperativa Nuova Scena indebitata con Legacoop. Stessa musica.

Aldrovandi si è fatto un’idea anche per questa faccenda: «Ci sarà un titoletto sul giornale e poi volerà via. Sembra che qui in Emilia, alla fin fine, nessuno possa farci niente».

(pubblicato su LIBERO NAZIONALE del 10 settembre a pag. 8)

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