Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

mercoledì 31 marzo 2010

LA SCUOLA DI SAN MARTINO DI SOVERZANO

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Vorrei portare all’attenzione dei miei concittadini minerbiesi, e di chi ancora non ne sia a conoscenza, un grave arbitrio commesso dall’Amministrazione comunale in carica.

Si tratta di una grande risorsa esistente sul territorio, già interprete in un passato storico recente di un ruolo culturale di primo piano, ma che ora è completamente lasciato in stato di abbandono e di degrado.

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Mi riferisco a quella costruzione, una volta splendida, che ora è ridotta ad essere un edificio fatiscente e indebolito da infiltrazioni di acqua, oltre che da una colpevole mancanza di attenzione da parte delle autorità locali.

La struttura in questione è sita lungo la via San Donato, vicino al Castello dei Manzoli, ed era la sede della vecchia scuola elementare.

Nonostante i ripetuti appelli dei cittadini, tesi ad evitare che il degrado si appropriasse dell’intero edificio, oramai la fatiscenza interpreta un ruolo dominante.

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Ogni appello indirizzato agli organi competenti locali è rimasto inascoltato, e sia il Sindaco che gli assessori che lo circondano hanno permesso che il territorio perdesse questo importantissimo punto di riferimento sociale, culturale, storico e logistico.

L’incompetenza e l’arroganza, unite a una notevole dose di enfasi nichilista, dimostrate dall’amministrazione locale sono pari solo al comportamento tenuto dai Talebani in occasione della distruzione delle famose statue del Buddha in Afghanistan.

La dimostrazione che il disinteresse verso i cittadini, per i loro problemi, e per il territorio stesso di Minerbio sia palesemente purtroppo oramai consolidato, è provato, oltre che da numerosi esempi precedenti, anche da questo ulteriore oltraggio a noi tutti.

Invece di recuperare lo stabile, mediante gli adeguati interventi strutturali, e restituire a noi tutti una locazione che potrebbe essere adibita magari a centro polifunzionale della cultura, così come a sito di aggregazione sociale, di volontariato, di associazionismo, e di interscambio tra le esigenze del territorio e l’offerta di sussidiarietà esistente, si è invece preferito osteggiare deliberatamente qualsiasi proposta che ne riguardasse il contesto.

Questa grave insufficienza di valutazione e di spreco di denaro pubblico, di depauperamento delle risorse, e di colpevole atteggiamento distruttivo di prerogative sfruttabili, è sintomaticamente riconducibile ad una visione stereotipata di una politica che non mira al nostro interesse di cittadini, bensì ad un carrierismo partitico sempre più diffuso, che sta rovinando la nostra bella Italia, e Minerbio in particolare.

Gli interpreti di questo stato di cose, che sta conducendo Minerbio allo sfacelo, sono identificabili in Lorenzo Minganti e nella sua schiera di esecutori pubblici, e naturalmente nel Partito che li rappresenta.

La campionatura della fauna politica prediletta da chi al suo interno raggruppa personaggi come l’ex Sindaco di Bologna Delbono, oppure l’ex segretario PDS alla Camera Guido Alberghetti, oppure il comunista Crisafulli ex Sindaco mafioso di Enna, oppure l’ex Sindaco PDS di Altamura, così come Ottaviano Del Turco ex Presidente della Regione Abruzzo, o anche Alberto Ravaioli Sindaco di Rimini, tutti indagati a vario titolo dalla magistratura, risulta essere sintomaticamente riferibile anche a chi, a Minerbio, interpreta un ruolo di investitura politica.

L’approccio del Sindaco con il territorio è infatti devastante : si depauperano i fondi pubblici in elargizioni incontrollate a Scuole private ad indirizzo religioso, ignorando quella statale, pubblica e laica, si deviano risorse economiche importanti verso la costruzione di una nuova struttura scolastica e si lasciano marcire gli edifici già esistenti, si ignorano le lamentele dei cittadini a causa del degrado imperante sul territorio.

Inoltre si disprezza apertamente il valore aggiunto rappresentato dalla natura circostante, che potrebbe essere identificata come ulteriore risorsa, e utilizzata per creare posti di lavoro e per ampliare un discorso di tipo non solo culturale e didattico, ma anche simbiotico tra le rappresentative intrinseche e quelle auspicabili.
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Le fotografie della devastazione incombente, sono un grave atto di accusa verso il Sindaco, che preferisce permettere l’instaurarsi di una discarica a cielo aperto di fianco alla scuola in questione, e il rovinoso percorso di abbrutimento intrapreso da una politica di abbandono del territorio.
Si preferisce costruire una strada e una rotatoria, a causa dell’aumento previsto del volume di traffico, derivante dall’ampliamento della struttura di smaltimento rifiuti di Baricella.
La spesa, quantificata in 3 milioni di euro, e la realizzazione del progetto, non trovano, a mio parere alcuna giustificazione, se non la forsennata collusione tra le forze politiche dei due Comuni, che riconducono al medesimo Partito e alla stessa coincidenza di interessi.

Non è affatto utile, anzi è dannoso, continuare a cementificare e asfaltare, togliendo sempre più spazio verde al territorio, quando sarebbe sufficiente incanalare il traffico in eccesso mediante una diversa concezione dell’utilizzo del patrimonio urbano esistente.

E’ più facile distruggere la natura…è più facile distruggere le risorse, come quella della Scuola di San Martino di Soverzano… è più facile ignorare ciò che si vuole, e ampliare ciò che fa comodo, grazie a Prometeo (con i nostri soldi)…

E’ più facile…
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Sindaco Minganti…

Così come sarà facile a noi, cittadini di Minerbio, in occasione della fine del suo mandato…mandarla a casa, e ricominciare dall'inizio.

Dissenso
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domenica 28 marzo 2010

DEGRADO ALL'OROLOGIO DI MINERBIO



Una cittadina ci ha inviato delle nuove foto sul degrado all'orologio di Minerbio.
Grazie a MELAMPA per la sua segnalazione.

OGNI GIORNO CHE PASSA LA SITUAZIONE DIVENTA SEMPRE PIU' GRAVE!
OSSERVATE VOI STESSI . . .
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Vi rimando alla segnalazione del 20 marzo 2010 per ricordarvi a cosa può portare tale trascuratezza e degrado.
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sabato 27 marzo 2010

A PROPOSITO DI DEGRADO....IL PONTE SUL FIUME ZENA


Oggi mi trovavo a percorrere via Palio, lungo un personalissimo percorso che ho intrapreso alla ricerca di angoli da riscoprire del nostro bel territorio.
All’altezza del ponte sul fiume “Zena” ho parcheggiato l’auto, per meglio potermi godere la natura circostante.
Mio malgrado, però, subito sono stato assalito da un senso di degrado impellente, palese, incombente nella sua evidenza, che mi ha privato immediatamente di quel senso di simbiosi ambientale che ogni tanto spero di trovare a contatto con la natura.
La fatiscenza della struttura del ponte mi ha infatti sorpreso e preoccupato, viste le condizioni del parapetto di metallo e del camminamento pedonale.



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La solidità è compromessa notevolmente, ed è stata rafforzata (sic!) con l’ausilio di filo di ferro e di qualche barra metallica recuperata allo scopo.
Le fessurazioni che si sono prodotte nella gettata di calcestruzzo che riveste l’armatura stessa prospiciente alla balaustra, evidenziano un serio problema di sgretolamento e di alterazione progressiva della struttura.
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Ho provato ad immaginare a quali pericoli potrebbe andare incontro un bambino che si trovasse a mettere un piedino negli spazi mancanti di appoggio, e senza trovare sufficiente ausilio neppure nel traballante e oscillante sostegno metallico.
Mi sono anche preso la briga, incuriosito da cotanta trascuratezza, di dare un’occhiata sotto al ponte, dove ho trovato una situazione ancor più preoccupante.
Sotto al pelo dell’acqua, a pochi metri a valle dell’attraversamento, ci sono infatti le tracce di un graduale cedimento strutturale, checchè ne dicano eventuali perizie tese a tranquillizzare e a mettere sotto silenzio l’evidenza dei fatti.
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Pile di mattoni squadrati, provenienti dalle arcate del ponte, si accumulano gli uni sugli altri, e si ergono inconsapevoli testimoni di una situazione di degrado e di pericolo inaccettabili.
La forza della corrente non è tale da poterli diluire in un percorso che li allontani dalla “scena del crimine” e quindi rimangono lì a poca distanza, quasi a invocare un intervento riparatore, un cenno
Le fotografie dimostrano una inconfutabile realtà, ma dubito che l’amministrazione comunale si preoccupi o si degni di dimostrare un qualsiasi interesse al riguardo, come del resto ci ha oramai abituati in varie occasioni.
Voglio evidenziare una citazione latina (di Ovidio) che bene si amalgama al comportamento dei nostri amministratori, che prosaicamente si autocompiacciono e si incensano all’interno dei loro luoghi di potere, nei quali si compiono i giochi di Palazzo, e in cui dispensano rassicuranti e benevoli sorrisi nella loro quotidiana sequela di promesse enfatizzate spesso da “Prometeo” (con i nostri soldi), mentre poi, sul campo, mancano i risultati concreti :
Video meriora proboque, deteriora sequor”.
(Vedo le cose migliori e le approvo, ma seguo quelle peggiori).

Sembra proprio che ogni problema e segnalazione fatta dai cittadini funga da repellente e da alibi per una fuga vergognosa, intrapresa a rotta di collo, liberatoria e compiuta all’unisono, di tutto il gruppo consiliare di maggioranza, per sfuggire la realtà dei fatti.
Sembra che tra il Primo cittadino e la popolazione, il livello di simbiosi che dovrebbe caratterizzare il rapporto di biunivoca coesistenza, sia oramai inesistente, o forse, chissà…non è neanche mai nato.
Mi meraviglio che la classe dirigente del partito a cui appartiene
Lorenzo Minganti non cerchi di porre un freno a questa sua rovinosa e affannosa raccolta quotidiana di dissensi, che porteranno lui e la sua congrega di muti e asserviti coadiutori a scomparire dalla scena politica.
Prima che questo giorno arrivi dovrà passare forse ancora un po’ di acqua sotto i ponti, ma mentre aspettiamo, speriamo che almeno quello sul fiume Zena possa resistere…
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Dissenso
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IL SONDAGGIO DI MINERBIO: LA SEGNALAZIONE DI UN CONSIGLIERE!

La presente per segnalare che - democraticamente - chi vuole VOTARE la propria (in)soddisfazione nei confronti del Sindaco di Minerbio può (riservatamente) farlo all'indirizzo http://www.minerbioeilcittadino.blogspot.com/ .  
Poiché - giustamente - (pare che) ogni computer può/possa esprimere un solo voto, è auspicabile il passaparola ... a titolo di "democratiche post-primarie" [ed anche per "contro-valutare" i 3.800 euro - prelevati dalle tasse dei Cittadini Minerbiesi - che recentemente sono stati spesi per un sondaggio MEDEC mirato a misurare "il gradimento" della locale Pubblica Amministrazione, stesso Sindaco in primis!  Sarà poi interessante confrontare il gradimento, espresso GRATIS on-line al sito sopra segnalato, con i risultati del sondaggio commissionato a spese dei Contribuenti Minerbiesi.   A buon intenditor ...!!!].
In attesa dei risultati (provvisoriamente) finali, ... alla prossima segnalazione.
Claudio Chiarini

ALBERI TAGLIATI A MINERBIO.

Ho notato giovedì scorso, accompagnando mio figlio al campo sportivo di Minerbio, una cosa agghiacciante.
Gli alberi che facevano da sfondo, da cornice al campo non c’erano più!
30 ALBERI!
Ho chiesto ad allenatori e dirigenti il motivo di uno scempio del genere.
Mi è stato risposto che li dove una volta c’erano gli alberi verrà fatto un campetto da calcio a 7.
Sono sconvolto sia per il gesto che per la risposta!
Voglio sperare che quegli alberi fossero malati e che la loro estirpazione fosse obbligatoria per un fatto di sicurezza. Se così è mi piacerebbe vedere gli attestati che ne certificano la malattia.
Voglio sperare che li o altrove vengano impiantati altrettanti alberi per compensare quelli abbattuti!

IL VERDE PUBBLICO, e non solo, E’ UNA RISORSA E UN BENE DI TUTTA LA CITTADINANZA.
CHIEDO QUINDI AL COMUNE, AL SINDACO MINGANTI, IL PERCHE’ DI UN FATTO COSI’ GRAVE.

Qui di seguito pubblico le foto di come era prima e di come è ora:

PRIMA

DURANTE

DOPO
MI AUGURO CHE PRESTO VENGA FATTA CHIAREZZA, SPERANDO CHE ANCHE QUESTO ARGOMENTO COME ORMAI TUTTI GLI ALTRI NON VENGA MESSO NEL DIMENTICATOIO!

Christian B.

DAL QUOTIDIANO: "L'INFORMAZIONE di Bologna"

venerdi 26 marzo 2010
MINERBIO Clima teso in consiglio comunale per una questione di procedura.
La lista civica accusa Minganti di non lasciare spazio alla minoranza :     "SINDACO STALINISTA"
Alle soglie del voto il clima a Minerbio tra amministrazione e partito d'opposizione e' piuttosto teso. Ad essere sinceri sono soprattutto i rappresentanti della ListaCivica ad incendiare l'atmosfera.
Per capire in merito a cosa, e in che misura, e' necessario tornare all'ultimo consiglio comunale di una settimana fa quando, secondo quando raccontato dal capogruppo Lazzari, il sindaco Minganti avrebbe impedito di proporre quattro question time (dicesi question time in seduta di consiglio comunale un'interrogazione in merito ad una: particolare questione). Così l'opposizione minerbiese protesta di essere imbavagliata. «Secondo la nuova aberrante spiegazione del Minganti Lorenzo, il suo regolamento prevede due question time per consigliere e non importa che i quattro quesiti siano a firme congiunte», tuona Lazzari che rincara sempre piu la dose: «Con la farneticante arroganza che lo contraddistingue lo stalinista Minganti avrebbe affermato d'essere stanco, che si fa come dice lui e che se a qualcuno non va bene di andare al Tar».
Lazzari tuttavia, si limita a segnalare la non correttezza procedurale del consiglio e non entra nel merito delle questioni che avrebbe voluto chiarire usando un gergo sempre molto colorito, tanto per usare un eufemismo.
«Credo che nemmeno Ceausescu sarebbe arrivato a tanto!», conclude.

giovedì 25 marzo 2010

MINERBIO : LA CULTURA NEGATA

La cultura, nelle sue innumerevoli sfaccettature, non è un semplice accessorio che accompagna le persone durante il loro percorso di formazione nella crescita individuale verso una migliore interpretazione dei singoli ruoli.
La cultura potrebbe essere benissimo paragonata agli aminoacidi, e cioè ai mattoni che sono alla base della formazione di quelle molecole proteiche così importanti per lo sviluppo della vita.
I tasselli che compongono lo sterminato puzzle dello scibile, costituiscono anch’essi una base di partenza, un inizio di percorso attraverso cui ci si può inoltrare in un universo di conoscenza, assimilabile soggettivamente e che ci caratterizza gli uni dagli altri.
Non possiamo considerare conclusa e definitiva una formazione culturale che sia esclusivamente legata ad un percorso di scolarizzazione e di didattica preconfezionata, anche se il livello di insegnamento avesse caratteristiche ottimali.
Basta pensare alla situazione ambigua che si può riscontrare nei regimi totalitari.
In questi casi, la cultura è impersonificata da una didascalica e obbligatoria sequenza di paradigmi ufficiali, oltre i quali non è consentita alcuna esplorazione, e in cui l’universo dello scibile è drammaticamente confinato in un mondo parallelo e limitato, imposto dal regime di turno.
Gli esempi non mancano neanche ai tempi odierni.

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E’ sufficiente osservare e constatare l’indottrinamento coatto esercitato nelle scuole coraniche oggigiorno, così come la mera alfabetizzazione che per anni si è consumata in Cina, ove per volere di Mao e della sua consorte, furono dati alle fiamme tutti i libri e i testi che non appartenevano ad una visone integralista del comunismo di Stato.
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La cultura si può definire tale solo quando è raggiungibile da chiunque, sia quando essa rappresenti l’espressione di una dissidenza socio politica nei confronti di un regime, così come quando esprime i percorsi artistici di un pittore o di uno scultore, piuttosto che quando ci racconta i segreti che, tramandati, hanno permesso una evoluzione costante nei vari settori di studio.
La conoscenza e la cultura sono i due aspetti simbiotici di una convergenza di risultati attraverso i quali possiamo unire l’apprendimento didattico con l’elaborazione sintattica, passando attraverso l’analisi e l’universalizzazione di valori ancestrali, alla ricerca di punti di riferimento soggettivamente interpretabili.
Una base culturale dallo spessore interessante è apprezzabile per il fatto che pur poggiando su postulati oggettivamente canonizzati, quali i concetti di pace, di armonia, di bellezza, di arte, di natura, e di mille altri enunciati, può essere il punto di partenza per interpretazioni soggettive, per divagazioni e divergenze, per approfondimenti e riscoperte, per esaltanti elucubrazioni mentali, per pindarici voli di fantasia, per l’ampliamento di orizzonti altrimenti limitati, in un meraviglioso e intrinseco sviluppo ulteriore della base culturale stessa.



Quasi sempre però la cultura è ghettizzata e stratificata attraverso classi sociali, relegandone la possibilità di fruirne solo a pochi eletti, o a chi tenacemente ne rincorre il chimerico ed effimero miraggio.
Non a caso i teatri non sono frequentati assiduamente dalla classe operaia.
Non a caso lo studio e l’approfondimento di tematiche oggetto di attenzione sono appannaggio quasi esclusivo di fasce abbienti di ogni popolazione.
La stessa Università, nei suoi diversi corsi di studio, ha caratteristiche peculiari che non rendono facile a tutti il poterne fruire.
I costi elevati, uniti alla mancanza di capillarità riguardo alla presenza degli atenei sul territorio, demotivano e disilludono una gran parte di coloro che aspirerebbero ad una laurea.
Le realtà territoriali locali che circondano le maggiori città sono di solito organizzate in modo da poter usufruire, il meglio possibile, di una serie di servizi tesi al miglioramento della vita stessa.
La richiesta che però spesso viene disattesa, come ad esempio nel Comune di Minerbio, è quella che riguarda il bisogno di strutture atte alla ricezione di offerte di tipo culturale.
Nella fattispecie nella nostra cittadina mancano infatti dei locali pubblici che possano fungere da circolo culturale laico.
Esistono alcune realtà similari, ma sono legate a doppio filo, una con il clero locale, e l’altra con i partiti della sinistra.
Va da sé che i condizionamenti culturali siano evidenti, e che quindi non si possa identificare nessuna di queste strutture con una vera e propria dilatazione di esuberanze intellettuali, ma solo come interpretazione di visioni talebane dal carattere involutivo.
La cultura è un’altra cosa.
La cultura è la massima rappresentanza di una società democratica, e deve essere alla portata di chiunque voglia avvicinarvisi.
Lo Stato e le sue diramazioni logistiche, rappresentate dalle Regioni, dalle Province, e dai Comuni, dovrebbero prioritariamente preoccuparsi di dotare i cittadini degli strumenti adeguati all’assorbimento di ogni risorsa culturale disponibile.
In conseguenza di tale principio basilare, sono infatti sorti i Musei, le Gallerie d’Arte, le Associazioni culturali, e tutto un universo di convergenze parallele che stimolano una ricezione delle risorse culturali universalizzate.
Tutto ciò…non esiste a Minerbio !
A Minerbio non esiste un circolo culturale laico che permetta ai cittadini di orientarsi e di intraprendere i percorsi di sviluppo formativo legati ad una qualsiasi tematica.
A Minerbio non esiste un centro di aggregazione che permetta alle famiglie di conoscersi e di apprezzare magari i medesimi interessi culturali, e che consenta di inoltrarsi in territori di apprendimento caratterizzati da vicendevoli scambi di esperienze formative.
A Minerbio esiste però un notevole condizionamento che privilegia interessi di parte, rappresentati dalla presentazione di alcune isolate entità , volontariamente affiliate a visioni settarie e politiche della realtà.
Da una parte troneggia il circolo La Pira, di estrazione prettamente cattolica, e quindi legato a interpretazioni nettamente in antitesi con alcune prese di posizione del mondo laico su argomenti quali l’aborto, il sesso, la contraccezione, e molti altri appartenenti alla nostra quotidianità.
Dall’altra svetta, in un olimpo di faziosità e di arroganza, l’emanazione di un contesto intriso di supponenza, come quello dell’Amministrazione comunale, e che fa riferimento ad un collaudato sistema di indottrinamento di stampo bulgaro o cinese.
Si può quindi parlare di strutture culturali a Minerbio…?
Si può parlare di politiche culturali sviluppate a favore dei cittadini, e del loro benessere intellettuale…?
Tirando le somme, direi proprio di no.
A San Martino di Soverzano, a poca distanza dal Castello dei Manzoli, c’è una struttura scolastica in disuso, oramai abbandonata da tempo, e lasciata in stato di abbandono dall’attuale Amministrazione minerbiese.
Si tratta di un patrimonio dei cittadini che andrebbe valorizzato, conservato, e perché no, adibito ad utilizzo comune, per esempio ristrutturando e convertendo lo stabile in una struttura culturale, magari gestita da volontari.
Purtroppo, malgrado le numerose sollecitazioni, il Sindaco ha pensato bene di ignorare perfino la proposta di rifare il tetto dello stabile, per evitare ulteriore degrado.
Altro che cultura !
Sembra che a questa Amministrazione prema piuttosto il comparire sui giornali mentre si taglia il nastro di inizio lavori di una nuova Scuola a Cà de Fabbri, (nonostante ce ne sia già una), piuttosto che recuperare un patrimonio già disponibile sul territorio, appunto, e intraprendere percorsi di sviluppo culturali.
Infatti, a tale proposito ricordo che, mentre sono stati enfaticamente annunciati i futuri Orti scolastici nella Struttura che, se tutto va bene, vedrà la luce tra qualche anno, sono stati contemporaneamente e meno pomposamente ignorati quelli proposti dai cittadini per l’Istituto comprensivo di Minerbio.
Le responsabilità politiche di questi amministratori si sommano giorno per giorno, acquisendo caratteristiche di estrema negatività, ma l’impatto più devastante del loro percorso riguarda l’assenza totale di una pianificazione strutturale disposta a fornire ai cittadini un democratico accesso alla cultura.
Quella stessa cultura che sta alla base della Democrazia, culla di una civiltà che riscopre ed assapora le prerogative intrinsecamente celate in un rapporto di conoscenza tra l’universalità dello scibile, e la soggettiva assimilazione interpretativa.
Negare ai cittadini queste risorse rappresenta un grave atto di sopraffazione culturale, ascrivibile soltanto ad una volontà di prevaricazione intellettuale, riconducibile a sistemi di staliniana memoria.
Prima di elargire 160.000,00 euro ad una Scuola cattolica, o prima di approvare la costruzione di una strada non necessaria, piuttosto che una pista ciclabile a ridosso di un canale, ci sarebbero priorità da rispettare, per il bene comune, che sembrano sfuggire alla comprensione di chi ci amministra.
Sarebbe sufficiente, per costoro, che si confrontassero con i cittadini e con le opposizioni, per capire il disagio incombente e le priorità da prendere in esame.

La cultura non può essere relegata come fanalino di coda, in quanto esprime la pluralità delle intelligenze democratiche.
E’ proprio questo che mi dà da pensare…
Come mai questa Amministrazione non dà gli strumenti adatti per percorrere itinerari culturali diversi da quelli proposti dal Clero, o dalle organizzazioni di sinistra…?
Come mai il Sindaco lascia andare in malora un importante bene pubblico, come la Scuola sopra citata, invece di valorizzarla e mantenerla in vita, magari creando posti di lavoro…a scapito di quella stessa cultura che non ha sedi appropriate per poter esistere…?
Come mai non viene dato spazio alcuno ad espressioni di dissenso palesatesi sul territorio, nonostante siano la democratica espressione del malessere locale che aumenta quotidianamente…?
La gestione amministrativa di Bologna, simbolo all’occhiello di un sistema di potere arrogante e supponente ha portato, conseguentemente all’operato del suo massimo esponente, il Pdessino Delbono, collega di partito del Sindaco Minganti, al commissariamento della città.
A Minerbio, non solo si condividono gli stessi ideali politici del partito di appartenenza di Delbono, ma ci si adopera per fagocitare e inglobare in un silenzio oppressivo qualsiasi voce di dissenso, e di emanare soltanto quelle proposizioni filosofiche e filologiche appartenenti ad un sistema politico che vede le sue origini in trascendenze di Togliattiana memoria.
La mentalità chiusa e pervicacemente istituzionalizzata ricorda quella dei Talebani, che portò come tappa del loro percorso di monopolizzazione del pensiero, alla distruzione delle famose statue del Buddha nella valle di Bamiyan, in Afghanistan nel 2001.
Qui nel nostro paese non si distrugge, ma si evita di creare, impedendo di realizzare progetti culturali di massa, tacendo colpevolmente sulla questione, in un silenzio complice e beffardo, in antitesi con qualsiasi visone di una società democratica.
Quella stessa società che vorremmo vedere a Minerbio.
E.B.
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domenica 21 marzo 2010

AVVISO PER ACCEDERE AL FONDO STRAORDINARIO PER CONTRASTARE LA CRISI ECONOMICA


Domande da presentare dal 15/03/2010 al 15/04/2010
La Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione un FONDO A SOSTEGNO DEL REDDITO PER I NUCLEI IN SITUAZIONE DI TEMPORANEA DIFFICOLTA’ A CASUA DELL’ESPULSIONE DAL MONDO DEL LAVORO DI UNO O PIU’ MEMBRI (D.G.R. N. 1223 DEL 27/07/2009) per accedere a tali contributi occorre presentare domanda allo Sportello Sociale ed essere in possesso dei seguenti requisiti:
Essere disoccupato (alla data della presentazione della domanda) per uno dei seguenti
motivi:
a) Lavoratore o socio lavoratore a tempo indeterminato che ha perso il lavoro dopo il 1° gennaio 2009 per  cessazione dell’attività dell’azienda, o per riduzione dell’organico aziendale dovuta alla situazione di crisi (esclusi licenziamenti per giusta causa, giustificato motivo soggettivo, per mancato superamento del periodo di prova, per superamento del periodo di comporto e le dimissioni volontarie non connesse a causa di crisi aziendale);
b) Titolare di contratto di collaborazione a progetto che ha perso il lavoro dopo il 1° gennaio 2009 per cessazione dell’attività dell’azienda, o per riduzione dell’organico aziendale dovuta alla situazione di crisi;
c) Lavoratore a tempo determinato, che ha perso il lavoro dopo il 1° gennaio 2009 per cessazione dell’attività  dell’azienda, o per riduzione dell’organico aziendale dovuta alla situazione di crisi;
d) Lavoratore autonomo che ha chiuso partita iva dopo il 1° gennaio 2009 a seguito della situazione di crisi economica.
- Di non percepire reddito oppure di percepire: il sussidio di disoccupazione o indennità di mobilità specificando il periodo di percepimento e per quale importo o altro reddito, in questo caso dovrà essere specificato l’importo -  Di non aver usufruito di sussidi economici da parte del comune di Minerbio o da altri enti pubblici negli anni 2009/2010 o nessun appartenente al mio nucleo familiare ha presentato la medesima domanda.
- Di possedere un ISEE (redditi 2009) inferiore a 15.000 euro.
ALLEGATI alla domanda dovrà essere presentata la dichiarazione ISEE e la dichiarazione di immediata  disponibilità rilasciata dal Centro per l'Impiego competente; il contributo di cui trattasi sarà assegnato sulla base della verifica dei requisiti richiesti e a seguito di relazione dell’Assistente Sociale del Comune.
Il modulo per la domanda potrà essere ritirato allo SPORTELLO DEL CITTADINO del Comune di Minerbio negli orari di apertura al pubblico o scaricabile dal sito del Comune di Minerbio www.comune.minerbio.bo.it, per informazioni rivolgersi allo Sportello Sociale negli orari di apertura al pubblico o telefonicamente al numero  051/6611754.
Minerbio,
IL RESPONSABILE DEL 5 SETTORE
SERVIZI GENERALI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITA’
f.to Dr.ssa Fausta Nanni


DOMANDA PER ACCEDERE AL FONDO STRAORDINARIO PER CONTRASTARE LA CRISI ECONOMICA da
presentare dal 15/03/2010 al 15/04/2010 

(clicca qui per accedere al DOCUMENTO)


Città di Minerbio
Provincia di Bologna
40061 Minerbio (BO)
Via G. Garibaldi, 44
Tel 051 6611711
Fax 051 6612152
e-mail: urp@comune.minerbio.bo.it
http://www.comune.minerbio.bo.it

sabato 20 marzo 2010

SEGNALAZIONE N° 10 AL SINDACO DI MINERBIO.

Voglio divulgare qualche foto che testimonia il degrado alla quale è sottoposta la nostra torre dell'orologio.
Causa del degrado è la presenza massiccia di piccioni che come ben sappiamo, con il loro GUANO, sporcano tutto.



Questo post, ovviamente e come tutti gli altri, è automaticamente spedito all'ufficio del sindaco,  all' URP del comune, e al  partito d'opposizine. Pertanto voglio sperare che questa segnalazione venga presa in considerazione, auspicando ad un  rapido rimedio.

FOTO N° 1

FOTO N° 2

FOTO N° 3
FOTO N° 4

FOTO N° 5 

FOTO N° 6

FOTO N° 7

LA NOSTRA SOLUZIONE :

Punte anti piccione !!!
 Esempio possibile applicazione:

INOLTRE!
Rischi e danni dovuti a volatili molesti e agenti patogeni di natura biologica:
Il problema "volatili", specie la presenza di piccioni, diventa un serio problema igienico-sanitario. Il guano dei piccioni, non solo è responsabile dei danni da corrosione alle strutture e di un forte degrado cittadino; i luoghi dove trovano riparo (sottotetti, gronde, volte, davanzali, cornicioni) e le zone infiltrate dalla presenza di sostanza organica (tetti, muri, supporti lignei), si popolano di agenti patogeni e parassiti derivanti dai detriti organici ( gli escrementi e i resti dei volatili morti). I batteri si espandono liberamente nell'aria e giungono nei luoghi pubblici e nelle aziende, contaminando oggetti di uso quotidiano e persino il cibo.
La contaminazione fecale dell'ambiente, la polverizzazione e dispersione del guano, la presenza di nidi negli edifici, causano danni talvolta irreparabili, sono occasione di diffusione e di contagio di malattie infettive all’uomo.

Oggi, sempre più, l'azione di salvaguardia della salubrità degli ambienti di lavoro necessita di seri interventi di tutela e di ripristino delle condizioni igieniche dovuti alla presenza di piccioni, di volatili molesti e del guano degli stessi, veicoli di trasmissione di malattie infettive come la salmonellosi, l'ornitosi, la borrelliosi, toxoplasmosi, encefalite, tubercolosi…che rappresentano gravi rischi di salute pubblica, un notevole danno ai processi produttivi e una violazione della Legge 626 che tutela la salute, la sicurezza e l'igiene nei luoghi di lavoro.
Fonte : LINK


Grazie per l'attenzione.
Christian B.


P.S. Chiedo scusa per la qualità di alcune foto, fatte con il telefonino.

mercoledì 17 marzo 2010

LETTERA APERTA AL SINDACO MINGANTI.

Bene Sindaco (anzi male!) oramai tutti i nodi sono venuti al pettine. Volevo rispondere alle sue proteste espresse in occasione delle nostre semplici e umili critiche propositive come semplici cittadini, nel tentativo di cercare di aiutarla a risolvere il problema sicurezza stradale, e non solo.
Ormai purtroppo è chiaro che qualsiasi idea, consiglio, proposta, che esce dai suoi schemi di partito, viene bollata come polemica o maleducazione.
Questo mi dispiace perchè mi porta a pensare che lei in realtà siede su quella poltrona solo per interesse politico e non per cercare di risolvere i problemi veri della città.
Sì, certo, qualcosa avrà fatto . . .  il cosidetto compitino, anche se in realtà non riesco ad accorgermi, pur sforzandomi, di quali risultati positivi abbia fino ad ora prodotto il suo lavoro.
Volevo inoltre ricordarle "caro" (si fa per dire!) Sindaco che essendo io un cittadino del comune di Minerbio, ho il dovere di cercare di comunicare con tutte le mie forze le problematiche del mio paese, sperando di essere ascoltato dalle istituzioni che dovrebbero almeno prenderle in esame.
Ho riscontrato invece una sordità quasi totale, ho toccato con mano la sua arroganza, sia quando cerca di dribblare le mie varie segnalazioni, con scuse che non stanno nè in cielo nè in terra, sia con le sue accuse (dandomi del bugiardo, maleducato, polemico . . .).
Questo  è il modo di fare usuale di colui che, rappresentando il paese tramite il mandato elettorale, aggredisce e sminuisce le iniziative di quei privati cittadini che tengono alla propria comunità, oltre che a travisare la realtà dei fatti.
Si ricordi "caro" (si fa per dire!) Minganti che lei siede lì perchè eletto dai cittadini che l'hanno delegata a vegliare sulla città, per il bene del paese.
Quegli stessi cittadini che ora la stanno spronando a darsi da fare e che, per inciso, le pagano lo stipendio.
Si ricordi che la monarchia è finita da un pezzo.
Quasi dimenticavo è ormai già passata una settimana caratterizzata da uno splendido sole.
L'apertura di un cantiere per migliorare l'illuminazione dell'attraversamento pedonale all' altezza della scuola primaria, però, nonostante le promesse, non ha ancora preso il via.
Grazie Sindaco per il suo NON lavoro.
Grazie Sindaco per la sua NON sollecitudine nel NON risolvere le problematiche del paese.
A questo punto le comunico, come oramai avrà già capito, che non sarà certo lei a vegliare sulla città, (vista la sua incapacità) bensì veglierò io, assieme ai miei concittadini, sul suo operato.
Sarò ben lieto di lodarLa quando farà bene, ma sarò altrettanto critico nel giudicarla quando sbaglierà.
Noi possiamo farlo, visto che Lei E' UN NOSTRO DIPENDENTE, e NON IL RE di Minerbio.
A presto, non dubiti . . .
Christian B.

IL SINDACO RISPONDE, MA NON SA QUELLO CHE DICE!

Pubblico la risposta del sindaco Minganti inerente agli ultimi  articoli  scritti sull'argomento sicurezza stradale.
Come volevasi dimostrare Minganti non conosce l'argomento e non ricorda nè quello che in passato ha letto sul nostro blog, nè quella disavventura avvenuta ormai quattro mesi fa davanti alla scuola.
Sindaco i bambini interessati nell'incidente non erano 1 come lei scrive, bensì 3 più  la mamma e la quarta bambina di appena 4 mesi, che si sono salvati nell'incidente. 
Quindi le persone presenti all'incidente erano 5. Poteva essere una strage......
Inoltre non ho mai detto che lei mi fa sentire come un bimbo delle elementari, ma che le sue risposte sembrano quelle di un bambino.....
Infine mi auguro che la frase da lei detta segnalata in rosso, qui sotto, sia un lapsus froidiano.....

A presto, non dubiti . . .
Christian B.

VOLEVO RICORDARLE, SINDACO, CHE LEI HA LA MIA MAIL, QUINDI OGNI QUALVOLTA AVESSE VOGLIA DI SCRIVERE LETTERE, RISPOSTE PIU' LUNGHE DELLO SPAZIO CHE IL BLOG RISERVA A COLORO CHE VOGLIONO PARTECIPARE AL DIBATTITO LO PUO' BENISSIMO FARE.


RISPOSTADEL SINDACO:
Poichè questa sua polemica sta diventando uno sciocco "botta e risposta" mi perdonerà se si tratta dell'ultimo mio commento sull'argomento (anche perchè io ho poche righe per rispondere, mentre lei replica con tutto la spazio che ritiene opportuno); del resto il merito mi pare fin troppo chiaro.
Per la terza volta le torno a spiegare che il potenziamento dell'illuminazione dei passaggi pedonali era già in programma; se non siamo riusciti a farla entro gennaio (come avevo ipotizzato in una precedente lettera) è stato solo per problemi tecnici ed atmosferici. Mi spiace che questa risposta la faccia sentire trattato come un "bambino che va alle elementari", ma a volte la verità è più semplice di quanto si immagini. Nuovamente ribadisco che appena il clima sarà migliore potremo fare i lavori (così come negli altri 5 cantieri comunali che da metà dicembre sono fermi per condizioni atmosferiche).
Non ho mai detto che il problema della sicurezza dei cittadini non riguardi il Comune, anzi, e direi che le tante azioni intraprese lo dimostrino più delle parole. Sorvolo per l'ennesima volta sulle altre sue considerazioni colorite soffermandomi solo su una questione: lei sbaglia profondamente quando pensa che se un fatto allarmante come quello capito a suo figlio fosse accaduto ad un mio famigliare (od amico, o conoscente, ....), il Comune sarebbe intervenuto diversamente. Per me i cittadini sono tutti uguali, ed in passato ho già anteposto più di una volta i miei interessi personali a quelli della comunità che rappresento. La invito quindi ad informarsi meglio prima di dare giudizi così negativi. O quantomeno a chiedere, prima di polemizzare.
Rinnovo i saluti


Speech by ReadSpeaker