Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"
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martedì 31 agosto 2021

CRIPTOCOMUNISMO

 

Democratici o “dem”, progressisti, fautori della cosiddetta inclusione, neo comunisti, filocinesi, negazionisti delle foibe e dei crimini comunisti, sono tutti sinonimi e facce di una stessa medaglia: il comunismo.

Il metamorfismo che li caratterizza, insieme all’odio e al disprezzo per i diritti umani, si esprime attraverso la manipolazione e la falsificazione della realtà, in un susseguirsi di ossimori creati ad arte dall’apparato delinquenziale del gotha comunista.

Con il loro quotidiano martellamento propagandistico i fautori del “pensiero unico” decidono quale debba essere la verità da proporre di volta in volta al Popolo, plasmandola a proprio uso e consumo a fini elettorali.


E’ così che la Storia, quella vera, è stata prima nascosta, poi falsata ed infine proposta al pubblico secondo i dictat imposti da personaggi che nulla hanno a che vedere con la Democrazia e la verità.

Mi riferisco a coloro che giustificano gli eccidi delle foibe nascondendosi dietro uno squallido alibi secondo il quale era giusto ammazzare migliaia di fascisti durante la seconda guerra mondiale.

Peccato però che i solerti “giustizieri” non dicano che molte delle stragi commesse seguendo tale linea di pensiero siano avvenute dopo la guerra, in tempo di pace, oltre al fatto che gli omicidi vennero rivolti indiscriminatamente contro uomini, donne, bambini e anziani.

La Storia ci racconta una verità diversa da quella inoculata come un vaccino dalle sinistre, e ci dice, prove alla mano, che nei territori dell’Italia orientale il Partito Comunista Italiano era complice dei partigiani jugoslavi nelle esecuzioni di massa e nelle carneficine compiute, appunto, a guerra finita.

La menzogna accompagna da sempre le parole dei comunisti, alimentate da un odio insanabile nato dal fatto che le destre e le democrazie si sono sempre opposte alle loro dittature.

I luridi e squallidi personaggi che orbitano nella sfera di influenza dei nostalgici comunisti, oggi metamorfizzati e criptati, celebrano le foibe come un doveroso passaggio verso il paradiso comunista.

Un percorso attraverso cui sono stati trucidati tutti coloro che, inglobati nella società civile di quei tempi, erano diventati parte dell’Amministrazione pubblica, come i maestri di scuola, gli impiegati, i funzionari pubblici, i preti e ogni altra categoria di lavoratori che avesse a che fare il sistema costituito.


L’accanimento contro il Clero e le stragi di preti e suore, anche a guerra finita, sia nei territori slavi che nell’Italia di Togliatti, vero criminale seriale insieme a Longo e al gotha comunista, la dice lunga sulla falsità con cui i progressisti sbandierano oggi la bandiera dell’inclusione…

Una inclusione che non tollera il fatto che ci si possa discostare dall’ortodossia di riferimento, pena la tortura, le sevizie, e la morte.

Il partigianato comunista che tanto piace a Sinistra Italiana, a Fratoianni e all’ANPI, fu una vera spina nel fianco dell’intero movimento partigiano.

Stragi come quella di Porzus, che colpì i partigiani della Brigata Osoppo, rei di non essere comunisti, oppure quella di Malga Bala in cui furono trucidati 12 Carabinieri, la dicono lunga sulla effettiva dimensione criminale degli "eroici" partigiani comunisti.

Per contro il negazionismo espresso oggi dagli squallidi nostalgici della falce e martello ci evidenzia palesemente l’infima caratura morale di questi soggetti, a cui consiglierei di provare un soggiorno nella Corea del Nord, ospiti del paradiso comunista.

Questi veri e propri escrementi sub umanoidi, che nulla hanno a che fare con la democrazia, la civiltà, la libertà, la convivenza civile, l’entropia sociale, sono degli odiatori di professione e auspicano la riduzione in schiavitù delle masse popolari, facendo credere di esserne i paladini.

In realtà è in atto un disegno eversivo atto a creare un gregge di pecoroni facilmente manipolabile, e per il conseguimento di tale obiettivo si ricorre alla distruzione sistematica dei valori che reggono la nostra civiltà, conquistata a duro prezzo dai nostri progenitori.

La spersonalizzazione dell’individuo è il primo passo imposto dalle sinistre per consolidare l’amalgama indifferenziata del materiale umano, senza alcuna distinzione per le prerogative di genere, divenute anzi un orpello da eliminare.

Ciò che conta nell’universo comunista è la massa, e per aumentarne le dimensioni si ricorre alla strategia delinquenziale che prevede una invasione epocale di clandestini africani, nullafacenti e privi di quell’imprinting socile che ci caratterizza.

Il risultato è che la delinquenza soffoca le nostre città, assediate dagli spacciatori nord africani, per i quali Renzi confezionò ad hoc il regalo di “reato lieve”, secondo la cui Legge prevede l’impunità per reati come lo scippo, il furto, il danneggiamento, la truffa, lo spaccio ed altre schifezze similari.


D’altra parte questo popolo di immigrati disadatttati, privi di qualsiasi capacità, compresa quella lavorativa, ma sempre pronti a delinquere e a compiere violenze e stupri, in un vera e propria riproposizione della Corte dei miracoli, costituisce il futuro elettorato delle sinistre, dei dem, dei progressisti, o di qualsiasi altra sigla ideata per confondere le idee.

Nel frattempo il PD stringe alleanze di Governo che vanno dalla simbiosi con uno dei loro nemici giurati, e cioè quei 5 stalle che urlavano a squarciagola slogan come “mai col PD”, alla coesistenza con altri partiti della coalizione guidata da Draghi, come Forza Italia e la Lega di Matteo Salvini.

Un fricandò di compromessi nel quale l’odio è la componente principale, a pari merito con la menzogna e il disprezzo per il Popolo italiano, perennemente ingannato, usato e sodomizzato.

Le cosiddette Ong che fanno la spola nel Mare Mediterraneo fra Tripoli e le nostre coste, dedicandosi al traffico di esseri umani, sono la punta di diamante delle politiche eversive delle sinistre.

Non a caso fra i personaggi di spicco dei garanti di tali Ong spuntano Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, paladino della famigerata nave Sea-Watch, insieme a Erasmo Palazzotto (deputato di Liberi e Uguali) e Nichi Vendola, noto personaggio comunista legato all’Arcigay.


Oppure troviamo il tristemente famoso Luca Casarini noto da decenni alle Forze dell’ordine per i suoi trascorsi da cosidetto “antagonista”, in passato ostile ai “Centri di permanenza temporanea” (trasformati poi in “Centri di accoglienza” attraverso abili raggiri filologici) e oggi attivo nel riempirli e stiparli fino all’eccesso, veicolandovi orde di africani paganti.

Lo scafismo si configura quindi come una delle tante attività criminose che caratterizzano i comunisti polimetamorfizzati, così come il giustificazionismo delle foibe, la corruzione, gli abusi, come quelli di Bibbiano o degli scandali bancari e tutta una serie di nefandezze che fanno parte del “modus operandi” dei “democratici”.

Mai ossimoro fu più evidente…

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Dissenso

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mercoledì 23 settembre 2020

PUTIN NON SI SMENTISCE !

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Putin non si smentisce mai, palesando nei fatti un modus operandi che nulla ha a che vedere con la democrazia e il rispetto dei diritti umani.

I sostenitori del nuovo Zar di Russia fingono di non sapere che Putin elimina fisicamente chiunque gli si opponga, anche solo dialetticamente, ricorrendo all’assassinio mediante sicari prezzolati che sparano alle vittime designate, come nel caso di Anna Politkovskaja e Anastasia Baburova, le due giornaliste della Novaja Gazeta, oppure ricorrendo al veleno.

Tutti conoscono il “caso” Litvinenko, l’ex agente dei servizi segreti del Kgb e poi dell’FSB divenuto in seguito un dissidente ostile a Putin, che morì a causa di un avvelenamento da radiazione per essere venuto in contatto con il polonio 210, un isotopo radioattivo  del polonio.

Poco prima dell’avvelenamento Litvinenko si era intrattenuto con gli ex agenti del KGB Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun in un bar di Piccadilly a Londra dove poi, in seguito ad indagini approfondite, furono infatti trovate tracce del letale elemento radioattivo.

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ALEXEJ NAVALNY

Recentemente Putin ci ha riprovato avvelenando Alexej Navalnj, il blogger e attivista politico che si oppone alle scelte dittatoriali del Cremlino, oltre che Segretario del Partito Democratico del Progresso, il quale che riunisce una formazione di cui precedentemente co-Presidente insieme a Boris Nemcov, assassinato nel febbraio 2015.

Putin i questo caso, come raramente accade, ha fallito il suo tentativo omicida poiché Navalny è sopravvissuto, grazie al fatto che l’aereo su cui si trovava il blogger in volo da Tomsk verso Mosca è stato fatto atterrare all’aeroporto di Omsk, in Siberia, per ricoverarlo d’urgenza nell’ospedale della città.

La moglie dell’attivista si è immediatamente attivata per evidenziare la situazione agli occhi della comunità internazionale, al punto che sia la Cancelliera tedesca Angela Merkel che il Presidente francese Emmanuel Macron ne hanno chiesto l’immediato trasferimento in una struttura ospedaliera in Germania.

Navalny, che in passato era già stato arrestato dalla Polizia di Putin, l’ex colonnello del KGB che spadroneggia nell’ex Unione sovietica come un novello Stalin, si è svegliato dal coma e gradatamente, grazie a 32 giorni di ricovero e di cure da parte dei sanitari tedeschi è finalmente guarito ed è stato dimesso dall’ospedale.

Gli esami clinici hanno riscontrato nell’organismo dell’attivista politico la presenza di un letale agente chimico del gruppo Novichok, come annunciato dal portavoce del Governo di Berlino Steffen Seibert, il quale ha ribadito come ciò sia a tutti gli effetti “una grave violazione della Convenzione sulle armi chimiche”.

Il disprezzo per i diritti umani in effetti è una prerogativa insita nell’essenza stessa di Putin che non esita a sbarazzarsi delle opposizioni in qualunque modo, con le pallottole e con i veleni.

Per chi non lo sapesse, il Novichok appartiene alla classe di agenti nervini, i pericolosissimi gas chimici volatili, prodotti nell’Unione sovietica tra il 1970 e il 1933, considerati armi di distruzione di massa molto potenti.

In questo particolare moneto storico Putin non deve aver apprezzato gli attacchi politici che gli ha rivolto Navalny a proposito di ciò che sta accadendo in Bielorussia.

Come si sa il dittatore Aleksandr Lukashenko, Presidente della Bielorussia, è un fantoccio manovrato da Putin, il quale ha messo gli occhi su quel Paese per proseguire il suo percorso di espansione territoriale denominato eurasiatismo.

Dopo la Cecenia, la Georgia, l’Ucraina e la relativa annessione della penisola di Crimea, ora gli appetiti totalitaristici di Putin si rivolgono infatti proprio verso la Bielorussia.

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2000  -  GROZNY RASA AL SUOLO DAI BOMBARDAMENTI RUSSI

Il dittatore Lukashenko, al potere dal 1994 dopo elezioni truccate contestate da manifestazioni oceaniche popolari in cui hanno partecipato oltre 250 mila persone, ha represso il dissenso con ogni mezzo a sua disposizione, ricorrendo alla tortura e appellandosi a Putin, minacciando il suo stesso Popolo di far intervenire militarmente la Russia per sedare le proteste.

Fra i suoi oppositori più determinati alcuni sono stati costretti a rifugiarsi all’estero, come la candidata alla Presidenza Svetlana Tikhanovskaya espatriata in Lituania, oppure come Veronika Tsepkalo che a suo rischio e pericolo ha scelto Mosca come palco da cui arringare le folle.

In tutto questo marasma emerge la figura di Putin, lo spietato assassino che attende lo sviluppo degli eventi, consapevole del fatto che ad un minimo cenno di Lukashenko potrà avere l’alibi per poter invadere il Paese con i suoi carri armati.

Putin poi provvederà a russificare i territori occupati, così come ha fatto in Cecenia e in Ucraina per giustificare davanti al consesso internazionale una qualche rivendicazione su base etnica, esattamente come fece il Maresciallo comunista jugoslavo Tito nei confronti dei territori giuliano dalmati.

L’unica differenza è che nei territori carsici della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia la dittatura comunista operò preventivamente, intervenendo con una sostituzione etnica che andava di pari passo con il genocidio programmato delle popolazioni italiane.

Nella penisola di Crimea invece Putin ha alimentato per decenni una russificazione costante dei territori, mediante l’afflusso di decine di migliaia di famiglie russe, costituendo un nucleo etnico a lui favorevole, da usare poi per vincere il referendum popolare in cui si chiedeva alle masse se volevano rimanere ucraini oppure “passare” sotto la dominazione russa.

Subito dopo questa vittoria pilotata, Putin ha subito inviato la sua preponderante forza bellica occupando l’intera Crimea, incurante delle proteste internazionali, e ponendo un altro tassello sul mosaico dell’Unione eurasiatica.

Il processo storico denominato eurasiatismo concretizza la visione politica del suo ideologo Aleksandr Dugin, e prevede per il futuro una estensione territoriale russa che va da Vladivostok a Lisbona, guidata da Putin.

L’ex agente del Kgb Vladimir Putin, che era di stanza a Berlino prima della caduta del famigerato muro, e che sparava alla schiena di coloro che tentavano di scappare dal comunismo, ora veste i panni del dittatore che espande i suoi territori a discapito delle Nazioni sovrane che si trovano sul suo cammino, come appunto l’Ucraina e la Bielorussia.

Dopo aver fagocitato la democrazia in Bielorussia, i suoi prossimi bersagli saranno quindi i Paesi baltici come Lettonia, Estonia, e Lituania ?

Oppure dovremo assistere ad una alleanza militare con l’altra potenza comunista mondiale, rappresentata dalla Cina di Xi Jinping?

Uno scenario che sfugge alle logiche odierne e che non trova immediati riscontri, ma che presenta elementi di fattibilità futura in chiave anti americana e anti occidentale, nell’eterno dualismo contrapposto.

Nel frattempo Di Maio prostituisce l’Italia a ciò che indica come ineludibile e cioè al gigante cinese, che attraverso la cosiddetta via della seta ci impone dictat e ricatti finanziari da cui difficilmente riusciremo a svincolarci, divenendo così un satellite dell’ex Celeste Impero.

La stupidità del pentastellato, il cui quoziente intellettivo è sicuramente inferiore a quello di uno scarafaggio, arriva a disprezzare i diritti umani su cui è imperniata la nostra stessa democrazia, e lo fa convinto di essere uno statista e non un “utile idiota”.

La relazione annuale di Amnesty international sui diritti umani riferisce che in Russia la situazione ha continuato a deteriorarsi e sono stati ulteriormente ridotti i diritti di espressione, di associazione e di riunione pacifica, mentre per contro è aumentata la repressione e le ritorsioni, così come le vessazioni e i maltrattamenti da parte della Polizia, la quale esegue arresti arbitrari, pesanti ammende e incarcerazioni.

Il rapporto di Amnesty prosegue confermando che il regime di Putin osteggia i difensori dei diritti umani e perseguita i gruppi religiosi come ad esempio i “Testimoni di Geova” colpendoli anche attraverso la tortura, una pratica diffusa che è garantita con l’impunità verso gli apparati polizieschi che la praticano.

La popolazione russa esprime sempre di più il proprio malcontento verso Vladimir Putin, che spadroneggiando nel Paese da oltre vent’anni, ha condotto il sistema politico in un crescendo di corruzione, di abusi ambientali e urbanistici che hanno favorito il degrado sociale e il peggioramento degli standard di vita generali.

Nonostante tutto ciò e nonostante l’annessione della Crimea la Russia, a cui era stato sospeso il diritto di voto nell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha ottenuto il reintegro in tale consesso riacquistando il diritto di voto.

La civile Europa, che è sempre di più connotata come l’Europa di Prodi e delle sinistre, ha sorvolato sulle centinaia di arresti che il regime di Putin ha effettuato in occasione delle sempre più numerose proteste di piazza e delle condanne penali inflitte ai manifestanti pacifici come ad esempio Vyacheslav Egorov, Andrey Borovikov, e Konstantin Kotov.

Pare che l’Europa da un lato dia segnali di preoccupazione verso alcuni comportamenti dei gerarchi comunisti o post tali, come nel caso dell’avvelenamento di Navalny, mentre dall’altro assume comportamenti referenziali e di sudditanza come nel caso dei rapporti commerciali con la Cina, la quale, ricordiamolo, è stata anche teatro delle Olimpiadi nel 2008 e ospiterà l’edizione invernale del 2022.

I parlamentari europei sono evidentemente refrattari alla lettura di testimonianze sulle atrocità commesse da Putin, come ad esempio in Cecenia, raccontate dalla giornalista Anna Politkovskaja attraverso i suoi reportage e i suoi libri.

Nel civile consesso europeo, caratterizzato dalla presenza massiccia di politicanti delle sinistre, si evita di rimarcare le atrocità commesse a Grozny, la capitale della Cecenia che fu rasa al suolo dai militari russi e dai mercenari di Putin che si abbandonarono a stupri, torture e mutilazioni contro la popolazione civile, in un crescendo di violenze indegne di ogni essere umano.

Anna Politkovskaja portò alla luce tutto ciò, riconducendo i crimini direttamente alle direttive di Putin che, per questo motivo, la fece uccidere da uno dei suoi sicari.

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L'odierna Europa, frutto del coito contro natura fra banche e marxismo

Personalmente affermo molto chiaramente che questa Europa mi fa schifo, in quanto complice sia dei misfatti di Putin che di quelli di Xi Jinping, e aggiungo che vorrei guardare negli occhi ogni singolo parlamentare europeo per esprimergli il mio vivo disprezzo.

Vorrei dire loro che il silenzio complice con cui esprimono la loro subdola indolenza li qualifica come complici e come individui dalla caratura morale più simile a quella di un tipo di fogna che a quella del parlamentare.

Del resto il comunismo ci ha sempre confermato che la sua stessa essenza si compone di odio e di violenza e a questo proposito viene da chiedersi come mai i politici del PD osannino Palmiro Togliatti definendolo con l’appellativo di “il Migliore” nonostante il fatto che la Storia affermi che sia stato un feroce criminale e assassino ?

Malafede ? Ignoranza ? Un irrazionale sentimento di odio insanabile ? Cervello da ratto ? Lesioni cerebrali ?

O forse un po’ di tutto questo, almeno a quanto appare dai discorsi dei sinistroidi e delle sardine …

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Dissenso

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martedì 14 luglio 2020

Trasformisti con la valigia...


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Con questo breve articolo vorrei puntualizzare, stigmatizzandolo, l’atteggiamento di quei politicanti, o mestieranti che dir si voglia, della politica italiana, che fanno del trasformismo camaleontico un elemento caratteristico del loro carrierismo in seno ai Partiti.
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In particolare mi soffermo sull’esodo dei Parlamentari italiani, emigrati (non clandestini) nelle accoglienti file di Fratelli d’Italia con elegante disinvoltura, che pur nel totale rispetto delle norme vigenti interpretano un ruolo trasformista quanto meno disarmante.
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Ne cito solo alcuni :
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Francesco SASSONE
da
Forza Italia
a
Fratelli d’Italia
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Galeazzo BIGNAMI
da
Forza Italia
a
 Fratelli d’Italia
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Marco LISEI
da
Forza Italia
a
Fratelli d’Italia
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Riccardo ERRA
da
Forza Italia
a
Fratelli d’Italia
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Rita SCHIEVANO
da
Movimento 5 stelle
a
Fratelli d’Italia
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Salvatore CAIATA
da
M5S - Gruppo Misto
a
Fratelli d’Italia
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Appare quanto meno imbarazzante il passaggio a Fratelli d’Italia degli ex appartenenti al gruppo bolognese di Forza Italia, per il fatto che esso sia coinciso con il calo al 6,8 per cento del partito di Berlusconi e il contemporaneo rialzo alla percentuale dell’8,8 per cento del Partito di Giorgia Meloni.
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Di sicuro rimane il fatto che Galeazzo Bignami, l’ex Capogruppo di Forza Italia alla Regione Emilia-Romagna, NON abbia cambiato casacca quando Forza Italia lo candidò alla Camera, dandogli la tanta agognata possibilità di diventare Deputato della Repubblica, ma solo una volta che il suo obiettivo era stato raggiunto.
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Il cambio di casacca è avvenuto infatti solamente dopo il concretizzarsi della meta, ma soprattutto in conseguenza delle fluttuazioni elettorali che successivamente modificarono gli assetti politici, incentivando evidentemente la trasmigrazione di Bignami e dei suoi fedelissimi verso  Fratelli d’Italia, oltre che di un folto gruppo di Consiglieri di quartiere dell’hinterland bolognese a lui legati (guarda caso!)
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Verrebbe quindi da pensare al classico caso in cui “quando la nave affonda i topi abbandonano la nave” !
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Mi chiedo, rivolgendo la domanda anche a Giorgia Meloni, se siano questi i politici a cui fare riferimento e di cui fidarsi per la programmazione politica futura, e se siamo sicuri del fatto che questo allegro cambio di casacca non si ripeterà a vantaggio (esclusivamente numerico) di altri Partiti.
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La facilità con cui questi personaggi passano da un Partito all’altro rende possibile il fatto che un partito diventi improvvisamente ostaggio di qualche leader o di eventuali correnti al suo interno, prodromicamente alla formazione di nuove realtà politiche che per costituirsi concorrono alla disgregazione del vecchio gruppo di appartenenza.

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E’ esattamente ciò che è accaduto nel PD, quando Matteo Renzi ha dato vita a Italia Viva, uscendo dal partito e portando con sé un folto numero di Parlamentari piddini, come Maria Elena Boschi, Roberto Giachetti, Davide Farone, Gennaro Migliore e molti altri.
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Il cambio di casacca è indice quindi di aleatorietà e sinonimo di incertezza, due elementi che di sicuro non producono un risultato che possa andare al di là di un eventuale vantaggio della immediata contestualità, ma che anzi costituiscono un pericoloso precedente per la stabilità del Partito stesso.
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Nel caso di Fratelli d’italia occorre considerare se sia opportuno affidare la gestione di prerogative culturali importanti, come la diffusione di argomenti basilari per il consolidamento del substrato ideologico di Partito, come l’anticomunismo, a personaggi che potrebbero essere interessati solo al carrierismo, come del resto indicherebbe il loro modus operandi.
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I FORZISTI BIGNAMI E LISEI con ANNA MARIA BERNINI
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Traggo queste considerazioni anche sulla base della mia esperienza personale in rapporto a trascorse interazioni proprio con il neo Deputato Galeazzo Bignami, nel periodo in cui era un uomo di punta dei Forza Italia.
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Premetto che come scrittore oggi ho al mio attivo una produzione letteraria di sei libri, tutti impostati su una visione storica del fenomeno comunista, che ne comprende i crimini e i criminali pressoché sconosciuti in Occidente, e uno a carattere autobiografico sulla Bologna rossa degli anni ’70.
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Tutti sono stati pubblicati grazie ad Amazon e disponibili in rete a prezzo modico.
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Proposi a Bignami una collaborazione che ricercasse il modo per poter diffondere tramite la macchina della politica l’anticomunismo espresso dalla mia produzione letteraria.
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I FORZISTI Lisei e Bignami
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Il mio scopo era quello di trovare il modo da contenere i prezzi per l’utente finale molto vicini allo zero, per consentire una diffusione osmotica e capillare che avrebbe arricchito culturalmente il Popolo delle destre.
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Evidentemente però il progetto di Bignami differiva notevolmente dal mio, poiché da quel momento in poi dovetti assistere ad un improvviso voltafaccia del politico di Forza Italia, fatto di silenzi e di comportamenti ostili, come quello di negarsi al telefono.
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Lisei e Bignami in FRATELLI d'ITALIA
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L’evidenza dei fatti, per quanto triste e disarmante, mi ha convinto del fatto che l’anticomunismo non sia quindi nelle corde dell’odierno Deputato della Repubblica, accolto con enfasi da Giorgia Meloni, la quale probabilmente non è nemmeno a conoscenza di tutto ciò.
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Resta il fatto che personalmente, visto il modus operandi che fino ad oggi ha segnato l’incedere quotidiano di Bignami, non affiderei a personaggi come lui alcun incarico dirigenziale, tanto meno di carattere culturale, intellettuale, o didattico.
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Fratelli d’Italia purtroppo sta invece facendo ponti d’oro a personaggi come lui, perdendo di vista il fatto che la base elettorale si conquista con gli approfondimenti ideologici e non con questa forma di clientelismo da cui ricavare un effimero vantaggio numerico …
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Dissenso
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martedì 28 gennaio 2020

Un ANTICOMUNISMO inesistente

Con le elezioni Regionali di Gennaio 2020 abbiamo assistito alla sconfitta delle destre in Emilia Romagna, ma ciò che a mio parere ha prodotto questo risultato non è da ascrivere a meriti particolari nell’operato delle sinistre, bensì a precisi demeriti nelle politiche con cui le destre si sono rapportate ai Cittadini.
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Mentre le sinistre continuano da decenni a martellare e ad insistere sulla demonizzazione dell’avversario, dipingendolo, chiunque esso sia, come fascista, e identificandolo nell’affiancare ad esso il ricordo dei lager e delle atrocità commesse contro gli ebrei, le destre tacciono.
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Non importa il fatto che i Partiti riconducibili all’area politica delle destre non abbiano a che fare con il fascismo, poiché vengono comunque associati ad esso con termini nuovi, come quelli di sovranisti o nazionalisti.
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Le sinistre, in questo tam tam ossessionante e quotidiano, a cui ricorrono dal dopoguerra ad oggi, mantengono una supremazia intellettuale che li eleva al di sopra di interlocuzioni o di raffronti da cui possono rifuggire in qualità di paladini dell’antifascismo.
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Il condizionamento sociale è endemico e capillare, e viene instillato nell’immaginario collettivo della popolazione attraverso diversi meccanismi di coercizione emotiva e intellettuale, con l’ausilio di strumenti quali le neonate “sardine” o il ricorso a canzonette come “bella ciao”, o manifestando un antifascismo di comodo, rabbioso e distruttivo come quello dei “centri sociali”.
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Al contrario, le destre tacciono, complice l’ignavia espressa dai dirigenti che dovrebbero invece reagire e produrre cultura e anticomunismo.
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Probabilmente sono più occupati a rimanere attaccati alle proprie poltrone, sperando che il carisma di Matteo Salvini supplisca alle loro carenze e alla loro incapacità.
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Ho assistito personalmente al completo disinteressamento dei quadri direttivi delle destre verso qualsiasi problematica che intendesse sottoporre all’attenzione dell’elettorato una informazione corretta e storica sul fenomeno comunista, da cui ancora oggi i suoi eredi traggono linfa vitale.
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Mi sono dedicato alla scrittura di saggi e di libri (5 in tutto) nei quali porto a conoscenza del lettore la vera essenza e la dimensione criminale del comunismo e dei soggetti che ne hanno fatto parte, spaziando attraverso le dittature che hanno soggiogato i Paesi non solo europei, ed evidenziando il ruolo dei criminali assassini comunisti italiani.
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Ho spiegato perché oggi possiamo definire i partigiani comunisti come volgari delinquenti e assassini, e come si siano trasformati nel dopoguerra in apparati criminali come quello della Volante rossa o nelle famigerate Brigate Rosse.
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Ho spiegato come il vecchio PCI da cui deriva il retaggio pseudo culturale dell’attuale PD, abbia sempre protetto i criminali comunisti che si macchiarono di fatti di sangue e di come li abbiano addirittura fatti eleggere in Parlamento, palesando così un totale disprezzo verso le loro vittime.
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La conoscenza del “modus operandi” tipico delle sinistre, imperniato sull’odio e sulla demonizzazione dell’avversario, sulla mistificazione pianificata e sullo stravolgimento dei fatti storici è sicuramente prodromica all’evoluzione intellettuale delle masse popolari a cui finora tutto ciò è stato tenuto nascosto.
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Proposi i miei scritti all’editore Roberto Mugavero, titolare della casa editrice Minerva, nel bolognese, ma fui sbrigativamente “liquidato” con la motivazione che i contenuti si potevano reperire attraverso ricerche su internet.
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Feci presente che non avevo alcuno scopo di lucro, ma solamente il desiderio di diffondere l’anticomunismo, obiettando anche che le persone possono cercare un argomento in rete solo se vengono a sapere che tale argomento esiste.
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Poiché la disinformazione comunista, dal dopoguerra ad oggi, ha accuratamente celato o mistificato tutto ciò che riguarda l’universo marxista, tocca a noi dare una giusta informazione, libera da vincoli e imposizioni.
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L’editore, che era anche impegnato politicamente come Consigliere Comunale di centrodestra a San Giorgio di Piano, decise di non proseguire tale discorso con i miei lavori, chiudendomi la porta in faccia.
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Oggi i miei libri, che ho pubblicato attraverso Amazon, sono apprezzati e letti con una certa regolarità e riesco così a fare, nel mio piccolo, ciò che mi ero prefissato : diffondere l’anticomunismo.
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Voglio anche ribadire il concetto che i capi di Partito, gli assessori, i senatori, e coloro che spaziano nell’orbita dirigenziale degli apparati politici, dovrebbero occuparsi di ciò, patrocinando, affiancando, aiutando, pubblicizzando le opere di quegli autori che contribuiscono a squarciare il velo di omertà che fino a oggi ha coperto i crimini comunisti.
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Purtroppo ho invece potuto constatare l’assoluta indifferenza della dirigenza di Partiti quali, ad esempio, Lega, Fratelli d’Italia, e Forza Italia.
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Anni addietro ero in stretto contatto con un assessore regionale di Forza Italia, Galeazzo Bignami, a causa del fatto che conducevo una battaglia politica contro il PD nel paese di Minerbio, in cui  lui voleva allargare la sua sfera di influenza.
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Insieme a mio figlio, da soli, dopo due anni di attività politica che comprendeva la divulgazione di materiale scritto da me e distribuito attraverso “banchetti informativi” sul territorio, portammo il PD al suo minimo storico nelle elezioni politiche di quegli anni.
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Dopo qualche tempo proposi a lui, a Bigami (allora in Forza Italia), di sostenere il progetto editoriale (gratuito) chiedendogli di intervenire presso i canali adeguati per la diffusione dei libri, ma non solo ottenni un netto rifiuto, ma anzi da allora questo personaggio mi si è negato anche al telefono ogni qualvolta l’ho chiamato.
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Costui, dopo essere stato eletto alla Camera dei Deputati nelle file berlusconiane, occupando così uno scranno parlamentare, ha potuto toccare con mano il declino di Forza Italia e si è quindi precipitato a migrare verso l’astro nascente di Fratelli d’Italia, procurandosi così nuove certezze (di non dover lasciare la poltrona).
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Con personaggi come quelli descritti risulta evidente come la destra sia destinata a soccombere di fronte ad una “macchina da guerra” ben collaudata e funzionante come quella dei cosiddetti “progressisti” .
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Una delle attività principali con cui detengono le leve del potere è proprio quella che pone in evidenza le ortodossie di riferimento, a cui tutti devono adeguarsi, allineandosi all’ideologia e ai dictat emanati dal ghota di turno.
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Manipolazione delle coscienze, suggestione finalizzata ad imposizioni ideologiche, stravolgimenti della realtà che diventano assiomi di riferimento, elaborazioni della struttura storica e dei fatti, rifiuto dell’evidenza, asservita a verità preconfezionate, costituiscono l’incedere quotidiano delle politiche delle sinistre, PD in testa.
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Il PD pubblicizza e porta all’attenzione delle persone qualunque cosa possa ostacolare l’avanzata delle destre, e ricorre a sistemi che ricordano da vicino la sudditanza psicologica descritta dal libro di Orwell “1984” orchestrando una società sotto controllo del “Grande Fratello”.
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Le destre, o meglio i personaggi di spicco che evidentemente sono più impegnati a “paracularsi” piuttosto che ad impegnarsi nell’anticomunismo, tacciono e non reagiscono, diventando loro stessi complici della disfatta.
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La cultura è, e sarà sempre, il motore che consente di spaziare attraverso la dimensione temporale traendo insegnamento e monito dalle vicende del passato.
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La mancanza di cultura provoca la rottura di equilibri sociali e l’insorgenza di dittature, quale è oggi, ad esempio, quella del PD
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Dissenso
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mercoledì 22 gennaio 2020

IL PAPA FA FINTA DI NON CAPIRE


Papa Bergoglio continua a fare politica, e lo fa apertamente, conscio del fatto che le sue argomentazioni inducono a scontrarsi con quelle di Matteo Salvini e del Popolo della Lega.
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Infatti Sua Santità, si dichiara continuamente e in ogni suo discorso, favorevole all’accoglienza verso i migranti clandestini che a centinaia  e centinaia arrivano dall’Africa.
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IL PAPA COMUNISTA
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Il Papa insiste anche sul fatto che non si debba negare loro la possibilità di entrare sul nostro territorio, e maliziosamente aggiunge le parole “come vorrebbe invece fare qualcuno”, riferendosi proprio a Salvini.
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Quello che però l’attuale vicario di Cristo non dice, è il fatto che nei fastosi e capienti palazzi del Vaticano siano stati accolti pochissimi di quei clandestini  a cui fa riferimento, così come nelle migliaia di Chiese dislocate in ogni anfratto del territorio nazionale, rimaste vuote.
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L’orda migratoria è composta per la maggior parte da individui di fede islamica e ciò comporta anche un rischio per quanto riguarda l’arrivo di ex combattenti dell’Isis e delle milizie di Allah.
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Per completezza di informazione va anche detto che la Lega, Matteo Salvini in testa, non è ostile ai migranti, bensì ad un loro flusso irregolare e senza regole.
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In ogni Paese civile esiste infatti il controllo dei confini, mentre l’immigrazione è regolata da Leggi che tutelano la società civile e fissano i limiti oltre cui questa deve essere considerata illegale.
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Quasi tutti coloro che arrivano sulle nostre coste, complici il PD, le ONG, e le “toghe rosse”, hanno proprio la caratteristica di essere illegali, come infatti dice la parola stessa di “clandestino”.
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Noi stessi, quando andiamo all’estero, fuori dai confini europei, dobbiamo sottostare a regole quali il visto di ingresso e il permesso di soggiorno, concessoci per turismo o per motivi di lavoro, e l’obbligo di vaccinazione a seconda del luogo che si vuole raggiungere, oltre alla registrazione all’ingresso, con tanto di passaporto.
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Le regole occorrono per evitare che, come invece è successo grazie alle devastanti politiche delle sinistre, si abbiano flussi migratori incontrollati di masse che non vengono qui da noi per turismo o per lavoro, ma allo scopo di parassitarci e di delinquere.
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Le cronache dei giornali ci offrono quotidianamente la prova di tutto ciò, a cui assistiamo impotenti, mentre i politicanti da strapazzo del PD, dei 5 stalle, e lo stesso Papa, fanno finta di non vedere.

Lo spaccio di droghe, di cui i pushers nordafricani detengono il monopolio totale in Europa, è endemico e radicato nel tessuto sociale delle nostre città.
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Gli stupri e le violenze contro le donne compiute da extracomunitari sono aumentate, e ciò è frutto della sub-cultura cui appartengono i migranti clandestini, ma di questo grave problema i personaggi della sinistra come ad esempio Laura Boldrini, non ne parlano mai.
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Il Papa si bea e si ammanta in una aurea ipocrita di condiscendenza verso il mondo islamico e verso i migranti che ne fanno parte, fingendo di non sapere che è in corso una islamizzazione non tanto silenziosa dell’Occidente, che ha condotto anche a radicalizzazioni violente e pericolose per la nostra democrazia.
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Un Papa miope, oppure politicizzato, che invece di tentare di indirizzare le scelte politiche degli Stati mondiali verso un piano di sviluppo agrario e industriale delle zone africane da cui partono le migrazioni, predica una assurda accoglienza, figlia di un mero assistenzialismo fine a sé stesso, che non produce effetti positivi ma solo devastazioni.
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IMAM BERGOGLIO
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Tutti i cittadini pagano i costi di questa accoglienza, in termini sociali e di sicurezza, assediati come sono da manipoli di questuanti neri che stazionano nelle nostre aree urbane, mentre le Cooperative rosse lucrano su di loro.
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Il territorio dello Stato Vaticano è off limits per i clandestini, ed è per questo motivo che il titolo di questo articolo è “Il Papa fa finta di non capire” !
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Il Papa capisce eccome !
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Capisce molto bene che questa accozzaglia di giovanottoni, nessuno dei quali scappa da guerre, e che si presentano anzi ben nutriti e tutti con il telefonino, sono qua solo perché sperano di essere assistiti come parassiti, senza lavorare e senza produrre alcunchè di positivo per la nostra civiltà.
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Se volessero, potrebbero benissimo lavorare a casa loro e contribuire allo sviluppo della loro gente, delle loro madri, delle famiglie, e della società in cui .
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Qui da noi non c’è lavoro nemmeno per gli italiani, che sono assediati da una crisi che perdura oramai da dieci anni, e le case da prendere in affitto hanno dei prezzi proibitivi.
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I clandestini interpretano quindi il ruolo di “polli da spennare” ad opera delle cooperative rosse che spartendosi i denari offerti dallo Stato (e cioè da noi) lucrano sulla loro pelle dividendosi profitti faraonici, con la compiacenza del PD e dei loro nuovi complici, i “5 stalle”.
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Il Papa fa finta di niente e si erge a paladino del migrante, facendo di ogni erba un fascio, come se coloro che emigrano per lavorare e coloro che invece lo fanno per NON lavorare fossero la stessa cosa.
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Un Papa con il paraocchi ?
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Sembra di no, anzi sarebbe più giusto identificarlo come un Papa a cui manca solo la tessera di un partito, il PD, per riconoscere in lui una dottrina politica  anti cristiana, islamizzante, nettamente sbilanciata a sinistra.
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Un Papa che si oppone alla volontà della maggioranza di un Popolo, quello italiano, che a gran voce chiede a Matteo Salvini di interrompere una assurda invasione e il mercimonio di vite umane innescato dal PD e da parte della Magistratura, la stessa che ha dimostrato di disprezzare la democrazia chiedendo il rinvio a giudizio del Capitano leghista.
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Un Papa che non ha sufficientemente tuonato contro i misfatti compiuti in quel di Bibbiano, e che non ha organizzato processioni o adunate silenziose di credenti in opposizione alle devastanti angherie che il “sistema emilia” del PD ha inflitto ai bambini innocenti strappati alle famiglie.
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Gli eredi del comunismo, quelli che ancora oggi inneggiano a Togliatti definendolo “il Migliore”  e che hanno intitolato le vie e le piazze delle nostre città a criminali sanguinari come Lenin, Stalin, Tito, solo per citarne alcuni, hanno lo stesso modus operandi desunto da quello che ancestralmente ha originato il Male assoluto.
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I BENIAMINI DELLE SINISTRE
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L’odio è tangibile ed è espresso quotidianamente, indirizzato verso l’avversario politico.
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E’ stato così per Craxi, poi per Berlusconi, ed ora per Matteo Salvini.
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Il Papa dovrebbe combattere l’odio, così come Satana, il comunismo e le sue poli-metamorfosi, affiancando la volontà popolare in un percorso di ricerca di civiltà.
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Il papa ha il dovere di combattere il Male, anche quando questo assume le sembianze di politici assetati di potere e avvelenati dall’odio.
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E’ sotto gli occhi di tutti che l’Italia è attualmente soggiogata da una accozzaglia di criminali a cui importa solamente le poltrone sopra cui siedono, nel totale disprezzo della democrazia e della convivenza civile e democratica.
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La dittatura è tangibile, a tutti i livelli, mentre il Papa continua a sproloquiare e fare politica.
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Dissenso
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