Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

domenica 11 novembre 2018

STOGIT E SOVRAPRESSIONE

Il Governatore della
Regione Emilia-Romagna,
 Stefano Bonaccini
Poco tempo addietro, nel mese di Agosto 2018, il Presidente della Regione Emilia Romagna ha bloccato il progetto di raddoppio di cubatura del gas nel sito di stoccaggio della Snam di Minerbio, gestito da Stogit, rimandando la decisione al Governo nazionale in carica, a firma Lega e 5 Stelle.
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Ricordiamo a chi legge che l'ampliamento previsto è funzionale ad un altro progetto, a cui noi del blog ci siamo sempre opposti, e cioè quello della realizzazione del nuovo gasdotto Puglia-Minerbio, che dovrebbe attraversare la dorsale appenninica e portare nuovo gas, appunto, nelle strutture minerbiesi di Stogit.
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I 5 stelle si sono sempre dimostrati ostili a entrambi i progetti, di cui in passato hanno sancito l'inutilità e le varie criticità, non ultima quella relativa alla dimensione inquinante dell'intero apparato.
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Va detto che la legge pone dei limiti all'inquinamento atmosferico, ma  potendo disporre di una DEROGA ALLO SFORAMENTO DI EMISSIONI, si può tranquillamente inquinare, in modo legalizzato, e questa è proprio la strategia adottata da Stogit fino ad oggi !
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Salvatore Ricco è il responsabile della comunicazione di Snam, che gestisce attraverso STOGIT l’impianto di stoccaggio e pompaggio di gas metano a Minerbio (BO).
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Tralasciando il problema sicurezza, non secondario in ordine di importanza, vorrei porre in evidenza un altro aspetto che riguarda STOGIT e l’impianto che gestisce a Minerbio.
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Si tratta delle emissioni inquinanti rilasciate in atmosfera.
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Normalmente, successivamente alla fase di stoccaggio, al momento del prelievo per l’immissione nella rete nazionale, il gas viene depressurizzato, rigenerato, e depurato.
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La fase rigenerativa del metano estratto costituisce la principale fonte di emissioni di agenti inquinanti, come l’ossido e il biossido di azoto, l’anidride carbonica, e le polveri sottili.
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I NOX (ossidi e biossidi di azoto) in presenza dell’umidità atmosferica e della luce solare si trasformano in acido nitrico, responsabile delle piogge acide, con danno per le colture e per  l’ambiente.
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Inoltre i NOX liberano radicali liberi in grandi quantità, che intervengono poi nella formazione del biossido di azoto.
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Il Biossido d’azoto è un gas fortemente reattivo, ritenuto tra gli inquinanti atmosferici più pericolosi in quanto irritante per propria natura.
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Esplica questa azione a livello delle mucose delle vie respiratorie, sia a livello nasale che bronchiale ed è inoltre precursore, in presenza di forte irraggiamento solare, di una serie di reazioni secondarie che determinano la formazione di tutta quella serie di sostanze inquinanti note con il termine di “smog fotochimico invernale”.
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Radio Città del Capo ha posto a Salvatore Ricco la seguente domanda :
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Le turbine che comprimono il gas nel sottosuolo bruciano metano ed emettono in atmosfera oltre 150 tonnellate l’anno di ossidi di azoto (NOX), una quantità che equivale alle emissioni di 300 mila automobili che ogni giorno attraversino Minerbio, 365 giorni l’anno.
Questo lavoro può essere svolto anche da turbine elettriche.
Perché non avete preso in considerazione questa possibilità, in occasione dei lavori di ammodernamento e ampliamento dell’impianto ? 
STOGIT rilascia in atmosfera a Minerbio 1,2-1,5 milioni di metri cubi di gas l’anno, pari a circa 1000 tonnellate. 
Siete impegnati a ridurre questa consistente immissione di gas serra ?
È stato valutato l’eventuale impatto sanitario su scala locale ?
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Salvatore Ricco ha risposto che l’Impianto è soggetto ad autorizzazione integrata ambientale, rilasciata dalla Città Metropolitana di Bologna il 3 agosto 2015.
Il responsabile della comunicazione di STOGIT ha anche affermato che saranno sostituite le turbine con un'altra meno impattante da punto di vista dell’inquinamento atmosferico e approvata dalle direttive dell’Unione europea per i grandi impianti di combustione.
L’arringa del “difensore” pubblico di STOGIT prosegue asserendo che ciò ridurrà al minimo le emissioni di NOX (ossidi di azoto) e di CO (monossido di carbonio) ma non in senso assoluto, bensì rispetto  a sostanza ancora più inquinanti come carbone o gasolio.
Inoltre il P.R. aziendale afferma che con l’installazione della nuova turbina saranno ridotte ulteriormente le già basse emissioni di queste sostanze.
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La risposta induce a riflessioni inquietanti, visto che per poter continuare nel suo incessante flusso di emissioni inquinanti STOGIT ha dovuto fruire di una deroga di legge alla quantità stessa di emissioni.
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La STOGIT in primis, con ammissione diretta, espresse chiaramente durante l’assemblea pubblica che si tenne nel teatro di Minerbio nel 2013 svoltasi in occasione della proposta di ampliamento dello stoccaggio dei gas, il concetto che una percentuale dello stesso viene liberata in atmosfera, aumentando l’emissione di gas a effetto serra.
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Lo comprova anche la delibera n. 26/20152 del “Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del protocollo di Kyoto” in cui si derogano la STOGIT di Minerbio, di PC, e di FE, autorizzandole ad emettere gas a effetto serra  !
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Al seguente LINK sono disponibili gli articoli che descrivono la lotta del blog al progetto del raddoppio di stoccaggio del gas a Minerbio, direttamente collegato al progetto del nuovo gasdotto che partendo dalla Puglia attraverserà l’intera dorsale appenninica, devastando l’ambiente, portando altro gas a Minerbio.
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Il Primo cittadino Minerbiese, del PD, è sempre stato molto attivo nel dichiararsi favorevole al progetto, esprimendosi molto chiaramente e in termini positivi nei suoi riguardi, anche perché STOGIT in via compensativa ha versato nelle casse comunali oltre 3 milioni di euro !
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In questi giorni circola sul territorio un volantino, a firma ASSOCIAZIONE PROAMBIENTE TERRE DI PIANURA dal titolo :
NO ALLA SOVRAPPRESSIONE AL 107 % PERCHE’ :
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Ecco il testo.
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Potrebbe aumentare il rischio sismico, come certificato nei documenti della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) del Ministero dell’Ambiente.
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Si offre come “garanzia” ai cittadini un meccanismo di controllo a soglia (“semaforo”). Ma i processi che avvengono sulla crosta terrestre non si possono fermare a comando, una volta innescati.
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Il voto sul progetto in Commissione V.I.A. è stato controverso. Su 48 membri solo 33 si sono presentati per la votazione finale. Tra questi, 5 si sono astenuti e il rappresentante della Regione Emilia Romagna era assente.
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Dei 4 geologi, uno non ha firmato il verbale e uno ha votato esplicitamente contro. Quest’ultimo risulta essere la persona più titolata dell’intera Commissione in materia geologica. Inoltre lo stesso ha dato in più occasioni, sempre parere negativo all’aumento di pressione a Minerbio.
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(immagine aggiunta dal blog)
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Di recente è emerso un altro fatto inquietante : nel catalogo dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) è indicata una faglia sismica definita “capace” che attraversa il sottosuolo di Minerbio. In luglio, nel corso di un incontro in Regione, abbiamo preso atto che né STOGIT, né la Regione ne abbiano mai tenuto conto.
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L’aumento della capacità di stoccaggio del giacimento di Minerbio tramite sovrappressione non risponde ad esigenze di sicurezza energetica nazionale, ma solo a ragioni di mercato. La rete del gas viene oggi utilizzata anche per rivendere il gas di importazione all’estero.
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Il giacimento di Minerbio non è mai stato a corto di gas in 40 anni e STOGIT stessa prevede che la domanda nazionale di gas non aumenterà in modo significativo, anche nel lungo termine.
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Aumentare il rischio sismico in una zona duramente colpita dal terremoto del 2012 è un’inaccettabile provocazione, Non vogliamo barattare la nostra sicurezza e i nostri beni con (modeste) elargizioni economiche al Comune, quantificate in modo arbitrario e non condiviso.
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La Regione Lombardia non ha autorizzato la sovrapressione a Sergnano (CR), un comune classificato con lo stesso rischio sismico della pianura bolognese causa “elevata sensibilità sismica”.
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NON VOGLIAMO LA SOVRAPRESSIONE A MINERBIO PERCHE’ E’ INUTILE, INSENSATA E DANNOSA
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CHIEDIAMO ALLE AUTORITA’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA UN GESTO DI RESPONSABILITA’ NEI CONFRONTI DELLE MIGLIAIA DI CITTADINI CHE ABITANO QUESTI TERRITORI, GIA’ DURAMENTE COLPITI DAL TERREMOTO DEL 2012.
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FERMATEVI !
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Emerge chiaramente, da qualunque lato si osservino gli aspetti della vicenda STOGIT, che la volontà popolare viene calpestata vergognosamente in nome del profitto e di “giochi” politici indegni di un paese civile.
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L’arroganza istituzionale si sposa con gli interessi di gruppi economici calpestando quelli dei Cittadini che assistono impotenti alla protervia impositiva di chi crede di essere al di sopra dei diritti umani.
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Calpestare la volontà popolare equivale infatti a disprezzare i diritti umani, e spero che i Cittadini minerbiesi da sempre addomesticati e assuefatti ad un PD pernicioso e infame, si sveglino e decidano di interrompere questo ciclo perverso e ripetitivo con cui i post comunisti spadroneggiano da decenni sul territorio.
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Spero che finalmente le prossime elezioni sanciscano la scomparsa del PD da Minerbio, così come è avvenuto in quasi tutta Italia, provocando l’inserimento del partito di Renzi e Martina nella lista di quelli in via di estinzione.
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Nel frattempo accogliamo con soddisfazione il provvedimento della Regione Emilia Romagna che NON autorizza STOGIT ad ampliare la cubatura di gas mediante sovrapressione, anche se per onore di cronaca bisogna dire che tale decisione è stata presa solamente per opportunità politica.
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Mentre in precedenza la regione era positivamente sbilanciata verso il progetto della Snam, ora che al Governo c'è la Lega insieme ai 5 Stelle, il Governatore Bonaccini spera di mettere in difficoltà i suoi antagonisti politici, variando le prospettive di simbiosi precedentemente instaurate con STOGIT.
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A parte tutto ciò, vedremo nell'immediato futuro se il Governo, starà dalla parte dei Cittadini come ha sempre dichiarato di essere, o se invece ripercorrerà la stessa strada del PD, fatta di prevaricazione e disprezzo della volontà popolare...
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Dissenso
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domenica 4 novembre 2018

LA DIFFERENZA ...


Sia il Movimento 5 Stelle che la Lega hanno espresso, durante la campagna elettorale che li ha portati poi al Potere, alcuni “punti fermi” riguardo a problematiche da affrontare una volta eletti.
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Uno dei “cavalli di battaglia” dei pentastellati, ad esempio, è quello secondo cui la raccolta dei rifiuti, che devono essere altamente differenziati per tipo, deve poi confluire in apposite “discariche” impostate ad immagine del cosiddetto “modello Vedelago”.
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Questo modello, realmente esistente, è da sempre un riferimento obbligato per i 5 Stelle quando si parla di rifiuti, poiché il Centro Riciclo di Vedelago nel Trevigiano, ampiamente pubblicizzato da Beppe Grillo è diventato famoso e oggetto di visite da parte di delegazioni provenienti da ogni parte del Mondo.
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La posizione di avanguardia nel settore rifiuti, per quanto riguarda lo smaltimento e il riciclo, ha contraddistinto questo modello, proposto a più riprese da tutto il Movimento 5 Stelle ai Cittadini, ma la cruda realtà ci racconta invece un’altra verità, quella secondo cui tutto il sistema era una gigantesca “bufala” che ha portato alla implosione e al fallimento della società, con conseguente “buco” di oltre trenta milioni di euro.
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Viene quindi da pensare che i 5 Stelle vendessero fumo, propagandandoci la libertà dalle diossine e dalle micidiali polveri sottili a favore di un riciclaggio “pulito” che non solo era a costo zero, ma era addirittura una fonte di reddito consistente per chi gestiva l’impianto.
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Il modello da imitare, secondo Grillo, lascia ora il posto agli odiati inceneritori, cui devono giocoforza ricorrere anche i Sindaci pentastellati.
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La frase che più ricorre in situazioni come queste è : “Che figura di m….da !”
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Ma questo non è l’unico motivo di imbarazzo che Di Maio deve subire, poiché altre e ugualmente scottanti disillusioni per gli elettori dei 5 Stelle si sono profilate all’orizzonte.
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E’ il caso, ad esempio, della costruzione del nuovo gasdotto “pugliese”, cui i pentastellati si sono sempre dichiarati contrari e contro la cui realizzazione, hanno tuonato fortemente in campagna elettorale, dichiarando che eventuali contratti in essere sarebbero stati stracciati e invalidati.
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Questo gasdotto, della cui progettazione e realizzazione si parla già dal 2010, dovrebbe “partire” da Taranto ed “arrivare” a Minerbio, dove esiste già il più grosso centro di stoccaggio europeo di gas naturale, gestito dalla società Stogit.
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Noi del Blog “Minerbio e la Voce del Cittadino” siamo stati fra i primi ad opporci a questo progetto, non solo per il fatto che il percorso ideato dovrebbe svilupparsi attraverso la dorsale appenninica (e non affiancando il gasdotto già presente sulla dorsale adriatica) devastando il territorio, ma anche perché la Stogit ha già una deroga allo sforamento delle consistenti emissioni di Co2 in atmosfera, e il nuovo ed enorme quantitativo da stoccare aggraverebbe non poco l’inquinamento locale.
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Manifesto anti TAP a firma 5 stelle, prima delle elezioni
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Ecco il Link dell’articolo del 2011 su tale argomento, dibattuto anche in assemblea pubblica fra Sindaco e Cittadinanza.
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L’articolo contiene altri Link che illustrano la lunga battaglia condotta contro la realizzazione del progetto, a cui anche i 5 stelle erano nettamente ostili.
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Oggi però, pare che Di Maio, abbia candidamente affermato che il gasdotto si DEVE fare, ventilando lo spauracchio di multe o penali varie, disprezzando così la volontà popolare.
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Molti dei sostenitori pugliesi (e non solo) dei 5 Stelle si sono sentiti traditi (giustamente) e hanno bruciato sia la bandiera del Movimento che la tessera di appartenenza, palesando apertamente la loro rabbia per una importante problematica per la quale ora sono non solo indifesi ma anche derisi.
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I 5 Stelle dovrebbero sapere che il vento cambia molto in fretta, ed è proprio la rabbia e l’insoddisfazione che muove la direzione della protesta, così come il fatto di sentirsi “presi in giro” .
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Del resto è proprio per questi motivi che gran parte dell’elettorato del PD ha deviato le proprie preferenze verso di loro, al momento di votare !
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I pentastellati dovrebbero riflettere su ciò, ma pare che considerino gli scontenti alla stregua di dissidenti, così come fecero in passato con ex “illustri” grillini, come ad esempio il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, o altri.
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Ma non è ancora tutto !
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Di Maio e Salvini si sono affannati, quasi con umiliante precipitazione, a prostrarsi davanti al comunismo cinese e alla dittatura russa !
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I due maggiori esempi di disprezzo dei diritti umani del nostro emisfero, sono stati corteggiati dal Governo italiano in cerca di soldi e di vantaggi economici !
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Tutto ciò poteva essere considerato prassi abituale, facente parte dei ruoli politici, quando tale collusione era appannaggio dei precedenti governanti italiani che rappresentavano i seguaci di Togliatti.
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Il comunismo cinese e quello metamorfizzato dell’ex colonnello del KGB Vladimir Putin si sposavano bene con il post comunismo dei gerarchi italiani del PD, così come la loro visione simbiotica sull’uso abituale del disprezzo dei diritti umani.
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L’attuale Governo Salvini-Di Maio evidentemente NON è interessato al fatto che milioni di persone siano deportate, uccise, torturate e annichilite, siano esse famiglie o singoli individui, gruppi etnici o religiosi, dissidenti o difensori dei diritti umani.
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Poco importa a Salvini e al suo alleato di Governo che nel frattempo si consumi la deportazione delle popolazioni uiguri, sottoposte a persecuzione dal regime comunista, così come non interessa che l’intero Tibet sia parte di un enorme progetto di distruzione dell’etnia tibetana, con relativa sostituzione dei ceppi sociali con altri di etnia han.
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Poco importa a chi vede in Salvini e in Di Maio una luce fuori dal tunnel, un riferimento di vita, anche se quella di altri esseri umani viene compromessa, come quella dei deportati nei lager cinesi denominati laogai, in cui la tortura è all’ordine del giorno, magari anche solo per aver espresso una appartenenza alla religione cristiana o al movimento religioso del Falun Gong.
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Pagoda buddista del XVI° sec. data alle fiamme a Mianzhu (Sichuan)
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Io sono stato fra i primi a battermi perché questo Governo sostituisse quello nefasto e micidiale del PD, ma ora non accetto che il prezzo da pagare sia così alto.
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I valori morali ed etici sono stati spazzati via dalla brama di opportunità economiche, svendendo la propria morale al miglior offerente.
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So che mi attirerò le antipatie di molti che mi leggono con questo post, ma non mi interessa, io non ci sto !
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Non voglio rendermi complice di queste nefandezze che credevo potessero essere attuate solo da comunisti, ma evidentemente mi sbagliavo…
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Voglio vedere la differenza con le sinistre, a partire dai valori cardine che contraddistinguono la destra dalla sinistra, e non assistendo ad un appiattimento etico culturale che non ci appartiene.
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Voglio potermi fidare senza essere accoltellato alle spalle come sta invece accadendo !
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Dissenso
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sabato 6 ottobre 2018

Gli ANARCHICI ASSOLTI e le TOGHE ROSSE !

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Ci sono voluti cinque anni di indagini per scoprire i responsabili degli attentati compiuti a Bologna dal 2010 al 2011, ma poi tutti gli imputati, ventidue anarco-ambientalisti, accusati di associazione a delinquere, di danneggiamento seguito a incendio, e di fabbricazione e accensione di materiale esplodente, sono stati assolti dal gup Aberto Ziroldi al termine dell’udienza preliminare.
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Non si andrà quindi nemmeno a processo, non ci sono gli estremi per farlo, secondo il parere del gup, e così i terroristi responsabili degli attentati la faranno franca.
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Scritte anarchiche che palesano il loro ODIO verso tutti e tutto
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Il 12 dicembre del 2010 ci fu l’attentato ai locali del Roadhouse Grill, mentre il 26 marzo 2011 furono presi di mira gli uffici dell’IBM, così come la Facoltà di Agraria il 21 luglio 2011.
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Il 29 marzo 2011 furono posti quattro ordigni rudimentali anche vicino agli uffici dell’Eni per i quali fu fermato il 24 enne ferrarese Francesco Magnani.
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Questi roghi fecero molto scalpore e provocarono un grande allarme sociale a Bologna.
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L’inchiesta e le indagini sono state gestite dai pm Enrico Cieri e Antonella Scandellari che, nel corso di cinque anni hanno effettuato perquisizioni durante le quali furono trovati materiali compromettenti come petardi, acceleranti per incendi, maschere antigas, documenti su Eni, Ibm, e McDonalds.
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Da tutto ciò erano emerse responsabilità che avevano indotto i pm a rinviare a giudizio 22 anarchici, tra i quali spiccano i nomi di Roberto Nadalini, Giuseppe Valerio Caprioli, ed Elena Riva, già coinvolti in altri procedimenti.
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I pm avevano anche vagliato la posizione degli indagati al momento degli attentati, mediante l’analisi dei tabulati telefonici, ma tutto ciò secondo il Giudice Ziroldi non è stato sufficiente per istruire un processo.
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Tutti liberi dunque ! In barba alla legge !
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E guarda caso ciò avviene a Bologna, la città in cui, più di ogni altra, i facinorosi dei centri sociali, gli anarchici, e le frange estreme della sinistra godono di una sorta di impunità che li vede quindi, da decenni, perseguire le loro attività criminose impunemente.
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La Giustizia è stata per l’ennesima volta vilipesa e infamata, mentre per contro sono stati premiati i “pupilli” delle sinistre, quei “rivoluzionari della domenica” che fanno tanto comodo al PD per impedire ai suoi oppositori politici, come ad esempio Salvini, possano parlare in un pubblico comizio ai cittadini bolognesi.
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Bologna ostaggio della violenza anarchica
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Da notare che è lunga la scia criminosa che caratterizza il modus operandi di questi rivoluzionari da strapazzo, attivi solo nei periodi feriali poichè in estate si squagliano al sole in qualche località di villeggiatura come fanno gli appartenenti alla tanto odiata borghesia.
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Ecco un breve estratto della loro attività criminosa in quel di Bologna, svolta negli anni scorsi dai demenziali circoli cosiddetti "alternativi" dell’anarchia felsinea.
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Nella notte fra il 30 giugno e il 1° luglio 2014 due anarchici hanno piazzato un ordigno in via Malvolta nella serranda della sede di Casa Pound, a Bologna.
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Nella notte fra il 7 e l’8 novembre 2015 sono stati incendiati i fasci di fibre ottiche che corrono nelle canaline a lato dei binari della Linea ferroviaria Alta Velocità Bologna Milano, causando notevoli ritardi al traffico dei treni.
L’attentato è stato rivendicato in un sito di area anarchica con uno stile che ricorda quello delle Brigate rosse.
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Il 9 agosto 2016 è stato arrestato un anarchico nigeriano che aveva in casa diversi prodotti chimici che, se opportunamente miscelati, potevano dare vita ad un ordigno esplosivo.
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Sono state trovate anche indicazioni esatte su diverse cabine dell’Enel e su zone di distribuzione del gas, entrambe a Bologna
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Il 27 novembre 2016 tre individui piazzarono una bomba che fece saltare il portone blindato di una Caserma dei Carabinieri nel quartiere Corticella, a Bologna.
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L’attentato è stato poi rivendicato dagli anarchici sul sito “informa-azione.info”
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Frame dell'attentato alla Caserma dei Carabinieri, ripreso dalle telecamere di sorveglianza
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A fine febbraio 2018, nel cuore della notte, sono state lanciate due bottiglie molotov  contro la sede di Azione universitaria in zona Saragozza,
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Nella notte del 21 marzo 2018 è stato compiuto un atto di sabotaggio presso la ditta Dab sistemi integrati, in via Niccolò dell’Arca, alla Bolognina, in cui sono stati effettuati vandalismi e scritte anarchiche.
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Alle 4 del mattino del giorno 11 aprile 2018 è stato fatto deflagrare un ordigno rudimentale di matrice anarchica davanti alla vetrata di una filiale della Banca Unicredit in via della Barca, a Bologna.
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Alcune bombole di gas da campeggio sono state assemblate per l’esplosione, mentre nel muro a lato della vetrata è apparsa la scritta “Erdogan boia”.
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Il nome del circolo “Fuoriluogo” ricorre ciclicamente in occasione degli attentati anarchici, a dimostrazione del fatto che al suo interno si trovano i responsabili dei fatti criminali.
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L’associazione eversiva degli anarco-insurrezionalisti costituisce la finalità perseguita attraverso il modus operandi dei frequentatori del circolo “Fuoriluogo”, contraddistinto da violenza e intolleranza.
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Vandalismi degli anarchici contro i negozi cittadini
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Evidentemente ad alcune delle “toghe rosse” che inquinano l’ambiente della Magistratura tutto ciò non appare come un pericolo per l’intera società, ma come l’espressione di un marxismo che anche loro condividono a livello ideale, stupidamente e cinicamente, poiché consapevoli della violenza insita nella sua essenza.
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Le “toghe rosse” fingono di non sapere che il marxismo è impregnato di violenza, e che negli scritti di Marx ricorre ciclicamente un aperto auspicio all’uso della forza e della coercizione per imporre “ad ogni costo” il comunismo.
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Questa è la malafede inaccettabile che contraddistingue le “toghe rosse”, che tradiscono in questo modo il giuramento di fedeltà ai valori di Giustizia, di Libertà e Democrazia che caratterizzano la nostra civiltà.
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Gli anarchici combattono la Democrazia e lo Stato di diritto
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A Bologna i gruppuscoli anarchici terroristi godono di una impunità che permette loro di continuare a seminare terrore e odio, nonché un tangibile disprezzo per le persone oneste e i Cittadini che lavorano, mascherando la loro violenza con il facile e comodo alibi di un becero antifascismo, trito e ritrito, anacronistico e stupido.
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Ma più stupido ancora è colui o coloro che permettono che tutto ciò avvenga, e in particolare chi è a capo di quelle istituzioni che dovrebbero garantire un incedere democratico della gens bolognese.
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Prima o poi questo comportamento, assolutamente criminale, sia di parte della Magistratura che delle istituzioni cittadine, dovrà pagare un conto salato alla collettività verso cui si è espresso.
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Coloro che fino ad oggi hanno interpretato un ruolo dissacrante nei confronti  dei valori democratici, come i rappresentanti del PD, pagheranno cara la loro infinita arroganza, ne sono più che certo, e allora sarò in prima fila a deriderli e a sputare su di loro il MIO disprezzo.
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Dissenso
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venerdì 5 ottobre 2018

DEMOCRAZIA e GIUSTIZIA allo SBANDO !


Il raggiungimento di uno standard di civiltà in Europa, e in Italia in particolare, si è consolidato attraverso decenni di democrazia, durante i quali tutti i cittadini erano soggetti ad osservare regole comportamentali e leggi dello Stato.
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Chiunque avesse tentato, in passato, di violare attraverso fatti delittuosi la libera convivenza civile e democratica, veniva sottoposto a Giudizio e condannato in base alla gravità del reato commesso.
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In questo modo si delineavano esattamente i ruoli attraverso cui le persone decidevano di condurre le proprie esistenze, ponendo da un lato le persone oneste, che nulla avevano da temere dalla Magistratura, e dall’altro i delinquenti, che vivendo ai margini della legge costituivano il mondo della malavita, combattuto e represso dagli organi Statali come quello dei carabinieri, della Polizia e della Magistratura.
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Oggi tutto ciò è solo un lontano ricordo.
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I ruoli sono stati stravolti e confusi, e i Cittadini sono diventati ostaggio della violenza espressa non solo da delinquenti impuniti che imperversano quotidianamente nel nostro territorio, ma anche dagli Organi stessi di uno Stato che è diventato nemico dei Cittadini e delle persone oneste.
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Capita quindi di assistere a paradossi che trovano una spiegazione solo analizzando le aberranti politiche attuate dal PD negli ultimi anni, che hanno retrocesso il Paese ai periodi bui del Medioevo..
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Il PD si è insinuato nella Magistratura, con la compiacenza palese di coloro che vengono definiti “toghe rosse” a causa del loro evidente afflato politico, e ha operato nella direzione di un buonismo devastante, garantista verso i criminali.
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Il PD ha favorito una invasione epocale, frutto di flussi immigratori provenienti in maggioranza dall’Africa, e si è rivolto a loro come ad un futuro elettorato e tentando di dargli, indiscriminatamente, la cittadinanza italiana, attraverso il progetto di legge denominato “ius soli” (fortunatamente arenatosi al Senato).
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I migranti clandestini sono stati per anni un vero e proprio affare per le cooperative rosse, che gestivano il fenomeno dell’accoglienza a suon di euro elargiti dall’Unione Europea (quella di Prodi e delle sinistre) e creando un giro d’affari multimilionario, previo accordo con le navi delle ONG che ne garantivano l’afflusso costante e regolare.
Oggi lo squilibrio è molto marcato, le toghe di sinistra sono radicate a livello endemico
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Uno scandalo che si è protratto a lungo, riducendo l’Italia e l’Europa ad un covo di africani pretenziosi e violenti che, come ringraziamento per l’accoglienza, si sono dedicati al furto, allo spaccio, allo stupro, e al delitto, come comprovano le cronache italiane degli ultimi anni.
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Va da sé infatti che la maggioranza degli immigrati clandestini, attirati in Italia dalle lusinghe del PD, siano giunti sui nostri territori non di certo con lo scopo di lavorare e di farsi una famiglia, di integrarsi e di costituire una risorsa per chi li aveva accolti, ma anzi, di prevaricarci con l’uso della violenza, di monopolizzare lo spaccio della droga, oramai loro esclusivo appannaggio, e di parassitare la nostra società.
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Per fare ciò hanno potuto contare sull’aiuto costante del PD, il quale ha garantito loro un sussidio giornaliero e un tetto sulla testa, oltre che ad una impunità per i loro delitti.
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Sì, sembra incredibile ma il PD ha fatto proprio questo.
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Renzi in prima persona ha firmato l’approvazione di un emendamento alla Legge Letta sulla tenuità del reato, che dichiara non punibile chiunque compia un crimine la cui pena prevista sia inferiore a quella di cinque anni di detenzione.
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Alcuni parametri che compongono il pacchetto di Legge, come quello secondo cui il concetto di tenuità non si applica quando ci si trovi in presenza di crudeltà, o di reiterazione del reato, in effetti vengono quotidianamente disattesi dalle “toghe rosse”, ben felici di poter compiacere le politiche devastanti del PD.
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Capita così che ogni santo giorno decine e decine di africani delinquenti spaccino droghe nelle nostre città, e che durante le retate della Polizia resistano agli agenti colpendoli con calci e pugni, consapevoli del fatto che di lì a poco il Tribunale li rimetterà in libertà.
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E’ capitato proprio oggi a Bologna.
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Ad un controllo della Polizia questo clandestino ha detto : "Cani italiani, vi taglio la gola !"
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Un gambiano di 28 anni, pluri-pregiudicato, spacciatore seriale, che ha ingaggiato una colluttazione con le Forze dell’ordine, non solo in fase di arresto ma anche in Tribunale, in presenza del Giudice, è stato rimesso da questi in libertà e gli è stato dato l’ennesimo e inutile divieto di dimora, che l’africano colleziona, avendone già ricevuti altri.
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Moltiplicate questo episodio per altri mille che accadono quotidianamente nel nostro ex Bel Paese, e capirete in che situazione di degrado ci abbiano condotto le politiche criminali di personaggi come Martina, Renzi, Fiano, e Gentiloni, mentre il canuto rappresentante del colle si beava di proclamare il suo biasimo verso questo o quel populista che protestavano per tale stato di cose.
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La Malafede istituzionale e la collusione tra la Politica e il malaffare, così come fra le correnti politiche presenti all’interno della Magistratura, palesano nelle aule di Tribunale un vero e proprio attentato alla Democrazia italiana, e svelano un disegno eversivo che va nella direzione voluta dal PD che è davanti agli occhi di tutti.
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La spersonalizzazione delle identità nazionali, passando per il divieto di esprimere nelle aule scolastiche l’appartenenza al cristianesimo, con l’abolizione del crocifisso e del presepio, rivela un piano diabolico per favorire una islamizzazione capillare, mentre chi si oppone è definito un ignobile “populista”
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Lo scopo, che ho più volte tentato di portare all’attenzione dei lettori, è quello di creare in Europa, dopo l’alleanza storica tra capitalismo e marxismo, un gregge indistinto e massificato di pecoroni docili e facilmente manipolabili.
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Non a caso la sinistra europea è perfettamente allineata con le politiche del PD, iniziate da Prodi e proseguite fino alla caduta del Governo Gentiloni.
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Ora l’Italia si trova a dover fare i conti con l’apparato orwelliano che gli intellettuali delle sinistre hanno imposto al Popolo, e a subire la devastazione sociale che il PD e la Magistratura continuano a produrre sulla pelle dei Cittadini.
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E’ sufficiente aprire i quotidiani e leggere le cronache cittadine per vedere con chiarezza quale sia la situazione che le politiche criminali del PD ci hanno regalato.
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Il cittadino che si ribella e che protesta è oggi considerato un “populista” ed è esposto alla pubblica riprovazione, così come quando si chiama “zingaro” un criminale di etnia sinti o rom, cadendo nel reato di razzismo.
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Nel frattempo loro, i tutelati del PD (invece dei Cittadini onesti) continuano a rubare, a sfruttare i bambini con l’accattonaggio, a rovistare nei bidoni dell’immondizia buttando fuori ogni cosa e spargendola per la strada (mentre noi paghiamo una tassa per la raccolta, oltretutto differenziata).
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Toghe rosse e PD, un binomio inscindibile che sta devastando l’Italia e la convivenza civile e democratica, impunemente, visto che la magistratura non è soggetta ad indagini o a provvedimenti.
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MAGISTRATURA "DEMOCRATICA" : la DEVASTANTE sinistra della Magistratura


Un potere dentro lo Stato e superiore ad esso, quello della Magistratura, inattaccabile e arrogante, assolutamente in antitesi con i princìpi democratici e di libertà cui tutti noi facciamo riferimento.
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Cane non mangia cane…
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Però esistono i canili, ed è a questo che dobbiamo mirare nella improrogabile esigenza di rinchiudervi i ringhiosi cani sciolti, i pericolosi randagi della giustizia, che mordono chiunque essi vogliano azzannare.
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E’ imperativo fermarli…
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Dissenso
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Speech by ReadSpeaker