Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

venerdì 13 luglio 2018

L'indipendenza della Magistratura


Sono personalmente contrario alla Indipendenza della Magistratura, poiché attualmente ricopre un ruolo di potere pressochè illimitato all’interno del sistema sociale italiano.
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In linea di principio non sarebbe sbagliato agitare il vessillo dell’indipendenza per chi ha l’onere e il dovere di applicare la Legge e la Giustizia al Popolo italiano, senza per questo dover subire pressioni di ogni tipo.
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Il fatto è però che ciò sarebbe eticamente proponibile se la Magistratura stessa non fosse divisa in fazioni, sfacciatamente votate ad interpretare precisi ruoli politici, e a gestire l’iter giudiziario subordinatamente ad una giustizia politica di parte.
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In questo caso non siamo quindi di fronte ad una Giustizia super partes, equidistante da paradigmi di partito, ma anzi si riscontrano precisi elementi di connessione tra molti giudici e le prerogative ideologiche di riferimento.
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Viene quindi a mancare l’obiettività dell’indagine giudiziaria, che assume le sembianze di una sorta di inquisizione, finalizzata ad un vero e proprio stupro della Giustizia, non più equa ed uguale per tutti, ma indicizzata e personalizzata, canalizzata e adattata all’uopo, alla circostanza contingente, al desiderio intrinseco di soddisfare un ego politico, anzi partitico.
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In un quadro di soverchianti prepotenze messe in atto da Giudici come ad esempio quelli delle famigerate toghe rosse l’individuo è sempre e costantemente in pericolo, soggetto com’è alla sete inestinguibile  di chi usa la Giustizia per i propri fini politici.
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La Storia dell’Italia del dopoguerra ci racconta di Magistrati che dopo aver devastato la vita delle persone, in preda ad un delirio di onnipotenza per il quale si consideravano i soggetti inquisiti come rei di misfatti da colpire con pene inestinguibili, proseguivano il loro iter entrando in politica, in Parlamento, sugli scranni parlamentari riservati alle sinistre.
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Purtroppo questi personaggi, di cui è piena sia a Magistratura che la politica, possono vantare  un retaggio di continuità ideologica fra il precedente mestiere di Magistrato e quello successivo di parlamentare.
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Tutto ciò è molto triste e ci riporta agli anni più bui della civiltà e della società umana, in cui l’onestà intellettuale e l’etica erano misconosciute.
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E’ sufficiente osservare con occhio obiettivo la lunga serie di inquisizioni operate dalla Bocassini nel suo iter di accanimento verso Silvio Berlusconi per capire cosa effettivamente sia una toga rossa.
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Trentatrè processi !  Credo che una qualsiasi valutazione non possa prescindere dalla consapevolezza che si tratti di una vera e propria persecuzione, operata per motivi politici e sfruttando una posizione di potere.
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In questo caso, data la palese prepotenza e la carica di odio sociale espresso senza mezzi termini,  è vergognoso che la Magistratura non possa essere fermata e riportata ad un giusto equilibrio.
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Solo le dittature più feroci, come quella sovietica o cinese, usano i tribunali per annichilire gli avversari politici, ancora oggi, e pare che la civile Italia ne sia un degno emulatore.
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Parallelamente la sinistra esprime anche le sue preferenze attraverso i magistrati per quanto riguarda il buonismo, e cioè l’applicazione di una benevola accondiscendenza verso coloro che appartengono all’aura delle sinistre.
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Ed è per questo che in Italia i facinorosi delinquenti dei centri sociali, dediti alla guerriglia urbana, alla violenza e alla devastazione, non vengono mai condannati nei tribunali.
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E’ per questo che si passano sotto silenzio comportamenti a dir poco imbarazzanti di personaggi che godono della benevolenza delle toghe rosse, mentre altri vengono messi alla berlina e inquisiti spietatamente.
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La Giustizia in Italia sta lentamente morendo, soffocata dai seguaci di Togliatti e da quelle toghe rosse che sputano sul senso stesso della Giustizia e della libertà.
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Il loro potere è troppo grande e incontrollabile, e si manifesta con oltraggi alla democrazia che rendono necessario porvi rimedio.
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Lo chiede il popolo, in nome della libertà.
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Dissenso
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giovedì 12 luglio 2018

MALAFEDE MARXISTA


Max Horkheimer è stato un filosofo ebreo tedesco, un sociologo e storico della filosofia, oltre che un accademico, esponente di primo piano, insieme a Marcuse e ad Adorno, di quella Scuola filosofica-sociologica di Francoforte chiamata Istituto per la Ricerca Sociale, di orientamento prettamente marxista, il cui nucleo originario era composto da filosofi e sociologhi tedeschi di estrazione ebraica.
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In questo contesto si inseriscono quegli intellettuali o pseudo-tali che hanno contribuito a considerare e a riconsiderare le teorie marxiste elaborando approcci in chiave convergente verso ipotesi che interiorizzazzero fruttuose interpretazioni.
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Ne è un esempio la rivisitazione critica del marxismo intrapresa da Horkheimer che mediante differenti contribuiti critici opposti alla teoria marxista tradizionale ne travalica l’analisi sviluppando e opponendovi una nuova teoria cosiddetta critica, finalizzata ad instaurare una società priva di ingiustizie sociali.
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Come lui, centinaia di anelanti comunisti, le cui menti assuefatte non riescono ad uscire da stereotipi preordinati, si nutrono di marxismo, tentando di plasmare e di mistificare ciò che in realtà esso rappresenta : una apotesi di violenza programmata, sempre confermata in qualunque nazione esso sia riuscito ad imporsi.
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La falsità e l’incoerenza, così come la mistificazione e l’arroganza, contraddistinguono i parametri attraverso cui questa immensa mole di studiosi (o per meglio meglio dire di sordidi manipolatori) del marxismo si propongono, ergendosi a paladini di una società libera e comunista.
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La realtà vera e oggettiva si scontra e smentisce qualsiasi pretesa di simbiosi tra il comunismo e ciò che i marxisti chiamano sfacciatamente “progressismo”, poiché la Storia con i suoi eventi ci ha dimostrato in maniera chiara ed univoca quali disastri epocali siano stati, in effetti, i veri protagonisti e interpreti della realtà oggettiva.
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I milioni di deportati del comunismo sovietico, così come ad esempio quelli del comunismo cinese, nord coreano, o vietnamita, rappresentano una serie di anelli che compongono una lunghissima catena : quella dell’odio, del dolore, della violenza e del sangue che il comunismo ha consapevolmente creato.
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Tornando agli intellettuali al servizio delle sinistre, eredi di un retaggio politico marxista devastante per l’umanità, va detto che è semplicemente criminale il loro afflato emotivo consenziente verso il cancro comunista, così come i loro tentativi di  manipolazione della società perseguiti in chiave ideologica e in palese malafede.
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Non è infatti concepibile che, nonostante siano stati ampiamente palesati i crimini compiuti in nome del marxismo e della violenza che tale filosofia auspica e incita a compiere, ora si tenti di sminuirne la portata effettiva o di cancellarne le tracce, ricorrendo a speculazioni verbali e a mistificazioni filosofiche o pseudo culturali.
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I cosiddetti radical chic, nuova fauna emergente della sinistra odierna, ammantati da un’aura arrogante con cui si ergono a modello e ad esempio da seguire, in realtà mistificano quotidianamente l’essenza stessa della realtà, dimostrando la loro palese ignoranza, subordinata solo al loro immenso servilismo verso i clichè marxisti, il più delle volte per semplice convenienza economica o per smaccato e indegno opportunismo.
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In pratica, mentono sapendo di mentire, così come fa Martina il nuovo “leader” del PD che si affanna a sproloquiare ogni qualvolta gli si dà facoltà di parola.
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La malafede è proprio la caratteristica principale di questi personaggi, che si ritrovano in ogni aspetto della società civile, infiltrati e perniciosi, subdoli e parassitari, infestanti e nocivi, siano essi giornalisti o conduttori televisivi, personaggi dello spettacolo o dello sport, politici o piliticanti…
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Occorrerebbe fare una bella disinfestazione, per diminuire fno allla totale scomparsa questo esercito di zecche che hanno arrecato tanto danno ala società.
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Sta a noi Cittadini farlo, democraticamente e alla luce del sole, con il nostro voto, che li ridurrà come insetti senza vita…
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Dissenso
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martedì 3 luglio 2018

BOLOGNA ostaggio dei centri sociali : Sindaco NON PERVENUTO...


L’inettitudine e il permissivismo che si riscontrano nel Sindaco di Bologna e nell’operato della Prefettura, affiancati dalle varie cariche politiche che fanno da corollario, come ad esempio quella del capogruppo PD in Comune, Claudio Mazzanti, rasentano responsabilità di tipo penale.
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I cittadini e la città stessa sono infatti ostaggio di un manipolo di delinquenti appartenenti ai centri sociali, in particolare di Xm24 in via Fioravanti, senza che le Istituzioni muovano un dito per interrompere il percorso di illegalità che si allunga giorno dopo giorno.
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Xm24 deve lasciare la struttura di via Fioravanti, poiché è scaduta la convenzione per l’utilizzo di tali spazi nel 2016, e poiché già da un anno è stato emesso un ordine di sfratto, a cui però gli attivisti anarco comunisti non vogliono ottemperare.
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ZECCA comunista

E’ trascorso un anno dal decreto di sfratto e Xm24 ha ribadito con arroganza affermando che di spostarsi proprio non ha alcuna intenzione, anzi, per festeggiare il compleanno dello sfratto non eseguito ha pensato di bene di organizzare una festa di strada, notturna, con tanto di spettacolo pirotecnico e musica fino all’alba.
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Xm24, alias i tupamaros della domenica, alias i guerriglieri che mettono a ferro a fuoco la città nelle occasioni che fanno comodo al PD (come quando si è impedito, con l'uso della violenza, che Matteo Salvini potesse parlare), alias gli anarco-comunisti pseudo-rivoluzionari, hanno deciso che la loro volontà è legge, che il loro comportamento è giusto, e che quello che decidono di fare non può essere ostacolato.
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Ed è così, forti di queste convinzioni, che hanno impedito alle persone residenti nella zona della “festa di strada” di chiudere occhio a causa del rumore, degli schiamazzi, del volume alto della musica.
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L’infinita arroganza dei “pupilli” del Sindaco è stata anche sfacciatamente  coadiuvata dall’occhio benevolo e benpensante di personaggi della politica cittadina legati al PD, come Emily Clancy (consigliera di Coalizione Civica), come Daniele Ara (consigliere del quartiere Navile) e come Claudio Mazzanti (capogruppo PD in Comune).
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La loro faziosità si è espressa in termini di accondiscendenza nei confronti di Xm24, nonostante il fatto che davanti ai loro occhi si sia palesata una reiterata violazione della legalità, e che il disegno criminoso dei centri sociali sia da loro stessi sbandierato senza mezzi termini.
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Noi di qui non ce ne andiamo !”,  hanno proclamato con arroganza i seguaci di Togliatti e di Bakunin, sapendo di essere protetti dal PD e da Merola, mentre la Prefettura continua beatamente a “sorvolare” su questi atti criminosi guardando da un’altra parte.
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L’illegalità a Bologna viene premiata da un PD becero e colluso che invece di far rispettare la Legge si dimostra prodigo di benevolenza verso chi delinque.
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Ironia di Salvini su Xm24 e il Sindaco di Bologna, Virginio Merola



Forse il PD vuole in questo modo ringraziare i Centri sociali per non aver permesso a Matteo Salvini di parlare in piazza, all’epoca della campagna elettorale che ha preceduto le elezioni ?
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Ricordo ai personaggi come Merola che presto dovranno andarsene a casa !
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Il popolo italiano ha infatti  finalmente capito di che pasta è fatto il PD.
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Ha capito che si tratta di un partito criminale a cui non interessano i problemi degli italiani, ma solo le speculazioni di partito, l’inciucio, le ruberie, la corruzione, e il malaffare, come dimostrano le tante indagini della Magistratura.
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Merola, Mazzanti, ecc, ecc, preparate le valigie perché i prossimi siete voi !
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Allora si che ci sarà una festa, ma la faremo noi, liberi cittadini !
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Dissenso
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venerdì 29 giugno 2018

IL PD SPUTA SUL POPOLO ITALIANO


La volontà del Popolo italiano si è espressa, ancora una volta, sentenziando molto chiaramente, alle ultime elezioni, un forte risentimento verso il Partito Democratico.
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Lo ha fatto con decisione, decretando un netto rifiuto verso la compagine dei politicanti post comunisti che idolatrano ancora oggi il criminale Palmiro Togliatti.
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Riposa In Pace
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Il Popolo italiano ha sancito la scomparsa del PD dalla scena politica, stanco del malaffare, degli inciuci, delle collusioni, dell’arroganza e della corruzione che rappresentano i tratti caratteristici di questo partito, membro a tutti gli effetti della “casta” delinquenziale che ha trascinato l’Italia sull’orlo di un baratro.
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Dopo la sonora batosta elettorale, con cui il Popolo sovrano ha deciso che il PD non deve rappresentare  più alcun italiano, i caporioni in malafede del Partito si sono invece arroccati su posizioni di estrema arrognaza, insistendo nel proporsi come interpreti di un ruolo alternativo alla maggioranza.
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Quotidianamente i piddini esprimono velenose critiche sull’operato del nuovo Governo, che legittimato dagli italiani sta operando per il bene della Nazione.
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Martina non perde occasione per offendere e per lanciare anatemi contro Salvini o Di Maio, e contro il Presidente Conte, a prescindere dalle iniziative da questi intraprese.
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Espressione ebete di Martina
Il suo livore si evince dal volto trasfigurato in rabbiose quanto pietose mimiche, che lo identificano come zimbello delle sinistre, avido di un potere che non ha più, e soggiacente alla volontà dell’intera popolazione che lo ha rifiutato.
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Il "reiettto" subisce dei veri e propri travasi di bile, e si sfoga dimostrando la sua inadeguatezza sputando su tutto e su tutti, indistintamente.
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Il PD, che è l’erede poli-metamorfizzato del vecchio PCI di Togliattiana memoria, ha approfittato a lungo della sua posizione politica, rubando a piene mani e mistificando la verità dei fatti, come provano le centinaia di indagini cui sono stati sottoposti i personaggi di partito, come Sindaci, assessori, consiglieri, ecc, ecc…
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Le mistificazioni della verità storica in particolare, sono alquanto vergognose, perché nascondono i crimini dei leader cui loro stessi fanno riferimento, fin dalle origini del partito stesso.
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I contenuti dei testi scolastici sono stati sapientemente dirottati verso una narrazione compiacente ai dictat dei “compagni” dell’ex PCI, stravolgendo ruoli e responsabilità.
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Le stragi degli assassini partigiani comunisti sono state nascoste accuratamente, così come la tragedia delle Foibe, le deportazioni staliniane, gli stupri compiuti dalle truppe di “Liberazione”, e molto altro ancora.
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Al suono di “bella ciao” stuoli di ferventi e compiacenti post comunisti hanno palesato il loro odio, che è il maggior carattere rappresentativo che li distingue.
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Il popolo ha detto basta a tutto ciò !
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Il PD continua con la sua quotidiana arroganza, senza sapere che così facendo si sta scavando una fossa nella quale verrà seppellito definitivamente.
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A quel punto saremo noi a cantare “Martina, bella ciao“ !!
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Dissenso
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domenica 10 giugno 2018

IL PARADISO COMUNISTA NORD COREANO : Rapporto ONU sugli abusi contro i diritti umani

Propongo un articolo tratto da "Tempi.it", scritto da Leone Grotti in data 19 febbraio 2014
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L'Occidente finge di non sapere, ma in realtà tutti conoscono le atrocità commesse in nome del comunismo.  Le tanto enfatizzate "bandiere multicolori della Pace" che tanto piacciono alle sinistre, come mai NON protestano contro tutto ciò ?
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Queste bandiere, in realtà tinte di rosso, manifestano per i gay, per le lesbiche, scendono in Piazza contro Berlusconi, ma non muovono nemmeno un dito per protestare a favore delle vittime dell'orrore comunista.
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Il rapporto Onu sugli abusi contro i diritti umani in Corea del Nord è un inventario mostruoso di crimini e orrori.
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Nessuno potrà dire : “Se solo avessimo saputo”.
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«Alla fine della Seconda guerra mondiale molte persone dissero:
Se solo avessimo saputo i mali che venivano compiuti nei paesi delle forze ostili. Se solo avessimo saputo”.
Bene, ora la comunità internazionale sa».
Ha parlato così Michael Kirby presentando l’inchiesta dell’Onu sulle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord. Il rapporto di 372 pagine è uno dei migliori mai stilati dall’Onu e paragona gli orrori perpetrati dagli anni Cinquanta ad oggi nei gulag comunisti nordcoreani a quelli dei lager nazisti tedeschi. I testimoni che hanno parlato alle Nazioni Unite hanno reso centinaia di testimonianze degli orrori perpetrati dal regime della famiglia Kim.
Di seguito ne riportiamo alcuni.
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INDOTTRINAMENTO DEI BAMBINI.
Studenti selezionati in tutta la Corea del Nord, dai bambini delle elementari agli universitari, sono da sempre obbligati a realizzare coreografie per le parate più importanti che si tengono a Pyongyang. L’evento principale è l’annuale edizione dei “Mass Games”, dove 100 mila giovani si muovono all’unisono davanti al leader realizzando spettacolari coreografie. Per allenarsi, gli atleti devono provare le coreografie per 10 ore al giorno per circa 4/6 mesi, durante i quali non possono né studiare né distrarsi in altro modo.
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Gli autori del genocidio Nord Coreano
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MORTO PER KIM JONG-IL.
A. riporta di essere stata costretta ad allenarsi per 10 ore al giorno per sei mesi al fine di preparare i Mass Games e racconta dell’istruttore che le portava ad esempio un bambino di sette anni, che anni prima era stato obbligato ad allenarsi nonostante soffrisse di un’appendicite acuta. Il bambino è morto per non essere stato curato in tempo e il governo nordcoreano lo tratta da allora come un eroe perché ha dedicato la sua vita a uno spettacolo al quale doveva assistere il Caro leader Kim Jong-il.
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CRISTIANI PERSEGUITATI.
Il rapporto conferma che l’unico dio ammesso e venerato in Corea del Nord è Kim Il-sung e nessun’altra religione può contrastare il credo della Juche. Tutti gli intervistati affermano che «chi pratica la religione viene perseguito come un criminale». Il cristianesimo in particolare è paragonato «alla droga, ai narcotici, al peccato e all’invasione capitalista». I missionari sono paragonati in pubblico a «vampiri che succhiano il sangue».
Di tre cose vengono accusati i cristiani una volta arrestati:

1) Non adorare il leader ma un’altra ideologia;
2) essere spie di Stati cristiani come Usa e Corea del Sud;
3) essere responsabili del crollo del comunismo nell’Europa dell’Est e in Unione Sovietica.
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MORTA DI FAME PERCHÉ CRISTIANA.
Piccola coreana vittima della carestia
B., scappata in Cina e rimpatriata, è stata interrogata sulla sua partecipazione a riti cristiani, torturata e imprigionata per un anno. Dopo aver confessato di essere cristiana è stata inviata nel gulag numero 11.
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Timothy a 14 anni è stato arrestato e mandato in un campo di lavoro perché figlio di un cristiano. Nonostante la detenzione, si è convertito e di nascosto ha diffuso il credo nel paese.
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Le sorelle di A. sono state arrestate perché cristiane: la prima è stata mandata in un gulag per 13 anni perché trovata in possesso di una Bibbia mentre spiegava il cristianesimo a un amico. La seconda è stata mandata nel campo di Yodok perché aveva professato il cristianesimo in Cina. Non è più uscita.
La madre di Kim Song-ju è stata condannata a tre anni di campo di lavoro perché cristiana nel 2006. Era troppo debole per finire nel gulag e quindi l’hanno portata all’ospedale e legata al letto con delle corde. È morta di fame legata al letto.
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Una donna della provincia di Ryanggang è stata arrestata perché cristiana dopo che un suo amico, sotto tortura, l’ha denunciata rivelando che era credente. Lei e altri compagni di cella sono stati torturati. La colpa di molti di loro era possedere una Bibbia e sono stati giustiziati immediatamente senza neanche essere portati nel gulag.
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ARRESTI E TORTURE.
Chiunque può essere arrestato senza neanche sapere perché in Corea del Nord. Solo al 18 per cento degli arrestati viene presentato un mandato di cattura. Secondo Ahn Myong-chol, ex guardia in un gulag, «la maggior parte degli internati con cui parlavo non aveva la minima idea del perché fosse stato rinchiuso». Durante gli interrogatori, gli ufficiali usano la tortura regolarmente.
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«SEI UN ANIMALE, NON UN UOMO».
Kim Song-ju racconta che dopo l’arresto è stato prima portato in una prigione sotterranea simile a una grotta, poi trasferito in una cella con altre 40 persone, la cui porta era alta appena 80 centimetri, per cui bisognava «entrare a quattro zampe» come un cane. Le guardie gli dicevano: «Quando entri in prigione non sei più umano, sei un animale e quindi devi andare a quattro zampe come gli animali».
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STRUMENTI DI TORTURA.
Una guardia che torturava i detenuti per gli interrogatori ha testimoniato: « Avevamo una vasca d’acqua per affogare i detenuti, ganci attaccati al muro per appenderli a testa in giù, ogni tipo di strumenti di tortura, tra cui bastoni di legno con cui picchiare in testa i prigionieri e lunghissimi aghi da infilare sotto le loro unghie, oltre a un miscuglio di acqua e peperoncini fortissimi da mandare giù per il naso. I detenuti venivano anche tenuti senza cibo e acqua e in posizioni particolari per ore, come quella dell’aeroplano o del motociclista, per aumentare a dismisura il dolore fisico. In cella era vietato parlare, muoversi e guardarsi intorno».
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LA TORTURA DEL PICCIONE.
Secondo Jeong Kwang-il, niente è peggio della “tortura del piccione” (disegno a fianco), che lui ha subìto a più riprese anche per tre giorni di fila: «Ti ammanettano le mani dietro la schiena e ti appendono al muro. Non puoi sederti né stare in piedi. Nessuno ti guarda, non c’è nessuno, non puoi dormire: pisci, caghi, vomiti, sei completamente disidratato. È così doloroso che ho desiderato ripetutamente di morire piuttosto che restare lì». Una volta confessato il falso, secondo il desiderio degli aguzzini, è stato torturato ancora.
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GULAG.
I gulag formalmente non esistono in Corea del Nord ma la gente vi viene rinchiusa fin dagli anni Cinquanta. Secondo le stime dell’Onu, vi sono imprigionate ancora tra le 120 mila e le 200 mila persone. La guardia Ahn Myong-chol ha testimoniato che alle guardie viene detto di prepararsi «a eliminare tutti gli internati in caso di guerra per cancellare le tracce dei gulag». Vengono fatte esercitazioni per riuscire a uccidere più persone possibile alla volta. In passato c’erano più di 12 gulag, oggi quelli attivi dovrebbero essere quattro: il campo numero 14 di Kaechon, il campo numero 15 di Yodok, il campo numero 16 di Myonggan e il campo numero 25 di Chongjin. Il campo 22 è stato chiuso nel 2009-2010, c’erano circa 50 mila detenuti. Nessuno sa che fine abbiano fatto, è probabile che siano stati eliminati in massa.
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ADDESTRAMENTO DEI CANI.
Secondo Ahn nei gulag, dove sono inviate famiglie intere, vengono addestrati cani famelici per catturare chi cerca di scappare. Un giorno, racconta, i cani lasciati liberi per sbaglio hanno divorato tre bambini prigionieri. Il capo del campo di lavoro ha criticato l’addestratore di cani per averli lasciati liberi, poi, però, gli ha fatto i complimenti per averli addestrati bene a uccidere i prigionieri politici.
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PARTO AI LAVORI FORZATI.
Nessuno nei campi di lavoro può avere figli senza autorizzazione. Una donna ha testimoniato di essere stata inviata nel campo 18 già incinta. Verso la fine della gravidanza è stata presa a calci e ha partorito prematuramente. Il figlio le è stato strappato dopo il parto, ucciso e gettato in una fossa comune. Il giorno dopo è stata costretta ad andare a lavorare, sanguinava ancora, ed è stata picchiata perché lavorava male e troppo lentamente.
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NEONATI IN PASTO AI CANI.
Agli alti ufficiali è permesso fare sesso con le prigioniere, che però non devono restare incinta. Ahn racconta che una volta il suo comandante ha stuprato una donna. Lei è rimasta incinta e per questo è stata punita e imprigionata nell’edificio delle torture insieme al neonato. Qui, davanti ai suoi occhi, il neonato è stato gettato nella ciotola dei cani e divorato. Lei è stata torturata.
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Dissenso
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