Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

sabato 25 aprile 2020

25 APRILE 2021 : L'ITALIA E' IN DITTATURA


Winston Churchill, 1945 :

Abbiamo ucciso il maiale sbagliato !
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Questa fu la frase con cui si espresse lo statista britannico Winston Churchill dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, quando si rese finalmente conto che la vittoria anglo americana aveva imposto all’Europa il gigante totalitario comunista sovietico.
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In effetti l’Italia subì non solo le atrocità riferibili ai massacri etnici compiuti dai criminali partigiani comunisti complici di Tito, oppure ai numerosissimi attacchi contro le truppe tedesche compiuti da formazioni irregolari partigiane ben sapendo che avrebbero provocato la conseguente rappresaglia, ma anche uno stillicidio di delitti contro altri partigiani rei di non essere comunisti.
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Gli eserciti di “liberazione” hanno imperversato con le truppe marocchine francesi dal sud al nord Italia, stuprando a migliaia tutte le persone che incontravano sul loro cammino, violentando sia donne che uomini, bambine o anziane, preti e civili che si opponevano alla loro barbarie.
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Questa è la liberazione che festeggiano oggi le sinistre ?
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Oppure è quella che ha visto i nostri padri e nonni spettatori inermi di fronte ai bombardamenti anglo americani che hanno raso al suolo intere città, massacrando la popolazione indifesa ?
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Una liberazione effettuata a colpi di crimini contro l’umanità, per i quali però, a causa dell’arroganza dei vincitori, non ci sarà mai una Norimberga e nessuno sarà chiamato a risponderne.
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Uno dei bombardamenti "alleati" sulle città italiane e sulla popolazione civile ...
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I partigiani comunisti assassini erano pronti a prendere il potere con le armi, per trasformare l’Italia in un satellite sovietico sotto il comando di Stalin e la guida di Togliatti, servile assassino in maniche di camicia, membro della politica parlamentare comunista nazionale.
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Solamente gli accordi fra le potenze vincitrici per la spartizione dell’Europa hanno fatto sì che Stalin ordinasse, paradossalmente, che i comunisti Italiani non dovevano attuare alcuna rivoluzione, poiché avrebbe contrastato con i suoi piani egemonici concordati con gli alleati.
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Nemmeno il dopoguerra ha però sancito lo stop alla violenza comunista, che obbligò l’Italia a soggiacere alla bramosia di odio che costituisce ancora oggi l’ossatura stessa dei seguaci della  falce e martello.
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L’Italia non è stata “liberata” nel senso letterale della parola, ma semplicemente massacrata nella sua più intima essenza, umiliata, stuprata, e resa schiava dai cosiddetti “liberatori”, che ci hanno reso oggetto della loro potenza di fuoco e della loro violenza indiscriminata e mai chirurgica, devastante e arrogante come solo gli americani e i russi hanno dimostrato di saper fare.
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Torino nel 1945 dopo il bombardamento americano
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A dimostrazione di come si palesasse a quei tempi la ferocia di entrambi è sufficiente ricordare il bombardamento atomico delle due città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki effettuato dagli americani, oppure la prassi consolidata sovietica di deportare a milioni intere fasce di popolazione nei gulag staliniani.
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Ecco chi erano i nostri liberatori, che dopo aver ridotto le nostre città ad un cumulo di macerie provocando la morte di migliaia di vittime innocenti, ci hanno imposto per decenni la loro egemonia e la loro presenza, instaurando numerose basi militari sul nostro territorio presenti ancora oggi.
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I partigiani comunisti assassini hanno devastato l’Italia anche a guerra finita, agli ordini di onorevoli parlamentari di quel Partito Comunista Italiano che era capitanato da squallidi criminali del calibro di Luigi Longo e Palmiro Togliatti.
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Ancora oggi i suoi eredi, che si sono camaleonticamente camuffati dietro la dicitura “democratico” del PD, si riferiscono a Togliatti definendolo con il vezzeggiativo compiacente di “il Migliore”.
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I partigiani comunisti hanno dato vita a formazioni armate e a fenomeni delinquenziali come quello conosciuto con il nome di “Volante rossa”, una formazione di tipo terroristica che ha imperversato nel Nord Italia a guerra finita, provocando vittime e sangue.
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Bologna, 1944 - Dopo un bombardamento americano
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I “liberatori” ci hanno quindi “regalato” anche questa nefandezza, al canto di “bella ciao”, preoccupandosi solo di nascondere la realtà dei fatti e al contempo di tutelare e patrocinare questi delinquenti, come nel caso del “soccorso rosso” in cui i comunisti Dario Fo e Franca Rame si affaccendavano a fornire assistenza finanziaria e legale ai criminali rossi arrestati e incarcerati.
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Il P.C.I. da parte sua offriva canali con cui esercitare la latitanza in piena sicurezza, attraverso l’espatrio in Paesi compiacenti, loro malgrado, con il potere comunista.
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Per completare il quadro “liberatorio” bisogna aggiungere per dovere d’informazione il ruolo svolto da parte di esponenti della Magistratura che per molto tempo, guadagnandosi l’appellativo di “toghe rosse” hanno palesato una succube condiscendenza con il crimine comunista.
Le sinistre hanno ben motivo di festeggiare oggi il 25 aprile, essendo riuscite dopo decenni di tentativi a esautorare il Parlamento dalla vita democratica della Nazione.
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I rappresentanti dei partiti di Governo, infatti, siedono sugli scranni parlamentari senza alcun mandato popolare, approfittando di meschine manovre di Palazzo consentite loro dal canuto burattino che prende il nome di Presidente della Repubblica delle banane !
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"Goumiers" marocchini, gli stupratori appartenenti alle truppe francesi di "liberazione" !
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Solo di ciò si può obiettivamente parlare, in quanto i politicanti che ci governano esprimono tutta l’arroganza e la protervia che le sinistre avevano abilmente dissimulato dal dopoguerra fino a oggi trasformando in tragica realtà la paventata simulazione orwelliana di una società succube del “pensiero unico” dominante.
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La manipolazione delle coscienze attuata dalle sinistre dal dopoguerra ad oggi e mai conclusa, appartiene al retaggio pseudo culturale di quei personaggi che ci vogliono inculcare a forza l’idea che la cosiddetta liberazione sia stata una eroica prerogativa di libertà e non, come invece è accaduto nella realtà, uno sfregio alla nostra identità nazionale, un massacro di vittime civili e una “tabula rasa” di qualsiasi diritto democratico immolato sull’altare della supremazia militare dei vincitori.
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La “liberazione” ha prodotto una società illiberale, in cui ancora oggi vengono manipolati libri di testo dedicati alla formazione culturale scolastica, in cui solamente da pochi anni vengono giocoforza riconosciuti alcuni crimini come quelli delle Foibe, e in cui per larga parte sono ancora tenuti nascoste le caratteristiche criminali dell’universo comunista.
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Il malaffare e la corruzione, unite al disprezzo per i diritti umani hanno preso in ostaggio la democrazia, così come dimostratoci recentemente dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, artefice del golpe bianco che ha portato le sinistre al Governo, in qualità di complici.
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Cosa dovremmo festeggiare il 25 aprile ?
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Forse la violenza dei centri sociali e di quei cosiddetti gruppi di antifa che da un lato si riempiono la bocca con la parola libertà e dall’altro mettono a ferro e fuoco interi territori nelle nostre civili città, oppure l’arroganza delle famigerate ONG che riempiono il Paese con un flusso epocale di immigrati clandestini illegali, al solo scopo di compiacere le farneticanti politiche della sinistra, atte a favorire le Coop rosse e a creare un nuovo substrato elettorale di etnia africana?
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Dovremmo forse cantare “bella ciao” mentre il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico saluta la folla a pugno chiuso, palesando impeti rivoluzionari alla Che Guevara, svilendo e oltraggiando così il suo stesso ruolo istituzionale ?
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Oppure dovremmo inchinarci al “pensiero unico” di ispirazione totalitaria attraverso cui il PD e il Movimento 5 stalle si esibiscono in squallide penetrazioni pseudo intellettuali reciproche, in una garbata ma implacabile contesa che consente loro di continuare a sedere sugli ambiti e remunerativi scranni parlamentari ?
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Ricordo a chi legge che le vittime civili UCCISE dalla “liberazione” sono state assai ben più numerose di quelle odierne dovute alla pandemia del Coronavirus ma che tutte son state relegate nell’omertoso universo del silenzio mistificatorio e compiacente con cui le sinistre abitualmente procedono nel loro quotidiano “modus operandi”.
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Io NON festeggio questo mondo delinquenziale e corrotto, appannaggio esclusivo di derivazione comunista e retaggio criminale della violenza endemica che traspare da ogni simbiosi con l’ideologia marxista di riferimento.
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Io NON canto “bella ciao, la canzonetta che le becere mentalità di personaggi come Laura Boldrini vorrebbero sostituire all’Inno Nazionale, prostituendo il valore ideologico dell’unità identitaria con quello che esprime invece una tragica e differente, quanto infelice, simbologia di riferimento.
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Il 25 aprile è LUTTO NAZIONALE !
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L’arroganza comunista, che si è voluta proporre come unica depositaria di valori di democrazia universali, ha in realtà manifestato con i fatti l’esatta divergenza da tali assiomi, fondando sulla violenza e sull’uso della coercizione la sua spinta egemonica.
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Coloro che, ancora oggi, manifestano simpatie per l’universo comunista sono evidentemente parte di un disegno di normalizzazione dell’odio che ne impregna l’essenza stessa, e che assistono come automi alla disgregazione di ogni valore di libertà e di democrazia che ciò comporta.
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L’attuale Governicchio, i “grillini”, e tutti i poltronari di professione che sicuramente il 25 aprile canteranno “bella ciao” e che saluteranno a pugno chiuso ne sono il lampante esempio !
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Dissenso
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sabato 11 aprile 2020

CRIMINE DI STATO

Sottotitolo : LA DITTATURA DEL GOVERNO CONTE
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L’approccio delinquenziale del Governo Conte alla pandemia prodotta dal Covid-19 ci ha trascinati sull’orlo di un abisso senza fine.
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Dopo aver proclamato lo stato di emergenza nazionale il 31 gennaio scorso, Conte ha poi permesso per tutto il successivo mese di febbraio la libera circolazione delle persone, inducendo la diffusione del contagio a livello esponenziale.
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Migliaia di vittime innocenti sono morte a causa della inettitudine criminale del Presidente del Consiglio, che poi per rimediare ai suoi tragici errori ha costretto gli italiani a rimanere segregati in casa quando era ormai troppo tardi.
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Decine  decine di milioni di connazionali sono reclusi nelle loro abitazioni, senza poter lavorare, da oltre un mese, costretti dai dictat di Conte, i quali prevedono la continuazione dello stop fino ai primi del mese di Maggio.
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Nei suoi stucchevoli proclami televisivi alla Nazione, compresa l’ultima conferenza televisiva del 10 aprile, Conte ha dimostrato tutta la sua arroganza palesando un vero e proprio disprezzo per le famiglie italiane.
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A causa della sua criminale incapacità, non sono ancora stati erogati, fino ad oggi, i fondi promessi alle famiglie che sono a casa senza fonte di reddito.

L’arroganza e la supponenza  che evidentemente animano l’essenza stessa di questo governicchio capitanato da Conte è tale che fino ad oggi nessun italiano ha ancora ricevuto un solo euro.
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Una parte delle sinistre ha addirittura ideato una nuova patrimoniale da far pagare agli italiani, che ha le caratteristiche proprie di un provvedimento non solo esplicitamente vessatorio ma anche di anti-costituzionalità.
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Conte, sempre lui, il politicante sbattuto fuori dalla porta da Salvini e dal Popolo italiano, ma rientrato dalla finestra grazie alla complicità del canuto burattino del Colle manovrato dalle sinistre, si è scagliato contro le opposizioni che erano legittimamente indignate a causa del suo devastante comportamento, e le ha apostrofate sproloquiando come un etilista in astinenza da alcool, assumendo le sembianze di un pazzoide schizofrenico con manie di grandezza.
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In tutto questo marasma delinquenziale, in cui le famiglie italiane sono state private sia del lavoro che di una qualsivoglia forma di sostentamento, sono stati distribuiti dai Comuni i Buoni Pasto a coloro che ne avevano fatto richiesta, spendibili però solamente alla Coop.
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Le amministrazioni a guida PD hanno compiuto quindi un vero e proprio atto di sciacallaggio, speculando politicamente sulla tragedia del Coronavirus, a dimostrazione del fatto che le nefandezze delle sinistre non si sono esaurite con quella recente e tristemente famosa di Bibbiano.
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Conte e la cricca grillina-piddina che lo sostiene, forti di emolumenti principeschi e di benefici che solo la Casta può ambire a ricevere, fanno finta di non capire che il numero delle famiglie in difficoltà è davvero elevato, e che la situazione sta drammaticamente degenerando di giorno in giorno.
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Giuseppi” è pervaso da un delirio di onnipotenza che rasenta la pazzia criminale, e persegue una finalità delineata da un percorso di arroganza con cui tiene in ostaggio l’intera Nazione, con la complicità dei penta-stallati professionisti dell’inganno e della prostituzione intellettuale.
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Il tracotante e presuntuoso Presidente del Consiglio si è arrogato il diritto di sentenziare chi abbia, oppure no, il diritto di profferire verbo, decidendo unilateralmente chi sia degno di essere considerato o chi invece sia da aggiungere alla sua infinita lista di coloro che dicono solamente sciocchezze.
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Il Popolo saprà reagire alla dittatura di questo ometto che si è appropriato della Democrazia, coadiuvato da un PD da sempre ostile alla libertà e ai diritti umani.
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D’altra parte il retaggio pseudo culturale da cui derivano le sinistre in ogni loro ramificazione, poggia sugli insegnamenti di un vero e proprio criminale, pluriomicida, ladro, e traditore della Patria : Palmiro Togliatti.
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Ambiguamente Conte si erge a Paladino delle istituzioni, spalleggiato da Mattarella, mentre invece sono stati proprio loro stessi i primi responsabili dello strappo istituzionale che ha impedito al Popolo italiano di esprimersi con il voto, inglobando nel percorso dittatoriale in cui siamo precipitati il Partito cosiddetto Democratico (ma che democratico proprio non è !).
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LA FAMIGERATA BANDA DEI QUATTRO


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Se Conte ricevesse di ritorno ogni schiaffo che ha dato al Paese, avrebbe un faccione simile ad un enorme pallone gonfiato.
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Il Popolo italiano chiede a gran voce le sue dimissioni, ma la mancanza di una pur minima traccia di dignità fa sì che Giuseppi se ne stia tenacemente abbarbicato alla poltrona datagli da Mattarella.
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Conte si vergogni ! Questo è il grido che sale dal Popolo italiano, rivolto allo squallido interprete di un personaggio che sembra uscito da un romanzo di Orwell.
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Conte si vergogni ! Lei ha disonorato la Puglia, la regione che le ha dato i natali e che ora si pente di aver generato un criminale del suo calibro.
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Conte si vergogni ! Lei è una macchietta che interpreta un ruolo che le sta stretto, quello di “premier per caso”, mentre in realtà non è niente di più che un aspirante barone universitario con manie di protagonismo.
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Il Popolo italiano è stanco di vedere il suo faccione sugli schermi televisivi da cui ampollosamente emana editti, proclami, imposizioni, dictat, con una ostentazione di vanità simile solo a quella parafrasata dal dottor Balanzone di felsinea memoria.
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Lei ci ha negato i respiratori e i letti nei reparti di terapia intensiva, così come le mascherine e i soccorsi richiesti nelle abitazioni private, spedendo inoltre dottori e infermieri al fronte senza dare loro le adeguate protezioni.
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Lei Conte è un criminale !
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E intanto che il suo faccione tranquillizzava l Popolo italiano attraverso la compiacenza del mezzo televisivo, le persone morivano a migliaia…
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Lei Conte è un nemico dell’umanità, uno spregevole individuo che ha la stessa caratura morale di uno scarafaggio o di un topo di fogna.
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Mi fa schifo ! Lei, Conte, mi fa vomitare, e spero che Dio, un giorno, le presenterà il conto per le vite umane per cui Lei ha dimostrato un così grande disprezzo.
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Dissenso
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giovedì 27 febbraio 2020

ANTICOMUNISMO

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Una seria politica che voglia compenetrarsi con il tessuto sociale per diffondere a livello popolare i valori della destra, non può prescindere dallo studio e dalla conoscenza del fenomeno più dannoso e inquietante del secolo scorso, il comunismo, e nemmeno dalla consapevolezza che questo cancro sociale si è trascinato con i suoi eccessi fino ai giorni nostri, spesso palesandosi come poli-metamorfizzato.
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Va detto che mentre la sinistra compie da decenni un vero e proprio stillicidio martellante e incessante di propaganda politica, allo scopo di mistificare la realtà dei fatti e presentando la verità mutilata o variata nella sua essenza, il popolo delle destre è rimasto spesso a guardare, incapace di reagire e di offrire una alternativa che fosse basata sullo studio obiettivo degli avvenimenti, proponendola su base storica e culturale all’attenzione dell’elettorato.
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Il risultato è che oggi i criminali comunisti sono osannati e celebrati nei più svariati modi, non ultimo quello di intitolare loro le vie o le piazze delle nostre città, inoltre tutti coloro che orbitano o hanno fatto parte dell’universo delle sinistre trovano nel tessuto sociale una comoda collocazione ad hoc.
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E’ sufficiente osservare come in ogni città della penisola esistano vie intitolate a Lenin o a Stalin piuttosto che a Togliatti, definito ancora oggi dalle sinistre con il benevolo appellativo di “il Migliore”, nonostante la caratura criminale e sanguinaria che ha contraddistinto l’operato di questi personaggi.
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Pier Paolo Pasolini, pedofilo omosessuale è divenuto un punto di riferimento per il mondo intellettuale marxista, e poco importa il fatto che amasse consumare rapporti orali con minorenni, come quello avuto con il suo stesso assassino che aveva 17 anni.
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Dovrebbe essere nota a tutti la valenza criminale degli altri personaggi sopra citati, per i quali esiste una vasta letteratura descrittiva che ci fornisce in modo esaustivo e completo una sentenza di condanna che non è assolutamente e obiettivamente confutabile.
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La Storia stessa ci offre le cifre di un olocausto immenso e tragico, frutto di un comunismo che nel secolo scorso ha prodotto cento milioni di vittime innocenti e che, non pago, continua ancora oggi in alcuni Paesi, a soffocare la libertà e la democrazia.
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Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, ed è sufficiente osservare cosa accade in Cina, oppure nella Corea del Nord, piuttosto che nella Russia di Putin (ex Colonnello del famigerato KGB) per avere un quadro di insieme che ricorda molto da vicino le nefandezze dei due più efferati e malvagi criminali comunisti della Storia, Stalin e Mao Tse Tung.
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Solo recentemente l’Unione Europea ha finalmente sancito il totalitarismo del comunismo, affiancandolo a quello nazista, ma l’ignoranza in materia che l’Occidente palesa quotidianamente ci offre spunti di riflessione e ci induce a tentare di invertire tale tendenza.
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In Italia, a causa della mistificazione delle sinistre, complice l’indolenza culturale di parte delle destre, ancora oggi in pochi conoscono termini come gulag e foibe, tenuti nascosti per interi decenni, al punto che nemmeno i libri scolastici ne conservano traccia.
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Nikolaj Ezov
Feroci criminali comunisti come Dzerzinski, Ezov, Berja, Jagoda, Molotov, Enver Hohxa, Ceausescu, Tito, sconosciuti ai più in Occidente, rappresentano solo la punta di un immenso iceberg sommerso fatto di crimini, sangue, deportazioni, disprezzo dei diritti umani, torture e violenza.
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Negli anni ’50 e ’60 il dissenso anticomunista in Russia iniziò a manifestare la propria presenza sotto forma di “samizdat” (traducibile letteralmente come “edito in proprio”), consistente nella produzione spontanea di scritti clandestini.
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I samizdat erano ritenuti illegali da quel comunismo sovietico a cui essi erano ostili e per questo i suoi autori, sia poeti che scrittori, furono perseguitati, incarcerati, torturati, internati in ospedali psichiatrici, deportati, espulsi, o uccisi.
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Riferendomi all’universo della dissidenza anticomunista, e ricordando i tanti prigionieri deportati dal regime sovietico nei gelidi gulag della Siberia, divenuti forzatamente vittime inglobate in ciò che lo scrittore Varlam Salamov definì come “un mondo a parte”, decisi nel 2009 di dare vita ad un blog che trattasse di crimini e di criminali comunisti, denominandolo “Italian Samizdat”.
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Da allora vi ho scritto centinaia e centinaia di articoli, spaziando verso tutto ciò che per contro la sinistra teneva accuratamente nascosto, interrompendomi solamente per dare alle stampe cinque scritti, fra libri e saggi brevi, che trattano dei crimini e dei criminali appartenenti all’universo comunista.
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Conscio però del fatto che altri come me, più titolati e radicati nell’approfondimento culturale e storico della verità, fossero dediti anche allo studio di documenti estrapolati in occasione dell’apertura di archivi precedentemente secretati, ho sviluppato un sito che raggruppasse questi scrittori in ordine alfabetico, con tanto di biografia, bibliografia e recensioni, e l’ho denominato “Autori del dissenso”.
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Durante l’inserimento dei dati ho quindi potuto constare che esiste una ricca letteratura, seria e documentale, frutto di testimonianze e di studi approfonditi, che ci dà il quadro esatto dell’entità criminale del comunismo sia italiano che mondiale, ma che è però sparsa nell’universo letterario senza che ci sia, oltre al mio sito (unico nel suo genere), una organica e strutturale organizzazione culturale adeguata.
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Il patrimonio culturale e intellettuale cui noi tutti potremmo riferirci per approfondire un argomento poco conosciuto e solamente a tratti divulgato, a seconda delle esigenze estemporanee imposte dalla celebrazione di ricorrenze periodiche, è frammentato in un diluirsi di pubblicazioni non recepite con il necessario approccio organico, come quelle che io stesso ho scritto.
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Personalmente ho pubblicato cinque scritti, fra libri e saggi brevi, tutti vertenti sui crimini e sui criminali del comunismo, ma solamente il ricorso ad Amazon mi ha concesso di proseguire su questa strada, poiché la dirigenza delle destre bolognesi se ne è disinteressata.
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Il risultato è, purtroppo, e mi dispiace ripetermi, che l’indolenza dimostrata dai nostri stessi politici di riferimento ha creato una situazione per la quale molti dei nomi più interessanti del crimine comunista che dovrebbero essere studiati nelle aule scolastiche sono invece sconosciuti.
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Il patrimonio letterario del dissenso, è un bene collettivo da tutelare e incentivare, perchè si possa protrarre nel tempo l’affermazione della verità, per troppo tempo mistificata dalle sinistre.
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E’ quindi necessario riappropriarci di quella base culturale che è molto più necessaria di uno sconcertante folclore spesso usato come mezzo di riconoscimento, come il saluto romano, divertente sì, certamente cameratesco e folcloristico, ma non produttivo e fine a sé stesso.
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Non si può pensare di riuscire a contrastare dialetticamente una proposizione intellettuale imposta dalle sinistre facendo il saluto romano, ma solamente conoscendo bene l’argomento storico e politico, ed eviscerando nei suoi più intimi aspetti ogni caratteristica distintiva che ci consenta di evidenziare le criticità e le anomalie riscontrate.
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Ad esempio possiamo affermare senza ombra di dubbio che la Storia della cosiddetta “liberazione” è stata scritta ad uso e consumo delle sinistre, le quali ancora oggi riscuotono i consensi derivati da una informazione manipolata.
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E’ nostro dovere conoscere i fatti storici reali, avvicinandoci ad autori come ad esempio Gianfranco Stella e Giampaolo Pansa, i quali ci consentono, grazie ai loro libri, di poter dire che i partigiani comunisti erano assassini prezzolati al soldo di Mosca, gestiti e guidati da criminali come Togliatti e Longo.
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La popolazione italiana è stata tenuta all’oscuro del fatto che i partigiani comunisti siano stati in effetti una “spina nel fianco” del Movimento partigiano non comunista e che il loro unico scopo era quello di prendere il potere con le armi per fare del nostro Paese un “satellite” del comunismo sovietico.
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Molti non sanno che dai gruppi partigiani comunisti armati nacque la famigerata “Volante rossa”, una formazione paramilitare che nel dopoguerra imperversò nel nord Italia compiendo attentati e omicidi.
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Questi gruppi comunisti furono la culla di altri movimenti di ispirazione marxista che fecero della lotta armata contro lo Stato democratico il loro scopo, come nel caso di Lotta Continua e delle Brigate rosse.
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A molti è sconosciuto il fatto che personaggi pubblici come l’editore Giangiacomo Feltrinelli o l’attore Dario Fo fossero sostenitori accaniti delle bande armate che insanguinavano il nostro Paese negli “anni di piombo”, e che si prodigavano per finanziarne e incentivarne le attività criminali e antidemocratiche.
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La conoscenza dei fatti ci offre la percezione di una dimensione non generalizzata cui possiamo riferirci in termini oggettivi, pur mantenendo le prerogative individuali di orientamento specifico e soggettivo.
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Nel percorso di acquisizione delle proposizoni letterarie è utile costruire un orientamento organico e programmato che tenga conto dell’incedere temporale, riferendoci ad una sorta di “calendario” in cui compaiono in successione le rievocazioni storiche, le ricorrenze, gli anniversari, le celebrazioni.
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Per fare un esempio, se nel mese di Gennaio si ricordano eventi quali la nascita del Pci, oppure il sacrificio di Jan Palach, piuttosto che la morte dello scrittore Varlam Salamov o gli assassini di Anna Baburova e Stanislav Markelov in Russia e di Guido Rossa in Italia, è opportuno dedicarsi a queste specifiche tematiche, approfondendole con l’ausilio di letture mirate di cui possiamo trovare riferimento nel blog “Italian Samizdat” o nel sito “Autori del dissenso”.
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Febbraio è il mese dedicato al ricordo delle vittime delle Foibe e a quello dell’esodo biblico delle popolazioni giuliano dalmate, su cui possiamo e dobbiamo documentarci per squarciare il velo di silenzio colpevolmente calato sui fatti per troppo tempo.
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Durante il corso dell’anno si ripercorre la Storia, attraverso le ricorrenze e le celebrazioni, spaziando da eventi come quello della caduta del Muro di Berlino a quello tristemente famoso delle cosiddette “marocchinate” avvenuto durante la cosiddetta “Liberazione”, oppure ricordando la carestia ucraina denominata “Holodomor” indotta dal dittatore comunista georgiano che provocò la morte per fame di oltre cinque milioni di vittime innocenti.
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Per avere un quadro (mai abbastanza completo) di quanto e di come dobbiamo impegnarci per aggiornare il nostro livello culturale occorre preparare un prospetto annuale in cui sono evidenziati alcuni dei riferimenti importanti con cui mensilmente dovremmo rapportarci.
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Allegato quindi una tabella (in formato immagine) che vi può servire come traccia da seguire per ampliare la nostra conoscenza, così come dovrebbe essere per ogni anticomunista che si rispetti.
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Non voglio dilungarmi oltre, essendo questa una semplice introduzione ad un più ampio confronto futuro che spero possa vedervi impegnati in prima persona, con articoli, idee, proposizioni, e impegno personale
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Colgo l’occasione quindi per salutare i lettori del presente articolo e per fornire i LINK ai blog e al sito di cui sopra :
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Italian samizdat
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La Voce del Cittadino
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Il blog del Pilastro
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Autori del dissenso
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Dissenso
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martedì 28 gennaio 2020

Un ANTICOMUNISMO inesistente

Con le elezioni Regionali di Gennaio 2020 abbiamo assistito alla sconfitta delle destre in Emilia Romagna, ma ciò che a mio parere ha prodotto questo risultato non è da ascrivere a meriti particolari nell’operato delle sinistre, bensì a precisi demeriti nelle politiche con cui le destre si sono rapportate ai Cittadini.
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Mentre le sinistre continuano da decenni a martellare e ad insistere sulla demonizzazione dell’avversario, dipingendolo, chiunque esso sia, come fascista, e identificandolo nell’affiancare ad esso il ricordo dei lager e delle atrocità commesse contro gli ebrei, le destre tacciono.
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Non importa il fatto che i Partiti riconducibili all’area politica delle destre non abbiano a che fare con il fascismo, poiché vengono comunque associati ad esso con termini nuovi, come quelli di sovranisti o nazionalisti.
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Le sinistre, in questo tam tam ossessionante e quotidiano, a cui ricorrono dal dopoguerra ad oggi, mantengono una supremazia intellettuale che li eleva al di sopra di interlocuzioni o di raffronti da cui possono rifuggire in qualità di paladini dell’antifascismo.
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Il condizionamento sociale è endemico e capillare, e viene instillato nell’immaginario collettivo della popolazione attraverso diversi meccanismi di coercizione emotiva e intellettuale, con l’ausilio di strumenti quali le neonate “sardine” o il ricorso a canzonette come “bella ciao”, o manifestando un antifascismo di comodo, rabbioso e distruttivo come quello dei “centri sociali”.
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Al contrario, le destre tacciono, complice l’ignavia espressa dai dirigenti che dovrebbero invece reagire e produrre cultura e anticomunismo.
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Probabilmente sono più occupati a rimanere attaccati alle proprie poltrone, sperando che il carisma di Matteo Salvini supplisca alle loro carenze e alla loro incapacità.
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Ho assistito personalmente al completo disinteressamento dei quadri direttivi delle destre verso qualsiasi problematica che intendesse sottoporre all’attenzione dell’elettorato una informazione corretta e storica sul fenomeno comunista, da cui ancora oggi i suoi eredi traggono linfa vitale.
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Mi sono dedicato alla scrittura di saggi e di libri (5 in tutto) nei quali porto a conoscenza del lettore la vera essenza e la dimensione criminale del comunismo e dei soggetti che ne hanno fatto parte, spaziando attraverso le dittature che hanno soggiogato i Paesi non solo europei, ed evidenziando il ruolo dei criminali assassini comunisti italiani.
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Ho spiegato perché oggi possiamo definire i partigiani comunisti come volgari delinquenti e assassini, e come si siano trasformati nel dopoguerra in apparati criminali come quello della Volante rossa o nelle famigerate Brigate Rosse.
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Ho spiegato come il vecchio PCI da cui deriva il retaggio pseudo culturale dell’attuale PD, abbia sempre protetto i criminali comunisti che si macchiarono di fatti di sangue e di come li abbiano addirittura fatti eleggere in Parlamento, palesando così un totale disprezzo verso le loro vittime.
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La conoscenza del “modus operandi” tipico delle sinistre, imperniato sull’odio e sulla demonizzazione dell’avversario, sulla mistificazione pianificata e sullo stravolgimento dei fatti storici è sicuramente prodromica all’evoluzione intellettuale delle masse popolari a cui finora tutto ciò è stato tenuto nascosto.
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Proposi i miei scritti all’editore Roberto Mugavero, titolare della casa editrice Minerva, nel bolognese, ma fui sbrigativamente “liquidato” con la motivazione che i contenuti si potevano reperire attraverso ricerche su internet.
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Feci presente che non avevo alcuno scopo di lucro, ma solamente il desiderio di diffondere l’anticomunismo, obiettando anche che le persone possono cercare un argomento in rete solo se vengono a sapere che tale argomento esiste.
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Poiché la disinformazione comunista, dal dopoguerra ad oggi, ha accuratamente celato o mistificato tutto ciò che riguarda l’universo marxista, tocca a noi dare una giusta informazione, libera da vincoli e imposizioni.
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L’editore, che era anche impegnato politicamente come Consigliere Comunale di centrodestra a San Giorgio di Piano, decise di non proseguire tale discorso con i miei lavori, chiudendomi la porta in faccia.
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Oggi i miei libri, che ho pubblicato attraverso Amazon, sono apprezzati e letti con una certa regolarità e riesco così a fare, nel mio piccolo, ciò che mi ero prefissato : diffondere l’anticomunismo.
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Voglio anche ribadire il concetto che i capi di Partito, gli assessori, i senatori, e coloro che spaziano nell’orbita dirigenziale degli apparati politici, dovrebbero occuparsi di ciò, patrocinando, affiancando, aiutando, pubblicizzando le opere di quegli autori che contribuiscono a squarciare il velo di omertà che fino a oggi ha coperto i crimini comunisti.
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Purtroppo ho invece potuto constatare l’assoluta indifferenza della dirigenza di Partiti quali, ad esempio, Lega, Fratelli d’Italia, e Forza Italia.
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Anni addietro ero in stretto contatto con un assessore regionale di Forza Italia, Galeazzo Bignami, a causa del fatto che conducevo una battaglia politica contro il PD nel paese di Minerbio, in cui  lui voleva allargare la sua sfera di influenza.
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Insieme a mio figlio, da soli, dopo due anni di attività politica che comprendeva la divulgazione di materiale scritto da me e distribuito attraverso “banchetti informativi” sul territorio, portammo il PD al suo minimo storico nelle elezioni politiche di quegli anni.
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Dopo qualche tempo proposi a lui, a Bigami (allora in Forza Italia), di sostenere il progetto editoriale (gratuito) chiedendogli di intervenire presso i canali adeguati per la diffusione dei libri, ma non solo ottenni un netto rifiuto, ma anzi da allora questo personaggio mi si è negato anche al telefono ogni qualvolta l’ho chiamato.
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Costui, dopo essere stato eletto alla Camera dei Deputati nelle file berlusconiane, occupando così uno scranno parlamentare, ha potuto toccare con mano il declino di Forza Italia e si è quindi precipitato a migrare verso l’astro nascente di Fratelli d’Italia, procurandosi così nuove certezze (di non dover lasciare la poltrona).
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Con personaggi come quelli descritti risulta evidente come la destra sia destinata a soccombere di fronte ad una “macchina da guerra” ben collaudata e funzionante come quella dei cosiddetti “progressisti” .
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Una delle attività principali con cui detengono le leve del potere è proprio quella che pone in evidenza le ortodossie di riferimento, a cui tutti devono adeguarsi, allineandosi all’ideologia e ai dictat emanati dal ghota di turno.
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Manipolazione delle coscienze, suggestione finalizzata ad imposizioni ideologiche, stravolgimenti della realtà che diventano assiomi di riferimento, elaborazioni della struttura storica e dei fatti, rifiuto dell’evidenza, asservita a verità preconfezionate, costituiscono l’incedere quotidiano delle politiche delle sinistre, PD in testa.
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Il PD pubblicizza e porta all’attenzione delle persone qualunque cosa possa ostacolare l’avanzata delle destre, e ricorre a sistemi che ricordano da vicino la sudditanza psicologica descritta dal libro di Orwell “1984” orchestrando una società sotto controllo del “Grande Fratello”.
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Le destre, o meglio i personaggi di spicco che evidentemente sono più impegnati a “paracularsi” piuttosto che ad impegnarsi nell’anticomunismo, tacciono e non reagiscono, diventando loro stessi complici della disfatta.
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La cultura è, e sarà sempre, il motore che consente di spaziare attraverso la dimensione temporale traendo insegnamento e monito dalle vicende del passato.
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La mancanza di cultura provoca la rottura di equilibri sociali e l’insorgenza di dittature, quale è oggi, ad esempio, quella del PD
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Dissenso
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Speech by ReadSpeaker