Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

giovedì 17 marzo 2011

Addio SERGOV

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Sergio Govoni, in arte Sergov, è un «artista-artigiano» del legno, classe 1924.

Un nostro concittadino di cui essere fieri, un rappresentante eccellente del mondo artistico locale, che ha assunto a pieno titolo una caratura di livello internazionale.

La sua incommensurabile bravura lo colloca tra gli artisti di rilevanza universale, e la sua produzione di quadri intarsiati lo dimostra.

Purtroppo il destino, sotto forma di incidente della strada, ce lo ha portato via.

Il giorno 9 del mese di Febbraio l’artista è stato infatti investito da un autobus, in via Andrea Costa, Bologna, a due passi dal suo laboratorio, e le sue condizioni sono apparse subito gravi.

I medici gli hanno amputato le gambe, nel tentativo di salvargli la vita, ma dopo un effimero miglioramento, una crisi gli è stata fatale.
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Sergio Govoni è nato a Bologna il 29 aprile 1924 al n° 48 di via del Pratello, figlio di Augusta Vignoli e di Alfonso, valente artigiano ebanista.

Sergov è cresciuto nella bottega del padre ebanista, e in tale contesto aveva giocato fin da piccolo con quei riccioli di legno colorato che poi divennero la sua passione.

I tempi erano grami e la famiglia numerosa, pertanto era già previsto l’inserimento lavorativo nella bottega paterna, ma l’ultimo nato sentiva fortemente il richiamo della pittura.
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Il “buon senso”! paterno però faceva dire al signor Alfonso :

”Al pan sé, mò i culur no, e po’ arcordet che i pitur, ien di deboscia e di mort ed fam ! Et capé ?”.

Così il piccolo Sergio raccoglieva trucioli di diversi colori e ne faceva quadretti ; solo alle elementari “Avogli” riuscì a sfogare la sua passione per la pittura, incoraggiato dalla prof. Cervellati, che coniò per Lui lo pseudonimo di Sergov.

Per lavoro realizzava mobili, e per passione quadri (intarsiati), rappresentandovi le strade tipiche di Bologna, gli antichi mestieri, le nature morte.
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Un piccolo tesoro che Govoni negli anni passati aveva offerto al Comune di Bologna, ossia a sei sindaci che hanno governato la città.
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Incredibilmente non si trovò mai uno spazio per accoglierlo, e solo durante il mandato di Sergio Cofferati si era riusciti almeno a creare un museo virtuale, grazie anche al supporto di Cna e Ibc.

"La vita per me è una comica.

- aveva commentato quella volta -

Mi piacerebbe trasmettere questo sapere ai giovani e lasciare le mie opere alla città per far capire ai bambini di oggi cosa erano gli artigiani di un tempo.

Ho avuto studenti di ogni tipo, dai ragazzi che volevano imparare un mestiere al professore in pensione che arrivava a Bologna da Reggio Emilia.

Tutti affascinati dall'arte dell'intarsio
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Alla sua particolare figura era stato dedicato anche un documentario, "Sergov", prodotto dalla Carmont Picture, e accolto con curiosità dall'artista che aveva così riassunto la sua vita :
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"Fin da bambino mi chiedevo il perché di tutte le cose, oggi che sono vecchio non smetto di farlo e non mi bastano spiegazioni semplici ".
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Le sue opere sono il frutto di una grandissima passione per l’arte, per il legno, per l’intarsio, e le seguenti foto di alcuni dei suoi quadri, ci danno la dimensione della immensa caratura di questo nostro grande concittadino.
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Personalmente, lo conobbi circa trent'anni or sono, poichè ero appassionato di intarsi, e lo contattai per avere qualche chiarimento sulle tecniche da usare.
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Poi, fino ad oggi, pur continuando a seguire la sua produzione artistica, che tante emozioni mi ha regalato, non ci siamo più rivisti.
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Ho avuto però la fortuna di incontrarlo nuovamente, circa una decina di giorni prima che il destino ce lo portasse via, in centro, all'interno di un Istituto di Credito, e nell'attesa del proprio turno ci siamo intrattenuti in una piacevole conversazione.
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Il Maestro, già avanti con gli anni, era contento che lo avessi riconosciuto, e si era perfino emozionato.
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La sua affabilità e il suo modo di parlare mi hanno dato subito l'impressione di essere di fronte ad una persona estremamente gentile e disponibile, buona e sensibile, come del resto traspare da ogni sua opera, dal tocco delicato delle sue mani sugli intarsi, e dalle sue trasposizioni di attimi di vita sui quadri che ne riproducevano l'essenza.

E' stato veramente un dolore apprendere che aveva avuto un incidente, in seguito al quale poi, ha perso la vita.

Il Suo ricordo rimarrà sempre nel mio cuore, come persona, e come eccelso interprete dell'olimpo dei grandi artisti, a cui apparterrà in eterno.

Addio Sergov, grazie di tutto...
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Speech by ReadSpeaker