Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

domenica 1 aprile 2012

SAREMO SUDDITI DEL CELESTE IMPERO ?

Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha intrapreso un lungo viaggio in Oriente, percorrendo un itinerario in cui era previsto di raggiungere Seul, Tokio, e Pechino.
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L’appuntamento cinese è sicuramente il più importante dei tre in programma, e ripercorre l’ultima visita di Romano Prodi, interlocutore italiano privilegiato del “Celeste Impero”.
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Non si può certo dire che i risultati ottenuti dal professore bolognese siano stati ecclatanti, nè che abbiano contribuito ad incrementare gli investimenti cinesi in Italia.
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D’altra parte avremmo dovuto aspettarcelo, da chi ci ha trascinato verso la disastrosa situazione euro, ad un cambio che tutti conosciamo, e che tanta devastazione ha causato per le famiglie italiane.
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Monti in Cina, da parte sua, appare a noi tutti come se stesse interpretando il ruolo di Enrico IV a Canossa, quando questi si umiliò davanti al potere del papa Gregorio VII.
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Il Presidente del Consiglio si è infatti calato nelle vesti di chi sembra non poter fare a meno dell’interlocutore, della sua benevolenza e della sua accondiscendenza, ma soprattutto dei suoi favori economici.
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La capacità finanziaria cinese rappresenta per Mario Monti una potenzialità che potrebbe canalizzare i loro interessi verso l’acquisto dei nostri Buoni del Tesoro e verso la cessione, da parte dell’Italia, di quote del debito nazionale fino ad un 10 % del totale.
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Gli investimenti economici per i quali si era mosso Prodi in precedenza, e cioè quelli legati a sfere di influenza verso attività private, sono stati un vero e proprio flop, e non hanno portato ad alcun incremento delle attività produttive.
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Anzi, bisogna rilevare come la concorrenza cinese sul nostro stesso territorio sia stata devastante per la nostra economia, e come abbia prodotto una serie di danni incalcolabili per interi settori produttivi nazionali.
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La potenza cinese si è appropriata slealmente di categorie commerciali  in tutta europa, forte di una produzione di merci a costo zero, che quotidianamente vengono sfornate dai Laogai, i famigerati lager del regime comunista cinese.
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L’unica strada per arginare il fiume di violenza che il governo cinese rappresenta, sarebbe quella di proporre sanzioni, di instaurare dazi sui loro prodotti di importazione, e di intraprendere iniziative diplomatiche a livello globale.
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Nei Laogai, infatti, vengono imprigionati gli oppositori politici e sottoposti a tortura, fino alle estreme conseguenze della pena capitale.
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Addirittura si compiono nefandezze quali il commercio di organi, sulla pelle dei condannati a morte dal regime, come ammesso ufficialmente dallo stesso vice ministro della sanità cinese, Huang Jefu, il quale ne giustifica il ricorso per carenza di volontari.
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Monti incurante della mancanza assoluta e totale dei cinesi verso i diritti umani, guarda alle risorse cinesi come ad un invitante motore per la ripartenza dell’economia nazionale, auspicando investimenti diretti sia in aziende private ma soprattutto in infrastrutture italiane, come ad esempio i porti.
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I cinesi, tradizionalmente, sono interessati a partecipazioni in grandi gruppi europei, ed è quindi più probabile che rivolgano la loro attenzione a colossi come ENI o ENEL, o Banche, oppure reti ferroviarie.
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Certo è che la Cina è oggi la maggior potenza mondiale emergente, e anche che è in grado di comprare parti del debito italiano, come già accennato, per cui è estremamente importante valutare ciò che Pechino decide di fare.
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E’ anche vero però che, lasciandoci fagocitare dalle appetibili risorse finanziarie di Pechino, e dalla sua insaziabile fame di espansione, rischiamo di diventare un vero e proprio satellite cinese, orbitante nella sua esclusiva sfera di interessi, a discapito dei nostri marchi di qualità e della nostra indipendenza economica, e di renderci anche complici del modus operandi del Partito Comunista cinese, fondato sul Terrore e sulla violenza.
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A riprova di ciò sarebbe sufficiente ricordare come da tempo sia anche in atto la repressione del popolo tibetano, che si svolge nella quasi totale indifferenza dei popoli occidentali, tra cui l’Italia stessa.
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L’inesorabile scure cinese si è abbattuta pesantemente sull’etnia del popolo che da millenni vive in Tibet, in un disegno che nulla lascia all’immaginazione e che ci permette chiaramente di testimoniare sulla volontà distruttrice del “celeste impero”.
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I cinesi stanno tentando in ogni modo di sradicare dalla società tibetana qualsiasi cosa che riconduca alle loro stesse tradizioni, come ad esempio la lingua, la bandiera, gli usi o i costumi, pena la deportazione nei lager del regime comunista.
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Intanto i monaci buddisti Tibetani sono arrivati, per disperazione, a darsi fuoco, per attirare l’attenzione del Mondo su questa tragica situazione, e per protestare contro la determinazione cinese di annientarli.
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L’intento cinese è infatti quello di cancellare totalmente l’etnia tibetana, mettendo in opera una graduale sostituzione di quanti vengono gradatamente deportati e uccisi, con nuove fasce di popolazione cinese, fedele al sanguinario regime di Pechino.
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Non passa giorno senza che le cronache sui media ci diano notizia di qualche monaco buddista, morto a causa delle gravi ustioni riportate nell’estremo tentativo di urlare disperatamente, dandosi fuoco, il diritto alla libertà e alla giustizia finora negategli.
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Invece di porre dei DAZI  e di prendere le distanze dal regime comunista, in nome dei diritti umani, Monti si prostra…
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E’ estremamente offensivo e ripugnante il fatto che sia Prodi che Monti si siano scapicollati a Pechino per conferire con i macellai del regime comunista, al solo scopo di procacciarsi vantaggi economici, infischiandosene di qualsiasi altra cosa.
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Invece di concordare insieme agli Stati membri dell’Europa le sanzioni per la Cina, o di imporre dei pesanti dazi verso i prodotti provenienti da quel Paese, il Presidente del Consiglio mai eletto dal popolo, il famigerato Mario Monti, si permette di prostrarsi in nome dell’Italia, verso chi disprezza totalmente i diritti umani fondamentali, e la dignità stessa dell’essere umano.
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Questo, a mio parere, significa rendersi complice di tutto ciò, e trascinare il nostro paese verso abissi di indifferenza morale ed etica inaccettabili per chiunque abbia a cuore i fondamenti della democrazia, della libertà, e della convivenza civile.
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Forse Monti finge di non sapere anche che, recentemente, il vice ministro della Sanità cinese, Huang Jiefu, ha ammesso candidamente che la Cina usa i cadaveri dei condannati a morte come fonte primaria per il prelievo di organi, che vengono poi commercializzati.
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Gli oppositori politici e i dissidenti, o anche chi esprime un sentimento religioso avverso al regime comunista, oppure coloro che si permettono di non allinearsi ai dictat del regime più sanguinario oggi esistente, rappresentano dunque un serbatoio cui attingere organi destinati ai trapianti.
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L’allucinante realtà che si palesa ai nostri occhi, ma non probabilmente a quelli di Prodi e di Monti, è quella che richiama alla memoria l’indifferenza verso il valore della vita umana espressa da personaggi come Hitler, Stalin, Gheddafi, Kony, Castro, e Pol Pot.
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Gli scambi economici tra Italia e Cina, e gli accordi discussi da Monti con il Primo Ministro Wen Jiabao, costituiscono quindi ciò che sarebbe di per sé una normale strategia commerciale, se però a monte non ci fossero i presupposti sbagliati.
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Come si può anche solo pensare di intavolare trattative di carattere finanziario con chi, oggi, è depositario dell’uso quotidiano di una spietata violenza, e di chi adopera la riduzione in schiavitù della popolazione come metodo per produrre materiali a costo irrisorio ?
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I lager sono tragicamente presenti nella vita del popolo cinese, soggiogato da un bieco comunismo che nulla ha da invidiare a quello di Stalin.
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Se i figli di Monti, o di Prodi, o i loro familiari, fossero reclusi nelle strutture detentive cinesi, tristemente note con il nome di Laogai, ci sarebbero ugualmente le proposizioni commerciali dei due statisti italiani rivolte al Governo cinese ?
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Secondo me, piangerebbero lacrime amare per la sorte dei loro cari, così come accade per l’infinito numero di cinesi che subiscono la repressione del “celeste impero”.
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Quindi … ergo … ne consegue … che ci troviamo di fronte ad un laido e schifoso comportamento, degno solo di Ponzio Pilato !
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Insisto, ancora una volta, e mai mi stancherò di ribadirlo, che è necessario boicottare totalmente tutto ciò che è cinese, a partire dai loro prodotti commerciali presenti sui mercatini rionali a prezzi stracciati.
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E pensare che siamo stati addirittura in Cina con i nostri atleti, in occasione delle ultime Olimpiadi, mentre quotidianamente venivano torturati e uccisi i membri del Falun Gong, i perseguitati per eccellenza dal regime comunista.
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La lista delle nefandezze messe in atto dal Governo cinese è lunga e orrendamente cosparsa di cadaveri, immolati a riprova dell’arroganza comunista e della sua inesauribile sete di sangue innocente.
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Come mai l’Europa non prende posizione ?
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Come mai Prodi e Monti vanno a “Canossa” ?
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Forse perché i poteri forti che rappresentano, insieme alle banche, privilegiano le prerogative economiche, anziché quelle umane …
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Non c’è altra spiegazione…
. Dissenso
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Fonte :  http://www.italian-samizdat.com/
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