Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

mercoledì 27 aprile 2022

AGGRESSIONE RUSSA DELL’UCRAINA

Attraverso i social media circolano in rete alcune “fake news” che hanno catalizzato un certo consenso fra coloro che interpretano il ruolo di confusi ideologicamente oltre a quello di utili idioti, e cioè le frange estreme della sinistra, parte della destra e dei pentastellati, tutti accomunati dallo stesso sentimento di odio verso l’Ucraina.


Le notizie che vengoni veicolate in Europa direttamente dall’apparato disinformatore russo, impegnato nella creazione di falsi stereotipi e di teorie complottiste, a favore di Putin, sono le seguenti:

1)               La guerra in Ucraina è stata causata dall’espansione della Nato verso Est.

2)               Il territorio Ucraino ha sempre fatto parte della Russia.

3)               Gli Stati Uniti intendono coinvolgere l’Europa nella guerra contro Putin.

4)               Le democrazie europee non vogliono dialogare con Putin.

5)       Non è pensabile di poter sconfiggere Putin poiché siamo ricattabili per la dipendenza dal gas russo.

6)               L’Ucraina è un covo di neonazisti.

 ~ ~ ~

1)  Occorre risalire al 2013, quando il Presidente ucraino Viktor Janukovyc, in carica dal 2010 e saldamente legato alla Russia decise di non firmare accordi di associazione fra Ucraina e Unione Europea, privilegiando invece un prestito concesso da Putin di circa 15 miliardi di dollari finalizzato a legare ancora di più il Paese alla Russia.

Mentre Janukovyc, la sua famiglia, e tutta la sua parentela si arricchivano a dismisura, divenendo miliardari, la popolazione ucraina divenne sempre più povera.

Molte aziende furono delocalizzate in Russia e grandi appezzamenti di territori agricoli furono venduti ala Cina, la quale anzichè utilizzare mano d’opera ucraina inviò i propri coloni, i quali aggravarono ancora di più la situazione occupazionale già molto pesante.

A Novembre 2013 iniziarono le proteste popolari contro il Governo filorusso, che incontrarono subito una feroce repressione.

La protesta popolare raggiunse il suo apice nel gennaio 2014, con scontri sempre più violenti tra manifestanti e forze governative, dilagando in varie città del Paese.

Il Presidente usò la repressione come mezzo per fermare le proteste dei manifestanti che chiedendo le sue dimissioni assaltarono il Palazzo del Governo e il Parlamento.

Sul terreno rimasero decine di vittime, oltre a centinaia di feriti, provocando la reazione sdegnata da parte dell’Onu, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

Il 22 febbraio le manifestazioni pro-euopeiste, denominate Euromaidan, assunsero i toni di una vera e proria rivoluzione ucraina, che indusse il Presidente e i parlamentari a lui legati a scappare.


Con un ultimo colpo di coda Viktor Janukovyc apparve in televisione, ma invece di riconoscere i propri errori e la legittimità della rivoluzione espressa dalla volontà popolare, dichirò che nel Paese era in atto un colpo di Stato con metodi nazisti.

Il Parlamento e diversi reparti della Polizia si schierarono invece dalla parte dei manifestanti, votando una legittima richiesta di impeachment del Presidente presentata dalle opposizioni, la quale fu approvata all’unanimità.

Janukovyc fu quindi destituito, ma la sua arroganza si palesò nuovamente nell’affermare che si era trattato di un colpo di Stato.

Venne emesso un mandato di cattura, a causa della strage di manifestanti avvenuta sotto il suo comando, ma a questo punto iniziarono le subdole manovre russe per destabilizzare il nuovo Governo ucraino, non più legato a Putin.

Mosca finanziò una serie di atti terroristici in Crimea che condussero all’assalto armato del parlamento regionale, operato da forze russofone insediate sapientemente da Putin sul territorio.

Mentre Janukovyc fu accolto in Russia, a dimostrazione della sua sudditanza a Putin e del suo tradimento verso il Popolo ucraino, i mercenario tatari pagati da Mosca occuparono gli aeroporti di Belbek e di Simferopoli in Crimea.

La Russia mosse la sua flotta nel Mar Nero a scopo intimidatorio.

Il 24 gennaio 2019 Janukovyc è stato condannato dal Tribunale di Kiev a 13 anni di carcere per alto tradimento, e la sentenza ha stabilito che “ suoi atti illegittimi e premeditati costituiscono un crimine che mina la sicurezza nazionale ucraina” e di aver scritto una lettera al Presidente russo Vladimir Putin, il 1° marzo 2014, in cui sollecitava un intervento armato dell’esercito russo sul suolo ucraino per ristabilire l’ordine e far cessare le manifestazioni di protesta popolari.

Come si vede dalla Storia, quella vera e non quella manipolata dal regime moscovita, la smania di espansione territoriale a ovest è stata ampiamente palesata dalla Russia, che arriva ad usare la forza delle armi per imporre le sue decisioni.

2)  La Storia ci racconta che anche questa fake news poggia sulla falsità e sulla menzogna.

Ecco di seguito il link che punta ad un mio vecchio articolo che feci proprio per tracciare la Storia del Popolo ucraino:

http://www.italian-samizdat.com/2016/10/ucraina-terra-di-confine.html

Risulta quindi evidente la malafede di chi asserisce che l’Ucraina è sempre stata Russa, in particolar modo se si considera il fatto che il 91% della popolazione nel 1991 votò per l’ìindipendenza da Mosca, anche nelle regioni di Luganks e Donetsk, oggi reclamate arrogantemente da Mosca.

3)  Putin ha dislocato ben centocinquantamila soldati russi al confine con l’Ucraina, palesando la volontà, negata fino all’ultimo, di attaccare militarmente l’Ucraina.

Considerando il fatto che una eventuale vittoria di Putin significherebbe non solo che la Russia potrebbe poi spingere il suo insaziabile appetito verso altri territori sovrani, come la Moldavia, le regioni della Transnistria, oppure le Repubbliche baltiche, ma anche che tale espansione, per altro pubblicizzata e propagandata a gran voce come legittima, secondo un piano politico denominato “Eurasiatismo” diffuso con la collaborazione dell’ideologo di Putin, Aleksander Dugin, fornirebbe un comodo alibi alla Cina per sfidare gli Stati Uniti sulla questione di Taiwan.


L’America ha quindi interesse a frenare l’escalation genocida di Putin, non solo in nome della libertà dei Popoli e della loro sovranità, ma per tutelare eventuali concatenazioni di eventi che sarebbero pericolosi per le democrazie occidentali.

In questa ottica Biden auspica l’applicazione, da parte dell’Europa, di sanzioni contro Mosca che indeboliscano il suo potere economico e militare.

4)  Da molto tempo le democrazie occidentali tentano di instaurare un rapporto interlocutorio con Putin, che tenga conto del rispetto dei diritti umani, assenti in terra di Russia.

In questa ottica sono stati sospesi l’allargamento della Nato sia all’Ucraina che alla Georgia, con grande delusione dei cittadini di quegli stessi Paesi.

La Nato e le democrazie europee non sono intervenute nemmeno nel 2020 quando Mosca si è proposta come garante del mantenimento della pace alla conclusione del conflitto tra Armenia e Azerbaigian.

Tale conflitto ha sancito la vittoria dell’Azerbaigian, grazie al sostegno dell’Iran, ed ora controlla tutti i territori occupati che circondano l’autoproclamata Repubblica indipendente del Nagorno Karabakh, ad eccezione di un corridoio di 5 chilometri che mantiene un collegamento territoriale fra Armenia e Stepanakert, la capitale del Nagorno.

E’ proprio lungo questa linea di contatto che Putin, negoziatore dell’accordo, in qualità di peacekeeper, ha poi dispiegato un contingente d quasi 2.000 soldati russi, 90 mezzi corazzati da trasporto, 380 veicoli e materiali speciali della 15° Brigata di Fanteria motorizzata, per una durata di cinque anni, prorogabili ad altri cinque.

Tutto ciò spinge l’Armenia verso un baratro, per precisa volontà di Putin che voleva vendicarsi del fatto che dopo la “rivoluzione di velluto” del 2018 il nuovo governo armeno instaurò una dura lotta contro la corruzione, arrestando importanti oligarchi russi affiliati all’ex Presidente filo russo.

5)  Sono presenti in Europa importanti interdipendenze economiche che ci legano alla Russia, soprattutto per quanto riguarda le forniture di gas, ma va detto anche che la diversificazione energetica che appartiene alle strategie occidentali, prevede una flessibilità che ci mette al sicuro da scenari catastrofisti.

Inoltre, la Russia è dipendente dalla necessità di vendere il suo gas, proporzionalmente al fatto che la chiusura delle esportazioni avrebbe in Russia forti contraccolpi economico sociali.

6)  Accusare l’Ucraina di essere nazista è uno dei modi con cui la propaganda post sovietica del sociopatico Vladimir Putin tenta di manipolare la realtà storica suo esclusivo vantaggio.

Considerando che il gruppo politico Pravyj Sektor considerato nazista è compreso tra i 5.000 e i 10.000 aderenti, su una popolazione di 44 persone di abitanti, appare ridicolo pensare che per questo l’Ucraina sia un covo di nazisti.

Inoltre la propaganda russa spinge a confondere il nazismo con il nazionalismo, con cui gli ucraini difendono il proprio Popolo da colui che, come ex colonnello comunista del kgb, esprime ora perverse politiche di vero nazismo.

Va detto che i comunisti violenti e rivoluzionari dei centri sociali in Italia che mettono a ferro e fuoco le città, scontrandosi con le forze di Polizia, sono diluiti in oltrre 250 strutture nelle quali organizzano piani delinquenziali come le devastazioni , le scorribande armate, il lancio di pietre e di bombe carta contro le forze dell’ordine, la guerriglia cittadina, ma non per questo si può affermare che l’Italia sia un Paese comunista.

I due paralleli indicano come sia facile manipolare la realtà dei fatti costruendo fake news ad hoc.

Per quanto riguarda il battaglione Azov, definito come un gruppo di neonazisti e drogati dallo stesso Putin, è accertato che solamente una minoranza dell’intera compagine militare abbia sentimenti politici vicini al nazismo, cos’ come accade in qualunque Paese del mondo.

Sarebbe ben più grave se il Battaglione Azon covasse al suo interno elementi di fede marxista, visto che il comunismo ha prodotto oltre 100 milioni di morti nel secolo scorso, oltre a quelli che continua a mietere oggi in vari Paesi, primo fra tutti la Cina.

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Dedico queste righe a tutti i complottisti, agli ammalati di fake news, a coloro che interpretano il ruolo di utili idioti, alle destre in crisi di identità, agli ignoranti che a causa della loro stessa indolenza sono in preda ad una confusione mentale, ai supponenti che ambiguamente rivestono i panni del saccente depositario della verità.




Nel frattempo nelle città ucraine i bambini continuano a morire


Dissenso

sabato 18 dicembre 2021

GLI UTILI IDIOTI DELLA POLITICA ITALIANA

Come si sa, l’espressione “utili idioti” appartiene al gergo politico ed è usata per stigmatizzare l’atteggiamento di quegli occidentali che, contro il proprio interesse, manovrano in modo da favorire quelli dei Paesi comunisti, riferendosi all’Unione Sovietica per il passato e per la Cina di Xi Jinping per il presente.

Personaggi che sono quindi utili al comunismo, ma allo stesso tempo idioti in quanto manipolati e asserviti all’espansione di ideologie contro le quali dovrebbero invece combattere.

Pare che le sinistre italiane siano completamemte intasate, soprattutto a livello direttivo, da elementi che rientrano a pieno titolo nella categoria di questi utili idioti, come dimostrano le vicende degli ultimi decenni.

Da parecchio tempo la Cina ha intrapreso una politica di espansione commerciale in Occidente, praticando una concorrenza sleale la cui base di partenza è una offerta di prodotti realizzati a costo zero grazie all’uso di veri e propri schiavi che lavorano forzatamente nei cosiddetti e famigerati laogai.

Oramai anche l’Occidente conosce il termine di Laogai, che rappresenta il punto di forza attraverso cui la Cina comunista, nel totale disprezzo dei diritti umani, sfrutta la mano d’opera forzatamente gratuita dei prigionieri dissidenti, dei gruppi etnici invisi al regime e ridotti in catene, e di chiunque si opponga alla dittatura di Xi Jinping, l’erede delle poltiche di Mao Tse Tung.

La tortura, il lavoro forzato, la vendita degli organi espiantati ai detenuti (con o senza il loro permesso), la deportazione di interi gruppi sociali, etnici, religiosi, sono solo la punta di una immensa piramide di orrore con cui la Cina ha sviluppato un sistema produttivo statale che abbraccia tutte le categorie merceologiche, immettendo sui mercati qualunque tipo di manufatto a costo zero e sbaragliando ogni tipo di concorrenza.

Decine di anni fa mi rivolsi alle forze politiche attraverso la diffusione di alcuni miei articoli, con i quali evidenziavo il pericolo che le nostre aziende fossero travolte da questa concorrenza sleale, frutto di un palese mercimonio di vite umane e di un uso reiterato della violenza e della prevaricazione.

Nel Paese cosiddetto del Celeste Impero i diritti umani non esistono, e le popolazioni sono sempre state ostaggio di chi ha esercitato il ricorso alla forza e alla violenza su di loro, a partire dai famigerati Signori della Guerra dei primi decenni del 1900, passando per le atrocità commesse dal “Grande Timoniere” Mao Tse Tung e dalla Banda dei Quattro che fecero arretrare la Cina al Medio Evo, per finire con il totalitarismo attuale interpretato dal dittatore Xi Jinping.

L’ipocrisia della politica occidentale, sempre pronta a rivendicare un ruolo principe nella difesa dei diritti umani e nella difesa delle libertà individuali, e altrettanto pronta a commemorare le lotte antifasciste e le vittime della dittatura, si palesa in maniera evidente attraverso politiche di compiacimento del colosso comunista, nonostante il fatto che questo sia un vero e proprio cancro della Democrazia e che quotidianamente si nutra del sangue delle sue stesse vittime.

La compiacenza e la bonomia con cui i nostri politicanti si rapportano all’orrore cinese, attraverso una panoramica che si avvale della superficialità, della visione asettica e informale di una consapevole miopia, ed escludendo la reale crudezza contestuale all’annichilimento di vite umane, riducono l’intero processo politico comunista ad un semplice elemento che non vale la pena di essere dibattuto, ma che anzi viene ostentatamente ignorato.

L’orrore di Stato, le torture, la cosiddetta “rieducazione attraverso il lavoro” (forzato) nei laogai, la spersonalizzazione dell’individuo, il pensiero unico come riferimento da seguire obbligatoriamente, la deportazione, la pena di morte, sono tutti elementi distintivi di una criminalità esasperata e distruttiva che si identifica a pieno titolo con i paradigmi comunisti.

L’essenza stessa del comunismo si manifesta oggi in Cina in tutta la sua evidenza, forte di un apparato di Partito, di simboli e di un retaggio pseudo culturale da cui attingere a piene mani, estrinsecando non una semplice dittatura come quella di Erdogan o quella di Putin, ma un vero e proprio totalitarismo, nato e cresciuto con gli assiomi tipici del comunismo, ma evolutosi attraverso il coito contro natura con i capitalismi massonici occidentali, attraverso l’incunearsi nelle strutture teconologiche e merceologiche dell’Europa fino a inglobarle totalmente, approfittando della complice sudditanza degli utili idioti e proponendosi grazie a loro come superpotenza leader mondiale in funzione anti occidentale.

L’ex bibitaro del movimento 5 stalle, tale Di Maio, è uno dei più accaniti “utili idioti” italiani, il quale attraverso le sue argomentazioni politiche devastanti ha instaurato un rapporto complice proprio con gli assassini comunisti, attraverso un percorso commerciale denominato “via della seta”, definendo la Cina di Xi Jinping come “partner ineludibile”.


Nel frattempo decine di migliaia di aziende, di commercianti e di artigiani italiani, nel corso di alcuni decenni, hanno chiuso i battenti a causa della concorrenza sleale praticata dai “pupilli” del pentastallato più infame della Storia della Repubblica.

Di Maio non è l’unico escremento della politica che si è prostituito al gigante orientale, poiché molti altri complici del malaffare si sono palesati degni alleati del crimine cinese, come ad esempio Sergio Mattarella, il canuto rappresentante del Colle, oppure come Stefano Bonaccini Presidente della Regione Emilia-Romagna, che ha ricevuto in pompa magna Liu Kan, il Console generale della Repubblica popolare Cinese, così come Maria Elisabetta Alberti Casellati, la Presidente del Senato, oppure come Roberto Fico, Presidente pentastallato della Camera, tutti pronti ad esprimere la loro deferenza e la loro simbiotica ed entusiastica partecipazione.

I politicanti delle sinistre che siedono sugli scranni parlamentari senza essere mai stati votati, grazie alla complicità del già citato Presidente della Repubblica, interpretano un ruolo, avvalendosi del partnerariato cinese, che mira alla destabilizzazione della società, finalizzata alla trasformazione della stessa in un enorme gregge di pecoroni facilmente manipolabile.

A questo proposito ho pubblicato su Amazon un saggio di circa 50 pagine che illustra il percorso crimiinale del PD e delle sinistre intitolato “Il disegno eversivo del PD”.

Ho pubblicato anche un altro saggio di circa 100 pagine intitolato “Gli orrori del comunismo cinese”, in cui metto in evidenza le atrocità commesse dal regime comunista e il disprezzo dei diritti umani manifestato dal gotha totalitarista di Xi Jinping.

Nonostante le deportazioni della popolazione Uiguri, la distruzione della Nazione tibetana, il traffico di organi umani, e tutte le altre nefandezze che fanno sembrare la Cina un luogo degli orrori unico al mondo, ciò non è sufficiente a Di Maio e ai nostri “utili idioti” per prendere le distanze dal nuovo “Male assoluto” dei nostri giorni.

La quotidianità con cui la Cina persegue una feroce lotta alla dissidenza, così come tutti abbiamo potuto constatare in occasione delle repressioni cinesi contro i manifestanti per la libertà di Hong Kong, dovrebbe essere oggetto di discussioni parlamentari sia italiane che europee, ma pare che le strutture politiche legate alle sinistre siano più occupate a procacciarsi dei benefici e dei guadagni piuttosto che a combattere il totalitarismo.

Ambiguamente però, i vari Fico, Speranza, Mattarella, Draghi, Conte, Grillo, si riempono la bocca di roboanti proclami con cui esaltano l’antifascismo, intonando le note di “bella ciao” e citando squallidi personaggi come Palmiro Togliatti a cui fare riferimento.

Il “pensiero unico” descritto da orwell nel libro “1984” è quindi oggi una tragica realtà, mentre l’esercito di “utili idioti” prostituisce la prorpia integrità morale al Dio Denaro, alla poltrona, all’inciucio, svendendo pezzi d’Italia alla Cina, osannando Putin, inneggiando a Lula, e finanziando gruppi terroristici palestinesi.

Non c’è limite al peggio, ma temo che la soglia massima sia già oramai superata, come dimostra il fatto che l’ultimo Governo, quello Draghi, sia sorretto perfino da Salvini e da Berlusconi, le due prostitute più infami della politica italiana.

Entrambi hanno percorso lo stesso diabolico itinerario intrapreso dai 5 stalle di Grillo, iniziato con mille promesse e con un piano politico ben preciso e determinato, poi continuato (e finito) con l’attuazione dell’esatto contrario di quanto offerto in precedenza.

Uno squallore senza fine unisce oggi i rappresentanti dell’intero arco parlamentare, con l’unica eccezione del Partito di Giorgia Meloni installata all’opposizione, almeno sulla carta, visto che è comunque la fedele alleata sia della Lega che di Forza Italia.

La Meloni è alleata con chi ha privato gli Italiani del diritto di lavorare in assenza di green pass, allineandosi così con i dictat della vigente dittatura, palesando una opposizione di facciata che offre quindi una ulteriore stampella al Governo Draghi.

Un altro esempio di “utile idiota” in senso allargato…

Non vedo da parte di Fratelli d’Italia una Guerra all’ultimo sangue per boicottare le prossime Olmpiadi cinesi, così come manca una presenza territoriale quotidiana fatta di banchetti informativi diffusi capillarmente in tutta Italia, per contrastare la “via della seta”, oppure l’aggressione cinese a Taiwan.

Va detto che già da parecchio tempo la destra non si occupa più di anticomunismo, avendo lasciato il suo stesso elettorato nelle condizioni di non approfondire e assorbire alcuna preparazione intellettuale che si basi sull’anticomunismo, attraverso la diffusione di libri e scritti.

Tutti conoscono i luoghi dell’orrore nazista, così come i nomi dei criminali che hanno organizzato e partecipato ai massacri epocali dell’olocausto ebraico, che ha prodotto la strage di milioni di esseri umani, ma pochi conoscono i crimini comunisti, partendo dai gulag siberiani, dalla carestia indotta da Stalin in Ucraina, passando per le atrocità commesse da Ceasusescu, da Enver Hopxa, da Fidel Castro, da Tito, da Pol Pot, da Mao, per finire agli odierni laogai del regime cinese.

Gli utili idioti  hanno manipolato perfino i libri di testo scolastici per presentare una realtà diversa da quella effettiva, omettendo, falsificando e modificando la verità storica, plasmandola a proprio uso e consumo.

Appare chiaro il meccanismo secondo cui chi ha negato le foibe o ha nascosto gli orrendi crimini comunisti contro l’umanità può oggi consacrare con disinvoltura la propria anima alla dittatura cinese, definendola “un partner ineludibile” !

Ricordo a chi legge che tutto ciò è reso possibile dal fatto che non esiste una opposizione ferma e decisa a contrastare il comunismo, ma che anzi sia presente una forma di condiscendenza che nel corso del tempo si è incollata al tessuto sociale e politico come una seconda pelle.

Per questo dobbiamo ringraziare le cosiddette destre, i centristi, la Chiesa di Papa Bergoglio, e tutti quei politicanti a cui interessa solamente una cosa: la poltrona…


Dissenso

 

martedì 31 agosto 2021

CRIPTOCOMUNISMO

 

Democratici o “dem”, progressisti, fautori della cosiddetta inclusione, neo comunisti, filocinesi, negazionisti delle foibe e dei crimini comunisti, sono tutti sinonimi e facce di una stessa medaglia: il comunismo.

Il metamorfismo che li caratterizza, insieme all’odio e al disprezzo per i diritti umani, si esprime attraverso la manipolazione e la falsificazione della realtà, in un susseguirsi di ossimori creati ad arte dall’apparato delinquenziale del gotha comunista.

Con il loro quotidiano martellamento propagandistico i fautori del “pensiero unico” decidono quale debba essere la verità da proporre di volta in volta al Popolo, plasmandola a proprio uso e consumo a fini elettorali.


E’ così che la Storia, quella vera, è stata prima nascosta, poi falsata ed infine proposta al pubblico secondo i dictat imposti da personaggi che nulla hanno a che vedere con la Democrazia e la verità.

Mi riferisco a coloro che giustificano gli eccidi delle foibe nascondendosi dietro uno squallido alibi secondo il quale era giusto ammazzare migliaia di fascisti durante la seconda guerra mondiale.

Peccato però che i solerti “giustizieri” non dicano che molte delle stragi commesse seguendo tale linea di pensiero siano avvenute dopo la guerra, in tempo di pace, oltre al fatto che gli omicidi vennero rivolti indiscriminatamente contro uomini, donne, bambini e anziani.

La Storia ci racconta una verità diversa da quella inoculata come un vaccino dalle sinistre, e ci dice, prove alla mano, che nei territori dell’Italia orientale il Partito Comunista Italiano era complice dei partigiani jugoslavi nelle esecuzioni di massa e nelle carneficine compiute, appunto, a guerra finita.

La menzogna accompagna da sempre le parole dei comunisti, alimentate da un odio insanabile nato dal fatto che le destre e le democrazie si sono sempre opposte alle loro dittature.

I luridi e squallidi personaggi che orbitano nella sfera di influenza dei nostalgici comunisti, oggi metamorfizzati e criptati, celebrano le foibe come un doveroso passaggio verso il paradiso comunista.

Un percorso attraverso cui sono stati trucidati tutti coloro che, inglobati nella società civile di quei tempi, erano diventati parte dell’Amministrazione pubblica, come i maestri di scuola, gli impiegati, i funzionari pubblici, i preti e ogni altra categoria di lavoratori che avesse a che fare il sistema costituito.


L’accanimento contro il Clero e le stragi di preti e suore, anche a guerra finita, sia nei territori slavi che nell’Italia di Togliatti, vero criminale seriale insieme a Longo e al gotha comunista, la dice lunga sulla falsità con cui i progressisti sbandierano oggi la bandiera dell’inclusione…

Una inclusione che non tollera il fatto che ci si possa discostare dall’ortodossia di riferimento, pena la tortura, le sevizie, e la morte.

Il partigianato comunista che tanto piace a Sinistra Italiana, a Fratoianni e all’ANPI, fu una vera spina nel fianco dell’intero movimento partigiano.

Stragi come quella di Porzus, che colpì i partigiani della Brigata Osoppo, rei di non essere comunisti, oppure quella di Malga Bala in cui furono trucidati 12 Carabinieri, la dicono lunga sulla effettiva dimensione criminale degli "eroici" partigiani comunisti.

Per contro il negazionismo espresso oggi dagli squallidi nostalgici della falce e martello ci evidenzia palesemente l’infima caratura morale di questi soggetti, a cui consiglierei di provare un soggiorno nella Corea del Nord, ospiti del paradiso comunista.

Questi veri e propri escrementi sub umanoidi, che nulla hanno a che fare con la democrazia, la civiltà, la libertà, la convivenza civile, l’entropia sociale, sono degli odiatori di professione e auspicano la riduzione in schiavitù delle masse popolari, facendo credere di esserne i paladini.

In realtà è in atto un disegno eversivo atto a creare un gregge di pecoroni facilmente manipolabile, e per il conseguimento di tale obiettivo si ricorre alla distruzione sistematica dei valori che reggono la nostra civiltà, conquistata a duro prezzo dai nostri progenitori.

La spersonalizzazione dell’individuo è il primo passo imposto dalle sinistre per consolidare l’amalgama indifferenziata del materiale umano, senza alcuna distinzione per le prerogative di genere, divenute anzi un orpello da eliminare.

Ciò che conta nell’universo comunista è la massa, e per aumentarne le dimensioni si ricorre alla strategia delinquenziale che prevede una invasione epocale di clandestini africani, nullafacenti e privi di quell’imprinting socile che ci caratterizza.

Il risultato è che la delinquenza soffoca le nostre città, assediate dagli spacciatori nord africani, per i quali Renzi confezionò ad hoc il regalo di “reato lieve”, secondo la cui Legge prevede l’impunità per reati come lo scippo, il furto, il danneggiamento, la truffa, lo spaccio ed altre schifezze similari.


D’altra parte questo popolo di immigrati disadatttati, privi di qualsiasi capacità, compresa quella lavorativa, ma sempre pronti a delinquere e a compiere violenze e stupri, in un vera e propria riproposizione della Corte dei miracoli, costituisce il futuro elettorato delle sinistre, dei dem, dei progressisti, o di qualsiasi altra sigla ideata per confondere le idee.

Nel frattempo il PD stringe alleanze di Governo che vanno dalla simbiosi con uno dei loro nemici giurati, e cioè quei 5 stalle che urlavano a squarciagola slogan come “mai col PD”, alla coesistenza con altri partiti della coalizione guidata da Draghi, come Forza Italia e la Lega di Matteo Salvini.

Un fricandò di compromessi nel quale l’odio è la componente principale, a pari merito con la menzogna e il disprezzo per il Popolo italiano, perennemente ingannato, usato e sodomizzato.

Le cosiddette Ong che fanno la spola nel Mare Mediterraneo fra Tripoli e le nostre coste, dedicandosi al traffico di esseri umani, sono la punta di diamante delle politiche eversive delle sinistre.

Non a caso fra i personaggi di spicco dei garanti di tali Ong spuntano Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, paladino della famigerata nave Sea-Watch, insieme a Erasmo Palazzotto (deputato di Liberi e Uguali) e Nichi Vendola, noto personaggio comunista legato all’Arcigay.


Oppure troviamo il tristemente famoso Luca Casarini noto da decenni alle Forze dell’ordine per i suoi trascorsi da cosidetto “antagonista”, in passato ostile ai “Centri di permanenza temporanea” (trasformati poi in “Centri di accoglienza” attraverso abili raggiri filologici) e oggi attivo nel riempirli e stiparli fino all’eccesso, veicolandovi orde di africani paganti.

Lo scafismo si configura quindi come una delle tante attività criminose che caratterizzano i comunisti polimetamorfizzati, così come il giustificazionismo delle foibe, la corruzione, gli abusi, come quelli di Bibbiano o degli scandali bancari e tutta una serie di nefandezze che fanno parte del “modus operandi” dei “democratici”.

Mai ossimoro fu più evidente…

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Dissenso

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mercoledì 30 giugno 2021

Il PD e l'ennesimo schiaffo alla Democrazia

La sinistra proprio non ce la fa ad abbandonare i vecchi schemi protezionistici verso i criminali comunisti, e cioè quei comportamenti che dimostrano estrema benevolenza nei riguardi di chi ha ucciso spietatamente persone innocenti.

Già nel recente passato (2018) Massimo D’Alema si era riscoperto in afflato tale con la delinquenza comunista da precipitarsi fino in Brasile per omaggiare e coccolare l’ex Presidente di quel Paese, Luiz Inacio da Silva, detto Lula, arrestato per corruzione e condannato a 12 anni di reclusione.


Spesso (quasi sempre) a sinistra si dice bonariamente: “
E’ un ladro, ma è un compagno”!

Così accade che chi compie crimini, anche efferati, come ad esempio Cesare Battisti, rientri nella benevolenza degli squallidi politicanti seguaci di Togliatti.

Battisti, che è un terrorista che apparteneva ai gruppi denominati “Proletari armati per il comunismo”, fu condannato per ben quattro omicidi, ma scappò in Francia dove beneficiò della cosiddetta “dottrina Mitterand”, rimanendo libero come l’aria, alla faccia della Giustizia e dei parenti delle sue vittime, in totale dispregio dei morti che aveva provocato.

Battisti non ha mai espresso una sola parola di scuse, con cui esternare un sentimento di vergogna per ciò che ha commesso, ma anzi, dopo la Francia si rifugiò in Brasile, protetto dal Presidente comunista Lula, lo stesso che fu poi omaggiato di una visita da D’Alema quando anche lui fu arrestato.

Nei giorni scorsi il terrorista, che ora finalmente è in carcere, ha arrogantemente espresso la sua smisurata arroganza chiedendo con risolutezza di essere trasferito dal carcere di Corigliano Rossano (Calabria) a quello di Ferrara (Emilia-Romagna).

Ricordo a chi legge che durante la sua lunghissima latitanza questo escremento umano si faceva fotografare mentre brindava alle vittime della sua ferocia e alle forze dell’ordine che lo ricercavano.

I cosiddetti “progressisti”, autonominatisi depositari di un riformismo comunista, si sono subito attivati per ripristinare quel famigerato “Soccorso rosso” che nel dopoguerra correva in aiuto, legale, finanziario, morale, e quant’altro, di ogni singolo assassino che si dichiarasse comunista.

Dario Fo e Franca Rame erano due dei finanziatori comunisti che alimentavano questo perverso modus operandi, preferendo palesare solidarietà con terroristi di ogni tipo piuttosto che con le vittime innocenti o le loro famiglie.

Anche il PD ora segue questa modalità, e viene anzi da pensare che non l’abbia mai abbandonata, prima come PCI, poi durante le sue metamorfizzazioni camaleontiche, fino a i nostri giorni.

Come a dire : “Il lupo perde il pelo ma non il vizio!”

Uno dei personaggi che è intervenuto in questa vicenda, allo scopo di tutelare le “preferenze” manifestate da Battisti, è la deputata del PD, Enza Bruno Bossio, la quale anziché stare dalla parte delle vittime del terrorismo ha preferito scapicollarsi a sostenere IL BECERO ASSASSINO.

Anche Enrico Letta si è mosso, dall’alto della sua squallida supponenza, caldeggiando il trasferimenro per il suo “pupillo”, che ha il merito di derivare da un retaggio politico rivoluzionario, tanto caro al vecchio PCI, che tentava di imporre la sua politica con l’uso delle armi, dell’odio, e della violenza.


Sopra : Il ladro comunista Lula e il seguace di Togliatti, Massimo D'Alema
Sotto : Il ladro comunista Lula e il seguace di Togliatti Nicola Zingaretti


C’erano altri detenuti che avrebbero dovuto essere trasferiti, per motivi di salute, ma ciò non è stato sufficiente e prioritario di fronte alla spavalderia di Letta, di Enza Bruno Bossio e dell’Avvocato Adriano D’Amico, legale rappresentante del terrorista assassino.

La deputata ha raccontato che durante il suo incontro con Battisti, il terrorista ha inscenato un patetico siparietto in cui ha affermato di essersi commosso fino alle lacrime per aver incorociato gli occhi di un bambino durante uno dei suoi raid negli anni di piombo.

Capite ?

Non si è commosso per aver tolto la vita a delle persone innocenti, ma perché mentre lo faceva un bambino lo stava guardando.

Chissà se dopo questa rivelazione anche la deputata del PD si è commossa a sua volta!

Va anche detto che ciò che Battisti liquida come raid, in effetti erano sanguinosi omicidi perpetrati a sangue freddo, pianificati con l’intento di uccidere, nel totale disprezzo della vita umana.

Ma questo a Letta e al PD interessa poco, perché ciò che veramente conta nel loro perverso e tortuoso itinerario mentale è palesare la propria squallida fede comunista, anziché pensare a risolvere il problema degli imminenti licenziamenti di migliaia di lavoratori.

Ma si sa, Battisti è un compagno...

Lo schiaffo dato alla Democrazia e alla Giustizia da Letta e dalla politicante di turno che non merita nemmeno di essere menzionata oltre, costituisce un modus operandi oramai consolidato, a cui gli elettori dovrebbero prestare molta attenzione.

Tutti possono vedere i comportamenti del PD, che disinvoltamente propone tasse patrimoniali, mente sulla pandemia, in pieno afflato con il comunismo cinese da cui tutto ha avuto origine, dilapida i soldi pubblici aumentando il tetto dei fondi destinati alle coop rosse per la cosiddetta accoglienza dei clandestini, oppure finanziando i gay pride durante i quali le orde frocio lesbiche si producono in continue blasfemie, offendendo la religione e disprezzando chiunque non la pensi come loro.

L’Italia del PD è quella della collusione con i terroristi come Battisti, quella di Bibbiano e dello scandalo della Banca del Monte dei Paschi di Siena.


L’Italia del PD è quella nella quale i deputati delle sinistre si inginocchiano, non in segno di rispetto per le vittime del terrorismo, ma per coloro che avendo la pelle nera sono sono da tutelare anche quando fanno a pezzi il corpo di una ragazzina italiana.

Ricordiamoci che qualche anno fa le sinistre promossero inziative volte ad invitare nell’aula magna dell’università di Bolgona il terrorista Curcio, autore di efferati delitti, come oratore!

A Bologna, feudo del PD (spero ancora per poco) i seguaci di Togliatti sono rimasti sempre muti e silenti di fronte all’occupazione dell’aula C della Facoltà universitaria di Scienze politiche, fagocitata dai gruppi violenti dei cosidetti Centri sociali, per la durata di 26 anni.

Ventisei anni… durante i quali il PD gongolava e palesava arroganza e disprezzo per la Giustizia, sproloquiando di tutela dei più deboli.

Il PD ha ridotto l’Italia ad una pattumiera, specie a Roma, con la collaborazione criminale della penta-stallata Virginia Raggi.

A Bologna il degrado è quotidiano, e i graffiti assediano ogni singolo centimetro quadrato del centro cittadino, nel quale i portici che sono patrimonio Unesco vengono deliberatamente presi d’assalto da stuoli di writer appartenenti ai centri sociali.

Lo spaccio della droga ha raggiunto tali livelli di intensitò che viene da chiedersi se Merola, Bonaccini, e lo stesso Prefetto, non si vergognino…

Nel frattempo, Battisti ringrazia, certo di ambire a qualche carica futura in seno al partito, così come accadeva nel dopoguerra, in cui il fior fiore degli assassini veniva protetto ed i criminali più efferati venivano eletti nelle file del PCI.


Francesco Moranino ne è un esempio palese… nel ruolo di partigiano comunista criminale e assassino ordinò il massacro 7 persone innocenti, che vennero trucidate ferocemente.

Per questo, dopo che il Presidente Saragat gli concesse la grazia,  fu eletto nelle file del PCI, e divenne sottosegretario al Ministero della guerra nel Governo de Gasperi.

Battisti ha quindi delle ottime possibilità di affiancare, in futuro, la sua Musa odierna, la deputata senza vergogna che lo ha coccolato in carcere, palesandogli così il suo tacito e complice consenso unitamente al suo disprezzo per le vittime del terrorista.

Questa è la realtà !

Questo è il PD

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Dissenso

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mercoledì 23 settembre 2020

PUTIN NON SI SMENTISCE !

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Putin non si smentisce mai, palesando nei fatti un modus operandi che nulla ha a che vedere con la democrazia e il rispetto dei diritti umani.

I sostenitori del nuovo Zar di Russia fingono di non sapere che Putin elimina fisicamente chiunque gli si opponga, anche solo dialetticamente, ricorrendo all’assassinio mediante sicari prezzolati che sparano alle vittime designate, come nel caso di Anna Politkovskaja e Anastasia Baburova, le due giornaliste della Novaja Gazeta, oppure ricorrendo al veleno.

Tutti conoscono il “caso” Litvinenko, l’ex agente dei servizi segreti del Kgb e poi dell’FSB divenuto in seguito un dissidente ostile a Putin, che morì a causa di un avvelenamento da radiazione per essere venuto in contatto con il polonio 210, un isotopo radioattivo  del polonio.

Poco prima dell’avvelenamento Litvinenko si era intrattenuto con gli ex agenti del KGB Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun in un bar di Piccadilly a Londra dove poi, in seguito ad indagini approfondite, furono infatti trovate tracce del letale elemento radioattivo.

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ALEXEJ NAVALNY

Recentemente Putin ci ha riprovato avvelenando Alexej Navalnj, il blogger e attivista politico che si oppone alle scelte dittatoriali del Cremlino, oltre che Segretario del Partito Democratico del Progresso, il quale che riunisce una formazione di cui precedentemente co-Presidente insieme a Boris Nemcov, assassinato nel febbraio 2015.

Putin i questo caso, come raramente accade, ha fallito il suo tentativo omicida poiché Navalny è sopravvissuto, grazie al fatto che l’aereo su cui si trovava il blogger in volo da Tomsk verso Mosca è stato fatto atterrare all’aeroporto di Omsk, in Siberia, per ricoverarlo d’urgenza nell’ospedale della città.

La moglie dell’attivista si è immediatamente attivata per evidenziare la situazione agli occhi della comunità internazionale, al punto che sia la Cancelliera tedesca Angela Merkel che il Presidente francese Emmanuel Macron ne hanno chiesto l’immediato trasferimento in una struttura ospedaliera in Germania.

Navalny, che in passato era già stato arrestato dalla Polizia di Putin, l’ex colonnello del KGB che spadroneggia nell’ex Unione sovietica come un novello Stalin, si è svegliato dal coma e gradatamente, grazie a 32 giorni di ricovero e di cure da parte dei sanitari tedeschi è finalmente guarito ed è stato dimesso dall’ospedale.

Gli esami clinici hanno riscontrato nell’organismo dell’attivista politico la presenza di un letale agente chimico del gruppo Novichok, come annunciato dal portavoce del Governo di Berlino Steffen Seibert, il quale ha ribadito come ciò sia a tutti gli effetti “una grave violazione della Convenzione sulle armi chimiche”.

Il disprezzo per i diritti umani in effetti è una prerogativa insita nell’essenza stessa di Putin che non esita a sbarazzarsi delle opposizioni in qualunque modo, con le pallottole e con i veleni.

Per chi non lo sapesse, il Novichok appartiene alla classe di agenti nervini, i pericolosissimi gas chimici volatili, prodotti nell’Unione sovietica tra il 1970 e il 1933, considerati armi di distruzione di massa molto potenti.

In questo particolare moneto storico Putin non deve aver apprezzato gli attacchi politici che gli ha rivolto Navalny a proposito di ciò che sta accadendo in Bielorussia.

Come si sa il dittatore Aleksandr Lukashenko, Presidente della Bielorussia, è un fantoccio manovrato da Putin, il quale ha messo gli occhi su quel Paese per proseguire il suo percorso di espansione territoriale denominato eurasiatismo.

Dopo la Cecenia, la Georgia, l’Ucraina e la relativa annessione della penisola di Crimea, ora gli appetiti totalitaristici di Putin si rivolgono infatti proprio verso la Bielorussia.

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2000  -  GROZNY RASA AL SUOLO DAI BOMBARDAMENTI RUSSI

Il dittatore Lukashenko, al potere dal 1994 dopo elezioni truccate contestate da manifestazioni oceaniche popolari in cui hanno partecipato oltre 250 mila persone, ha represso il dissenso con ogni mezzo a sua disposizione, ricorrendo alla tortura e appellandosi a Putin, minacciando il suo stesso Popolo di far intervenire militarmente la Russia per sedare le proteste.

Fra i suoi oppositori più determinati alcuni sono stati costretti a rifugiarsi all’estero, come la candidata alla Presidenza Svetlana Tikhanovskaya espatriata in Lituania, oppure come Veronika Tsepkalo che a suo rischio e pericolo ha scelto Mosca come palco da cui arringare le folle.

In tutto questo marasma emerge la figura di Putin, lo spietato assassino che attende lo sviluppo degli eventi, consapevole del fatto che ad un minimo cenno di Lukashenko potrà avere l’alibi per poter invadere il Paese con i suoi carri armati.

Putin poi provvederà a russificare i territori occupati, così come ha fatto in Cecenia e in Ucraina per giustificare davanti al consesso internazionale una qualche rivendicazione su base etnica, esattamente come fece il Maresciallo comunista jugoslavo Tito nei confronti dei territori giuliano dalmati.

L’unica differenza è che nei territori carsici della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia la dittatura comunista operò preventivamente, intervenendo con una sostituzione etnica che andava di pari passo con il genocidio programmato delle popolazioni italiane.

Nella penisola di Crimea invece Putin ha alimentato per decenni una russificazione costante dei territori, mediante l’afflusso di decine di migliaia di famiglie russe, costituendo un nucleo etnico a lui favorevole, da usare poi per vincere il referendum popolare in cui si chiedeva alle masse se volevano rimanere ucraini oppure “passare” sotto la dominazione russa.

Subito dopo questa vittoria pilotata, Putin ha subito inviato la sua preponderante forza bellica occupando l’intera Crimea, incurante delle proteste internazionali, e ponendo un altro tassello sul mosaico dell’Unione eurasiatica.

Il processo storico denominato eurasiatismo concretizza la visione politica del suo ideologo Aleksandr Dugin, e prevede per il futuro una estensione territoriale russa che va da Vladivostok a Lisbona, guidata da Putin.

L’ex agente del Kgb Vladimir Putin, che era di stanza a Berlino prima della caduta del famigerato muro, e che sparava alla schiena di coloro che tentavano di scappare dal comunismo, ora veste i panni del dittatore che espande i suoi territori a discapito delle Nazioni sovrane che si trovano sul suo cammino, come appunto l’Ucraina e la Bielorussia.

Dopo aver fagocitato la democrazia in Bielorussia, i suoi prossimi bersagli saranno quindi i Paesi baltici come Lettonia, Estonia, e Lituania ?

Oppure dovremo assistere ad una alleanza militare con l’altra potenza comunista mondiale, rappresentata dalla Cina di Xi Jinping?

Uno scenario che sfugge alle logiche odierne e che non trova immediati riscontri, ma che presenta elementi di fattibilità futura in chiave anti americana e anti occidentale, nell’eterno dualismo contrapposto.

Nel frattempo Di Maio prostituisce l’Italia a ciò che indica come ineludibile e cioè al gigante cinese, che attraverso la cosiddetta via della seta ci impone dictat e ricatti finanziari da cui difficilmente riusciremo a svincolarci, divenendo così un satellite dell’ex Celeste Impero.

La stupidità del pentastellato, il cui quoziente intellettivo è sicuramente inferiore a quello di uno scarafaggio, arriva a disprezzare i diritti umani su cui è imperniata la nostra stessa democrazia, e lo fa convinto di essere uno statista e non un “utile idiota”.

La relazione annuale di Amnesty international sui diritti umani riferisce che in Russia la situazione ha continuato a deteriorarsi e sono stati ulteriormente ridotti i diritti di espressione, di associazione e di riunione pacifica, mentre per contro è aumentata la repressione e le ritorsioni, così come le vessazioni e i maltrattamenti da parte della Polizia, la quale esegue arresti arbitrari, pesanti ammende e incarcerazioni.

Il rapporto di Amnesty prosegue confermando che il regime di Putin osteggia i difensori dei diritti umani e perseguita i gruppi religiosi come ad esempio i “Testimoni di Geova” colpendoli anche attraverso la tortura, una pratica diffusa che è garantita con l’impunità verso gli apparati polizieschi che la praticano.

La popolazione russa esprime sempre di più il proprio malcontento verso Vladimir Putin, che spadroneggiando nel Paese da oltre vent’anni, ha condotto il sistema politico in un crescendo di corruzione, di abusi ambientali e urbanistici che hanno favorito il degrado sociale e il peggioramento degli standard di vita generali.

Nonostante tutto ciò e nonostante l’annessione della Crimea la Russia, a cui era stato sospeso il diritto di voto nell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha ottenuto il reintegro in tale consesso riacquistando il diritto di voto.

La civile Europa, che è sempre di più connotata come l’Europa di Prodi e delle sinistre, ha sorvolato sulle centinaia di arresti che il regime di Putin ha effettuato in occasione delle sempre più numerose proteste di piazza e delle condanne penali inflitte ai manifestanti pacifici come ad esempio Vyacheslav Egorov, Andrey Borovikov, e Konstantin Kotov.

Pare che l’Europa da un lato dia segnali di preoccupazione verso alcuni comportamenti dei gerarchi comunisti o post tali, come nel caso dell’avvelenamento di Navalny, mentre dall’altro assume comportamenti referenziali e di sudditanza come nel caso dei rapporti commerciali con la Cina, la quale, ricordiamolo, è stata anche teatro delle Olimpiadi nel 2008 e ospiterà l’edizione invernale del 2022.

I parlamentari europei sono evidentemente refrattari alla lettura di testimonianze sulle atrocità commesse da Putin, come ad esempio in Cecenia, raccontate dalla giornalista Anna Politkovskaja attraverso i suoi reportage e i suoi libri.

Nel civile consesso europeo, caratterizzato dalla presenza massiccia di politicanti delle sinistre, si evita di rimarcare le atrocità commesse a Grozny, la capitale della Cecenia che fu rasa al suolo dai militari russi e dai mercenari di Putin che si abbandonarono a stupri, torture e mutilazioni contro la popolazione civile, in un crescendo di violenze indegne di ogni essere umano.

Anna Politkovskaja portò alla luce tutto ciò, riconducendo i crimini direttamente alle direttive di Putin che, per questo motivo, la fece uccidere da uno dei suoi sicari.

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L'odierna Europa, frutto del coito contro natura fra banche e marxismo

Personalmente affermo molto chiaramente che questa Europa mi fa schifo, in quanto complice sia dei misfatti di Putin che di quelli di Xi Jinping, e aggiungo che vorrei guardare negli occhi ogni singolo parlamentare europeo per esprimergli il mio vivo disprezzo.

Vorrei dire loro che il silenzio complice con cui esprimono la loro subdola indolenza li qualifica come complici e come individui dalla caratura morale più simile a quella di un tipo di fogna che a quella del parlamentare.

Del resto il comunismo ci ha sempre confermato che la sua stessa essenza si compone di odio e di violenza e a questo proposito viene da chiedersi come mai i politici del PD osannino Palmiro Togliatti definendolo con l’appellativo di “il Migliore” nonostante il fatto che la Storia affermi che sia stato un feroce criminale e assassino ?

Malafede ? Ignoranza ? Un irrazionale sentimento di odio insanabile ? Cervello da ratto ? Lesioni cerebrali ?

O forse un po’ di tutto questo, almeno a quanto appare dai discorsi dei sinistroidi e delle sardine …

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Dissenso

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Speech by ReadSpeaker