Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

giovedì 16 dicembre 2010

MINERBIO E LA POLITICA

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Vorrei sottoporre all’attenzione di chi legge questa nostra analisi sulla situazione politica minerbiese.

Il retaggio storico culturale che ha canalizzato fino ad oggi le preferenze di una gran parte di concittadini, in riferimento agli orientamenti politici, è frutto di un condizionamento che trae le sue origini da una memoria non disgiunta da quella di chi ha nel suo passato i condizionamenti tipici orchestrati dalle vecchie classi partitiche, e in particolare dagli eredi di una divulgazione di pensiero pseudo populista e di ispirazione popolar-comunista.

Le componenti sociali progressiste locali, che in realtà interpretano un ruolo contrario a quanto sbandierato, sviluppando tematiche e discorsi impermeati di un tradizionalismo arcaico e involutivo, almeno su piano squisitamente politico, ricalcano stereotipi di sapore marxista che sono marcatamente permeati di un classismo in antitesi con le prerogative originali, legati ai dictat di Partito da un lato e allo stesso tempo contrari agli interessi del territorio e dei cittadini dall’altro.

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L’appartenenza al Partito determina il classismo, dichiarando e identificando in modo irrevocabile coloro che appartengono alla nuova elite di potere, e scindendo marcatamente le priorità di casta rispetto a quelle contingenti del popolo.


La base forte e lo zoccolo duro che fondano il substrato ideale per la comunità socialista odierna trovano una decisa corrispondenza nella fitta adesione di una parte dell’intellighenzia sinistroide che è stata complice per interi decenni di un sistema di disinformazione colpevolemente orchestrato per ammaestrare la realtà a favore degli interessi di partito.


Lo provano ancora oggi i comportamenti fasulli di pseudo intellettualoidi in malafede che negano alcune palesi verità storiche, e tentano ancora di manipolare le coscienze in nome di un male interpretato ruolo di depositari dell’unica verità.

E’ per colpa di costoro che ancora oggi si fatica a far sapere alle persone quale sia la verità su varie tematiche di interesse sociale, storico e culturale, che dovrebbero essere divulgate sui libri scolastici, e che vengono invece relegate in ambiti forzatamente ristretti.


E’ il caso delle Foibe, così come della guerra civile combattuta nell’immediato dopoguerra, o dell’ex muro di Berlino, e delle connivenze tra il vecchio PCI e i comunisti di Mosca (quando i nostri politici, Napolitano in testa, andavano a Mosca a relazionarsi con il politburo sovietico), e tutta una serie di altre manipolazioni che sono state colpevolemente e intenzionalmente portate avanti e diffuse.
La copertura capillare del territorio nazionale, tramite la realizzazione dei circoli di partito, di centri ricreativi, di feste dell’unità, e di tutta una serie di realtà funzionanti come cassa di risonanza, hanno avuto lo scopo di fagocitare ed egemonizzare la diffusione dell’unico credo possibile : quello della loro visione della realtà.

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I seguaci dei comunisti di togliattiana origine continuano ancora oggi ad elevare criminali come appunto Togliatti ad un ruolo eroico, nonostante le prove storiche dei suoi crimini, e lo celebrano annualmente come simbolo del loro divenire.

Questo è in sintesi ciò su cui poggia la cultura sinistroide che ha permeato per anni i nostri paesi e le nostre città, e cioè un substrato di riferimenti ideologici menzogneri, artefatti, costruiti spesso sul sangue degli avversari politici, partendo da un unico punto di origine non di loro unica pertinenza : l’antifascismo.

I vari ex partigiani, i vari Berlinguer, Cossutta, D’Alema, ecc, ecc, hanno tentato di monopolizzare anche il ruolo di antifascismo che è stato invece prerogativa di molte altre forze politiche durante e dopo l’ultima guerra, e ne hanno fatto un vero e proprio cavallo di battaglia imponendosi falsamente come gli unici fautori della lotta al fascismo e alla dittatura.

Questo, per decenni è stato il loro unico credo, in assenza di altre proposizioni e di idee innovative da inserire in un contesto sociale a scopo costruttivo, e ha permesso loro di crearsi un’aura di credibilità tra la gente per mezzo di questo ruolo (fasullo) di paladini della democrazia.

Minerbio non è stata una mosca bianca in questo senso, ma anzi ha sviluppato un esistenzialismo simbiotico, lentamente ma inesorabilmente, durante il percorso evolutivo di ciò che si è palesata come una sindrome liberal sinistroide, identificandola come unico possibile riferimento verso un incedere democratico e progressista.

Tra l’altro, si sono insinuati anche all’interno dell’apparato religioso, in nome di un catto- comunismo che inspiegabilmente riesce a coniugare la brama di un materialismo marxista e ateo con uno spiritualismo intrinseco alla religiosità stessa, in un guazzabuglio ideologico dal sapore squisitamente e politicamente conglobante.

Inoltre, i nuovi comunisti, i politici, come i Sindaci di oggi, non devono far altro che accondiscendere al populismo di maniera che li ha fin qui sorretti, continuando a pubblicizzare le sagre dei ranocchi nei circoli PD di paese, oppure a elargire soldi pubblici alle varie associazioni, beandosene come se fosse merito del Partito, e inscenando rappresentazioni vergognosamente legate ad un opportunismo che nulla ha a che fare con le reali necessità dei cittadini o del territorio.

Ecco che nascono così opere inutili, o quasi, o troppe costose, diventando monumento all’autoincensamento dei politici di turno, che si glorificano per il loro attivismo populista.

Ecco che le reali esigenze dei cittadini, specie quelle dei meno fortunati, non trovano corrispondenza e vengono relegate entro confini che non vedranno mai una pur minima considerazione da parte di questi politici di mestiere.

Minerbio è piena di esempi in tale senso, visto che è stata fagocitata da troppo tempo dal sistema di potere sopra descritto, e paga lo scotto per essere uno degli zoccoli duri delle terre di pianura di un Partito, ahimè, che ha al suo interno personaggi che la magistratura ha bollato come criminali, come collusi, come indagati, come ladri, e chi più ne ha più ne metta.

Pur non avendo motivo di dubitare sulla onestà dell’Amministrazione locale, bisogna però rilevare che questa è ostaggio delle priorità di Partito, e che quindi le scelte non possono andare nella direzione di uno sviluppo che non leda gli interessi del territorio, dei cittadini e dell’ambiente, e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, a partire dallo scempio del territorio che la nuova politica sul fotovoltaico su terreno agricolo sta perpetrando.

Noi ci opponiamo a tutto ciò, sia a livello ideologico, che su piano organizzativo, strutturale, territoriale, propositivo, funzionale e culturale, mentre altre realtà locali di opposizione sembrano essere cloroformizzate e in attesa che la situazione evolva da sola.

Nel frattempo i danni arrecati al territorio e alla popolazione aumentano e si sommano in un crescendo che dovrebbe almeno preoccupare chi, a parole, si dichiara contrario a questo stato di cose.


Lascio ai cittadini il compito di valutare e di giudicare…
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Il Blog di Minerbio
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