A fine anno 2011, la Regione Basilicata ha dato il via libera alla realizzazione di un nuovo deposito di stoccaggio di gas.
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Il progetto, che prevedeva due concessioni ( “Cugno delle Macine” e “Serra Pizzuta” ) è stato approvato, per ora, solo relativamente ai territori di Grottole e Ferrandina, nella Valbasento, in provincia di Matera, appartenenti alla prima concessione.
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Il progetto, che prevedeva due concessioni ( “Cugno delle Macine” e “Serra Pizzuta” ) è stato approvato, per ora, solo relativamente ai territori di Grottole e Ferrandina, nella Valbasento, in provincia di Matera, appartenenti alla prima concessione.
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La società gestore dell’impianto sarà la russa Geogastock, che dovrà ottemperare alle disposizioni regionali che impongono il monitoraggio di tutte le matrici ambientali sia prima, che durante e dopo la realizzazione dello stoccaggio, nonchè un programma di informazione alle popolazioni.
La società gestore dell’impianto sarà la russa Geogastock, che dovrà ottemperare alle disposizioni regionali che impongono il monitoraggio di tutte le matrici ambientali sia prima, che durante e dopo la realizzazione dello stoccaggio, nonchè un programma di informazione alle popolazioni.
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Le prescrizioni di tutela ambientale saranno accompagnate da misure di compensazione economica che saranno superiori a quelle previste dalla Valutazione di impatto ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente.
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Nella fase di avvio del progetto, la società dovrà corrispondere un milione a ciascuno dei comuni interessati (Ferrandina, Grottole e Salandra) e 6 milioni alla Regione, a cui si aggiungeranno altri 250mila euro l’anno (a valore indicizzato) per tutta la durata della concessione.
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In totale si tratta di 14 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 5-6 milioni di euro di compensazioni per il mancato utilizzo alternativo del territorio, e i proventi da quote aggiuntive di tassazione ordinaria, ossia Irap, Addizionale Irpef, Imu e oneri di urbanizzazione, a livello locale (per un valore stimato che si aggira sul milione annuo), Iva, Irpef e Ires a livello nazionale.
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Le prescrizioni di tutela ambientale saranno accompagnate da misure di compensazione economica che saranno superiori a quelle previste dalla Valutazione di impatto ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente.
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Nella fase di avvio del progetto, la società dovrà corrispondere un milione a ciascuno dei comuni interessati (Ferrandina, Grottole e Salandra) e 6 milioni alla Regione, a cui si aggiungeranno altri 250mila euro l’anno (a valore indicizzato) per tutta la durata della concessione.
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In totale si tratta di 14 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 5-6 milioni di euro di compensazioni per il mancato utilizzo alternativo del territorio, e i proventi da quote aggiuntive di tassazione ordinaria, ossia Irap, Addizionale Irpef, Imu e oneri di urbanizzazione, a livello locale (per un valore stimato che si aggira sul milione annuo), Iva, Irpef e Ires a livello nazionale.
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Per l’impianto di stoccaggio di Minerbio, non abbiamo dati certi, relativamente alla produzione di inquinanti, in quanto nonostante le nostre reiterate richieste di approccio con la Stogit, non abbiamo ricevuto il minimo accenno di riscontro.
Certo è che, in generale, il principale componente del gas naturale è il metano, insieme ad etano, propano, butano, e pentano..
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E’ anche vero che sono sempre presenti anche modeste percentuali di gas diversi dagli idrocarburi, ad esempio anidride carbonica (CO2), azoto, ossigeno (in tracce), gas nobili e solfuro di idrogeno (H2S)..
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Il solfuro d'idrogeno e il mercurio (Hg) sono considerati i contaminanti più nocivi, che devono essere rimossi prima di qualsiasi utilizzo.
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Normalmente, successivamente alla fase di stoccaggio, al momento del prelievo per l’immissione nella rete nazionale, il gas viene depressurizzato, rigenerato, e depurato.
La fase rigenerativa del metano estratto costituisce la principale fonte di emissioni di agenti inquinanti, come l’ossido e il biossido di azoto, l’anidride carbonica, e le polveri sottili.
La fase rigenerativa del metano estratto costituisce la principale fonte di emissioni di agenti inquinanti, come l’ossido e il biossido di azoto, l’anidride carbonica, e le polveri sottili.
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I Nox (ossidi e biossidi di azoto) in presenza dell’umidità atmosferica e della luce solare si trasformano in acido nitrico, responsabile delle piogge acide, con danno per le colture e per l’ambiente.
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Inoltre i Nox liberano radicali liberi in grandi quantità, che intervengono poi nella formazione del biossido di azoto.
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Il Biossido d’azoto è un gas fortemente reattivo, ritenuto tra gli inquinanti atmosferici più pericolosi in quanto irritante per propria natura.
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Esplica questa azione a livello delle mucose delle vie respiratorie, sia a livello nasale che bronchiale ed è inoltre precursore, in presenza di forte irraggiamento solare, di una serie di reazioni secondarie che determinano la formazione di tutta quella serie di sostanze inquinanti note con il termine di “smog fotochimico invernale”.


