Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

giovedì 1 marzo 2012

LE STRANE ESIBIZIONI MEDIATICHE DEL SINDACO MINGANTI


In un recente articolo su “Il Resto del Carlino” a firma Matteo Radogna, sulla cronaca locale, si tratta di un fatto avvenuto in occasione delle ultime nevicate a Minerbio.
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Eccolo :
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Come si può desumere dall’articolo che vi ripresentiamo sopra, secondo il giornalista, un cittadino di cui vengono omesse perfino le iniziali (segno evidente che questa persona non è stata nemmeno interpellata),  sarebbe stato coinvolto come principale responsabile in una rissa.
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L'altra faccia della medaglia, in questa storia, è la seguente, direttamente dalla voce del cittadino interessato.
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Il motivo del contendere sarebbe scaturito dal rifiuto, da parte degli addetti della Protezione Civile, di dare al cittadino il sale che questi richiedeva allo scopo di spargerlo davanti a casa sua, assediata da lastre di ghiaccio.
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Secondo la versione scritta da Radogna, la persona in oggetto avrebbe afferrato una pala con l’intento di aggredire i volontari della Protezione civile, che si sarebbero barricati all’interno della sede, e solamente l’intervento del Sindaco, “per caso” nelle vicinanze ha scongiurato la rissa.
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Ancora una volta, quindi, ci viene proposta mediaticamente la figura di un Sindaco eroico, vicino a tutti, pronto a intervenire in qualsiasi situazione.
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Sicuramente la compiacenza di Matteo Radogna ha contribuito notevolmente al rafforzamento di questa immagine, con l’intento evidente di stereotiparla, forse per affinità elettive che a noi non è dato conoscere.
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Fatto sta, invece, che il cittadino messo alla berlina dagli scritti del giornalista del “Carlino” ci ha fornito una versione dei fatti completamente diversa !
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L’antefatto è il seguente.
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Questa persona, afferma che il giorno 5 (quello della prima nevicata) si è recato negli uffici della Protezione civile per ottenere il sale, fornito alle famiglie per combattere il ghiaccio.
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La dotazione offerta gratuitamente consiste in un sacchetto a famiglia, praticamente un pugno di sale, del peso di circa un chilogrammo.
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Il cittadino ha fatto però presente all’incaricato della Protezione civile che di fianco a lui abita la suocera, anziana, e condizionata da patologie legate all’età, e che quindi avrebbe provveduto lui stesso anche a recapitarle il sale, poiché le condizioni del manto stradale non permettevano alla signora di andarlo a prendere personalmente.
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Al rifiuto della persona preposta alla distribuzione, il cittadino ha insistito affermando che avrebbe potuto presentare una delega dell’anziana signora, per regolarità, e per poter quindi ritirarlo in sua vece.
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Nuovamente, un secco rifiuto si è frapposto tra le due persone, l’una decisa e irremovibile, l’altra attonita e stupefatta per l’arroganza incontrata.
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A questo punto il cittadino, dopo aver notato una pala da neve lì vicino, ha affermato che avrebbe voluto portarla al Sindaco, volutamente in polemica, per invitarlo a spalare la neve dalla propria suocera, visto che lei non poteva uscire di casa, e le si negava anche di farsi recapitare il sale.
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Afferrata la pala, il cittadino stava per avviarsi verso il Comune, per dare corso alla sua protesta, quando l’addetto della Protezione civile, forse conscio di aver esagerato, lo richiamava indietro e gli dava il secondo sacchetto di sale.
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Quel giorno, tutto è finito lì, in questo modo, e ciò costituisce l’antefatto di quanto sarebbe accaduto alcuni giorni dopo.
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In occasione infatti delle altre nevicate, la persona in oggetto si è recata nuovamente alla Protezione civile, per il consueto ritiro del “pugno di sale”, stavolta munito del documento di identità dell’anziana parente.
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Ancora una volta, a suo dire, l’ottusità fatta uomo si è manifestata in tutta la sua evidenza, poiché il rifiuto di consegnarli il secondo “pugno di sale” si è palesato immediatamente e con decisione.
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Di nuovo, il cittadino ha provato a ricorrere alla protesta plateale, additando la pala (ancora nei pressi) e afferrandola per recarsi ad offrirla al Sindaco in segno di protesta, come la volta precedente.
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A questo punto, il personaggio della Protezione civile ha iniziato a spintonarlo con veemenza, per varie volte, fino a che il cittadino, alterato ha reagito verbalmente, alzando la voce, e affermando che avrebbe chiamato i Carabinieri.
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Il Cittadino si è trovato ad essere intimorito, sia dalla prestanza fisica dell’interlocutore, sia dal fatto che costui adiva a vie di fatto, alzando le mani, ed ha quindi effettivamente telefonato al Comando dei Carabinieri.
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Ha quindi gettato via il badile che aveva in mano, e a questo punto l’addetto della protezione civile si è ritirato all’interno della sede e ha chiamato il Sindaco.
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Sempre secondo la versione del cittadino, Lorenzo Minganti è arrivato quasi subito e ha prestato ascolto alle proteste del cittadino stesso, e si è risentito del fatto che questi lo voleva invitare a spalare dalla suocera, affermando che, anzi, lui aveva già prestato la sua opera di spalatore davanti alla Coop locale.
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Poi tutto si è sgonfiato, è finito, in una bolla di sapone … senza risse e senza spargimenti di sangue.
Il Sindaco ha invitato il coordinatore della Protezione civile Rino Barilli a fornire il sacchetto di sale, e il cittadino se ne è andato.
Secondo l’esposizione di Radogna, invece, sembra che si sia venuti alle mani, e che il cittadino abbia afferrato la pala per usarla durante la rissa (che non è mai avvenuta).
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Sempre secondo la personalissima interpretazione di Matteo Radogna, che evidentemente gode particolarmente nel presentare il Primo Cittadino come in effetti non è, il Sindaco sarebbe addirittura intervenuto per dividere i due !
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Questo modo di scrivere, sia di fatti di cronaca, sia di politica, non è certo improntato ad un realismo obiettivo, in quanto si evidenzia solo una visione unilaterale e falsata degli argomenti trattati.
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In questo caso, ad esempio, non è stato minimamente interpellato il cittadino, in spregio della verità, e non si è dato corso neanche al minimo tentativo di un accertamento oggettivo.
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Sembra evidente che l’unico tentativo messo in atto da Radogna, sia stato quello di incensare il Sindaco,  e di metterlo su un piedistallo, offrendo ai lettori una di lui immagine cavalleresca, da paladino, e degna dei poemi ti Torquato Tasso.
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Questa è l’informazione a Minerbio, a cui il Sindaco si affida condiscendente !
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A vicenda conclusa, il cittadino ha tentato a più riprese di mettersi in contatto con il Sindaco, attraverso la sua segretaria, ma il Primo cittadino non si è fatto sentire, ignorando completamente il cittadino stesso.
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Al giornalista Matteo Radogna, che sembra essere in perfetta simbiosi con il Sindaco, ha lasciato messaggi in segreteria, ma lui si è comportato nello stesso modo del Primo Cittadino, sfuggendo a qualsiasi tentativo di contatto.
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Questo, evidentemente,  è il modus operandi di chi dovrebbe avere a cuore le problematiche dei cittadini !
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Questa è, ancora una volta, la dimostrazione di un autoreferenzialismo dispotico e arrogante, su cui poggia tutta l’essenza di un Sindaco imposto ai cittadini dal PD , e questi sono i risultati palesi.
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Dissenso

5 commenti:

  1. Bello scoop! Ma da bravi paladini della giustizia e della corretta informazione vi siete premurati di ascoltare anche la versione dei volontari della protezione civile?

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    1. Quella versione che chiedi è già stata data dal giornalista in questione e dal comunicato del sindaco. Il Cittadino invece non lo ha interpellato nessuno. Solo noi abbiamo dato VOCE ad un Cittadino che voleva raccontare la propria versione dei fatti.
      Questo evidentemente disturba e preoccupa qualcuno. Chissà perchè?
      Da fastidio la Verità?

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  2. vuoi vedere che, dopo i manifesti abusivi di dicembre, adesso la sinistra farà saltare fuori che l'opposizione è contro la protezione civile?
    balla su balla, non è sufficiente la gaffe del loro sindaco che col suo comportamento fa passare per ridicoli anche i suoi colleghi di Baricella e Monghidoro, finiti sul giornale per qualcosa di serio...

    IL PROBLEMA QUI NON E' UNA DISCUSSIONE FRA DUE PERSONE, UN CITTADINO ESASPERATO E UN VOLONTARIO CHE OPERA CERTAMENTE IN UNA SITUAZIONE DI STRESS.

    IL PROBLEMA E' UN SINDACO CHE COME AL SOLITO METTE LA SUA PERSONA DAVANTI A TUTTO ED E' PRONTO A PASSARE SOPRA AGLI ALTRI, IN UNA CORSA SCLEROTICA AL MINUTO DI CELEBRITA'.

    E ciò che stona è il solito/a rampollo/a del PD mandato a fare brutta figura pur di difendere l'uomo forte del partito.

    Ma si sa, il partito ha sempre ragione, anche di fronte all'evidenza.

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  3. PS e dobbiamo anche capire se il cittadino se la prende con la stampa, perchè NON CONOSCE il meccanismo, tale per cui "se un sindaco invia un comunicato stampa, questo viene comunque pubblicato, data la fonte primaria".

    Ripetiamo, il problema è IL SINDACO, non il cittadino, non i volontari (che hanno risolto il problema-neve praticamente da soli e a cui va il nostro grazie), non la stampa, non il lupo mannaro. IL SINDACO DI MINERBIO.

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  4. Va ribadito comunque che, secondo quanto detto dal Cittadino, l'addetto della protezione Civile ha alzato le mani su di lui, spintonandolo più volte.
    Inoltre si è rifiutato di dare il secondo sacchetto di sale, nonostante il cittadino abbia esibito come delega per il ritiro i documenti della suocera.
    Affermo inoltre, CON DECISIONE, che la stampa, prima di dare fiato alle trombe dovrebbe verificare la notizia interpellando tutte le parti in causa, e non solo e sempre la versione del Sindaco.
    Diamo a Cesare quel che è di Cesare.
    Dissenso

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