Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

lunedì 26 luglio 2010

CORTE DEI CONTI

Cosa e' e cosa fa la Corte dei Conti
La Corte dei conti e' un organo di rilievo costituzionale, autonomo ed indipendente da altri poteri dello Stato, che vigila sulla corretta gestione delle risorse pubbliche, sul rispetto degli equilibri finanziari complessivi, sulla regolarita', efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa.
In base all'articolo 100 della Costituzione, la Corte dei Conti svolge:
- un controllo preventivo di legittimita' sugli atti del Governo;
- un controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato;
- un controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce una via ordinaria.
Accanto a queste funzioni, ve ne sono altre, introdotte da leggi ordinarie, che trovano il loro fondamento nell'art. 97 della Costituzione (principio del buon andamento degli uffici pubblici), nell'art. 81 (rispetto degli equilibri di bilancio) e nell'art. 119 (coordinamento della finanza pubblica).

Purtroppo alcune di queste leggi (specialmente negli anni '90) hanno pesantemente -quasi irrimediabilmente- limitato i poteri di controllo e di indagine, nonche' le risorse, della Corte dei Conti. I motivi per cui la "politica" ha voluto sottrarre poteri alla Corte e' ovvio a chiunque conosca anche superficialmente il sistema clientelare di "autofinanziamento" della gran parte dei partiti politici, specialmente a livello locale: appalti, societa' partecipate, consulenze esterne, assunzioni 'truccate', spese ingiustificate, etc.

Cio' non toglie che la Corte dei Conti continui a svolgere una funzione fondamentale di controllo della spesa pubblica senza la quale una democrazia rischia di degenerare in una pericolosa forma di aristocrazia partitica -per molti, questa degenerazione e' gia' molto avanzata. Sta quindi al cittadino compensare quanto piu' possibile alle limitazioni imposte, segnalando alla Corte dei Conti comportamenti della pubblica amministrazione che causano danno alle finanze pubbliche (cosiddetto danno erariale).

Un danno alle finanze pubbliche e' un danno a tutti i cittadini che, in mancanza di una efficace azione della Corte dei Conti, saranno poi costretti a porvi rimedio di tasca propria pagando piu' tasse.

Chi e' sottoposto al giudizio della Corte dei Conti
Tutti gli amministratori, dipendenti pubblici e soggetti che siano legati alla pubblica amministrazione da un rapporto d'impiego o di ufficio. Non solo gli impiegati pubblici, quindi, ma anche i titolari di incarichi elettivi (es: ministri, sindaci, presidenti di regione e provincia, etc.), incarichi onorari, e tutti coloro che svolgono funzioni pubbliche. Sono sottoposti alla giurisdizione della Corte anche:
- i soggetti estranei alla pubblica amministrazione ma inseriti in modo stabile nel proprio apparato organizzativo (es: direttori di lavori pubblici, consulenti esterni, etc.);
- gli amministratori degli enti pubblici economici (es: consorzi di bonifica, etc.) e delle s.p.a. partecipate in modo totalitario o prevalente da pubblici poteri (es: Poste, Trenitalia, Alitalia, Rai, etc.).

Quando segnalare
Ogni qualvolta si ha notizia di uno spreco di denaro pubblico, anche di pochi centesimi. Per danno erariale si intende perdita, distruzione, sottrazione di beni o valori della pubblica amministrazione, oppure mancato guadagno.
Alcuni esempi:
- il giudice di pace annulla una contravvenzione perche' non correttamente elevata o notificata da parte dell'organo accertatore. L'errore dell'amministratore produce i seguenti danni alle casse dello Stato (ovvero, ai cittadini): il mancato introito dell'importo della multa, i costi della notifica del verbale, i costi del tempo impiegato dagli agenti di polizia nell'elevare e redigere il verbale, etc. Insomma, una multa 'errata' di euro 36 per divieto di sosta puo' costare allo Stato (ovvero, ai cittadini) anche piu' di 100 euro.
- la Rai, un consorzio di bonifica, il Comune, etc. vi intimano con una lettera a pagare un importo gia' pagato o comunque non dovuto. Anche in questo caso l'errore della pubblica amministrazione produce un danno: i costi di spedizione della lettera, il tempo impiegato per redigere la lettera, etc.
- lavori pubblici mai terminati, mal fatti, dal costo eccessivo, etc.
- concorsi pubblici e gare d'appalto non trasparenti, truccati (corruzione).
- uso della cosa pubblica per finalita' private (es: l'impiegato pubblico che usa il telefono dell'ufficio per fare chiamate private, il Sindaco che usa l'auto blu per andare a fare la spesa, il ministro che usa l'elicottero della Guardia di Finanza per andare nella sua casa di montagna, etc.).
Gli esempi sono, purtroppo, infiniti.

Come segnalare
La segnalazione (che puo' prendere il nome di "esposto", "denuncia" o quant'altro) puo' essere fatta senza particolari formalita': basta inviare una lettera raccomandata a/r alla Procura della Corte dei Conti in cui si descrivono e documentano i fatti che si ritengono dannosi per le finanze pubbliche. La segnalazione non comporta alcuna conseguenza o onere (se non il costo della raccomandata). La Corte dei Conti e' tenuta a mantenere il riserbo assoluto sulla provenienza delle segnalazioni.

A chi segnalare
Alla Procura regionale della Corte dei Conti della Regione in cui hanno avuto luogo i fatti denunciati. Di seguito  l'indirizzo della   Procura regionale della Corte dei Conti:


Emilia Romagna
Procura Regionale della Corte dei Conti
P.zza 8 agosto,26 - 40126 Bologna
Tel. 0512867830 - Fax 0512867837

Speech by ReadSpeaker