Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

venerdì 16 dicembre 2011

HERA E GLI INCENERITORI.

Già da molti anni sappiamo con certezza che l'incenerimento dei rifiuti è dannoso per l'ambiente, non solo per l'emissione di particolato tossico, di diossina e di metalli pesanti in atmosfera, ma anche perchè innesca e alimenta un ciclo perverso, per il quale anziché riutilizzare gli stessi rifiuti, bruciandoli, si è costretti a produrne di nuovi.
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Molte sono le testimonianze della comunità scientifica che specificano molto chiaramente la perniciosità degli inceneritori.
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Gestore degli impianti di incenerimento in Padania, è Hera, il partner di cui anche il Comune di Minerbio è socio-azionario.
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E' notizia di oggi, estrapolata da “Il Resto del Carlino”, che proprio il colosso multiutility ha denunciato il Comune di Castello d'Argile per aver tentato di gestire in proprio la gara d'appalto per la gestione delle reti.
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Hera ha chiesto al Comune un indennizzo di oltre 5 milioni di euro, e su ciò deciderà probabilmente il Tar.
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Va ricordato che Minerbio ha confermato il rinnovo del contratto con Hera, firmando un impegno capestro che non consente nemmeno di rescindere il contratto stesso, e non si capisce con quale criterio l'Amministrazione minerbiese si sia legata così a filo doppio con Hera stessa.
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Il dubbio è che gli ordini vengano dall'alto di quel partito (il PD) che annovera tra le sue fila anche ex militanti divenuti poi funzionari e dirigenti del colosso Hera.
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Tornando agli inceneritori, e alla pericolosità che rappresentano per l'ambiente e gli ecosistemi in cui sono inseriti, elenco di seguito alcune testimonianze sull'argomento, tratte dagli studi di eminenti scienziati .
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Quanto segue (è stato estrapolato dal 4° rapporto della Società Britannica di Medicina ecologica)
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C’è anche la questione della sostenibilità.
.I rifiuti distrutti in un inceneritore verranno rimpiazzati.
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Questo richiederà nuove materie prime, e nuove lavorazioni, trasporti, imballaggi ecc. ecc.
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Invece la riduzione, il ri-utilizzo, e il riciclo rappresentano una strategia vincente.
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E’ stato dimostrato in varie città che si possono realizzare livelli elevati di diversione dei rifiuti (> 60%) in modo relativamente veloce.
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Quando questo accade, non resta molto da bruciare, ma un certo numero di prodotti saranno problematici, ad esempio il PVC.
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L’incenerimento, con il suo approccio a valle (del problema), dà il messaggio :
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Nessun problema, noi abbiamo una soluzione per smaltire il tuo prodotto, continua le tue faccende al solito” .
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Ciò che dovrebbe realizzarsi è una “soluzione a monte”.
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La società dovrebbe poter dire “Il tuo prodotto non è sostenibile ed è un pericolo per la salute – smetti di produrlo”.
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L’incenerimento distrugge la responsabilità e ciò incoraggia le industrie a continuare a fare prodotti che portano a rifiuti tossici problematici.
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Una volta che il rifiuto è stato ridotto in cenere, chi può dire chi ha fatto che cosa ?
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Negli ultimi 150 anni c’è stata una progressiva “tossificazione” del flusso dei rifiuti con metalli pesanti, radionuclidi, e molecole organiche alogenate sintetiche.
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E’ ora di incominciare a invertire questo trend.
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E questo non verrà realizzato se continuiamo a incenerire i rifiuti.
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Dicembre 2005
Vyvyan Howard
Professore di Bioimaging, Centro per le Bioscienze Molecolari
Università di Ulster, Cromore Road, Coleraine, Co.Londonderry BT52 1SA
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La D.ssa Patrizia Gentilini, oncologa, ha affermato, durante la trasmissione di Fazio, in cui il Prof. Veronesi tentava di minimizzare il pericolo degli inceneritori, che a Forlì le donne residenti per 5 anni entro un raggio di 2 km dagli inceneritori hanno avuto una incidenza di morte per tumori superiore del 50 %.
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Nella stessa trasmissione, il Dr. Stefano Montanari, insigne nanopatologo, ha affermato che l'impatto significativo in tale contesto non è dato solamente dal cancro ha, ma anche dalle malattie cardio-vascolari che hanno una incidenza addirittura tripla.
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Le nanoparticelle prodotte dagli inceneritori provocano anche malformazioni fetali, malattie del sistema endocrino, neurologiche, del sistema immunitario, e allergie, così come qualsiasi fonte di polveri e di inquinanti organici come le notissime diossine.
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Gli inceneritori hanno l'aggravante di essere l'unica fonte che non ha nessuna utilità, ma anzi dannosa, oltre che a far perdere quattrini, oltre che la salute.
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Veronesi ha mestamente risposto che per i rifiuti esistono solo due soluzioni : o si mettono sotto terra, o si bruciano !
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E' da notare che gli sponsor di Veronesi, giusto per rimanere in un perfetto conflitto di interessi, sono proprio i costruttori di inceneritori, o i loro gestori, come Acea.
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Tornando agli inceneritori di Forlì, va detto che lo studio sui cosiddetti termovalorizzatori è stato realizzato dall'Associazione Medici per l'Ambiente in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale di Chimica per l'Ambiente di Venezia, che ha elaborato i risultati.
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Nei primi mesi di quest’anno, sono stati condotti esami su polli allevati all’aperto a 800 m, a 2 km e a più di 20 km dagli inceneritori, su uova di galline allevate all’aperto a 800 m e 3,8 km, e su campioni di latte materno di mamme residenti a 500 m e a 1,9 km dagli impianti di incenerimento dei rifiuti.
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Le indagini mostrano che entro un raggio di 2 km tutti i campioni di alimenti eccedono i livelli che le normative stabiliscono per tali inquinanti (uova e polli) , e che si assiste ad una loro netta diminuzione man mano che ci si allontana dagli impianti, hanno dichiarato la dottoressa Patrizia Gentilini e il dottor Stefano Raccanelli.
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Queste sostanze non sono assunte attraverso l’aria che si respira, ma attraverso il cibo : infatti le diossine, una volta emesse attraverso i fumi, contaminano terreno e pascoli ed entrano nella catena alimentare”.
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Per le diossine, infatti, il pericolo non è rappresentato dall’aria che si respira, ma dagli alimenti contaminati che finiscono nei nostri piatti ogni giorno.
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Si tratta di molecole molto stabili e perciò persistenti, sono insolubili in acqua ma hanno un’elevata affinità per i grassi, hanno spiegato gli autori dello studio.
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Si accumulano negli organismi viventi in concentrazioni anche molte migliaia di volte superiori rispetto all’ambiente”.
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Hera Ambiente, del gruppo HERA, il gestore dell'inceneritore oggetto dell'indagine (cioè quello di Coriano), ha subito reagito per bocca del suo Amministratore delegato, Claudio Galli, affermando che le emissioni sono un centesimo rispetto ai limiti di legge e si possono verificare sul sito del gruppo”.
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Le opposizioni locali ironizzano su queste affermazioni, dichiarando :
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La diossina forse non si trova in eccesso negli inceneritori perché la si cerca nei posti sbagliati, dunque ?, e continuano dicendo :

La diossina che ci interessa, invece è quella che si accumula negli alimenti che noi mangiamo e nei nostri tessuti, che si accumula ed è persistente, rendendo vane le assicurazioni di Hera che sta già dicendo che lei rispetta i limiti, anzi è al di sotto di essi di 100 volte… il concetto giusto è che anche entro i limiti di legge, la diossina va evitata perché rappresenta un pericolo.
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Le amministrazioni comunale, provinciale e regionale non hanno assolutamente mostrato di interessarsi a questi problemi, facendo finta che non esistessero, anzi addirittura sminuendoli”.
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L’esposizione a diossine è correlata sia allo sviluppo di tumori”, ricordano gli autori dello studio sull’area degli inceneritori,ma anche a disturbi quali danni riproduttivi, abortività, malformazioni specie urogenitali, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, endocrinopatie, disturbi polmonari, danni metabolici con innalzamento di colesterolo e trigliceridi, danni cardiovascolari, epatici, cutanei, deficit del sistema immunitario.
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Dalla Gazzetta di Modena del febbraio 2011 leggiamo :
«I fumi dell’inceneritore causano parti prematuri e a dirlo è lo studio Moniter di Regione e Arpa, che ha riscontrato un incremento significativo del fenomeno nell’area maggiormente esposta.
.Il dottor Giancarlo Pizza, che rappresenta 22.000 medici dell’Ordine regionale, in occasione della presentazione a Bologna dei dati Moniter, ha ricordato di essere intervenuto nel 2007 sul tema invitando ad abbandonare il sistema dell’incenerimento e di essere stato ripreso e accusato dall’allora ministro Bersani che lo aveva invitato a farsi i fatti suoi.
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Sempre in quella occasione anche il dottor Marco Martuzzi, epidemiologo dell’Oms, ha invitato chiaramente i presenti a non aspettare ulteriori evidenze su malattie e di adottare il principio di precauzione.
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C’è anche l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Modena, nel maggio 2007, dell’Ordine dei medici di Modena, che portò all’attenzione della magistratura tutte le problematiche di carattere sanitario emerse dall’analisi e dall’approfondimento dei documenti in loro possesso.
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Il gestore di questo impianto è Hera Ambiente, del gruppo HERA.
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Dissenso

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