Articolo 21 della Costituzione Italiana

Articolo 21 della Costituzione Italiana:
"TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, CON LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE. LA STAMPA NON PUO' ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE"

venerdì 15 ottobre 2010

LE NOSTRE PROPOSTE PER MINERBIO: AMBIENTE (Eternit Free - Ivrea)


Presentata ieri in Comune a Ivrea la campagna di Legambiente Piemonte “Provincia eternit free” volta a eliminare i tetti costituiti da materiale derivati dall’amianto sostituendoli con coperture costituite da pannelli fotovoltaici.

Il progetto nasce da due considerazioni. Da una parte sono ancora troppe le strutture con tetti di eternit in Italia e in Piemonte in particolare, e in molti casi si tratta di grandi strutture. Secondo le cifre fornite ieri da Giampiero Goglio di Legambiente, sarebbero ben 4milioni i metri quadri di eternit presenti sul territorio regionale, 300 mila nella sola Provincia di Torino (il record negativo è del cuneese con 800mila metri quadri).

D’altra parte esiste un incentivo nazionale che fa sì che i kilowattora di energia elettrica prodotti da impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di tetti in amianto vengano pagati un 5 per cento in più. Il decreto ministeriale del 2007 è stato poi recentemente rifinanziato, portando in prima battuta a ben 10 per cento il sovra-prezzo riconosciuto, anche se a scalare negli anni.

Attraverso la AzzeroCo2 (società partecipata per un terzo da Legambiente) verrà quindi proposto ai proprietari di capannoni con coperture in amianto (e con superficie superiore ai mille metri quadri), la ristrutturazione dei tetti anche a costo zero.

Il meccanismo è semplice: il proprietario firma un contratto con AzzeroCo2 che prevede che questa si occupi del rifacimento del tetto. In contropartita viene ceduto il diritto di superficie e l’energia prodotta (e il corrispondente guadagno) sarà della AzzeroCo2 stessa, fino al rientro dell’investimento, che avverrà in tempi diversi a seconda della superficie e dell’esposizione al sole, ma che dovrebbe essere al massimo di 20 anni.

Al termine di questo periodo il diritto di superficie tornerà in testa al proprietario del capannone che potrà decidere se sfruttare in proprio l’energia prodotta, o affidarsi ancora ad AzzeroCo2.

Vi è anche un’altra possibilità. Chi desidera potrà usufruire solo della consulenza di AzzeroCo2 per sostituire l’eternit con i pannelli fotovoltaici e investire poi risorse proprie, sfruttando di conseguenza l’energia prodotta.

Ma anche chi ha tetti con superfici inferiori ai mille metri quadri, potrà partecipare alla campagna. In questo caso Legambiente fornirà consulenza tecnica e la possibilità di partecipare a gruppi di acquisto per poter ottenere sconti sui pannelli. Inoltre Legambiente indirizzerà gli interessati verso istituti di credito che forniscono finanziamenti agevolati per l’eliminazione dell’eternit.

Per tutti e due i casi è possibile manifestare il proprio interesse compilando un formulario scaricabile dal sito internet www.legambinetepiemonte.it. Coloro che invieranno la scheda avranno diritto a un sopralluogo gratuito da parte di AzzeroCo2 per l’identificazione delle possibilità di intervento.

La campagna Eternit free è stata avviata in Piemonte lo scorso luglio e le adesioni hanno già portato a 43 mila i metri quadri da bonificare. E due schede di dichiarazione di interesse sono già giunte anche dal Canavese, nonostante quella di ieri fosse la prima riunione informativa svolta sul territorio.

Nei propri programmi, infine, Legambiente ha stabilito di usare per le bonifiche e le ristrutturazioni. per quanto possibile, aziende e professionisti locali (precisazione che ha riscosso il plauso dell’assessore al lavoro eporediese Enrico Capirone, ieri presente a “far gli onori di casa”), «Ma questo solo se saranno qualificate – ha specificato Goglio -. Il nostro scopo è bonificare secondo legge l’amianto. Non possiamo ovviamente accettare che vi possa essere nel nostro circuito di fornitori chi cerca “scorciatoie”, magari abbandonando in discariche clandestine le macerie. Quindi cercheremo di utilizzare imprese locali, ma solo se adeguate. Comunque prevediamo anche di “addestrare” i professionisti, per allargare il nostro campo fornitori»

Fonte: LINK

Speech by ReadSpeaker